Una donna in croce contro la violenza sessuale: ma a Milano qualche benpensante non vuole pubblicarlo!
Scritto da: franz in Articoli, Attualità: commenti e visione personale, Questioni religiose --->
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Notizia di ieri sull’ANSA:
Telefono Donna è un “centro di ascolto e di consulenza per la donna e la famiglia in difficoltà, ispirato a principi di solidarietà, responsabilità e tolleranza”.
Si occupano di questo. E per farlo hanno pensato di lanciare una campagna di sensibilizzazione sulla violenza alle donne, usando quella che a parer mio è un’immagine stupenda per l’occasione, e non solo. La trovate qui a fianco.
Anche l’idea è bella. L’immagine reca scritto al centro: “Chi paga per i peccati dell’uomo?”. Il doppio senso è evidente, ben giocato, e il messaggio arriva come una sassata in fronte. Ma anche con una grande dolcezza.
Ma ecco che a Milano, l’assessore all’Arredo Urbano del Comune, Maurizio Cadeo, annuncia che fara’ di tutto per impedire che il manifesto di Telefono Donna finisca sulle strade, perchè…
“lede il sentimento religioso dei cittadini”
Io credo che siamo arrivati veramente alla frutta.
Come può quest’immagine ledere un senso religioso? Forse perchè si usa un corpo di donna?
Ah, già dimenticavo che per la Chiesa la donna non è degna di dire messa, che è la fonte del peccato originale (checchè ne dicano la ridicola storia di Eva e della mela non gli è mai andata giù).
No, non credo proprio che offenda nessuno. E non credo nemmeno che i cattolici italiani siano bigotti al punto da sentirsi lesi da questa immagine (quantomeno lo spero).
Credo piuttosto che una volta in più la demagogia e il moralismo la facciano da padroni, e che ogni occasione diventi buona per procurarsi un attimo di visibilità in più, senza ritegno.
Spero che questo manifesto esca a Milano.
Spero che non ne vengano affissi solo 500 come previsto.
Mi piacerebbe vederlo ovunque.
Magari in versione gigantografica, appeso sulla facciata del Duomo.
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