Tracce di Profumo. Naufraghi – By Valeria
Siamo come naufraghi trasportati dalla corrente e abbandonati sulla battigia ancora lambita dalle acque impetuose.
Naufraghi… senza sapere perché, ignari di tutto, eppure il cammino ha già avuto inizio.
Passo dopo passo, senza bussola e senza indicazioni, compiamo il grande viaggio.
Senza una meta ci addentriamo nelle terre paludose e dense delle nostre emozioni, alla ricerca di un istante di gioia, di gocce di piacere, di un sorriso regalato.
Ci addentriamo nel sottobosco intricato e fitto dei nostri recinti mentali, alla ricerca di comprendere qualcosa, alla ricerca di un pensiero illuminato.
E invece, dopo pochi passi, ci siamo già perduti.
Naufraghi senza dimora alla ricerca di un riparo per la notte, di un rifugio sicuro, accogliente e caldo come quello contenuto nel nostro atavico ricordo.
Naufraghi che cercano la luce ed incontrano il buio di altri naufraghi arrivati prima di loro; e seguendone le tracce, finiamo col credere che quella sia la sola, unica strada percorribile.
Naufraghi sofferenti, prigionieri nella stretta gabbia soffocante delle proprie convinzioni. E quando passa noi accanto una possibilità, i nostri occhi non la sanno cogliere, non sanno discernere.
Non colgono lo splendore, il profumo sublime, la bellezza, il bagliore lucente…
E tuttavia, a volte, qualcuno ha il coraggio, o l’ingenuità o forse la follia di cercare un principio luminoso, e allora cerca con tutte le sue forze di vincere la gravità, di raddrizzare la schiena, di elevarsi, di assaggiare la gioia.
Quella gioia intima, luce che si diffonde in se stessi…
Quando qualcuno tenta di privarcene sta solo cercando la nostra sottomissione…
Eppure sulla riva siamo approdati tutti insieme, come gocce dello stesso mare, come frammenti della stessa Anima. Se potessimo ricordarlo forse riusciremmo a vederci, ascoltarci, a toccare i nostri cuori.
Allora sarebbe più facile infrangere quella prigionia che ci fa sentire così soli, separati, e ci fa credere le nostre vite senza scopo.
Tracce di Profumo. Pensiero impossibile – By Valeria
Io non so perché devo stare in questa ristretta prigione, non comprendo le ragioni per le quali devo occupare lo spazio ristretto del mio piccolo corpo quando c’è un intero universo a disposizione.
Non capisco perché devo muovermi nello ristretto ambito delle mie mappe mentali e nei luoghi ripetitivi delle mie emozioni.
Ho voglia di correre, di camminare in regioni inesplorate, di percorrere territori sconosciuti.
Di liberarmi da questi vincoli di carta pesta.
Tutta la mia vita mi passa davanti in pochi minuti.
Dispongo di una manciata di tempo per rompere catene che mi fanno sentire continuamente in apnea, per sciogliere finalmente la tensione in un volo liberatorio, ampio, evoluto. Ma non c’è tempo.
Non può essere tutto qui, non ha alcun senso.
Dove si trova la porta? Dove sono i confini?
Ma… va bene a tutti così? Va bene a tutti questo lasciarsi morire ogni minuto dentro i propri conflitti, soffocati dalle proprie abitudini, compressi in una esistenza dove tutto sembra già deciso, stabilito? Dove il binario è uno solo possibile e il percorso sembra segnato dalla nascita alla morte?
Va bene a tutti camminare come automi in mezzo ad altri automi con occhi spenti e rassegnati?
A nessuno viene un dubbio? E quando quel dubbio arriva, c’è qualcuno che lo libera anziché reprimerlo con un rapido gesto?
Ma in effetti…:
“E’ più facile spezzare un atomo che un pregiudizio” (Albert Einstein)
Tracce di Profumo. Nelle mie mani petali di rosa – By Valeria
Il profumo si spande nell’aria come un’offerta.
