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Articoli marcati con tag ‘Vuoto’

Tracce di Profumo: Vuoto – By Valeria

Il Vuoto del SilenzioEcco di nuovo quel senso di vuoto.

Si espande e tutto ciò che mi circonda sembra assottigliarsi. Tutto appare improvvisamente remoto e irraggiungibile.

I suoni, le parole delle persone, i loro volti che ti guardano ma non ti vedono, i loro sguardi perduti in un sogno, la loro forza assorbita dall’immaginazione.

I loro pensieri altrove, già troppo lontani, finiti in luoghi a me inaccessibili, su territori inesplorabili.

Esistere… cosa significa?

Non si tratta forse di una particolare luce negli occhi che si sprigiona? Luce che esprime il desiderio di aderire alla vita? Qui e ora? Di fare delle scelte, a volte sagge, altre forse avventate o stupide?

E invece troppo spesso quella luce si spegne, assorbita nel baratro denso della paura. Paura di un cammino non compreso, della solitudine, della sconfitta, della morte.

Quanta solitudine in quegli sguardi persi nel vuoto, quanto bisogno di affetto e calore, bisogno di percepire la complicità di un amore, speranza di poter essere ascoltati e compresi.

Ma rompere quell’ isolamento sembra davvero un’impresa impossibile, la più ardua, la più ardita.

In un attimo eccoci soli un’altra volta, immersi nella confusione del mondo, assorbiti da tante cose da fare. Tutto pur di sottrarci a quel silenzio che chiede risposte a troppe domande.

Domande inevase, dubbi che non trovano soluzione.

Ma intanto il tempo scorre e noi, inchiodati ai nostri piccoli e grandi drammi interiori, ancora una volta abbiamo perduto il nostro treno…

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Il necrologio di Sandra Mondaini per Raimondo Vianello.

Sandra è sempre Sandra. Anche in un momento di così grande choc (erano insieme da più di 4o anni. Non riesco nemmeno ad immaginare quale legame potesse essersi instaurato), riesce a comunicare.

Comunicare un vuoto.

Ho scritto diversi post sul vuoto ma lei, con un necrologio, è riuscita a dire tutto quello che c’è da dire!

Francesco Franz Amato Il necrologio di Sandra Mondaini per Raimondo Vianello.


Tracce di Profumo. Il Nulla – By Valeria

Francesco Franz Amato Tracce di Profumo. Il Nulla   By ValeriaUna nostalgia che nasce da lontano mi ha trasportata su questo litorale e ora ascolto il suono delle onde del mare che ritma la mia vita.

Vedo le mie orme sul terreno e il lungo cammino già percorso. E mi fermo a pensare…

A volte dimentico di esistere, lo sguardo perso in un sogno…

Altre alzo gli occhi e cerco di penetrare l’esistenza.

In quegli istanti scorgo il mare in tutto il suo splendore, la sua lucentezza, la sua forza, la potenza. Osservo le sue acque calme e limpide o le ondate della tempesta.

Ma vedo ancora più lontano, fino all’orizzonte.

Oltre, il nulla.

Quel nulla che inquieta, che impone domande, che non concede risposte.

Nulla silenzioso e paziente, che mantiene sempre la stessa distanza; anche io decidessi di spingermi in mare aperto, di corrergli incontro. Sempre la stessa distanza…

Forse può essere esplorato solo allargando i miei orizzonti, forse desidera che la mia anima si lasci toccare.

Allora la mente si svuota in atteggiamento di profondo ascolto, il corpo è saldo eppure morbido, la mia presenza stabile si immerge in uno stato di totale abbandono…

Lo sguardo si confonde con il mare:

Fai dunque di me ciò che credi. E sia quel che deve essere…”.

Il senso di vuoto

Francesco Franz Amato Il senso di vuotoNon saprei definirlo altrimenti. Un termine affine potrebbe essere “noia“, ma forse neppure questo rende molto l’idea.

Credo accada quando si cerca di catturare qualcosa senza riuscirci.  Non ha nulla a che fare col senso di leggerezza. Sopraggiunge quando tutto sembra essere senza senso, senza “sostanza“. Come bere dell’acqua che non disseta. È l’opposto del senso del mistero, della bellezza, dell’amore. Il contrario dell’intensità.

È quell’istante in cui verrebbe da dire “Ehi, scusate un momento! Ma io che ci faccio qui? Che scopo ha tutto questo?”.

Trasmette la sensazione di essere diventati sottili, sottili. È una percezione di perdita di significato della propria esistenza.

È l’opposto dell’aria di mare profumata e piena. Il contrario dell’odore intenso del muschio in mezzo ad un bosco di larici.

È qualcosa da cui ho sempre cercato di fuggire il più rapidamente possibile, anche a costo di rincorrere sogni o di cacciarmi in qualche guaio. A costo di pensare in negativo.

È un sentire vacuo che soltanto ciò che ha il sapore antico del rituale riesce ad allontanare.

Forse si dovrebbe saper ascoltare anche questo “non essere” perché vuole dirci qualcosa. Leggi il resto di questo articolo »

Il vuoto uccide.

Demoni e spettri. Tecnologia interiore. Il vuoto.Molto spesso nominato nella decantazione spicciola e nelle spiegazioni più o meno manualistiche, il vuoto non è sempre quello che si dice.

Una condizione di vuoto mentale è senz’altro conditio sine qua non per l’ascolto di strati più profondi al proprio interno, ma non è ne così semplice ne così immediata da sperimentare.

Ma esiste un altro tipo di vuoto. Niente affatto raro ma, sperimentato in tali e tante guise da renderlo spesso irriconoscibile, è particolarmente pernicioso.

E’ quella forma di mancanza che prima o poi tutti hanno provato: verso un parente, verso un amico o una persona perduta, ad esempio. Normalmente il tempo attenua questa mancanza, trasformandone l’effetto da tristezza in dolce malinconia e poi, nei casi più fortunati, in un caro ricordo che non genera più sofferenza.

Nei casi particolarmente gravi invece questo vuoto può andare più a fondo. Allora ciò che manca non è più solo ciò che ha generato il vuoto ma, soprattutto, ciò che nel mancare si è portato via, Leggi il resto di questo articolo »

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"Kesa - Alla fine della solitudine"

Kesa - alla fine della solitudine E' una storia d'amore, un po' strana, lo ammetto, ma tutti quelli che hanno letto il libro lo hanno trovato bello.

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