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Donne e figli. O forse no.

Oggi ho rice­vu­to una let­te­ra da una cara ami­ca. Una don­na in car­rie­ra fino a qual­che tem­po fa. Oggi car­rie­ra fini­ta, per­chè è arri­va­ta al top. Pre­si­den­te del­la filia­le ita­lia­na di una gran­de socie­tà di con­su­len­za. Impe­gna­ta 214 ore su 24 (non è un erro­re di bat­ti­tu­ra), ha tra­scor­so gli ulti­mi quat­tro anni dei suoi tren­tot­to di vita in un mael­strom di viag­gi, riu­nio­ni, con­si­gli di ammi­ni­stra­zio­ne. Una bel­va, come la chia­ma­no i suoi dipen­den­ti. Sicu­ra­men­te una don­na in gam­ba. E anche mol­to, mol­to bel­la. Cito solo un pas­so del­la sua lun­ga let­te­ra, scrit­ta a mano su car­ta intri­sa del suo pro­fu­mo (cha­nel n° 5, guar­da caso).

“…mi è dif­fi­ci­le oggi guar­dar­mi alle spal­le e non rico­no­sce­re la gran­de for­tu­na che ho avu­to nel­la vita. Dena­ro, gra­ti­fi­ca­zio­ni, noto­rie­tà, pote­re. E nei sen­ti­men­ti un uomo mera­vi­glio­so come com­pa­gno. Un gran­de. Uno di quel­li che tut­te vor­reb­be­ro al fian­co. Ma arri­va­ta vici­no ai qua­ran­ta, sen­to un vuo­to den­tro. Nono­stan­te tut­to quel­lo che ho avu­to, tut­to quel­lo che ho.
Sen­to la man­can­za di un figlio. Al mio inter­no l’ho sem­pre volu­to, desi­de­ra­to. E oggi, che sono arri­va­ta dove sono, non rie­sco nep­pu­re a sen­tir­mi una don­na, sen­za un figlio da accudire.”

Mi ha fat­to riflet­te­re que­sta let­te­ra. Che pro­se­gue con un tono ed un lin­guag­gio di gran­de sen­si­bi­li­tà ed intel­li­gen­za. Com’è pos­si­bi­le, mi sono chie­sto, che una don­na di que­sto spes­so­re pos­sa anco­ra pen­sa­re di non esse­re tale, solo per­chè non ha avu­to un figlio? Come se quel­la del par­to fos­se l’u­ni­ca giu­sti­fi­ca­zio­ne all’e­si­sten­za in vita di un esse­re femminile.

E’ ovvio che all’in­ter­no di ogni uomo e don­na di que­sto pia­ne­ta, madre natu­ra abbia impian­ta­to un siste­ma auto­ma­ti­co per la pro­se­cu­zio­ne del­la raz­za. L’i­stin­to alla pro­crea­zio­ne deve esse­re for­te, per­chè l’es­se­re uma­no con­ti­nui a fare figli. Ma die­tro all’ir­re­fre­na­bi­le impul­so alla mater­ni­tà e alla pater­ni­tà, cosa si nascon­de? Per­chè un uomo o una don­na devo­no improv­vi­sa­men­te sen­tir venir meno la pro­pria inte­gri­tà se non voglio­no (o non pos­so­no) ave­re dei figli?

Cre­do che la rispo­sta stia all’in­ter­no. All’in­ter­no di quel­la gran­de incon­sa­pe­vo­lez­za che gra­va su que­sta socie­tà come un man­to di piom­bo. Sono sicu­ro che un prin­ci­pio esi­sta, die­tro al desi­de­rio di mater­ni­tà e di pater­ni­tà. E anche un prin­ci­pio ele­va­to. Ma sono anche sicu­ro che tale prin­ci­pio esu­li dal­l’ob­bli­ga­to­rie­tà del­la gene­ra­zio­ne car­na­le di un esse­re umano.

Dopo tut­to cosa signi­fi­ca “ave­re un figlio”? Cosa mai si “ha” nel­la pater­ni­tà o nel­la maternità?
Nul­la. Non si “ha” un altro esse­re. Sia esso figlio o com­pa­gno, nes­sun esse­re è di nessuno.