Ne osservo l’intenso colore rosso, la forma morbida e regolare, la superficie vellutata; sembrano piccole onde che si propagano nel palmo della mano.
La vita ha toni accesi, così forti che solo un cuore ardito ne può sostenere la vista.
Quell’ardimento ciascuno di noi lo ha portato in se stesso quando era fanciullo ma il tempo, poi, lo ha trasformato.
Le intemperie, le delusioni, la noia, il rumore di quest’epoca che non accorda una tregua, non concede pause o silenzi, hanno trasformato il desiderio di farsi attraversare dalla vita in paura di esserne toccati, anche solo sfiorati.
Ma nell’ascolto immoto, raccolto, a volte lo si può ritrovare, soltanto lasciando che il silenzio agisca a suo modo.
E nel lasciarlo espandere, può affiorare un ricordo lontano, memoria di tempi remoti, traghettatore di un antico messaggio.
Dal profondo del proprio essere emerge qualcosa; una sorta di relitto che riaffiora portando con se il sapore di epoche austere nelle quali bellezza, forza, tragedia, volontà, tutto era contenuto in pochi gesti, in pochi atti decisi e semplici.
Allora sopraggiunge la certezza che… si, si può fare.
Tracce di Produmo: quiete – By Valeria
A volte le parole si esauriscono.
Il silenzio diventa necessario, come immergersi nelle acque limpide di un mare calmo.
Questo silenzio conduce oltre il fronte degli eventi, in luoghi inaccessibili alla mente, in ampi spazi di possibilità.
È come la quiete dopo la tempesta o la calma nell’occhio del ciclone.
O come una foglia, che si stacca dall’albero perché ha esaurito il suo tempo.
Cade lentamente, ondeggia, tocca il suolo. E lì rimane adagiata, immobile.
In questo istante, in cui apparentemente nulla accade, si creano le condizioni per un nuovo ciclo.
È seducente sostare in questa terra di mezzo… come un seme sepolto in un campo coperto di neve… che si prepara al nuovo…
Tracce di profumo – Onda Emotiva By Valeria
Ascolto il silenzio in silenzio
Ricordi affiorano nella notte
Ci fu un luogo remoto nel quale
tutto doveva ancora accadere.
Adesso le pieghe del tempo
sono come rughe scolpite
dall’oceano in tempesta,
immutabili note vibranti.
L’aria profuma di mare.
Ho colto una rosa per te
con la levità di un bambino
e osservo una lucida goccia
di sangue mentre scivola lenta
sulla pelle liscia della mia mano.
A volte la ferita più piccola
produce un intenso dolore,
un desiderio che prende
forma è vivo colore.
E la gioia mi sorprende.
Ascolto il silenzio in silenzio
Ricordi affiorano durante notte
Ci fu un luogo remoto nel quale
tutto doveva ancora accadere.
Adesso le pieghe del tempo
sono come rughe scolpite
dall’oceano in tempesta,
immutabili note vibranti.
L’aria profuma di mare.
Ho colto una rosa per te
con la levità di un bambino
e osservo una lucida goccia
di sangue mentre scivola lenta
sulla pelle liscia della mia mano.
A volte la ferita più piccola
produce un intenso dolore,
un desiderio che prende
forma è vivo colore.
E la gioia mi sorprende.
Tracce di Profumo. E’ come volare nella nebbia – By Valeria
È soltanto acqua, in una delle sue tante forme… È costituita da minuscole goccioline sospese nell’aria.
Gli oggetti sono avvolti in un alone biancastro e la visibilità risulta ridotta, le forme appaiono quasi ammorbidite, il tempo sembra subire una breve sospensione.
Una sensazione di silenzio si diffonde attorno a noi e ci raggiunge anche all’interno.
Quando la nebbia è molto fitta produce un misto di disorientamento, piacere, senso del mistero.
Osservo attraverso un ricordo ma non riesco a vedere nitidamente, i particolari sfumano nelle pieghe del tempo; vorrei sapere, ma non so. Vorrei capire, ma non capisco.
