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Articoli marcati con tag ‘Internet’

Gli USA vogliono poter spegnere internet… come se non potessero già farlo.

Francesco Franz Amato Gli USA vogliono poter spegnere internet... come se non potessero già farlo.Leggo questo articolo su “La Stampa”, e mi faccio davvero quattro risate.

Uno scritto dai toni allarmanti sul fatto che il Presidente Obama starebbe chiedendo al Congresso USA  il permesso per poter spegnere internet in caso di emergenza cibernetica.

Mi faccio quattro risate perchè, in realtà, è cosa abbastanza nota nel settore che questa possibilità gli Stati Uniti ce l’hanno da sempre.

I 13 root server sparsi in altrettante località segrete infatti, sono di proprietà degli USA. Non solo; è altrettanto noto che quasi tutti i router primari di backbone sono di prorietà americana come, soprattutto, i principali satelliti per telecomunicazioni.

Dagli Stati Uniti transita il 75% del traffico internet mondiale di rilievo, soprattutto quello commerciale.

Gmail e Google, i principali depositi mondiali di dati, sono americani, così come lo sono altri colossi delle comunicazioni.

E’ vero che il protocollo IP prevede il dirottamento automatico di segnale qualora un nodo non fosse raggiungibile ma è altrettanto vero che il rerouting è operato ad un certo punto dai grossi “centralini” nazionali e continentali, quasi tutti di proprietà di compagnie direttamente o indirettamente controllate dagli USA.

Pertanto, se davvero Obama volesse “spegnere” internet, già oggi non ci vorrebbe molto. Più o meno 24 ore.

E non credete alla stronzata che stia chiedendo il permesso di farlo solo in caso di emergenza, dato che nella proposta di legge (che sicuramente verrà ratificata), tale emergenza non viene descritta per nulla.

Inoltre, nella stessa proposta, vengono conferiti poteri straordinari alle agenzie di sorveglianza, per consentire loro di fare più o meno quello che vogliono con i computer di chiunque.

E mi sono fatto altre quattro, veramente grasse, risate di fronte alla seguente frase di Dario Corradino, tratta sempre da un articolo su “La Stampa”, in cui il giornalista così risponde alla domanda su cosa accadrebbe fermando i root server:

La navigazione Internet sarebbe seriamente compromessa, ma non bloccata. Potrei infatti in teoria continuare a connettermi a un sito web utilizzando il suo indirizzo IP, numerico. Inoltre in rete esistono ormai altre gerarchie di connessione analoghe a quella ufficiale che sarebbe possibile utilizzare eliminando il disagio in tempi relativamente brevi.

Gli IP numerici, dice lui. Si, come no… e chi te li da gli IP numerici di un sito, una volta che quel sito non è più raggiungibile tramite il normale indirizzo? E quand’anche si riuscisse a trovare il suddetto IP (ad esempio perchè salvato nella cache del computer) considerando che il 70% dei router è spento, come diavolo si potrebbe fare a raggiungere il sito cercato?

Considerato che la maggior parte delle comunicazioni passa dai router americani, inoltre, ci sarebbero enormi difficoltà anche dal punto di vista delle comunicazioni video, telefoniche e fax, per non parlare di tutti quelli che utilizzano servizi come Gmail, Yahoo e altri per la posta.

Quindi la risposta è: forse Obama non potrebbe spegnere la rete del tutto, ma il risultato sarebbe ugualmente la paralisi del 95% dei sistemi di comunicazione.

Eccheccazzo… diciamo le cose come stanno, please!


Deo Gratias: Google non supporterà più IE6!

Francesco Franz Amato Deo Gratias: Google non supporterà più IE6!Dopo i recenti casini e attacchi/infiltrazioni, riusciti grazie allo sfruttamento degli exploit di quel pezzo di archeospazzatura informatica di IE6, Google annuncia che dal 1 Marzo 2010 non supporterà più il merdabrowser.

Google Docs e Google Sites saranno le prime applicazioni a  non girare più, le altre a mano a mano che subiranno aggiornamenti.

La stessa casa di Mountain View ha rinunciato per anni a funzionalità ed estetica maggiori solo per motivi di compatibilità con IEzozz.

Chissà che ora, con questo scherzetto, il rimanente 20% di utenti che ancora lo usano non si decida a cambiarlo.

Nel frattempo, in attesa di Google, la maggior parte dei siti e dei blog ha unilateralmente e già da qualche tempo deciso di non supportare più IE6.

Viva Google (per ’stavolta!).

Susan Boyle: il CD esce e spazza ogni record. 700.000 copie in una settimana

Francesco Franz Amato Susan Boyle: il CD esce e spazza ogni record. 700.000 copie in una settimanaE chi ha detto che internet non serve per vendere?

Susan Boyle, con il suo “I Dreamed a Dream” dimostra proprio il contrario.

