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Il caso di Eluana ritorna a riempire le pagine dei giornali, che hanno bisogno di distogliere la nostra attenzione dal disastro cui stiamo andando inesorabilmente incontro. E cosa c’è di meglio di questa storia morbosamente gustosa?

La notizia la trovate qui.

Sta di fatto che anche l’Ordine dei Medici, questa istituzione di moralismo puro (ed altrettanta ipocrisia) deve dire la sua. E naturalmente lo fa secondo la propria natura, che stavolta è ancora più estremista di quella della Chiesa Cattolica.

Secondo costoro non è ammissibile non curare questa povera crista in occasioni come quella dell’emorragia interna che a momenti pone fine alla sua permanenza in questa valle di lacrime.

Per una volta che la Chiesa non rompeva i coglioni ci si dovevano mettere loro.

Un altro divieto si aggiunge alle migliaia di cose che in Italia non si possono fare.

Adesso è anche obbligatorio subire le cure dei medici.

Io spero di vivere senza problemi di questo tipo, ma nel caso prego solo di avere il tempo e la lucidità di provvedere personalmente all’ultimo viaggio.

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Dopo 2000 anni di storia dei cattolici (grazie a Dio prima non c’erano, poi per colpa di Dio, hanno cominciato ad esistere), l’Osservatore Romano pubblica una vibrata protesta perchè “La vita non finisce con la morte cerebrale”.

Meraviglioso. Fantastico. Quasi non ci posso credere: un barlume di luce nelle tenebre! Leggo l’articolo. Immediata la delusione, ma dovevo aspettarmelo.

Quello che si intende è la solita storia. E’ la vita del corpo umano, quello fisico che non finisce. Quindi il fatto è da leggere come “Bisogna aspettare che Dio decida quando l’uomo deve morire”. Me lo vedo Dio, con un Universo da gestire che è lì a fare i conti: “No questo tra dieci minuti, no questo tra un’ora… Porca puttana questo me l’ero dimenticato!”

Alla fine si tratta semplicemente di un articolo contro l’eutanasia. E contro i trapianti.

E vai! Santa Romana Chiesa (SRC per gli amici, o forse farei meglio a dire SRL) non riesce a resistere, proprio non ce la fa. Deve rimanere attaccata a ’sta storia della resurrezione.

La resurrezione del corpo e dello spirito. Per quanto riguarda lo spirito non c’è problema, finchè c’è malto c’è speranza, disse il mio amico Jack.
E per il corpo? Anche per quello no problem: con il Viagra resuscitano tutti (se hanno fatto i bravi, hanno seguito i comandamenti, e non se lo sono distrutto a forza di seghe… ah no, dimenticavo… se sei pio manco quelle ti fai).

Ma come si fa? Come si fa alle soglie del 2009, alle faglie del Kilimangiaro, alle sogliole della mugnaia quella zoccola, ancora credere che la vita sia quella mera simulazione che ci vogliono far intendere e dar da bere, insieme al Jack, di un corpo che quando va bene dopo 70 anni è ridotto a un cencio e dopo 80 è solo meglio che si rilassi? Come è possibile che uomini e donne, vecchi e bambini, qualche tracena e due foche monache, ancora credano che la vita inizi col concepimento, e finisca con quell’ultimo tocco di follia del cuore che si ferma, quell’ultimo istante che abbiamo passato tutta la vita ad evitare, ben sapendo che non c’era un cazzo da fare.

Vi prego, ditemi che non è vero. Ditemi che non credete veramente al paradiso e all’inferno, con i diavoli e gli zoccoli, per non parlare delle zoccole, e gli angeli e gli arcangeli che cantan le laudi, e poi le lmercedese, e le lbmw (questa me l’ha passata la mutua)… ma vi pare possibile farsela ancora sotto al pensiero che occorra essere “timorati” di dio? Stai attento che adesso devo anche avere paura di quello che mi ha creato. Ma che cazzo ho paura a fare? Se è stato così tosto da crearmi di cosa mi preoccupo? Che mi cancelli? E quando anche mi preoccupo? Cambia qualcosa?