Qualcosa che non avevamo previsto arriva talvolta come una semplice brezza marina e può dissolvere la foschia, mostrare verità dimenticate, far vibrare corde assopite.
Può possedere un potere sorprendente. Le immagini si fanno più nitide, le linee nette.
Alzarsi in volo allora consente di cogliere con lo sguardo ogni cosa, i dettagli rimpiccioliscono ma il mondo si manifesta in tutta la sua ampiezza, e bellezza.
Un ampio respiro ci riempie i polmoni, ampio come tutto ciò che gli occhi riescono a abbracciare, ampio come tutto ciò che il cuore riesce a percepire.
Passato, futuro e ogni distanza sembrano, per un istante, raccogliersi in un unico punto, e una gioia incontenibile ci pervade.
L’aria rarefatta e fredda ha un sapore marziale.
Noi siamo, e soltanto siamo, sospesi nell’aria senza un dubbio, con la sola forza dell’intensità.
Ma poi la brezza cala, la nebbia si sparge ovunque, e di nuovo un timore ci assale. Quando si perde l’orizzonte, tutte le comunicazioni devono essere in chiaro.
Fa che il mio cuore non perda la traccia affinché il ritorno mi conduca all’antica dimora.
Tracce di Profumo: Avatar – By Valeria
Anch’io, come molti di noi, ho visto Avatar.
Bella la sceneggiatura, trama stile fumettone americano. Più o meno quel che mi aspettavo di vedere.
E comunque a me è piaciuto (se non altro perché il commento di mia figlia è che in questo film gli umani ci fanno una figura di m…., e se questo è il messaggio arrivato ad una quattordicenne, non mi sembra poi male).
Ma… c’è un ma.
La trama (come altre centinaia simili) separa nettamente il bene dal male, i buoni dai cattivi, i giusti e gli ingiusti.
Il bene sta tutto da una parte e il male tutto dall’altra. E fin qui concediamoci questa approssimazione…
Gli esseri dalla parte del bene sono coesi e solidali fra loro solo con qualche rara incomprensione, ma i dubbi e la diffidenza svaniscono rapidamente come neve al sole.
I cattivi anche se la intendono alla grande.
Ecco, qui davvero mi perdo. Per analoghe ragioni mi confondevano da bambina le favole di allora che contenevano tutte o quasi il medesimo messaggio.
Insomma, io questa cosa della coesione davvero la devo ancora vedere. E si non ho più dieci anni… da un bel po’.
Nel mondo reale, se le persone fondamentalmente ingiuste trovano un collante negli interessi derivanti dalle loro malefatte (ma anche in questo caso spesso fanno a coltellate fra loro), molte persone o categorie di persone che tendono in cuor loro a qualcosa di giusto, genuino, pulito, luminoso, sono – se possibile – ancor meno coese.
Insomma, gli interessi uniscono più dei giusti principi. E anche gli interessi fanno fatica (e per fortuna!) .
Ora due sono le cose: o i giusti principi non esistono ed esistono invece dichiarazioni di principio alle quali fondamentalmente le persone non credono, e quindi viene meno la ragione prima che dovrebbe caratterizzare la coesione fra loro, oppure (e forse sarebbe anche peggio) le persone con un cuore non si riconoscono.
Dico che sarebbe anche peggio perché, se le persone che hanno un cuore non si riconoscono tanto facilmente, allora il loro cuore evidentemente non lo ascoltano per nulla o quasi; ascoltano più che altro il loro ego molto fiero del “grande cuore” che portano in se, ma del tutto insensibile ai cuori altrui.
Quel che ho più apprezzato del film è il significato del saluto: “IO TI VEDO” usata dai Na’vi, che non significa “vedo il tuo corpo con i miei occhi” bensì “ti sento…ti osservo…ti vivo”.
Un saluto che si posa addosso dolcemente come una carezza.
Tracce di Profumo. Sostanza emotiva. By Valeria
Milioni di anni fa, colando lungo il tronco delle conifere, imprigionava insetti ed altri animali di piccole dimensioni soffocandoli e conservandoli nel tempo pressoché intatti.
