Articoli marcati con tag ‘Islam’
Picchiate a Padova da magrebini perchè si baciavano
Siamo arrivati anche a questo. Non solo siamo i diavoli. Non solo siamo gli infedeli.
Adesso i musulmani in casa nostra si permettono pure di menare una ragazza perchè baciava una sua amica in piazza.
Succede a Padova. L’articolo lo trovate qui .
Poi però i razzisti siamo noi, quelli da eliminare siamo noi perchè non abbiamo la loro stessa religione.
Sapete che vi dico? Che io personalmente ne ho piene le palle di ’sto buonismo da quattro soldi, di questa tolleranza che fa rima con impotenza.
Se i due stronzi in questione si sono permessi di fare una porcata del genere è solo perchè sanno che non gli succederà nulla.
Primo perchè non li beccheranno mai, secondo perchè anche se li beccassero al massimo potrebbero prendersi un decreto di espulsione e quand’anche questo accadesse non avrebbero nessun problema a continuare a stercorare in Italia, da feccia quale sono, in clandestinità.
In tutto il resto d’Europa nessun immigrato si permette di fare quello che si permettono in Italia. Perchè alla prima puttanata li rimandano a casa loro a calci nel culo.
Quello che dovremmo imparare a fare anche noi.
Democrazia e totalitarismo rovesciato: verso la Tirannide (Lo diceva anche Platone)
Vyger mi ha segnalato un articolo uscito domenica 5 Aprile, sull’inserto domenicale del sole 24 Ore, e riportato in questo post di Mirko, sul suo Blog.
Si tratta di un’interessante analisi, condotta da Remo Bodei, sulle accuse del filosofo americano Sheldon Wolin.
Il nocciolo dell’articolo consiste nella presentazione della tesi del cosiddetto “totalitarismo rovesciato“, ovvero quella forma di totalitarismo rivolta all’interno di una nazione, in cui i cittadini vengono progressivamente “smobilitati“, e portati ad assistere più che partecipare alla vita politica.
I meccanismi sono abbastanza chiari e visibili per tutti: fornire un benessere, ancorche falso ed illusorio, e dei valori, parimenti falsati, verso cui il cittadino tenderà, aiutato in questo dalla formazione di paure “esterne“, che rafforzeranno l’involuzione del sistema democratico verso questa nuova forma di controllo.
Wolin, e di conserva Bodei, pongono il loro accento sulla commistione e convivenza tra politica e gli affari. Una compartecipazione tendente allo svuotamento della democrazia verso il controllo totale interno.
Nella cinematografia moderna si trovano molti esempi di questo tipo, da “I Figli degli uomini” di Cuaròn a “V per vendetta” di McTeigue. Nella letteratura ve ne sono moltissimi esempi, ma forse per tutti val ricordare Platone, nell’ottavo libro della Repubblica, nel suo dialogo con Adimante.
Ma senza stare a ripercorrere troppo quanto molti hanno già gridato, arriviamo ai nostri giorni, quando – senza che ne fosse data molta enfasi, per ovvii motivi - nella blogosfera ha rimbalzato il proclama di alcuni integralisti islamici che hanno goduto profondamente dei morti nel terremoto in Abruzzo, nel quale hanno individuato un segno di malevolenza divina nei confronti dell’occidente.
E’ un po’ che vado dicendo questo, ma per una volta trovo un parziale appoggio nelle parole di qualcuno che pensa davvero, non come faccio io.
In Afghanistan si può stuprare la moglie. Per legge.

A proposito di sovvertimento. A proposito di castrare la donna.
In Afghanistan viene approvata una legge che consente al marito di stuprare la moglie. E non solo: la stessa legge vieta alle donne di andare in giro da sole, di andare dal medico senza il consenso del marito e altre di queste simpatiche cosucce.
Mossa politica o no, come sostenuto da alcuni giornalisti, la cosa resta e rimane una porcata, contro la quale, grazie al cielo, l’Onu ha deciso di metterci becco.
