.

Articoli marcati con tag ‘Chitarristi’

Paco De Lucia , John McLaughlin , Al Di Meola. Rio Ancho ( e Mediterranean Sundance)

Tre mostri assoluti. Tre dei della chitarra. Rio Ancho è un vecchio cavallo di battaglia di Paco De Lucia. Eseguito in questo modo potrebbe far scoppiare la testa a chiunque. A me di sicuro!

Solo per dirne una… beccatevi il terzinato in 256 a 1: 38 e la seguente tremenda scala discendente fino a 1: 46! Impossibile o quasi (E infatti qualcuno tra il pubblico non resiste e caccia un urlo di disperazione)!

Per non parlare della bellezza del tema… insomma… Dall’album “Friday Night in San Francisco”. Enjoy!

12 anni: rocker naturale

Un ragazzino di 12 anni al talent’s show. Mai vista una cosa simile in un giovane. Secondo me è stato posseduto dallo spirito di Jimi!

Gary Moore: The Loner – Quando una chitarra sembra parlare

Questo è in assoluto il solo di chitarra a me più caro. Lo considero il mio inno personale; “The Loner”, una ballad tratta dall’album “Wild Frontier” del 1987.

Gary Moore è un chitarrista incredibile, che utilizza moltissimo le scale doriche ma oltre a questo ha un tocco davvero speciale che sembra quasi far parlare la chitarra. Lo fa con uno stile particolare e inconfondibile soprattutto nel bending, ovvero quando si “tira” una corda, passando da una nota ad una più alta.

Non è così semplice come sembra, soprattutto con una simile intonazione perfetta e dando contemporaneamente quel tocco di tremolo.


Pat Metheny è andato… oltre! Orchestrion!

pat metheny presenta: orchestrionDapprima non ci volevo credere. Poi però ho dovuto ricredermi: Pat è andato veramente “oltre” in qualche modo tornando indietro.

Orchestrion è un termine abitualmente utilizzato per identificare quei pianoforti che potevano suonare brani da soli, guidati da un rullo di carta perforata.

Il nostro Pat ha fatto lo stesso ma al posto della carta perforata c’è… la sua chitarra!

A quanto pare l’idea gliela avrebbe data Mark Herbert, mostrandogli dei solenoidi tramite cui poteva suonare la chitarra con i piedi.

Pat ci ha fatto su una pensata e il risultato è che adesso comanda praticamente un’intera orchestra a partire da ciò che fa con la sua chitarra!

Qui di seguito il video di presentazione ufficiale, mentre qui potete trovare una lunga e interessantissima intervista a Pat su questo argomento.


Yngwie Malmsteen: Brothers con la Tokyo Philarmonic Orchestra

Un pezzo da manuale, tratto da un DVD quasi introvabile registrato da Yngwie in Giappone. Un pezzo di rara bravura che dimostra che Malmsteen non è solo tecnica, ma possiede anche un cuore, cosa che sostengo da lungo tempo.


Pat Metheny: Last Train Home. Poesia pura.

Uno dei brani più dolci di Pat e forse anche dei meno conosciuti al grande pubblico: Last Train Home, dall’album “Still Life (Talking)” del 1987.

Pat suona questo pezzo con una chitarra dotata di due serie supplementari di corde, tese sotto a quelle principali in modo da vibrare per assonanza e dare la tipica tonalità del sitar.

Un pickup Exa per l’uscita midi e sei pickup double humbucking fatti a mano artigianalmente dai tecnici dell’Ibanez apposta per lui.

Ma il risultato decisamente valeva la spesa.


Un colpo nostalgico: UZEB. 4 P.M. Gate 26

Avevo già dedicato un post a questi musicisti di qualche anno fa. Alain Caron al basso, Paul Brochu (ma solo dal 1980) e l’incubo a sei corde, Michel Cusson, che in questo brano spiega a un po’ di gente ben più famosa di lui come si suona con una chitarra elettrica, facendo sentire qualcosa che lui deve aver sentito un lontano giorno, alle 4 del pomeriggio, davanti all’uscita 26 dell’aeroporto di Montreal.

Qualcuno che si allontanava, sicuramente. Qualcuno con cui doveva aver vissuto qualcosa di forte, di meraviglioso forse. Un ricordo che inizia dolce, poi prende il sopravvento della commozione da metà brano in poi, per sciogliersi in un saluto finale e nel silenzio di chi volta le spalle al passato.

Tutto raccontato in 8 minuti e 6 secondi di pura poesia melodica. Enjoy!




Pat Metheny e Michael Brecker. Il braccio e il labbro assieme. Every day I thank you.

Tante volte anche i musicisti sviluppano un lessico che è difficile da interpretare per chi non fa questo mestiere.

