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Ci risiamo: il Papa su eutanasia e fecondazione assistita

Francesco Franz Amato Ci risiamo: il Papa su eutanasia e fecondazione assistitaCome si direbbe a Milano: ammò? (tradotto: ancora?)

Il Papa ritorna sulla questione dell’eutanasia e della fecondazione assistita, condannandole entrambe in quanto “contrarie alla giustizia sanitaria” e contro il diritto alla vita.

Giustizia sanitaria? Già non sarei d’accordo sull’ascriversi un’autorità rappresentativa della giustizia divina (che poi ci sarebbe davvero da disquisire sull’argomento) ma la giustizia sanitaria da dove viene fuori? E perchè mai dovrebbe essere diritto del Papa attribuirsi l’autorità in materia?

Ma andiamo oltre: in che modo la fecondazione assistita sarebbe contraria alla vita? Mi sbaglio o è esattamente il contrario?

Potremmo dire che è contro natura, forse. Certo, in alcuni casi lo è, ma in tutti gli altri? Perchè mai una coppia che non riesce a procreare in altro modo dovrebbe rinunciare ad avere un figlio se tramite la scienza può riuscire? Come può essere questo contrario al diritto alla vita?

Ma poi, soprattutto, consideriamo che il discorso del Papa è rivolto agli operatori del settore sanitario, gli stessi che solo due giorni fa si sono lamentati perchè negli ospedali stanno iniziando a limitare le assunzioni di obiettori di coscienza.

Un discorso che sostanzialmente vuole ingerire nella linea di condotta di impiegati in un servizio pubblico di uno stato che, quantomeno sulla carta, dovrebbe essere laico.

L’imposizione di un  magistero che non credo potrebbe essere più lontanto dalle radici etimologiche del termine:

Magistero, Magister, Maestro.

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Niente preservativi in una farmacia: “Siamo Cattolici”.

Francesco Franz Amato Niente preservativi in una farmacia: Siamo Cattolici. In una farmacia di Roma non vendono preservativi perchè sono cattolici. La notizia, per quanto incredibile, la trovate qui.

In Piemonte e Veneto, Cota e Zaia hanno fatto sapere che faranno di tutto perchè la pillola RU486 resti nei magazzini. Vale a dire boicottaggio puro.

Succede solo in Italia. In un qualsiasi stato estero, non potrebbe accadere, tranne forse in Portogallo, ancora più retrogrado, bigotto e bacchettone di noi.

La cosa più importante tuttavia, che nessuno ha sottolineato, è che l’obiezione di coscienza, per quanto odiosa, è prevista dalla legge nei casi di farmaci o pratiche abortive.

Il profilattico, evitando la gravidanza e non interrompendola, non può essere classificato come abortivo e pertanto non può nemmeno essere oggetto di obiezione di coscienza.

Pertanto questi illustri farmacisti, di fatto, stanno infrangendo la legge, rifiutandosi di vendere un articolo che è  previsto dal S.S.N. e per cui non è ammesso alcun tipo di obiezione di coscienza.

Poi ci incazziamo per le donne in Burqa. Per me fare violenza ad una donna costringendola ad avere una gravidanza indesiderata o a beccarsi l’AIDS è molto più grave che non costringerla ad andare in giro col velo.

Ma a persone come quelle che gestiscono questa farmacia, evidentemente, questo non passa nemmeno per il cervello.

E non venitemela a menare col fatto che i profilattici si possono acquistare ovunque: se tutti facessero come questi “signori”, diventerebbe impossibile!

Episodi come questo, vanno stroncati sul nascere. Peccato che non ne abbia il potere, perchè io a questi gli toglierei la licenza, la laurea e poi li sbatterei a fare i farmacisti in Iran.

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Francesco Franz Amato La sanità italiana le nega la pillola del giorno dopo. Mette al mondo un figlio e chiede 500.000 euro di danni.Grande! Anzi: Grandissima! Bravaaaa! Era ora!

La storia è la solita dell’Italia cattobacchettona e fedifraga: preservativo rotto durante il rapporto sessuale; lei va in quattro o cinque tra ospedali, guardie mediche e affini, ma ha la sfiga di incontrare sempre obiettori di coscienza che le negano la pillola del giorno dopo.

Riesce a farsela prescrivere solo dopo diversi giorni ma ormai è tardi: è incinta, dopo nove mesi partorisce e il padre non riconosce il pupo.

La donna parte all’attacco e denuncia la ASL, chiedendo 500.000 euro di danni.

A questo punto mi sovvengono tre considerazioni.

Prima: per legge un obiettore è tenuto ad indicare a chi ne faccia richiesta dove trovare assistenza. Ma questo ovviamente lo sanno in pochi.

Seconda: la pillola del giorno dopo non è un farmaco abortivo ma contraccettivo e, pertanto, nessun obiettore lo può negare. La differenza rende la cosa di rilevanza penale. E anche questo, evidentemente, lo sanno in pochi.

Terza: ecco a cosa porta una società in cui si consente alle convinzioni religiose di interferire con lo Stato: un figlio indesiderato, un uomo che se ne lava le mani, una donna con la vita rovinata perchè di abortire non  ne voleva nemmeno sapere.

In conclusione: mi piacerebbe davvero molto che la signora vincesse la causa.

Mi piacerebbe ancora di più che la ASL si rifacesse poi materialmente su quegli obiettori che hanno prodotto questo danno.

Auguri, signora.