Cosa che lascerà probabilmente il tempo che trova. Di tutti gli articoli usciti sui giornali italiani ce ne fosse uno che dice, appunto, che di porcata trattasi. Sono pure e semplici (nel migliore dei casi) esposizioni di quanto detto o agito da altri.
E intanto la cosa va avanti.
Ma d’altronde da uno stato che definisce “disegno criminoso” l’agire di un uomo che denuncia la mafia, solo perchè non è un giornalista, cosa vogliamo aspettarci?
Islam: l’ONU potrebbe rendere illegale anche solo parlarne.
Mi era sfuggita, ma fortunatamente la sempre vigile Vygger me l’ha segnalata.
L’ONU potrebbe rendere illegale e penalmente perseguibile il solo fatto di parlare dell’Islam, oltre che di criticare questa religione.
Trovate la notizia qui, sul Corriere, in un profondo articolo di Cristopher Hitchens (tranquilli, è in italiano, per giunta ottimo!).
L’articolo di Hitchens è molto lungo, ma vale la pena di leggerlo, perchè si tratta di un’analisi profonda e lucida di una delle più agghiaccianti beffe che l’ONU rischia di giocare all’umanità intera.
Vi faccio la sintesi: l’Islam ha l’equivalente della nostra Conferenza Episcopale in un organo chiamato Organizzazione della Conferenza Islamica.
Come forse alcuni sapranno, una delle caratteristiche dell’Islam (comune a molte religioni, ma mai in modo così chiaro e soprattutto, mai supportata con la violenza) è quella di avocare a sè l’unica verità. Vale a dire l’Islam è l’unica religione, tutte le altre sono cazzate.
Certo, in qualche modo lo ha detto anche il cattolicesimo, ma fortunatamente al giorno d’oggi la religione cattolica non accetta in alcun modo l’omicidio, nemmeno per motivi religiosi.
Esiste una risoluzione, la 62/154, che se approvata nella forma di cui vi dirò tra poco, renderà la vita umana un inferno in terra per chiunque non sia musulmano.
In Iran iniziano i test nucleari. E Obama fa occhiolino ad Ahmadinejad. E noi?
La notizia è di poco fa sul New York Times. Nell’impianto nucleare a pochi chilometri da Busher, stanno iniziando i test nucleari dopo un processo durato trentacinque anni, gestito con la consulenza di un’azienda russa.
Obama, che a quanto pare ha deciso di risolvere il problema islamico calando il più possibile le braghe, ha strizzato l’occhio al presidente Iraniano, offrendo la propria collaborazione anche diplomatica.
Ahmadinejad, dal suo canto, non si lascia sfuggire l’occasione e fa sapere che se gli Stati Uniti desiderano seriamente appianare i contrasti, lui è d’accordo.
Tarallucci e vino, forse?
Non so, ma mi sembra che uno che si chiama Barack Hussein Obama fosse abbastanza votato ad essere filo-islamico. E siccome il nostro Presidente del Consiglio è filo-americano, ne deduco che presto, per la ben nota proprietà transitiva, anche l’Italia andrà a strizzare l’occhio a questi campioni del sopruso. D’altronde abbiamo già iniziato a vendere Unicredit alla Libia, per cui non vedo che problema ci sia!
Gentili signore italiane, preparatevi a dover indossare il Chador. Io dal canto mio mi aspetto di svegliarmi tra qualche giorno al suono della voce di un Muezzin, tranquillamente appollaiato sulla Madonna del Duomo di Milano.
Tag Technorati: Islam, Obama, Iran, Nucleare

Manifestazione di massa islamica a Milano: preghiera, protesta o sfida?
Sabato pomeriggio: a Milano e a Bologna, qualche migliaio di islamici “occupano” le due rispettive piazze del Duomo per protestare contro i Raid a Gaza.
Oggi ho provato a chiamare la questura di Milano, per sapere se questa manifestazione fosse o meno autorizzata. Dopo diversi rimbalzi tra centralino e vari uffici (nella maggioranza dei quali non rispondeva nessuno), ho rinunciato, dato che nessuno sembrava essere in possesso di questa informazione.