Ma no, bisogna aver paura di Dio. E’ infinito amore, mancanza di giudizio, ma secondo la SRC bisogna aver paura. Un minimo controsenso nella vita male non fa, e soprattutto evita che le persone sentano.

Sentano che la vita non può essere ridotta a qualche frenetico ricambio di cellule tra un vagito, un’eiaculazione (magari pure precoce) e l’ultimo respiro.

Sentano che la vita è. Una. Infinita. Continua. Vita.

Sentano che la vita è cominciata prima di questo cencioso abito che crediamo ogni volta essere l’ultimo, e non finirà mai. Non come ci vogliono far credere con questa continua politica del giudizio universale, quando tutte le colpe troveranno la loro giusta (ovviamente) punizione, e beati gli ultimi, perchè rimarranno tali, cibo per la luna, che manco a dirlo non ne ha mai abbastanza.
E’ su questo che giocano da anni, non sulla realizzazione dell’essere umano, ma sui sensi di colpa, sul sequestro del buon senso a scopo di non si sa cosa. Sulla stasi neurale, così che noi non si possa liberamente scegliere se avere un figlio oppure no, se andarcene da questa esistenza quando non ha più senso restare in un corpo devastato dalla sclerosi multipla, o da chissà quale altra schifezza.

Ma si, monsignore, predica pure la tua gioia dell’altissimo al poveraccio cui sono rimasti solo gli occhi per piangere, e magari nemmeno quelli. Prova tu a stare al suo posto e poi ripetimi, se ce la fai, la tua professione di fede.

Oppure vai a ripeterla in Africa, dove nonostante il continuo, inarrestabile crescere dell’AIDS, continui ad opporre la tua fiera resistenza all’uso del profilattico, “perchè la vita va difesa”. Piantala di romperci i maroni con ’sta storia. La vita non la puoi interrompere. Quantomeno non ai tuoi livelli di ignoranza. La vita si difende da sola, tuo malgrado.

Come si fa a credere veramente che sia tutto qui, in questa misera esistenza che al meglio concatena qualche anno di amore-canne-matrimonio-famiglia-lavoro-figli? E poi? La pace eterna? Meglio l’inferno, almeno c’è del movimento!

Amen!

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Come dire… aritangate arirompi cojota… Ieri sulla Repubblica (articolo qui e qui).
Una povera crista al quinto mese scopre che il feto è potentemente deforme e malforme: idrocefalo e con displasia renale: non sopravvivrebbe al parto e se anche lo facesse sarebbe un idiota deforme e completamente demente. Ce n’è più che a sufficienza per un aborto terapeutico (attenzione: terapeutico, non una IVG, ovvero interruzione volontaria di gravidanza semplice. Ma un’interruzione per malformazione fetale.) Referto ed esami provengono da un laboratorio specializzato in esami prenatali. Ma all’ospedale più vicino non ci credono, e vogliono rifare tutto. Ma la situazione è critica, e la donna si trova in stato di forte sofferenza. La trasferiscono al San Camillo di Roma, ospedale dove guardacaso TUTTI gli anestesisti sono in ferie. TUTTI tranne UNO: il solito obiettore di coscienza. Il quale, ovviamente, si rifiuta di eseguire l’intervento. Parte la ricerca di un medico non obiettore. Intanto la donna rimane ricoverata, sotto antidolorifici (tolti durante il fine settimana “perchè il sangue così si purifica”). Nessuno le dice nulla. Nessuno le sa garantire nulla. Il termine per l’assurdo limite della legge 194 del cazzo scade dopo quattro giorni. Se la donna volesse cambiare ospedale si troverebbe a dover rifare tutto daccapo, esami, accertamenti colloqui, e via tutta la giostra di coglionate assortite. Se invece non riuscisse ad intervenire entro il termine, sarebbe COSTRETTA A CONTINUARE LA GRAVIDANZA FINO AL NONO MESE CON LA CERTEZZA CHE IL FETO NASCEREBBE MORTO.