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Primario chiama “assassine” tre donne in attesa di abortire

Francesco Franz Amato Primario chiama assassine tre donne in attesa di abortireGrazie a chi di dovere per la segnalazione.

Su “Repubblica” in questo articolo, la vicenda di tre donne in attesa di IVG che si sono viste arrivare il primario di ginecologia che davanti a tutti ha urlato loro in faccia

“Assassine! State uccidendo vostro figlio!”.

Sinceramente mi chiedo come sia possibile che a un primario di ginecologia possa essere consentita l’obiezione di coscienza.

Ma soprattutto mi chiedo come sia possibile che qualcuno, per motivi religiosi, sia disposto a schiacciare sotto i piedi i diritti di tutti gli altri.

Sei cattolico? Non vuoi abortire? E non abortire!

Ma piantala di rompere i coglioni a chi non la pensa come te!!!

E ‘un problema dell’integralismo: ti porta a vedere solo la tua visione come esatta. E alla fine a volerla imporre agli altri a tutti i costi.

Gandhi, che credo nessuno possa considerare un cretino, diceva:

Dato che non penseremo mai nello stesso modo e vedremo la verità per frammenti e da diversi angoli di visuale, la regola della nostra condotta è la tolleranza reciproca. La coscienza non è la stessa per tutti. Quindi, mentre essa rappresenta una buona guida per la condotta individuale, l’imposizione di questa condotta a tutti sarebbe un’insopportabile interferenza nella libertà di coscienza di ognuno.




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Ospedale romano: obiettore di coscienza rifiuta la visita ginecologica a una donna perchè depilata.

Francesco Franz Amato Ospedale romano: obiettore di coscienza rifiuta la visita ginecologica a una donna perchè depilata.Ieri sul blog di Metilparaben, viene postato questo articolo.

Si tratta di una chat tra il blogger e una sua conoscente che si è vista rifiutare la visita ginecologica da un medico donna e obiettore di coscienza in quanto completamente depilata, e quindi secondo la morale del medico, dedita a scelte di vita inaccettabili

Io spero ardentemente che si tratti di una bufala.

Perchè altrimenti questo è il sintomo, pur isolato, di quanto l’Italia sia finita nella merda. Seguirò l’evolversi della vicenda e vi saprò dire di eventuali sviluppi, in un senso o nell’altro.

Per intanto di seguito riporto il post di Metilparaben, perchè se di verità trattasi, deve essere portata al maggior numero di persone possibile. 

[11.59.49] XXX scrive: Ieri, ore 16.30. Ospedale YYY (noto ospedale romano, n.d.r.), appuntamento per visita ginecologica periodica e relativo pap-test. La consueta attesa. Poi entro.
[12.00.07] Alessandro scrive: ok.

[12.00.17] XXX scrive: Anamnesi, compilazione scheda, formalità di routine.

[12.00.23] Alessandro scrive: ok

[12.00.57] XXX scrive: “mi accomodo”.

[12.01.08] Alessandro scrive: …

[12.01.15] XXX scrive: primo medico: donna sui 45

[12.02.00] XXX scrive: “mi spiace signora, io non posso visitarla, credo si renda conto del perché!”

[12.02.07] Alessandro scrive: ?

[12.02.11] XXX scrive: io, faccia a forma di punto ?

[12.02.17] Alessandro scrive: ecco, appunto

[12.02.32] XXX scrive: dico che non ne ho idea.

[12.02.46] Alessandro scrive: (mi alzo 3 minuti, tu scrivi, torno subito)

[12.05.01] XXX scrive: e questa: “Lei è depilata e io non posso visitarla perchè infrangerei non solo l’etica professionale ma anche la morale e la mia coscienza”.

[12.05.41] XXX scrive: io incredula e, forse, anche se solo per un attimo imbarazzata…

[12.05.45] XXX scrive: poi: “dottoressa può spiegarmi meglio perchè mai lei si rifiuta di visitarmi?”

[12.08.32] XXX scrive: “Come le ho detto lei è glabra, certamente non a causa di terapie o disfunzioni di alcun genere, pertanto il suo stato non può essere se non indicazione di sue scelte di vita particolari da noi medici obiettori assolutamente inaccettabili”.
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Pillola del giorno dopo: negata in metà degli ospedali di Roma. Dagli obiettori.

L’inchiesta è di oggi, svolta dall’associazione Radicaliroma e pubblicata su Repubblica a questo indirizzo.

In sintesi qualcuno si è infilato sotto le mentite spoglie di una donna che si reca al pronto soccorso per la prescrizione della “pillola del giorno dopo” a causa della rottura del preservativo.

In metà degli ospedali di Roma trova di guardia un medico (obiettore) che, pur trattandosi di un farmaco classificato come URGENTE, e dunque obbligatorio per legge, si rifiuta di fornirlo, sulla base della propria ideologia.

Qui trovate il filmato, girato con una telecamera nascosta, che denuncia la cosa, in modo inequivocabile.

L’obiezione di coscienza concessa ai medici cattolici è una nefandezza assoluta, una prostituzione ideologica al cattolicesimo e al vaticano che va assolutamente stroncata.

Altrimenti il prossimo passo saranno i tribunali riservati per i preti pedofili (e già Ratzinger ci aveva provato nel 1962), e magari l’inquisizione 2.0.

La legge è uguale per tutti, cazzo! Preti o no!

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Fisiatra, Agopuntrice, Esperta in Medicina Tradizionale Cinese

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