A quanto leggo su “Il Giornale” di oggi, in questo articolo (che peraltro consiglio caldamente di leggere), per quanto riguarda Milano pare proprio che non ci fosse nessuna autorizzazione. I dimostranti, sempre secondo l’articolo, erano guidati dall’Imam della ex-moschea di viale Jenner (che non si capisce cosa ci faccia in giro, data l’accusa – e se non erro anche la condanna – di terrorismo) e hanno invaso la piazza. Il resto lo potete leggere nell’articolo.
Facciamo due conti: in due città Italiane, contemporaneamente una folla di musulmani decidono di protestare contro i raid a Gaza. Lo fanno occupando le piazze principali, nonchè simboli cristiani per eccellenza, senza autorizzazione, e con un coordinamento degno di un esercito.
Il Duomo chiude i portoni per “precauzione”, e NON SUCCEDE ALTRO.
In Italia mi pare esistano diversi reati configurabili, dalla manifestazione non autorizzata, all’occupazione abusiva di suolo pubblico forse. Il fatto che il Duomo sia stato costretto a chiudere le porte potrebbe anche far pensare all’articolo 405 del codice penale, che punisce con pena fino a due anni di reclusione chiunque impedisca l’esercizio del culto religioso in luoghi pubblici o a tal scopo destinati.
Romanzo sulla terza moglie di Maometto, molotov contro l’editore
Un’altra casa editrice, con un po più di palle della Random House, ha acquisito i diritti del romanzo “The jewell of Medina”, di Sherril Jones.
Il libro manco è uscito, e qualche benpensante islamico ha già tirato una molotov contro l’editore.
Considerato che Benedetto XVI aveva messo al bando i romanzi di Harry Potter, mi verrebbe da ridere, se non ci fosse da piangere. Le analogie sono evidenti, e la considerazione è facile. Non vedo grosse differenze tra gli estremismi delle due religioni, se non che quella cattolica si è nel corso dei secoli ricoperta di un patina di civiltà, per cui le vie di fatto si sono escluse.
Ma non vedo molta differenza tra tirare una molotov a un editore, e impedire a una donna di abortire quando magari ci può andare di mezzo la sua salute psichica, o impedire a un essere umano di scegliere il momento in cui abbandonare questa valle di lacrime.
La religione non è più l’oppio dei popoli; si è trasformata nella loro catena al piede.
Una risposta a Franz dal Sig. Pedrocco
Con mia grande sorpresa, questa sera alle 18.20 ho ricevuto una telefonata dal Sig. Pedrocco, Direttore del Museo Ca’ Rezzonico, che ha voluto gentilmente rispondere in modo verbale alla mia lettera pubblicata nell’articolo precedente.
E’ stata una telefonata piacevole e garbata, sul filo di un sereno confronto di opinioni.
La prima cosa di cui si è premurato è stata di riferirmi che lui non ha disposto il licenziamento di nessuno, tantomeno del guardasala, non essendo tale possibilità all’interno del suo mandato.
Il Sig. Pedrocco si è poi dichiarato d’accordo sull’essere stanco di questa Italia, così come lo sono io, e contestualmente, essendo persona ottimista, si è augurato che da questo pienone mediatico possa scaturire la volontà di definire una normativa in merito al volto coperto, dato che al momento una tale normativa non esiste.
In merito all’accaduto, ha invece esposto il suo punto di vista, ovvero che ritiene la cultura italiana del ‘700, in particolar modo quella veneziana, ispiratrice del museo da lui diretto, troppo importante per impedire a qualcuno di avvicinarvisi.
Successivamente, pur dichiarandosi contento del fatto che qualcuno pensi anche sul proprio lavoro, si è rammaricato del fatto che il guardasala abbia agito secondo lui impulsivamente, non utilizzando la radio di ordinanza per richieder istruzioni al suo diretto superiore, che tra l’altro era anche in possesso del suo numero di cellulare.