Solo che la cosa arriva ai giornali e… guarda un po’… il miracolo: meno di venti ore dopo la donna riesce ad abortire.  L’ospedale rilascia la sua versione:  “La paziente presentava una sofferenza fetale e questo ha richiesto esami e tempi per accertare la situazione”. BALLE! Il referto la donna ce l’aveva già! Ci hanno provato. Ecco la verità.

In un precedente articolo, avevo esaminato solo il caso di una IVG. Non mi ero accorto che per un intervento oltre il primo termine (il terzo mese, per intenderci) vi è un altro limite: non perforabile, improcrastinabile: il quinto mese (ventidue settimane), oltre il quale non è consentita l’interruzione di gravidanza in nessun caso.

E questo perchè? Per una legge, la 194 che è già un miracolo che ci sia, perchè il moralismo cattolico di Santa Romana Chiesa, asserisce che la vita va protetta. Sempre. Anche quando stiamo parlando di un fottuto ammasso di carne che abbozza la forma di un essere umano, con un cranio pieno di liquido amniotico anzichè di cervello, senza reni e senza vescica. Ma loro no, gli obiettori devono fare la loro parte e obiettare, anche quando sono gli unici medici in servizio. Anche quando non ci sarebbe un cazzo da obiettare. Loro non rinunciano a far valere il loro ridicolo potere da quattro soldi, le loro ottuse ragioni da seminaristi mancati, il loro verbo, nell’unico momento in cui possono finalmente immergersi nella loro orgasmica liturgia e impedire l’orrendo delitto di porre termine ad una gravidanza andata a male, che avrebbe portato solo alla nascita di un cadavere, e ad enormi sofferenze per la madre. Ma tanto chissenefrega della madre, no? E una donna… che cazzo vuole? Perchè la donna per la chiesa è un essere inferiore. Se così non è perchè non ho ancora visto un parroco donna?

In Spagna Zapatero non è andato alla messa del Papa quando si è recato in visita, perchè aveva altro da fare. E se ne è sbattuto i coglioni, alla grande. Da grande!
I nostri politici invece appena possono gli si prostrano ai piedi, lo baciano e lo abbracciano, cercando la sua benedizione. La benedizione dell’autore della famosa “Crimen Sollicitiationis”, documento del 1962 della Congregazione per la Dottrina della Fede, in cui secondo Ratzinger la chiesa è l’unico organo che deve occuparsi di giudicare delitti gravi commessi da un membro della stessa, in particolar modo quelli in violazione del sesto comandamento, commessi su minorenni. In altre parole la chiesa dovrebbe essere l’unico giudice di un prete pedofilo.

I nostri politici cercano la benedizione di un uomo che di fronte allo scempio che sta accadendo in Tibet, non ha mosso un dito, finchè qualcuno non ha cominciato a massacrarlo sulla carta stampata (sempre con garbo, si intende, perchè noi dobbiamo essere sempre garbati e gentili). Allora si è svegliato e per evitare il danno d’immagine ha bofonchiato qualche minima parolina, che nessuno ha sentito, e che ovviamente non ha minimamente cambiato alcunchè.

L’Italia è uno stato laico, sulla carta. Nella realtà, è un Paese in cui le leggi si piegano ancora al volere del cattolicesimo integralista imperante, della morale cattolica più infima. Un Paese in cui l’immigrazione clandestina è un problema perchè noi permettiamo a chiunque di avvicinarsi alle nostre coste.

In Spagna e in Grecia i clandestini non ci vanno, perchè non gli permettono nemmeno di avvicinarsi. Li riforniscono e curano fuori dalle acque territoriali, ma se insistono li prendono a cannonate.

Noi no. Noi porgiamo l’altra guancia.

Meno male che abbiamo un solo culo.

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