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Consapevolezza: cos’è e perchè ogni tanto qualcuno la cerca…

consapevolezza-e-ricerca-interioreUna domanda che mi è stata posta da una persona che per le prime volte si accostava ad un percorso di ricerca, la cui risposta credo meriti davvero un post.

Però facciamo un patto: dato che non posso riassumere decine di volumi di filosofia o anni di argomentazioni interiori in poche righe, io mi impegno ad essere il più semplice e leggero possibile, ma chi legge si impegna a sua volta a non rompere i coglioni con richieste di documentazioni, prove e quant’altro. Per ogni richiesta di questo tipo rivolgetevi al vostro guru di quartiere che sarà sicuramente dispostissimo a darvi tutti i chiarimenti del caso.

Partiamo da un punto (per le dimostrazioni del fatto vedi il patto di…

Il filo di una lama. Un concetto alieno.

cutting-edge-300x163Nella vita di tutti i giorni le lame fanno parte degli oggetti più comuni: rasoi, coltelli da cucina, forbici… e proprio per questo è difficile pensare ad esse come oggetti particolari.

Ma lo sono.

Una lama è, essenzialmente, qualcosa che diventa sottile, sempre più sottile, fino a che il suo spessore è tale da permetterle di “tagliare” cioè separare, qualcosa da qualcos’altro.

Ma è proprio questo concetto a rendere una lama qualcosa di alieno, nella sua struttura: la lama perfetta ha un filo monomolecolare: una sola molecola a rappresentarne il confine tra la materia e il resto dell’esistenza. Non per niente da che mondo è mondo, la realizzazione di una lama ad alto livello implica una preparazione del tutto eccezionale.…

Abbiamo tutto in prestito: inutile tirarsela.

Sei bella… ma prima o poi il tempo passerà sulle tue fattezze, lasciando il proprio marchio. Che tu lo voglia o no, il corpo ed il faccino tanto soave che ti hanno aperto tante porte, prima o poi non saranno che un ricordo.

Sei intelligente… che fortuna! Tutta l’acutezza, tutta la capacità di connessione di concetti, parole e fatti che ti ha regalato il buon Dio ti aiutano, fanno di te il super manager che sei, ti danno una possibilità che ad altri uomini è negata; quella di approfondire, di capire, di mettere in contatto pensieri apparentemente slegati da loro. Ma basta un piccolo capillare che si rompe, un minuscolo rigonfiamento in un’arteriola che nessuno sa neppure che esiste,…

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PV... sempre lui!

La morte è un fatto unico, nella vita terrena di un essere umano, esattamente come la nascita. Un momento intenso, per sua stessa natura catartico per chi parte, per chi arriva e per chi rimane.

A tutti gli effetti un punto di cambiamento totale e, come tale, dovrebbe godere del privilegio della dignità, della compostezza e del silenzio ma sui giornali italiani, nelle ultime due settimane, due “morti illustri” non hanno di certo trovato una dimensione intima, tantomeno sobria.

Di Steve Jobs si parla più da morto che da vivo: la sua dipartita trasformata nell’evento mediatico dell’anno (e le vendite di iPhone 4S lo dimostrano), al punto che si riescono a scrivere puttanate di ogni tipo, pur…

La paura della morte.


Diciamocelo... Vanessi è avanti milioni di anni!


La paura della morte è una costante per l’essere umano. Senza questa paura, molte cose cambierebbero prospettiva. Avete presente quelle frasi tipo “mio figlio si ricorderà di me quando io non ci sarò più e così io vivrò nella sua memoria“? Molto poetica, molto aulica, come frase.

Ma alla fine si tratta di un’immensa stronzata!

Se sei morto, il fatto che qualcuno si ricordi di te non ti darà nuova presenza; caso mai romperai i coglioni a lui, continuando a perpetuare la tua ormai del tutto virtuale esistenza nei ricordi (e quindi nelle emozioni) di qualcuno che invece, per definizione, dovrebbe essere libero di farsi i cazzi suoi.

Il problema…

Ragazzi, il gioco dello strangolamento è una cagata mortale, non una prova di coraggio.

morte per strangolamento col gioco del foulardSul Corriere ed altri quotidiani oggi sono comparsi articoli di allarme per una nuova moda che imperversa tra i ragazzi di tutto il mondo; quello di strangolarsi con un foulard di seta fino a perdere i sensi.

Il “gioco del foulard” non è una novità ma ultimamente ha subito un’impennata allarmante e parecchi ci sono rimasti secchi. Da qui la preoccupazione delle autorità.

Che la diffusione di questo gioco mortale sia ormai arrivata a livelli assurdi è, purtroppo, evidente. Basta guardare su YouTube e si trovano centinaia di video registrati da ragazzini che si divertono a far svenire compagni e amici o a farsi strangolare oppure a farlo da soli.

Ed è proprio YouTube a favorire questa attività idiota. Processano…

Stefano Cucchi: morto in carcere, avrebbe firmato il divieto di avvertire i familiari? Posso avere un dubbio?

carcereSecondo quanto leggo sull’ANSA, Stefano Cucchi sarebbe morto in ospedale senza che i genitori potessero vederlo perchè lui stesso avrebbe firmato il diniego a fornire informazioni sulla sua salute.