Ho offerto al Sig. Pedrocco lo spazio di questo blog per una eventuale replica, ma lui ha declinato l’invito, autorizzandomi a riferire del dialogo avvenuto.
Una copia di questo articolo viene inviata al Sig. Pedrocco per copia conoscenza.
Lascio a chi volesse il commento di quanto sopra esposto. Per canto mio, rimango della mia opinione, che non starò a ripetere per ovvii motivi.
Un ringraziamento al Sig, Pedrocco per la sollecita risposta.
Lettera al Sig. Pedrocco, direttore del Museo Ca’ Rezzonico
Credo che ormai sia dominio pubblico l’episodio accaduto al museo Ca’ Rezzonico, in cui un guardasala è stato oggetto di sanzione discipliare (forse addirittura di licenziamento), per aver impedito l’ingresso al museo ad una donna musulmana completamente velata.
Girovagando su internet ho trovato un indirizzo a cui mandare una mail, ed ho provveduto a farlo. La mail la trovate qua sotto. Qualora voleste fare altrettanto, l’indirizzo è: mkt.musei@comune.venezia.it.
Ecco il testo della mail da me inviata:
Egr. Direttore, Sig. Pedrocco,
lasci che mi presenti: mi chiamo Francesco Amato, e i miei recapiti li trova in calce per ogni eventuale.
In questi giorni abbondantemente “in strillo” su tutti i media, trova ampio pubblico rilievo la vicenda occorsa nel Museo da Lei diretto.
Fermo restando il debito “beneficio d’inventario” dovutoLe, sulla corretta esposizione dell’accaduto da parte degli organismi di informazione, con la presente desidero esprimerLe la mia personale opinione di libero cittadino italiano in merito, partendo ovviamente dalla base delle suddette informazioni.
Qualora le stesse fossero incongruenti la realtà delle cose, consideri pure nullo quanto segue.
A quanto apprendo, un addetto al Museo da Lei diretto, ha impedito l’ingresso allo stesso ad una donna dal viso coperto, per motivi di sicurezza. A seguito di questa decisione, l’addetto è stato da Lei licenziato, e il suo atto definito come “grave errore”.
In questi ultimi tempi si assiste ad una progressiva quanto innegabile rinuncia da parte della democrazia a difendere i propri principi e le proprie convinzioni, di fronte alla paura della reazione del mondo islamico.
Parimenti ritengo l’ala integralista di questa religione abbia negli ultimi tempi assunto sempre maggior potere grazie all’inerzia di coloro che la democrazia dovrebbero difendere.
Lei, tra il dare sostegno ad un uomo che si è comportato come tale, e condannare pubblicamente lo stesso, ha scelto quest’ultimo corso, procedendo all’azione disciplinare nei confronti di un libero cittadino italiano che a parer mio non ha fatto altro che il suo dovere, nell’ambito delle sue funzioni (almeno credo) ritenendo contrario alla sicurezza consentire ad una persona non riconoscibile l’ingresso ad un luogo pubblico in cui si trovavano inevitabilmente concentrati un alto numero di esseri umani.
Scelta discutibile? Forse. Condannabile? Ritengo assolutamente di no. Tanto più che alla fine è Lei il responsabile ultimo per le azioni dell’addetto. (Se mai fosse accaduto qualcosa chi sarebbe stato il responsabile, Lei o il Suo addetto? In ultima analisi, quest’ultimo ha tutelato anche Lei…)
Sig. Pedrocco, ha mai provato ad entrare con un grosso crocifisso in mano in una moschea a Riad? Vuole scommettere che verrebbe immediatamente incarcerato (se non giustiziato sommariamente dalla folla) per offesa all’Islam? (e da quelle parti la pena per questo reato è molto più pesante che il licenziamento).
E allora perchè in Italia a questi personaggi deve essere consentito comportarsi in spregio e disprezzo, o nella migliore delle ipotesi completa noncuranza, delle nostre normative e consuetudini, quando noi nel loro paese dobbiamo stare attenti a come ci vestiamo, e addirittura a chi rivolgiamo la parola?
