>

Fanculo al diritto d’autore – 2

“Le socie­ta pri­va­te non pos­so­no spia­re siste­ma­ti­ca­men­te la Rete per indi­vi­dua­re gli uten­ti che si scam­bia­no file musi­ca­li o gio­chi su Inter­net.” Cor­rie­re del­la Sera di oggi. Echec­caz­zo!!! Ave­vo ragio­ne o no?
Pec­ca­to che il Garan­te per la Pri­va­cy si sia espres­so pro­prio con que­ste paro­le ini­zia­li: “Le socie­tà pri­va­te”. Cer­to, per­chè inve­ce lo Sta­to può fare quel­lo che gli pare e piace.

Sem­pre più ci adden­tria­mo nel­l’or­wel­lia­no pae­sag­gio, di uno sta­to con­trol­lo­re, che intro­met­te il suo naso ovun­que. E si arro­ga il dirit­to esclu­si­vo di fare ciò. Con la scu­sa del­l’or­di­ne pub­bli­co, pra­ti­ca­men­te ogni gene­re di con­trol­lo sta diven­tan­do leci­to. Negli Sta­ti Uni­ti ti pren­do­no le impron­te bio­me­tri­che appe­na entri in aero­por­to “per garan­ti­re che sarai pro­prio tu a sali­re sul­l’ae­reo, e poi i dati saran­no can­cel­la­ti entro 24 orre”. Si, e io ci credo.

Lo Sta­to ita­lia­no è il depo­si­ta­rio di qua­si tut­te le ban­che di dati per­so­na­li, sen­si­bi­li e non, pro­dot­te sul ter­ri­to­rio nazionale.
Teo­ri­ca­men­te non dovreb­be far­ci nul­la, se non con­ser­var­le al ripa­ro dagli sguar­di indi­scre­ti. Pec­ca­to però che la ten­ta­zio­ne fa l’uo­mo ladro, e come si fa a resi­ste­re alla ten­ta­zio­ne di incro­cia­re i dati del fisco con quel­li del­l’A­CI, i dati di Ali­ta­lia con quel­li di Goo­gle e così via? Navi­ghia­mo in retem pre­no­tia­mo il nostro volo per Lon­dra sul sito Ryan Air, et voi­là: quin­di­ci gior­ni dopo casual­men­te ci arri­va una mail da un miste­rio­so ope­ra­to­re turi­sti­co che ci fa un’of­fer­ta strac­cia­ta per un week-end all’­Hil­ton di Lon­dra. E que­sto è nulla.
Mai sen­ti­to par­la­re di Eche­lon? Si, vero? Se no anda­te qui e se non vi basta (come non dovreb­be) anda­te a leg­ger­vi que­sta bel­la tesi di un lau­rean­do del­l’U­ni­ver­si­tà di Pado­va. Ma que­sta sera sono mol­to stan­co. Pros­si­ma­men­te su que­sto blog qual­co­sa in meri­to “scri­ve­rog” (scu­sa­te ma non me ne veni­va una miglio­re. Buo­na not­te.

Con­di­vi­di