Sempre secondo lo stesso articolo, tutti i segni, ecchimosi e  fratture vertebrali di Stefano sarebbero state dichiarate da Cucchi come provocate da una caduta per le scale avvenuta tra le 13,30 e le 14,05 del giorno dell’udienza del 16 Ottobre.

Scusate, ho alcuni dubbi:

1) Come mai questa cosa del diniego del consenso di Cucchi ad informare chiunque sul suo stato di salute viene fuori solo adesso?

2) Come mai l’autopsia di Cucchi, a quanto si è  letto in questi giorni, è stata eseguita senza informare per…

Violenza: smettiamola di fare gli ipocriti.

Nel caso qualcuno non se ne fosse ancora accorto, la vita è un continuo atto di violenza; veniamo al mondo con grande dolore fisico, sia nostro che di nostra madre.

Durante tutto l’arco della nostra vita usiamo violenza in continuazione al mondo animale e a quello vegetale e quando la vita finisce… non ho ancora vissuto l’esperienza, ma sono pronto a scommettere che il dolore del distacco in chi muore e in chi rimane non sia meno che violento.

Nel mondo animale la violenza di un leone che spezza il collo ad una gazzella non è cosa da poco e il pianeta stesso è un continuo inno alla violenza; guerre, liti, dispute politiche, religiose, sopraffazioni di ogni genere.

Come la giri, la giri ma non si scappa. La violenza è una parte della vita. Tentare di negarla, di fare i buoni a tutti i costi, non ha nessun senso.

Si può essere traumatizzati dalla violenza subita in tenera età e rimanere da questo segnati per tutta la vita ma occorre comprendere che la violenza non ha nulla a che vedere con la qualità emotiva che le si attribuisce ordinariamente.

La violenza, come ci dimostra questo nostro mondo in tutti i modi, in tutti gli istanti… semplicemente fa parte del “kit di installazione” di questo pianeta (e credo non solo).

Il mondo E’ violenza. La vita E’ violenza. Manifestare contro la violenza non ha alcun senso. La violenza non guarda la televisione.

Occorre essere preparati alla violenza. Occorre sapere difendersi, per quanto possibile, dalla violenza.

E la società dovrebbe difendere chi per natura è meno adatto di altri a difendersi. E farlo anche con la violenza se necessario.

La società occidentale si è così rammollita a furia di chiacchere politiche che è completamente inerme di fronte ad una società, forse più primitiva, ma sicuramente molto meno incline alle chiacchere che decida di assalirla.

Gli animali non hanno coscienza della propria morte. Provate a dirlo a un maiale…

macellazione-maiali_bigLeggo questo articolo su “La Stampa”, in cui Danilo Mariani, etologo, afferma che gli animali non hanno  coscienza della possibilità di morire.

Avete mai visto un maiale che viene portato al macello? No? Beh… vi sconsiglio l’esperienza.

Perchè questi animali, quando vengono portati alla loro ultima destinazione, spesso gridano.

Si, gridano. In un modo che ti lascia assolutamente inorridito. Perchè a quel punto ti arriva addosso qualcosa e anche qualcosa di forte: l’angoscia di un essere vivente che sa perfettamente cosa lo aspetta. Potete leggere la descrizione di come avviene questa macellazione qui, se avete lo stomaco forte.

Vaglielo a dire a uno di questi animali che “non ha…

Ricerca della verità: India, urina di vacca e violenza: ma la vita è così!

E’ proprio vero che in un paese come l’India può succedere di tutto;è sull’ANSA un lancio di agenzia: una ditta locale produrrà e lancerà sul mercato una bibita a base di urina di vacca. Sei ml per bottiglia, mescolati ad altre erbe e componenti.

L’azienda si aspetta un certo successo, dato che molti indiani, appartenenti a diverse correnti religiose, usano bere urina di vacca in alcune festività, più volte all’anno.

E’ un paese strano l’India; un paese in cui la vita si estrinseca con una violenza superlativa, e al contempo con la più profonda bellezza, spiritualità e interiorità, come ha ben dipinto il film Millionaire.

Ma in fondo mi sembra molto più "vera" questa vita che non quella apatica e del tutto falsa che si vive in occidente.

La vita è violenza: noi siamo frutto di violenza: quando nasciamo nostra madre grida di dolore, mentre il nostro piccolo corpo si fa largo per venire alla luce. Ad ogni secondo che passa milioni di cellule del nostro corpo muoiono di morte violenta ad opera dell’impietosa apoptosi, e miliardi di bacilli, virus ed altro vengono sterminati dagli anticorpi.

Ad ogni nostro boccone di insalata, o di carne, corrispondono morte e violenza.

Ma noi occidentali continuiamo a rifuggire la violenza, a voler essere pacifisti a tutti i costi, in una ipocrita negazione della passione, del fuoco di cui la violenza e la morte sono solo un aspetto e che permeano ogni aspetto della vita.

Fuggiamo la violenza perchè odiamo la sofferenza, che cerchiamo di schivare ad ogni costo:

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