Susan è un fenomeno che nasce quando, sulle telecamere di  Britain’s Got Talent, fa sentire una delle più belle voci degli ultimi anni, ancora più evidente per la relativa sfortuna del corpo (bruttino) che la produce. Su YouTube il filmato impazza, viene visto diversi milioni di volte in pochi giorni.

A distanza di pochi mesi esce il suo primo CD. E in una settimana distrugge qualunque record con la vendita di oltre 700.000 copie.

Susan, la bruttina con la voce d’angelo, ha stroncato gente del calibro degli U2 ed Eminem, che hanno venduto meno di lei.

E’ proprio vero che a volte i sogni si avverano..

Avete ancora Internet Explorer versione 6? Ecco alcuni motivi validi per aggiornarlo.

Francesco Franz Amato Avete ancora Internet Explorer versione 6? Ecco alcuni motivi validi per aggiornarlo.IE6 è il peggior browser (quella cosa con cui navigate su internet) che esista al mondo.

Eppure molti si ostinano a non aggiornarlo.

Pigrizia? Forse.. o forse hanno una copia di Winzozz non autorizzata e sanno che nel momento in cui faranno l’aggiornamento… verranno fregati alla grande.

Ma cribbio! Installate Firefox, oppure Chrome o Safari. O qualsiasi altra cosa vi venga in mente, ma non IE6!!!

Non lo usa più nessuno tranne gli italiani!!!

Comunque… al di là delle polemiche… ecco tre buoni motivi per aggiornare (o cambiare) IE6:

1) Il 99 per cento di quello che vedete non è quello che vedono tutti gli altri. E’ una versione semplificata se no IE6 non riesce a farvela vedere. Vi piace così tanto vedere le cose a metà?

2) Il motivo per cui avviene questo è che IE6 ferma tutto quello che può fermare per presunti motivi di sicurezza. Peccato che in realtà sia il browser più bacato della storia di internet.
Avere IE6 installato è come andare nella gabbia delle tigri con in mano un pezzo di carne sanguinolenta!

3) Finche tu… si, proprio tu che stai leggendo questo articolo con IE6 (ammesso che ci sia riuscito) non cambierai il browser, quelli che realizzano i siti che ti piacciono dovranno mantenerli compatibili con il tuo schifoso browser. Questo impedirà loro di sviluppare dei siti veramente belli, tecnologicamente all’avanguardia.
In altre parole fino a che ti ostinerai ad usare IE6 sarai uno dei responsabili dell’arretratezza tecnologica del web in Italia.

Ooooh! Mi sono sfogato! Eccheccazzo!


Ecco cosa succede a firmare le petizioni online

Francesco Franz Amato Ecco cosa succede a firmare le petizioni onlineQualche tempo fa ho sostenuto e firmato una petizione online. Non dico quale per motivi di privacy; le persone che l’hanno indetta infatti meritano tutti gli onori, secondo me.

Poi mi sono chiesto cosa ci guadagnasse il sito su cui era ospitata la petizione, senza riuscire a darmi una risposta. Oggi l’ho avuta via mail.

Mi arriva infatti un messaggio email con il seguente oggetto: Findomestic, prestito personale per realizzare i tuoi progetti.

All’interno l’immagine a corredo di questo post con un link al sito Findomestic.

Sotto l’immagine, una singola linea di testo:

Unsubscribe: ricevi questa email in quanto l’ultima petizione che hai firmato e’:  xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx  Numero di protocollo della tua firma xxxxxxx  Se vuoi essere eliminato dal database di xxxxxxxxx  clicca qui.

Mi verrebbe da dire… ma chi cazzo ti ha autorizzato? Non perdo nemmeno tempo. Sicuramente nel regolamento del sito (che ovviamente nessuno legge mai) c’era la clausola liberatoria implicita alla diffusione dei dati di firma.

Tutto chiaro su come funziona la rete?

L’anonimato sul web non esiste. Se non per pochissimi.

Echelon ConspiracyOggi mi è arrivato un trackback ad un vecchio articolo, riferito alla richiesta da parte di più governi di togliere l’anonimato dal web.

Lavorando nel settore da qualche anno ritengo doveroso far chiarezza su questo argomento. L’anonimato sulla rete è una chimera. Il fatto di essere anonimi o meno dipende solo da quanto elevata sia la motivazione di chi cerca l’identità di un internauta e parimenti da quanto elevata sia la conoscenza di internet da parte di chi vuole rimanere invisibile.

Quando si naviga, occorrono alcune cose da cui non si può prescindere: un essere umano, un computer, un browser, una connessione a internet. Tutto il resto può esserci o meno, ma questi quattro elementi rimangono.

L’essere umano tecnologico può appartenere fondamentalmente a tre razze: quella normale, quella che crede di sapere e quella che sa. L’80% dei navigatori appartiene alla prima. Il 19,8% alla seconda e solo lo 0,2% alla terza. Di quest’ultima parte, la percentuale di chi ha conoscenze realmente utili a mantenersi in ombra non è praticamente misurabile. Gli altri tre elementi sono funzionali alla razza in esame.