Il figlio che pos­sia­mo gene­ra­re non è nostra pro­prie­tà. E’ un altro esse­re uma­no. Pun­to. E so che occor­re una gran­de capa­ci­tà di distac­co per accet­ta­re que­sto. Ma cre­do che il noc­cio­lo sia qui. Se esclu­dia­mo il fat­to­re fisi­co, cre­do che ave­re un figlio si pos­sa sin­te­tiz­za­re in due paro­le: respon­sa­bi­li­tà e dono. Respon­sa­bi­li­tà di un altro esse­re, del suo svi­lup­po, del­la sua cre­sci­ta. Respon­sa­bi­li­tà nel for­nir­gli tut­to quel­lo di cui abbi­so­gna per rea­liz­za­re la sua vita. Ma non nel viver­la al posto suo. Anche se que­sto signi­fi­cas­se assi­ste­re alla sua auto­di­stru­zio­ne. E in que­sto vi è il dono. Il dono com­ple­to di sè, in fidu­cia e amo­re. Anche se que­sto amo­re non doves­se mai esse­re ricambiato.

Io cre­do che oggi la mag­gior par­te di colo­ro che han­no dei figli si tro­vi pre­da solo di un istin­to, quel­lo ani­ma­le, e di una mora­le, quel­la reli­gio­sa, qua­lun­que essa sia. Per­chè qua­si tut­te le reli­gio­ni han­no in comu­ne il rele­ga­re la don­na a sem­pli­ce fat­tri­ce. Una giu­men­ta da mon­ta, e nei casi di mag­gior sen­ti­men­to, ogget­to di sol­laz­zo per l’uomo.

Istin­to e mora­le dun­que, che por­ta­no la mag­gior par­te del­le gra­vi­dan­ze ad “acca­de­re” agli incon­sa­pe­vo­li genitori.
Non una pos­si­bi­li­tà cer­ca­ta. Non un’e­spe­ri­re con­sa­pe­vo­le gui­da­to da un sen­ti­re pro­fon­do, e dal­la ricer­ca di quel prin­ci­pio di figlio­lan­za, occul­ta­to die­tro le men­ti­te spo­glie del­la gene­ra­zio­ne carnale.

E allo­ra a te, mia cara ami­ca che mi scri­vi, rispon­do da que­ste pagi­ne, invi­tan­do­ti ad appro­fon­di­re quel­lo che sen­ti, a com­pren­de­re qua­le sia vera­men­te il moti­vo per cui non ti sen­ti inte­gra sen­za ave­re spe­ri­men­ta­to un par­to. For­se die­tro tut­to ciò c’è qual­co­sa d’al­tro. Qual­co­sa che pren­de ori­gi­ne ben più a fon­do den­tro di te.
For­se quel desi­de­rio di per­met­te­re ad un altro esse­re di “veni­re alla Luce”, inne­ga­bi­le nel­la sua inte­gri­tà, non ha nul­la o poco a che vede­re con il gene­ra­re car­nal­men­te, simu­la­cro ter­re­no di altro atto.

Cre­do che occor­ra esser Don­na per ave­re un Figlio, ma sono sicu­ro che non occor­ra ave­re un figlio, per esse­re Donna.
Con amore.
Franz

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8 Comments

  1. agenore ha detto:

    Par­te­ci­po al con­te­nu­to del tuo inter­ven­to caro blog­ger. E se è così bel­la, presentacela …

  2. Giuliano ha detto:

    “Cre­do che occor­ra esser Don­na per ave­re un Figlio, ma sono sicu­ro che non occor­ra ave­re un figlio, per esse­re Donna.”

    Bel­lis­si­ma la tua fra­se (sem­pre se è tua)… la con­di­vi­do al 100%.… e tan­ti com­pli­men­ti per il blog e per le cose che scrivi.…

  3. franz ha detto:

    Gra­zie per i com­pli­men­ti. Se pos­so per­met­ter­mi una doman­da: come mai met­ti in dub­bio la pater­ni­tà del­la fra­se in oggetto?
    Sem­pli­ce curio­si­tà, chiaramente.