In questo caso, per questo brano si dice che ha “cuore”. Nel senso di una sua intensità intrinseca. Pat Metheny in coppia con Michael Brecker è come dire il rhum col cioccolato, i fichi d’india col vino rosso, le donne coi diamanti… insomma il complemento perfetto.

Non è un brano semplice, le armonie sono quasi sempre modali, le scale estremamente mobili… ma il fatto è che qui stiamo parlando di due mostri della musica, che quando si trovano hanno una capacità espressiva globale che è molto superiore a quella di ognuno dei due preso singolarmente. Il che è decisamente impensabile per noi comuni mortali.

Pat Metheny nel 1980. Jaco, in omaggio a Pastorius, con il solo micidiale di Mark Egan

Ventinove anni fa. A pensarci vengono i brividi. Ad ascoltare ancora di più.

Mark Egan fu uno dei migliori allievi di Jaco Pastorius e in questo brano lo dimostra ampiamente, sia per il solo pazzesco che pianta a metà brano che per la complessità della tessitura armonica che mantiene poi.

Filmato veramente raro! Enjoy!

In principio fu Jerry C, poi Fun Two e Mattrach. Il Canone di Pachelbel oggi…

L’evoluzione fa miracoli, si sa.

Dall’originale arrangiamento di JerryC, all’esecuzione di FunTwo (scaricata più di 65.000.000 di volte su YouTube) all’ultima versione di Mattrach.

Tutto questo sarebbe stato impossibile se JerryC avesso posto il vincolo del diritto d’autore. Grazie JerryC e vaffanculo anche al diritto d’autore!



Yngwie Malmsteen: la scala frigia o modale (Heavy E Phrigyan)

Ok, Yngwie fa di tutto per sembrare un rozzo porcellone metallaro. Ma non ci riesce. Perchè quando parla di musica e, soprattutto, la suona, diventa un dio. In questo filmato il nostro da’ libero sfogo ad un autentico inferno di variazioni sulla scala “frigia” o “modale”. Il concetto di questo tipo di successione armonica è di una notevole complicatezza. Immaginate di avere le 7 note su un pianoforte. Ci sono 7 tasti bianchi e, in mezzo, 5 tasti neri.

La normale scala parte, ad esempio, da un Do e termina su quello dell’ottava successiva, procedendo per toni ad eccezione del 3° intervallo e del 7° (vi ricorda nulla?). Nella scala frigia avviene lo stesso ma con una trasposizione dei valori dipendentemente dalla nota di partenza. Il risultato è una sensazione “sdrucciola”, “mancante”, come se la scala scivolasse in qualche modo. In chi ascolta questo genera un senso di aspettativa, di sospensione. Difficile da spiegare. Si fa prima ad ascoltare.

Vi è mai capitato di…

artista di stradaE’ accaduto poco fa.

Camminando per il corso ho sentito dell’ottimo jazz. Procedendo ho incontrato un ragazzo. Tranquillo, seduto su un ampli a batteria, un lettore MP3 che gli dava la base e una chitarra classica amplificata.

L’ampli non era un Mesaboogie e la chitarra non era una Martin. E lui non era Santana.

Però suonava da Dio!

Un suono pieno, arpeggi in controtempo da far venire le verruche sui timpani a Geroge Benson e un senso del tempo impressionante. Ma soprattutto un “tiro” da impazzire. Progressioni armoniche al limite dell’impossibile, posizioni così aperte che mi si è lussato un dito solo a guardarle… Insomma… un fenomeno!

A un certo punto, mentre lo ascoltavo, mi sono accorto di qualcosa di cui non so dare una spiegazione.

E’ stato come se il mio “spazio” si fosse piegato intorno alla musica. Non so come altro dirlo.

Come se la musica fosse stata una biglia su un tessuto elastico e lo avesse piegato per il peso ma in forma sferica.

Quello che ho sperimentato è stata una cosa molto simile ad alcune riprese che si vedono nei film d’azione. Avete presente quando si prende in primo piano il protagonista e tutt’a un tratto tutto ciò che sta sullo sfondo sembra allontanarsi rispetto al primo piano che rimane fisso?

Ecco: ho sperimentato la stessa cosa, ma ad essere in primo piano era la percezione della musica. Tutto il resto si è allontanato di colpo, come se fosse un film proiettato su uno schermo lontano.

Tenendo presente che: A) Non ero ubriaco B) Non faccio uso di sostanze stupefacenti, questa volta la spiegazione mi sfugge.

Ergo… BOH!

Però quel ragazzo suonava da Dio!



Goin’ To Chattanooga, un master di Stefan Grossman suonato da un illustre sconosciuto… da DIO!