Come insetti inclusi nell’ambra, noi viviamo inglobati in una densa, fluida sostanza emotiva. Ci nutriamo di emozioni, ne gioiamo e ne soffriamo, rimanendone costantemente invischiati.
Ne risulta impedito qualsiasi movimento.
La vita attorno a noi è continuo mutamento eppure noi sostiamo in ciò che siamo sempre stati, solamente con qualche ferita e qualche ruga in più.
L’indurimento della resina e la sua trasformazione in ambra è un particolarissimo processo di fossilizzazione che la rende trasparente abbastanza da consentire, spesso, di vedere anche a occhio nudo gli organismi conservati al suo interno.
Anche noi, come insetti intrappolati, fluttuiamo nella nostra sostanza emotiva della quale, trovandoci completamente immersi, non abbiamo percezione.
Non sappiamo modificare nel tempo i nostri gesti meccanici, le nostre reazioni, il linguaggio che adoperiamo, la percezione che abbiamo del mondo.
Qualsiasi trasformazione è inibita.
Se fosse possibile emergere, anche solo per pochi momenti, potremmo renderci conto della terribile sensazione di attrito che questa “materia densa” produce, come un immenso centro attrattore nel quale tutta l’energia vitale si dissolve.
In conseguenza di ciò, ogni azione “alternativa” a quanto rientra nei nostri schemi psichici appare impossibile, irrealizzabile; ogni evoluzione solo una possibilità posticipata a domani.
Non appena si emerge, la vita riprende movimento, vigore.
Passione, intensità, volontà, prendono il sopravvento sulle convinzioni della mente, sulle paure e i sui nostri assoluti.
La nostra esistenza allora si trasforma dall’impossibile al possibile, dal “domani forse accadrà” al “io sono adesso”, “il nuovo è soltanto ora”.
“Questo è un piccolo passo per un uomo ma un grande balzo per l’umanità” (Neil Armstrong)
Tracce di Profumo: Ombra e Polvere. By Valeria
Quanto tempo calpestato, quanti passi mossi a caso nel mio passato…
Un nuovo anno è giunto, con tutto il suo carico di aspettative, con le sue zavorre e i buoni propositi.
Adesso, per un attimo, cala un silenzio particolare nel quale posso muovermi liberamente, posso raccogliere le idee e fare il punto dei miei luoghi comuni.
Un torrente ha la strada segnata, segue il percorso di minor resistenza.
Scenderà a valle secondo un tracciato che non ha scelto lui, che segue precise leggi, che sarà influenzato da gravità, attrito, ostacoli, permeabilità o meno del terreno, pendenza e da molti altri fattori.
Proseguirà la sua corsa nel medesimo letto per lungo tempo e, nel tempo, scaverà sempre più nel terreno scavando così senza sosta il solco del suo destino.
Forse soltanto un’onda di piena, una spaventosa, imprevedibile onda di piena gli consentirà di rompere qualche argine naturale e il torrente allora potrà scendere libero verso valle, dividersi in mille rivoli, riunirsi, riprendere compatto la sua corsa lungo nuovi sentieri, verso altri avvallamenti ed altre praterie.
Ma quanto dolore in quell’onda di piena che avrà fatto scempio dei luoghi in cui, tranquillo, il torrente è transitato per tanto tempo.
Metafora della vita? Forse si.
Per anni e anni incontriamo persone, luoghi, avvenimenti, ostacoli, novità interessanti o seducenti eppure tutto questo soltanto sporadicamente induce una mutazione interiore.
Le nostre “mappe interiori” rimangono sostanzialmente immutate, i nostri schemi mentali identici, ogni nuova esperienza la useremo sostanzialmente per convalidare la nostra visione soggettiva del mondo, le nostre convinzioni già radicate e le nostre paure.