Quando si naviga in rete c’è una serie di parametri che consentono l’individuazione dell’utente. Il fatto di andare a cercarli oppure no dipende esclusivamente dalla motivazione per farlo. L’anonimato quindi è garantito esclusivamente e proporzionalmente al disinteresse che esiste nell’identificazione dell’utente, tranne che per quella percentuale dello 0,2% di cui sopra, che realmente è quasi impossibile da rintracciare se non con immensi sforzi.

Leggi il resto di questo articolo »

Nasce Hunch, un altro motore di ricerca che si farà i cazzi nostri. By Sting

Spioni vari nascono nella rete: è la volta di HunchDa oggi, in Rete, ci sarà un’occasione in più (per alcuni) per ficcare il naso nella vita privata (di tutti). Nasce un nuovo motore di ricerca, Hunch, (Trad. intuizione, ma anche presagio) e si presenta con il seguente motto:

Hunch helps you make decisions and gets smarter the more you use it.

In pratica si basa sul principio che la scelta collettiva è “migliore” di quelle individuali e la cosa, a detta dei ricercatori che lo hanno sviluppato, aiuterà a scegliere “meglio“.

Secondo l’algoritmo del motore i risultati presentati in cima alla lista corrisponderanno alle scelte fatte dalla maggior parte degli utenti, di fatto massificando e pilotando le possibilità di scelta. Leggi il resto di questo articolo »

Internet e Censura. La top ten: strano l’Italia non c’è… ancora

Francesco Franz Amato Internet e Censura. La top ten: strano lItalia non cè... ancoraLeggo su questo articolo de "Il Giornale" la classifica, stilata da Reporters Sans Frontieres, dei dieci paesi in cui Internet è più blindata. Eccoli qui: 

Arabia Saudita, Birmania, Cina, Corea del Nord, Cuba, Egitto, Iran, Uzbekistan, Siria, Tunisia, Turkmenistan, Vietnam<

Questi paesi hanno trasformato Internet in una sorta di rete privata, su cui il governo ha completo controllo. Ad oggi tra tutti loro hanno messo in galera 26 persone (di cui si abbia notizia, quantomeno) che avevano postato contenuti sgraditi ai vari regimi.

Il problema più grosso, a quanto mi risulta, è che all’interno di queste "cortine di ferro", gli internauti che non hanno avuto possibilità di viaggiare all’estero, non hanno la neppur minima idea di quanto siano taglieggiati, e quindi sono veramente all’oscuro di quanto i loro governi ne stuprino la libertà.

L’Italia non è ancora in queste condizioni, vero. Ma quanto durerà?

Zitti zitti, alla camera stanno cercando ancora di fregare i blog!

Francesco Franz Amato Zitti zitti, alla camera stanno cercando ancora di fregare i blog!E’ di lunedi questo articolo di Luca Spinelli su Punto Informatico.

In sintesi, si parla del decreto incula-blog, partorito sotto la legge Prodi, poi grazie a Dio defunto per la caduta del governo, con il quale appunto si tentava di fare sodomia dei blogger, costringendo il diario personale su internet a rientrare sotto la categoria del “prodotto editoriale” invece che quella del “dico quel cazzo che mi pare perchè la Costituzione me ne da il diritto!”

Adesso si scopre che il bastardo DDL sta ancora girando per la camera, nel silenzio più totale.

I blog sono rimasti una delle poche fonti di libera espressione in questo paese ormai più simile ad uno stato di polizia che ad una democrazia (finisce tutto in “zia”, ma non è che il possibile parentado mi consoli).

Se questo DDL divenisse effettivo (cosa probabile, dato che in Italia ormai non si muove più nulla) i blog dovrebbero fare veri e propri salti mortali per mantenere la propria indipendenza, e possibilità di esprimere opinioni e pensieri sulle cose di tutti i giorni.

E’ un problema grosso… molto grosso. Consiglio di leggere l’articolo citato. E’ illuminante!

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Google lancia il satellite spia geoeye-1 in società con un’agenzia governativa USA

Il Grande Fratello è servito: qui l’articolo del corriere. Google ha messo in orbita il suo primo satellite, in società con la National Geospatial-Intelligence Agency, l’agenzia di intelligence geospaziale USA.

Se qualcuno poteva ancora avere dei dubbi sulla potenza del gigante di Mountain View, o sulla sua stretta vicinanza agli organismi governativi americani, credo che adesso non possa che toglierseli.

Da notare che la risoluzione delle immagini del satellite è spaventosa,sufficiente per distinguere “una base di un campo da baseball”.

Però possiamo stare tranquilli, per usi commerciali le immagini avranno una risoluzione ridotta, non superiore ai 50 centimetri.

Si, e noi ci crediamo.

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Kesa - alla fine della solitudine E' una storia d'amore, un po' strana, lo ammetto, ma tutti quelli che hanno letto il libro lo hanno trovato bello.

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