    • Giuliano ha detto:

      Mi spie­go.… non so chi sei… ho sco­per­to que­sto blog per puro caso… Non ricor­do cosa ho digi­ta­to su goo­gle… ed è usci­ta fuo­ri una bel­lis­si­ma don­na… x non dire altro… 😀

      Poi ho let­to alcu­ni arti­co­li da te pub­bli­ca­ti… in uno se non sba­glio si par­la­va di Gela… ed essen­do Sicu­lo mi sono incu­rio­si­to ed ho let­to… e mi sono tro­va­to subi­to dac­cor­do con ciò che scri­ve­vi… Quin­di mi sono iscrit­to alla mai­ling list… in modo da poter rice­ve­re i tuoi arti­co­li… Quel­li più inte­res­san­ti le giro ai tan­ti ami­ci spar­si per l Ita­lia… per far­li riflet­te­re… così come fac­cio io…

      Ades­so pas­so alla fra­se “incri­mi­na­ta”… ho a che fare con diver­se Don­ne che non rie­sco­no ad ave­re dei figli… per vari moti­vi… ed ho tro­va­to la tua fra­se per­fet­ta… bel­lis­si­ma… Non essen­do un let­to­re di libri.… cau­sa man­can­za di tem­po… m è venu­to in men­te che pote­va esse­re una fra­se scrit­ta da un poe­ta famo­so… o da chis­sà chi… e che tu l ave­vi pre­sa ad hoc per l argomento…

      Se così non è… ti por­go le mie scu­se per il dub­bio… e ti rin­no­vo i complimenti!!!

  4. franz ha detto:

    Nes­su­na “incri­mi­na­zio­ne” 🙂 solo curio­si­tà, nes­su­na scu­sa da por­ge­re, dun­que 🙂 Grazie.

  5. Marina ha detto:

    Non cre­do che si fareb­be­ro mol­ti figli se si faces­se­ro con­sa­pe­vol­men­te, cre­do che il sen­tir­si inap­pa­ga­ti quan­do non ven­go­no sia un con­di­zio­na­men­to socia­le, non animale.
    Come tan­te altre que­stio­ni socia­li che con­di­zio­na­no la don­na e che poi ven­go­no inter­pre­ta­te come loro limi­ti e difet­ti( cor­nu­te e mazziate).
    Il sen­so comu­ne dice che dob­bia­mo ave­re figli, che don­ne sia­mo man­can­do alla fun­zio­ne pri­ma­ria che la natu­ra ci ha dato?
    Dob­bia­mo esse­re mater­ne pri­ma anco­ra che ci nasca­no i figli..e quan­do nasco­no, una len­te di ingran­di­men­to si posa su di noi per vede­re che madri sia­mo, vaccini,scuola,educazione,parolacce,le can­ne, il ses­so, diven­ta­no tut­te cose di nostra responsabilità.
    Se ci si ren­des­se con­to che ave­re un figlio è un meto­do di cre­sci­ta per­so­na­le poten­te e dolo­ro­so, se ne sce­glie­reb­be­ro altri.
    I figli ti dan­no un dono gran­dis­si­mo, come dice giu­sta­men­te Franz: ti inse­gna­no l’a­mo­re sen­za pos­ses­so. Per­chè anche se non lo hai mai capi­to, c’è un momen­to che volen­te o nolen­te diven­ti uno spet­ta­to­re del­la loro vita. E se non te lo aspet­ta­vi diven­ta così dolo­ro­so da deva­sta­re com­ple­ta­men­te i rapporti.
    Alla tua ami­ca direi un altra cosa.Il vuo­to che sen­te non cre­do sia la man­can­za di un figlio,e anche se un figlio cer­ta­men­te le fareb­be capi­re cos’è quel vuo­to, è un meto­do rischio­so se non si è pronti.
    Mol­to meglio cer­ca­re la Veri­tà den­tro se stes­sa. Il suc­ces­so sen­za la cre­sci­ta per­so­na­le di soli­to non basta.
    Ma se è ami­ca tua Franz, sono mol­to fidu­cio­sa che sia già sul­la buo­na strada.
    Ciao

  6. Marina ha detto:

    Ah ma è un post del­l’an­no scor­so? :nosha­ke: