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Riomaggiore, cinque terre: lo squallore della sicumera.

Saba­to sera. Rag­giun­go in moto un grup­po di ami­ci a cena a Rio­mag­gio­re, nel­le cin­que terre.

La costie­ra al tra­mon­to offre uno spet­ta­co­lo a dir poco impa­ga­bi­le. Nono­stan­te il mare sia bru­tal­men­te mos­so, tan­to da chiu­de­re le spiag­ge (a Rio­mag­gio­re, per­chè a Mon­te­ros­so, ad un tiro di spu­to le spiag­gie sono aper­te), il pano­ra­ma è vera­men­te mera­vi­glio­so. Smo­to­reg­gio con cal­ma, goden­do­mi il pro­fu­mo dei pini marit­ti­mi e quell­lo del­la ter­ra del bosco, che l’a­ria fre­sca del­la sera mi por­ta con­ti­nua­men­te addos­so, but­tan­do ogni tan­to lo sguar­do all’o­riz­zon­te, foto­gra­fan­do con la vista tut­to quel­lo che posso.Ma l’i­dil­lio dura poco.

Tre cur­ve e mi fer­mo: sot­to di me il pae­se di Rio­mag­gio­re. Abbar­bi­ca­to sul fian­co del­la mon­ta­gna, le case costrui­te una sul­l’al­tra, qua­si a reci­pro­co soste­gno su una pen­den­za supe­rio­re al 30 %, fan­no brut­ta mostra di sé in un impro­ba­bi­le accoz­za­glia di colo­ri pastel­lo: rosa pan­cet­ta, gial­lo itte­ri­zia, ver­de lat­te­ria (smun­to). Un poco scon­cer­ta­to (me l’a­ve­va­no descrit­ta come un gio­iel­lo), ripren­do la rom­ban­te e fac­cio gli ulti­mi tre tor­nan­ti. Pri­ma del­l’ul­ti­ma cur­va un car­tel­lo segnala:

“RIOMAGGIORE

PATRIMONIO MONDIALE DELL’UMANITA’ ”

Mi chie­do chi l’ab­bia deci­so, ma pro­se­guo, arri­van­do all’in­gres­so del pae­se. Due pas­sag­gi con sbar­ra e una nutri­ta, quan­to ine­qui­vo­ca­bi­le sel­va di car­tel­li mi fan­no capi­re che devo abban­do­na­re la moto. Pri­mo pro­ble­ma: dove? Gli uni­ci pun­ti adat­ti sono un pic­co­lo spa­zio (già gre­mi­to di due ruo­te) sul­la destra, e il par­cheg­gio a paga­men­to. Vab­bè, vor­rà dire che spen­de­rò qual­che euro. Tem­po die­ci secon­di e l’in­ca­ri­ca­to del par­cheg­gio mi spie­ga che la loro assi­cu­ra­zio­ne non copre i moto­vei­co­li, e che quin­di lì i sud­det­ti non pos­so­no par­cheg­gia­re. Un po’ inter­det­to chie­do infor­ma­zio­ni:
“Mi scu­si, ma… allo­ra dove la met­to?”
Rispo­sta:
“Dove vuo­le ma non qui!”
Oddio… il soli­to coglio­ne! Lo guar­do negli occhi, rea­liz­zan­do che die­tro non c’è nul­la, se non qual­che spa­ru­to pen­sie­ro auto­ma­ti­co in cor­do­glio di sè come una par­ti­cel­la di sodio nel­l’ac­qua Lete. Nul­la da fare. Dia­lo­go impos­si­bi­le, a meno che non voglia par­la­re da solo.
Mi guar­do intor­no e vedo un cen­tau­ro in par­ten­za che mi fa segno. Mi avvi­ci­no
“Io vado, met­ti­la qui. Ci stai?” mi apo­stro­fa. Lo spa­zio è ridot­to ma rie­sco a depo­si­ta­re la moto. Rin­gra­zio.
“Ma cosa ci fai qui?” mi chie­de lui
“Mah… comin­cio a chie­der­me­lo anche io. Ho un appun­ta­men­to a cena con ami­ci.”
Lui scop­pia in una risa­ta sadi­ca.
“Enjoy!” Escla­ma ingra­nan­do la pri­ma e par­ten­do.
Riman­go a con­si­de­ra­re l’ul­ti­ma paro­la, con un vago sen­so di inquie­tu­di­ne, poi mi giro e ini­zio a scen­de­re ver­so il paese.

La disce­sa è ripi­dis­si­ma all’i­ni­zio, poi assu­me l’a­spet­to di un pre­ci­pi­zio. Ai lati le soli­te case in sti­le ligu­re, into­na­co scro­sta­to su diver­si stra­ti, aspet­to malan­da­to, ser­ra­men­ti vici­ni alla decomposizione.

Alcu­ni turi­sti si aggi­ra­no per i nego­ziet­ti, scru­tan­do le soli­te chin­ca­glie­rie con occhio semi­va­cuo. Men­tre sgam­bet­to in disce­sa mi coglie l’or­ren­do pen­sie­ro che dovrò ripe­te­re quel­lo stes­so quin­to gra­do in sali­ta. E già mi fio­ri­sce l’in­sul­to all’in­di­riz­zo del­l’am­mi­ni­stra­zio­ne comu­na­le. Arri­vo in fon­do evi­tan­do mira­co­lo­sa­men­te di roto­la­re per la pen­den­za, e mi si para davan­ti un muro dal­l’a­spet­to lacri­mo­so, gri­gio scu­ro e rico­per­to di chiaz­ze di umi­di­tà. Due pic­co­li car­tel­li indi­ca­no a sini­stra per la “mari­na” e a destra per la “via del­l’a­mo­re”.
Cono­sco diver­se “Mari­na” che non sfi­gu­re­reb­be­ro su una “via del­l’a­mo­re”. Scac­cio il pen­sie­ro e mi diri­go ver­so sini­stra, giù da una serie di gra­di­ni, scen­den­do per una sor­ta di cata­com­ba che rea­liz­zo esse­re un sot­to­pas­sag­gio alla fer­ro­via. I muri ai lati si con­ten­do­no il tito­lo di “Mister Umi­do”, men­tre ai miei pie­di tro­vo più resi­dui che in un bar di Madrid dopo le tapas.
Un car­tel­lo sul­la sini­stra minaccia:

ATTENZIONE!
ZONA VIDEOSORVEGLIATA!

Mi guar­do intor­no alla ricer­ca del­la tele­ca­me­ra, vor­rei espri­me­re a gesti il mio sen­ti­re… ma non ne vedo una. O è ben dis­si­mu­la­ta, oppu­re è riu­sci­ta a fug­gi­re.
Final­men­te sbu­co sul­la mari­na. Car­cas­se di vec­chie bar­che da pesca, in diver­si sta­di di quie­scen­za, e qual­cu­na for­se anco­ra atti­va. Un minu­sco­lo por­tic­cio­lo che in quel momen­to sem­bra voler soc­com­be­re alle onda­te che si infran­go­no sul fran­gi­flut­ti in pie­tra. Ai lati le ulti­me abi­ta­zio­ni, svi­lup­pa­te­si ine­vi­ta­bil­men­te in altez­za. Il soli­to spet­ta­co­lo di degra­do e indi­scu­ti­bi­le spor­ci­zia, i pan­ni ste­si qui e là alle fine­stre, l’oc­clu­sio­ne e la pesan­tez­za gene­ra­le mi fan­no di col­po tro­va­re nel più vera­ce bas­so napo­le­ta­no. Ci man­ca giu­sto Mario Mero­la e sia­mo a posto.
Inver­to la mar­cia, risal­go ver­so il bivio e mi diri­go ver­so la “via del­l’a­mo­re” dove ho appun­ta­men­to.
Per­cor­ro qual­che deci­na di metri in una spe­cie di tun­nel che costeg­gia la fer­ro­via. Sopra di me un “sof­fit­to” for­ma­to da ple­xi­glass azzur­ro ripie­ga­to a vol­ta, alla sini­stra del­le spe­cie di com­po­si­zio­ni a mosai­co ini­den­ti­fi­ca­bi­li, for­se rea­liz­za­te dai bam­bi­ni del­le ele­men­ta­ri. Il cal­do è sof­fo­can­te, nono­stan­te si sia al tra­mon­to. Sbu­co nel­la piaz­za davan­ti alla sta­zio­ne ed un gros­so car­tel­lo infor­ma­ti­vo mi spie­ga che quel­lo che ho appe­na attra­ver­sa­to è un “per­cor­so mul­ti­ma­te­ri­co” alle­go­ri­co, rea­liz­za­to non so da qua­le arti­sta (?). Mi si inar­ca il soprac­ci­glio. Ho fame e quin­di pro­se­guo, cer­can­do di scac­cia­re gli ine­vi­ta­bi­li inter­ro­ga­ti­vi. Rag­giun­go il loca­le del­l’ap­pun­ta­men­to che non cite­rò per cari­tà di patria. Alcu­ni tavo­li “pre­no­ta­tis­si­mi”, e quel­lo dei miei ami­ci. Una ter­raz­za a pic­co sul mare, con vista anche sul­la sta­zio­ne, mi offre un tra­mon­to die­tro le nuvo­le, in un colo­re ros­so acce­so. Tre­men­do il con­tra­sto, tra la bel­lez­za del­la natu­ra e lo squal­lo­re del­l’uo­mo. Gli ami­ci mi spie­ga­no il fun­zio­na­men­to del loca­le. Seguo le istru­zio­ni. Vado al banco/reception, dove ordi­no. Un piat­to di affet­ta­ti, uno di for­mag­gi, uno di acciu­ghe e una bot­ti­glia di vino ros­so. Tota­le mate­rie pri­me, indi­ciz­za­to al tas­so di infla­zio­ne pre­vi­sto per il 2010, mol­ti­plia­to per die­ci per­chè voglio esse­re lar­go: 5 euro per il vino, quin­di­ci euro per il resto.
Il con­to: 48 euro. Riman­go ceri­to. Il dilem­ma è se chia­ma­re la finan­za, o man­da­re a fare in culo i gesto­ri, ma sopras­sie­do per amor degli ami­ci, evi­den­te­men­te in con­di­zio­ne armo­ni­ca. Il pro­prie­ta­rio mi met­te in mano una pic­co­la copia com­mis­sio­ne:
“Tor­ni tra die­ci minu­ti, ed è tut­to pron­to.”
Fuman­do dal­l’in­ter­no atten­do. Dopo die­ci minu­ti mi ripre­sen­to. Per quel­lo che ho paga­to mi aspet­to un cin­ghia­le a fet­te, un inte­ro casei­fi­cio, e una bale­na sot­t’o­lio. Inve­ce mi fic­ca­no in mano due minu­sco­li taglie­ri, in cui affet­ta­ti e for­mag­gi affron­ta­no il cal­va­rio del­la soli­tu­di­ne, e un piat­to con set­te eso­te­ri­ci filet­ti di acciu­ghe, ele­gan­te­men­te dispo­sti qua­si a gui­sa di tro­fei di pesca (ma sono frschis­si­mi, non di cer­to le soli­te acciu­ghe in sala­mo­ia!). Ripen­so anco­ra agli ami­ci ed evi­to di esi­bir­mi in un olim­pio­ni­ca per­for­man­ce di lan­cio del disco.
La sera­ta tra­scor­re pia­ce­vol­men­te (la mia bot­ti­glia è la ter­za, e sia­mo in set­te), e nel chiac­che­ra­re sco­pro che la via del­l’a­mo­re è una roman­ti­ca pas­seg­gia­ta che si sno­da lun­go la sco­glie­ra, per cui vie­ne richie­sto un tic­ket d’in­gres­so da cin­que euro. No com­ment.
Dopo qual­che tem­po mi accin­go a tor­na­re. Mi chie­do se non ci sia un qual­che mez­zo per risa­li­re fino al par­cheg­gio, e sco­pro che esi­sto­no due navet­te con quel­lo sco­po. Mi fer­mo per un caf­fè, in atte­sa. Al caf­fè si aggiun­ge un gela­to, poi un altro caf­fè. In tut­to que­sto tem­po (cir­ca mez­z’o­ra), vedo sali­re la navet­ta una vol­ta. Capi­sco che potrei invec­chia­re nel­l’at­te­sa, e par­to a pie­di. Men­tre arran­co arram­pi­can­do­mi per la sali­ta, nel mio sto­ma­co le acciu­ghe si esi­bi­sco­no in un tor­neo di car­ving, affian­ca­te dal­le fet­te di for­mag­gio in sti­le majo­ret­tes, ed inci­ta­ti dal pro­sciut­to che fa la ola. Quan­do arri­vo alla moto qua­si mi toc­ca la sala di ria­ni­ma­zio­ne.
Men­tre par­to non pos­so fare a meno di pen­sa­re che se que­sta spe­cie di trap­po­la per turi­sti idio­ti è vera­men­te patri­mo­nio mon­dia­le del­l’u­ma­ni­tà, allo­ra non c’è pro­prio scam­po. Per nessuno.

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18 Comments

  1. Sting ha detto:

    Vero veris­si­mo!! Sono anni che dico a tut­ti quel­li che cono­sco di DIMENTICARE loca­li e loca­li­tà dove le bel­lez­ze archi­tet­to­ni­che o pae­sag­gi­sti­che, sono solo un’a­li­bi per scuo­ia­re igna­ri visi­ta­to­ri. E dire ai gesto­ri dei sud­det­ti loca­li, pri­ma di usci­re, che 1° la nostra fac­cia non la vedran­no cer­ta­men­te più, e 2° che ci dare­mo da fare per dare loro la pub­bli­ci­tà che si meri­ta­no, come hai fat­to anche tu caro Franz!
    BEN FATTO

  2. sandra ha detto:

    Caro Franz gra­zie per aver­mi fat­to ride­re di cuo­re ma…lascia che spez­zi una lan­cia a favo­re di que­sta ter­ra che ben cono­sco per­che ci sono nata e ci vivo tut­to­ra. Per tan­ti ver­si una ter­ra dif­fi­ci­le, una lin­gua sot­ti­le posta tra i mon­ti e il mare dove non c’è spa­zio per nul­la, se non per lan­cia­re lo sguar­do e perdersi…laggiù…verso l’orizzonte.…Qui non si pas­seg­gia, ma ci si arram­pi­ca, non si scen­de, ma, come dici tu, si rotola!Non si sa dove par­cheg­gia­re la moto, figu­ra­ti la macchina!Tacchi a spil­lo solo nel­le occa­sio­ni spe­cia­li, dove si cam­mi­na poco. Lo san­no bene i tede­schi che, aman­ti da sem­pre del­la Ligu­ria, scen­do­no qui con zai­ni e scar­po­ni. Non si va alla spiag­gia col pareo, ma si sce­glie uno sco­glio con acqua mine­ra­le e pani­no al seguito.Qui la tec­no­lo­gia ral­len­ta, ince­spi­ca tra le roc­ce e l’a­ria sal­ma­stra che cor­ro­de tut­to. Rio­mag­gio­re, ulti­mo baluar­do del pro­mon­to­rio del­le Cin­que Ter­re, ha cono­sciu­to l’e­let­tri­ci­tà da pochi anni e lì da poco c’è cam­po per il cellulare.Guardando a mon­te, i muret­ti a sec­co taglia­no le ter­raz­ze dove l’uo­mo è riu­sci­to a coltivare.Questa ter­ra, così imper­via e dif­fi­ci­le, la capi­sco, mi rassomiglia.Eppure, tor­nan­do dal­la Pada­nia, pas­sa­ti i Giovi,sembra che qual­cu­no accen­da la luce, è lo spec­chio del mare…E’ vero, quan­do sia­mo inna­mo­ra­ti è mera­vi­glio­so qual­sia­si posto, ma nel­l’at­te­sa di rin­na­mo­rar­si anco­ra quel sali­re in alto e sen­ti­re odor d’in­fi­ni­to, cre­di­mi, aiuta.

  3. franz ha detto:

    Se per te l’o­do­re del gas di sca­ri­co del­le navet­te fer­me in cima alla sali­ta, col moto­re acce­so per­chè gli auti­sti pos­sa­no sta­re in aria con­di­zio­na­ta è odo­re di infinito…

  4. the_highlander ha detto:

    Le cin­que ter­re… io abi­ta­vo a Rapal­lo, ed un bel gior­no mi chia­ma una mia ami­ca ame­ri­ca­na e mi dice “I am in Mon­te­ros­so! very cute eve­ry­thing is so small!” (Sono a Mon­te­ros­so che bel­li­no tut­to così pic­co­lo!). Sic­co­me sono un ragaz­zo sen­si­bi­le, aman­te del­la bel­lez­za del­la natu­ra le dico di aspet­ta­re che l’a­vrei rag­giun­ta per cena­re insieme.
    Lan­cia­tis­si­mo, arma­to di moto “Hon­da Domi­na­tor” con mono­ci­lin­dro (non cre­do che la mi arri­vas­se ad un cilin­dro inte­ro comun­que) par­to igno­ran­do mio padre che mi fa nota­re che Mon­te­ros­so è leg­ger­men­te lon­ta­nuc­cio e, visto l’o­ra già tar­da, che sarei arri­va­to un po’ tar­di. Insen­si­bi­le a que­ste qui­squi­lie par­to via, … dopo mez­zo­ra di auto­stra­da ed altret­tan­to mas­sag­gio al dere­ta­no dovu­to al sud­det­to mono­ci­lin­dro, esco dal­l’au­to­stra­da e comin­cio a fare stra­de con tre­mi­la cur­ve, dicen­do­mi “alla pros­si­ma sono arri­va­to”… si, come no. 30 minu­ti dopo la tem­pe­ra­tu­ra era cala­ta bru­sca­men­te (sareb­be più giu­sto dire che non mi ero coper­to a dove­re), il mio dere­ta­no mi con­si­glia­va di cam­bia­re moto, la stra­da era buia ed inve­ce di scen­de­re sali­va, il ser­ba­to­io mi ram­men­ta­va che l’au­to­no­mia era limi­ta­ta… cre­do di aver sen­ti­to ulu­la­re dei lupi anche (o for­se era il mio sto­ma­co).… mi ver­go­gno dir­lo, ma ho fat­to die­tro-front e sono tor­na­to a casa… da quel gior­no vado alle cin­que ter­re in treno…

  5. Franz ha detto:

    Cari­no il reso­con­to… però ten­go a pre­ci­sa­re che non ho nul­la con­tro le cin­que ter­re. E’ pro­prio Rio­mag­gio­re che mi sta sul­le palle!

  6. luca ha detto:

    CARO TESTA DI CAZZO!!!Per quan­to bene ti voglia devi smet­ter­la di anda­re in giro a far­ti pet­ti­na­re sol­di da accat­to­ni masche­ra­ti da gran­di risto­ra­to­ri che han­no la “for­tu­na” di ave­re un baci­no di uten­za pres­so­chè infi­ni­to e di te se ne pos­so­no sbattere…certi posti andreb­be­ro visi­ta­ti solo in bas­sa stagione,quando quel­la stes­sa gen­te pur di ave­re due coper­ti in più si figu­re­reb­be di dar­ti anche le figlie per dolce…Quella che hai visto non è professionalità…l’essere RISTORATORI,vuol dire esse­re sem­pre cortesi(anche quan­do i Coglio­ni Navi­ga­no per terra)…essere atten­ti e precisi..ogni gior­no i risto­ra­to­ri sono sot­to esame…come voglio spe­ra­re anche gli altri settori(ma è una mia Pura utopia)…indi viva la CORTESIA,la pro­fes­sio­na­li­tà e l’a­mo­re per se stes­si e per gli altri.NB:NOTA DI MERITO AL MOTOCICLISTA CORTESE.…SALUTT!!!

    • franz ha detto:

      Per “CARO TESTA DI CAZZO” inten­di il fre­ne­ti­co aumen­to del costo dei pene-cefa­li? No per­chè se è solo per que­sto per te non c’è prez­zo che tenga!
      Io non ho visi­ta­to quel posto. Mi ci han­no tra­sci­na­to a for­za! Caz­zo! E comun­que me la sono meritata!

  7. luca ha detto:

    non sape­vo che aves­si acqui­sta­to all’a­sta il siste­ma di navi­ga­zio­ne di Super­car adat­ta­to per la Harley.….mi augu­ro che alme­no tu gli abbia cam­bia­to nome e voce…KitT face­va caga­re e la voce ti face­va veni­re voglia di anda­re Sì al mare…ma den­tro però..con tut­to il mezzo.…Homus faber for­tu­nae sue…Moto Anche…

  8. Chiara ha detto:

    … La tua descri­zio­ne è vera­men­te drammatica..
    Pos­so giu­sto dar­ti ragio­ne per il par­cheg­gio che è un problema.
    A Rimag­gio­re ci vado alme­no un paio di vol­te l’an­no e non mi è mai sem­bra­ta così ter­ri­bi­le come la descri­vi tu.. non è che sei una di quel­le per­so­ne che esagerano..
    .. e non hai visto la spiaggia…
    Comun­que sta­se­ra ci tor­no e doma­ni spe­ro di nuo­ta­re tra i pesci in un mare dal­le mol­te sfu­ma­tu­re come ho fat­to la set­ti­ma­na scor­sa, quan­do sono sta­ta lì per ben 6 giorni.

    • franz ha detto:

      Ciao Chia­ra.
      Par­la­vo solo del pae­se. La spiag­gia… beh, cir­ca due anni fa ci sono anda­to ma non l’ho vista per­chè era som­mer­sa di cor­pi, que­sta vol­ta inve­ce era som­mer­sa da una mareg­gia­ta vio­len­ta; que­stio­ne di sfiga!
      Non aven­do­la mai vista quin­di, non ho idea di come sia, e quin­di nem­me­no moti­vi per dubi­ta­re del­le tue parole.
      Kisses

  9. Ricky ha detto:

    Ciao Franz, com­pli­men­ti per il tuo reso­con­to. Io sono spez­zi­no, eppu­re a Rio­mag­gio­re ci sono sta­to una vol­ta sola in vita mia per non tor­nar­ci mai più. Le cose che hai scrit­to non mi stu­pi­sco­no per nien­te, dal momen­to che quel pae­se è noto per la soler­zia del­la sua poli­zia muni­ci­pa­le nel­l’e­lar­gi­re mul­te per ecces­so di velo­ci­tà nel­la stra­da che pas­sa sopra il pae­se, dove c’è un incre­di­bi­le limi­te di 50 km/h lad­do­ve le abi­ta­zio­ni sono fre­quen­ti (per usa­re una meta­fo­ra da te già usa­ta) come le par­ti­cel­le di sodio nel­l’Ac­qua Lete. Ogni tan­to fac­cio un sal­to sul­la stra­da (nel pae­se MAI!) per vede­re se han­no esco­gi­ta­to qual­che nuo­va posi­zio­ne, qual­che nuo­vo stra­ta­gem­ma per foto­gra­fa­re auto e moto di pas­sag­gio. Gra­zie al tuo post ho sco­per­to che code­sta linea di con­dot­ta è tenu­ta anche all’in­ter­no del paese…buono a saper­si. Se ti inte­res­sa, qual­che tem­po fa ho rea­liz­za­to un repor­ta­ge sul­l’au­to­ve­lox di Rio­mag­gio­re, che puoi tro­va­re a que­sto indi­riz­zo: http://granatavero.splinder.com/post/11984676
    Ho due richie­sta per te:
    1) potrei ripor­ta­re il tuo repor­ta­ge sul mio blog (ovvia­men­te citan­do e linkando?)
    2) Per­chè non scri­vi il nome del loca­le? Cono­scer­lo sareb­be uti­le per tut­ti quel­li che pas­sa­no di qui per fare le dovu­te considerazioni…
    Ciao e com­pli­men­ti per il blog, hai con­qui­sta­to un lettore!

    • franz ha detto:

      Ho visto il tuo di blog. Mol­to illu­mi­nan­te. Mi pia­ce. Ergo ti met­to nel blo­groll. Poi mi hai fat­to veni­re in men­te un’i­dea per­ver­sa ma te ne par­lo per mail diretta.
      Per il nome del risto­ran­te, fa nul­la. Sarà per un’al­tra volta-
      Pub­bli­ca ripor­ta pure quel­lo che vuoi. Non devi nem­me­no chiedere.
      Gra­zie di tutto

  10. bruno mezzogiorno ha detto:

    Belin! ma vi sie­te dro­ga­ti pri­ma o dopo?
    Sape­te di cosa sta­te parlando?
    <di uno dei posti più bel­li del mondo.
    Ma sono d’ac­cor­do con voi. Sie­te trop­po teste di caz­zo per andar­ci… NON ANDATECI… NESSUNO PIANGERA’ LA VOSTRA MANCANZA…

    • franz ha detto:

      Caris­si­mo bruno,
      il fat­to che io mostri indul­gen­za ver­so Luca, non ti deve trar­re in inganno.
      Comun­que, come si suol dire, ogni scar­ra­fo­ne è bel­lo per mam­ma sua. E di sca­ra­fag­gi si sa, i posti di mare sono pieni.
      Saluti.

  11. loretta ha detto:

    è vero quel­lo che scri­vi, aggiun­ge­rei: gen­te del luo­go poco dispo­ni­bi­le. uffi­cio infor­ma­zio­ni del­la sta­zio­ne di riomaggiore,con par­te del per­so­na­le poco qua­li­f­ca­to e asso­lu­ta­men­te restio a dare infor­ma­zio­ni dovu­te rifi­lan­do tic­ket total­men­te inutli.
    FATE ATTENZIONE! cola­zio­ne al bar euro 7,00 ( n°2 cap­puc­ci­ni e n°2 paste vuo­te), par­cheg­gio qua­si obbli­ga­to­rio dentro
    il pae­se e 10 euro al giorno.