Stefan Grossman è conosciuto da pochi in Italia ma è un maestro indiscusso del fingerpicking, uno stile chitarristico che prevede di avere la magia nelle dita, dato che praticamente ogni dito si muove in modo indipendente dagli altri, in entrambe le mani.

Questo signore, illustre sconosciuto, esegue Goin’ To Chattanooga, un vero inferno da suonare, un brano di Stefan Grossman adattato da vecchie tablature caratteristiche del blues del delta del mississipi, e lo fa con maestria davvero rara… per giunta cantandoci sopra.

Eccolo qui il mostriciattolo!

Shadows and Lights: il solo di Pat Metheny che lo rese famoso in Italia

Sul palco con Joni Mitchell, Lyle Mays, Michael Brecker e Jaco Pastorius.

Era il 1980 e Pat aveva 26 anni. Ancora oggi uno degli “a solo” più belli di questo mitico chitarrista.

Un salto nel passato: AC/DC – Back in black

Ma quante volte l’ho ascoltata…

Duei dei migliori chitarristi jazz al mondo. Improvvisano… in cucina!

Un’esecuzione da paura! Davanti al lavello e a due tazze di caffè. Quando si dice non tirarsela. Però questi sono Andreas Oberg e Torsten Goods, due tra i migliori chitarristi jazz del mondo!

Pensavate che una chitarra a due manici fosse il top? Guardate un po’ qui…

Steve Vai esegue “I know you’re here” suonando su una chitarra con tre manici ma, avendo solo due mani, su uno dei tre instaura un riff e poi suona sugli altri due! Roba da matti!

Il Concierto de Aranjuez suonato da Paco De Lucia.

Adoro la spagna. Adoro il suo profumo, l’odore della sua terra, dei suoi fiori, quando poco dopo l’alba iniziano a regalarti la loro bellezza. Forse qualche ricordo inedito, forse un attaccamento istintivo, chi lo sa.

Quello che so è che quello che sento di quella terra meravigliosa è perfettamente rappresentato nel secondo movimento del Concierto De Aranjuez, qui magistralmente eseguito da Paco De Lucia.

E siccome ci sono stato da poco, mi piacerebbe condividere quello che sento per quei luoghi. Chissà se ascoltando questo meraviglioso brano sentirete anche voi quello che sento io.

Non lo saprò mai, ma intanto ci provo.

Quando la musica era vera. UZEB, tre mostri dei tempi andati.

Nei tardi anni 80 e primi 90, comparve una band sul panorama della musica mondiale. Si chiamavano UZEB. Chi ha avuto la fortuna di assistere ad un loro concerto non può che ricordarli con un senso di stupita meraviglia per le atmosfere che riuscivano a creare, in tre senza un tastierista. Basso, chitarra e batteria, tutti e tre in midi con una tecnica ancora oggi insuperata e un tiro da paura.

Bando alle ciance: ho pescato qualche loro video su youtube. Ve li ripropongo qui di seguito. Ascoltateli e poi ditemi se non erano incredibili!

Blue in Green (una cover di Miles Davis)

Aprés Les Confidences (guardate bene cosa fa Alain Caron con un basso fretless sei corde midizzato…)

Il suono: i migliori chitarristi del mondo… completamente sconosciuti!

Una dimostrazione che non sempre i più famosi sono i migliori…

Francesco Franz Amato Il suono: i migliori chitarristi del mondo... completamente sconosciuti!

La gnocca del momento
gngal57
Newsletter:

Cosa aspetti... una pacca sulla spalla? Iscriviti! Metti la tua mail e clicca su submit. Io non faccio spam!

Un post scelto a caso...
Questo l’ho scritto io:
"Kesa - Alla fine della solitudine"

Kesa - alla fine della solitudine E' una storia d'amore, un po' strana, lo ammetto, ma tutti quelli che hanno letto il libro lo hanno trovato bello.

..........

Se volete potete leggere qui i primi due capitoli.

Se per caso volete ordinarlo invece cliccate sull'immagine della copertina.
Blogroll e Webroll
Istruzioni d’uso del blog
Leggi prima di sparare cazzate! Leggi prima, poi spari cazzate
Google Ads
Segui questo blog come vuoi:

Con Google Friends:

Con Facebook Networked Blogs:

Con Wikio:

Wikio - Top dei blog

Insomma... fai come vuoi ma seguilo!

Aggregatori:
Raid To Sahara

Se vuoi rivedere le avventure dei Lupi Grigi clicca sull'immagine.

Tiziana Confalonieri

Clicca sull'immagine per la pagina di Tiziana

Goggle Ads (again...)
Siti Amici