Tracce di Profumo: Paradiso Perduto by Valeria
Se solo fosse possibile, vorrei prendere per mano un amico un po’ nostalgico e portarlo a spasso fra suoi ricordi…
Egli ritiene il suo passato remoto, quello della sua infanzia, il “vero paradiso”.
Vorrei condurlo in quel paradiso affinché possa svelare il lavoro fatto dal tempo che – per effetto della distanza – ha ricostruito eventi, rimarginato cicatrici, epurato momenti belli e profumati del dolore inteso e acuto che un bambino sa provare.
Forse così ricorderebbe la tristezza che scava solchi profondi nel cuore di un bambino quando egli vive un’ingiustizia, o quando scorge fra le pieghe di un sorriso forzato la tristezza negli occhi di un genitore, o ancora quando si vede immerso in questo mare e sa di non poter decidere, di non poter disporre della propria vita come vorrebbe, di essere soggetto ai cambiamenti di umore di un adulto che lo sta sgridando per nulla, che non lo ascolta veramente, non sa amarlo per quello che è.
Veramente l’infanzia è quel paradiso che ricordiamo?
Io penso di no.
Il paradiso che ricordiamo è la mente pulita di un bambino, la capacità di stupirsi non ancora perduta, la semplicità con cui egli scivola nella vita senza ma e senza se, il coraggio di prendere saldamente in mano le redini dei suoi sogni e del suo sentire più profondo.
Quando il tempo ci restituisce un ricordo, questo assomiglia alla nostra immagine ritratta in una vecchia foto: ci vediamo più giovani e più belli di come realmente ci sentivamo a quel tempo e in quelle vesti, ma non abbiamo la più pallida idea di quale fosse il nostro stato d’animo al tempo in cui fu scattata.
Tracce di Profumo. Bolle di Sapone. By Valeria
Passo dopo passo, giorno dopo giorno, profumo di pioggia e di bosco, fragranza della notte, il terreno si inerpica e io salgo; faticosamente, ma salgo.
Mi domando dove vado; dove il destino, silenziosamente, mi sta conducendo.
Mi sento come un cieco che prosegue il suo viaggio nel cuore della notte e non sa perché.
Muove il bastone nel vuoto e si convince solo di quel che il bastone tocca.
Il resto semplicemente non sa che c’è.
Incontro tante persone in cammino, come me…
Ciascuno è chiuso nella propria “bolla di soggettività”, ciascuno convinto del proprio punto di vista, della propria interpretazione, a volte solo temporanea (e passa dunque da una convinzione ad un’altra), altre permanente.
Come bolle di sapone, si scontrano, rimbalzano, a volte scoppiano ma i loro cuori non si toccano mai.
Ci sono solo gradi diversi di convincimenti.
Tracce di Profumo. Cercando un libro… by Valeria
Ho sognato che stavo cercando un libro.
Un antico libro dalle pagine ingiallite e fragili, profumate di polvere e umidità.
Mi trovavo in una affollata libreria del centro cittadino, bersagliata da una esplosione di colori, improbabili best seller, inutili oggetti regalo, rumore del continuo vociferare e musica diffusa in sottofondo.
La gente collezionava pacchetti natalizi; una affannata raccolta di regali dell’ultimo momento da scartare sotto un albero senza poesia ne calore, senza gioia ne vera intenzione.
Una tradizione ormai privata del potere magico del rituale e trasformata in operazione commerciale.
Quella congestione di oggetti, emozioni, frustrazioni e tanta fretta mi impediva di orientarmi, di capire dove cercare.
Mi rivolsi ad una commessa che, a giudicare dall’espressione, aveva perduto ogni possibilità di contatto con i clienti e perfino con se stessa; agiva come un automa e, su mio suggerimento, digitò sulla tastiera di un computer una parola chiave per individuare la collocazione del libro.
Ma l’esito della ricerca fu piuttosto confuso, uscirono argomenti e titoli correlati, voci simili e testi suggeriti. Lei mi guardò assente e disse: “Provi da quella parte”.
Con un sospiro rassegnato iniziai a girovagare a caso nella libreria sperando più che altro in un colpo di fortuna.
