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Famiglia cristiana: impronte agli ultrà, ma non ai rom.

E’ un arti­co­lo del Corriere che cita la pub­bli­ca­zio­ne, ripor­tan­do l’e­di­to­ria­le di Del Colle.

Mi sem­bra che stia­mo al delirio.

A par­te che le impron­te agli ultrà le han­no pre­se ecco­me, non si capi­sce su qua­le base Del Colle voglia fare discri­mi­na­zio­ne al contrario.

Forse este­ro­fi­lia? Siccome sono stra­nie­ri, pove­ri immi­gra­ti non dob­bia­mo far­li sen­ti­re sot­to mira?

No, infat­ti… così poi saran­no loro pren­de­re di mira noi, maga­ri da die­tro una 45.

Ma Del Colle non con­ten­to pro­se­gue, accu­san­do tut­ti i media o qua­si di non aver nem­me­no cita­to il recen­te con­gres­so mon­dia­le pro­mos­so in Germania dal Pontificio con­si­glio del­la pasto­ra­le per i migran­ti e gli iti­ne­ran­ti con tema – udi­te udi­te la mira­bi­le impor­tan­za- : La real­tà reli­gio­sa del­la gio­ven­tù zin­ga­ra e le rela­ti­ve sfi­de per la Chiesa.”

E io che mi pre­oc­cu­pa­vo per non ave­re anco­ra scrit­to la recen­sio­ne del sag­gio del noto auto­re eschi­me­se P. Moilinn “Il ciclo ripro­dut­ti­vo del ver­me da quer­cia nel­l’ol­tre­pò pave­se dal 1831 al 1890″!

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