Per paura, Sig. Pedrocco. Nient’altro che paura. Continua paura della loro ipotetica reazione.
E nel suo caso, Sig. Pedrocco, qual’è stata la Sua motivazione nell’agire come ha fatto?
Sig. Pedrocco, io personalmente sono terribilmente stanco di vedere l’Italia e gli Italiani fare la solita misera figura di un paese le cui leggi ed usanze possono essere tranquillamente ignorate da un popolo in cui una gran percentuale di individui considera normale l’omicidio per motivi religiosi (veda il sondaggio sul London Times del 27 Luglio 2008).
Un popolo in cui una percentuale ancora maggiore pretende che le proprie leggi entrino a far parte dell’ordinamento giuridico del paese che li ospita.
Un popolo che quando guarda le nostre donne, nella gran parte dei casi non vede altro che delle prostitute, perchè non si coprono da capo a piedi con i loro abiti neri.
Sig. Pedrocco, io mi vergogno profondamente per questa immagine di paese debole, la cui unica preoccupazione è quella di non pestare i calli a nessuno, e che per questo è disposto a farsi fare di tutto da chiunque.
Contestualmente plaudo pubblicamente all’operato dell’addetto da Lei licenziato, che ha dimostrato di avere spina dorsale e dirittura morale, oggi qualità purtroppo assai rare.
Non so quanto possa servire, ma La invito cortesemente a ritirare l’atto di licenziamento verso l’addetto in questione, ed a sostituirlo con il Suo appoggio e la Sua approvazione.
L’Italia ne ha bisogno. Noi ne abbiamo bisogno. Forse alla fine anche Lei ne ha bisogno.
A disposizione per ogni varia ed eventuale
Francesco Amato
C.V.D.: sondaggio del London Times
Pubblicato Domenica 27 Luglio sulla Repubblica, che a sua volta cita il London Times dello stesso giorno. I due articoli sono qui per La Repubblica e qui per il Times.
Per questo sondaggio sono stati intervistati 1,400 studenti musulmani.
Un terzo definisce “giustificabile” uccidere in nome di Allah.
Il 40% inserirebbe gli articoli della legge islamica all’interno dell’ordinamento legislativo inglese.
Per finire in bellezza, la stessa percentuale ritiene inaccettabile la libera frequentazione tra uomini e donne musulmani.
Uccidere in nome di Dio.
Lo hanno fatto tutte le religioni credo, o quasi. Sicuramente quella cattolica ha fatto la sua parte. Inquisizione e crociate sono fenomeni ben noti a tutti. Solo che hanno smesso qualche tempo fa.
Inserire la Sharia nella legislazione del paese ospitante.
Questo aspetto in particolare è molto presente in quasi tutti gli ordinamenti occidentali. Non per la Sharia, ma l’influenza del cristianesimo è innegabile ovunque.
Frequentazione uomini-donne.
Anche qui niente di nuovo, più o meno. Anche secondo il cattolicesimo la donna non può dir messa, dovrebbe girare coperta (un po’ meno, d’accordo, ma non vedo grandi differenze tra una musulmana in burqa e una “vidua” siciliana col velo del lutto), non dovrebbe avere rapporti sessuali al di fuori del matrimonio, e per giunta solo per proliferare o quasi. (Sai quanti figli di Ogino ci sono in giro?)
Ma allora, la differenza dove sta?
Fondamentalmente non ne vedo molta, se non in un piccolo, trascurabile particolare.
A noi occidentali, alla fine della religione ce ne frega fintanto che non invade troppo la nostra vita (salvo qualche caso di integralismo). Noi ci facciamo fregare solo dalla morale.
Ai musulmani, della vita gliene frega fintanto che non invade troppo la loro religione (salvo qualche caso moderato). E non si fanno fregare dalla morale.
Indovina dove rischiamo di andare a finire?