D’improvviso mi trovai di fronte una porta che conduceva ad una sala semideserta e silenziosa.
Entrai.
Tracce di profumo. Recuperare la vista – by Valeria
La prima volta che sentii qualcuno sostenere che le persone fondamentalmente “dormono” sinceramente mi domandai perché non dovrebbero.
Mi sembrava che “addormentarsi” di continuo potesse costituire un buon anestetico per non soffrire troppo.
La sofferenza è di tutti, anche dei ricchissimi e dei fortunati che comunque dovranno fare i conti con le delusioni, le malattie e infine la morte.
Non trovai allora, di fronte a quelle parole, motivi sufficientemente validi per considerare utile aprire gli occhi più che tanto e guardarsi attorno con maggiore attenzione.
Mi venne in mente, invece, un film visto molti anni fa: un bambino cieco avrebbe potuto recuperare la vista se sottoposto ad un delicato e costoso intervento chirurgico; la famiglia non disponeva del denaro necessario ma in qualche modo riuscì a racimolare l’intera somma, l’intervento fu eseguito e riuscì perfettamente.
Il chirurgo raccomandò poi il ragazzo di non fissare a lungo il sole perché l’intensità luminosa avrebbe reso vana l’operazione rendendolo nuovamente cieco.
Ma in pochi giorni quel bambino vide molte cose brutte attorno a se che la sua cecità gli aveva risparmiato.
E così decise di fissare il sole abbastanza a lungo da perdere la vista nuovamente e irrimediabilmente.
Trovo che la metafora sia molto aderente a quel che facciamo tutti (o quasi) ogni giorno.
In fondo (ritenevo allora) sapere, avere una visione più nitida degli eventi della vita, aggiunge dolore al dolore.
Devo dire che nel tempo mi sono profondamente ricreduta.
Tracce di profumo: Il Progetto – By Valeria
Continua a piovere. Incessantemente.
L’acqua che cade sembra voler lavare il cielo e la terra, e in effetti l’atmosfera si ripulisce e il terreno assorbe nuovo nutrimento.
Solo gli uomini sembrano attraversare l’acqua incuranti.
Aprono i loro ombrelli; sbuffano “ancora pioggia”, come se nelle giornate di sole fossero veramente più felici.
Attraversano l’esistenza con espressione rassegnata. Per qualcuno la rassegnazione si è trasformata in un ghigno di cinismo stampato sul volto, altri hanno l’aria di voler dire “vabbè sopportiamo anche questo giorno”.
A ben guardare non si capisce cosa non va nelle loro vite. Tutto e niente.
Sono su un treno in corsa, transitano per le stazioni senza guardarle, non si guardano neppure fra loro mentre occupano lo stesso scompartimento.
Seguono un programma televisivo, o sfogliano un giornale illustrato, navigano in internet, ascoltano musica a tutto volume sparata nelle orecchie dalle cuffie collegate al loro iPod… ma sono tutti profondamente soli.
Quando incontrano qualcuno che conoscono e loro malgrado sono costretti a salutare, entro due minuti al massimo hanno già guardato l’orologio. Hanno fretta di andarsene, hanno sempre tanta fretta. Il tempo sembra non bastargli mai.
Non progettano più niente.
Forse temono di mettersi alla prova, temono che il progetto non vada a buon fine.
Tracce di profumo: Notturno by Valeria
E’ un punto, un piccolo punto che si espande più velocemente di quanto io non riesca a razionalizzare.
È un istante, un magico istante durante il quale tutto si trasforma: l’emotivo vuole la sua parte in questa storia e in un attimo io mi trovo a camminare per strada rapita da un sogno.
Cerco di riportare l’attenzione al rumore dei miei passi sul selciato. Non basta, allora ascolto il respiro, lo porto in basso, mi guardo le mani…
Io sono qui accidenti; qui, non lì. Ma è difficile.
L’emotivo si annoia e vuole giocare. Ma lo so per esperienza che poi tutto scappa dalle mani troppo in fretta; la pretesa di governare un’emozione liberata sembra perfino assurda.
Torno con la mente al presente, al qui e ora.
È solo un sogno, mi dico, non correrci dietro, non ha alcun senso.
Ma il mio cuore è gonfio e ha voglia di ridere.
Com’è che alla fine tutto si riduce sempre e soltanto a un dovere?
Guadagnare uno stipendio, interagire con tanta gente ingrigita e spenta, e poi fare le solite cose; tutti i giorni uguali a se stesse.
Ma perché non concedersi un attimo di riposo? Una piccola vacanza simbolica? Perché non regalarsi un sogno ad occhi aperti mentre lo sguardo si posa su un nulla qualsiasi oltre i vetri della finestra e la pioggia scende copiosa?
Tracce di Profumo: l’ultimo treno. By Valeria
La mia immagine è riflessa nell’acqua… Io chi sono?
Per molto tempo mi sono specchiata in occhi estranei cercando di scorgervi frammenti della mia anima.
Ma vi trovavo soltanto turbolenze della mente; oggi in un modo, domani in un altro.
Un cammino tortuoso e incomprensibile, una intricata foresta di opinioni, giudizi, preconcetti, convenienze…
E dunque, io chi sono?
Tutto brulica di vita, ma io questa vita non la capisco.
Le urla di bambini durante il gioco… bimbi che ad occhi adulti sembrano tanto innocenti…
Ma in molti di loro già dimorano i semi della crudeltà.
Provo ad immaginare il pianeta Terra visto da lontano; un puntolino blu nell’universo che ruota nel silenzio degli spazi siderali.
Da quell’immensità silenziosa è impossibile capire questo brulicare scomposto che ogni giorno si compie sotto il sole.
Io questo gioco crudele davvero non lo comprendo…
Un giorno ho incontrato occhi nei quali non riuscivo a specchiarmi.
Speravo di trovare lì delle risposte e invece quegli occhi non davano ne segni di incoraggiamento e nemmeno di celato rimprovero.
Qualcos’altro di nuovo è arrivato: Tracce di profumo, a cura di Valeria
Appassionata di montagna, chimica esperta, praticante di Yoga da diversi anni, Valeria ha già scritto parecchie volte su Franz’s Blog, accettando di recente di diventarne una collaboratrice fissa.
Da parte mia posso solo dire di essere estremamente contento di questa collaborazione, come di quella di Ilia, che va ad arricchire ulteriormente i contenuti e gli orizzonti di questo blog.
Il suo “angolo” si chiama “TRACCE DI PROFUMO”, e gli articoli di questo ambito passeranno come per “pruriti scientifici” in home page per poi essere raccolti nella pagina omonima dedicata che trovate nel menù, subito a destra di “pruriti scientifici”.
Il perchè del titolo, sia del primo articolo che della rubrica, lo spiega lei, qui di seguito. Vi lascio quindi alla lettura.
Grazie mille, Valeria e in bocca al lupo per la tua rubrica.
Franz
TRACCE DI PROFUMO
Franz iniziò a pubblicare i miei articoli in questo blog praticamente per caso.
A volte accade che stiamo convogliando gran parte delle nostre energie nel rincorrere qualcosa che riteniamo vitale per noi.
Poi un giorno, per pura fatalità, può capitare l’occasione di impegnarci in qualcos’altro di totalmente diverso e del tutto inatteso.
Potremmo allora scoprire che a questa attività ci dedichiamo con sorprendente quanto insospettabile piacere.
E così è accaduto a me producendo gli articoli finora scritti per questo blog.
La scrittura riveste un fascino particolare ma ciò che fin dal tempo in cui ero molto giovane ho sempre trovato estremamente seducente è l’idea delle combinazioni e della casualità.
Mi riferisco al fatto che con sole 21 lettere dell’alfabeto si può scrivere la lista della spesa ma anche la Divina Commedia, così come una sequenza di caratteri del tutto senza senso.




