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Botox: storica sentenza che conferma il rischio di botulismo
Era ora! Negli Stati Uniti finalmente la ditta farmaceutica Allergan è stata condannata a risarcire con oltre 15 milioni di dollari una donna rimasta vittima di botulismo dopo un trattamento con il Botox.
La sentenza, prima nel suo genere, si basa sul fatto, provato, per cui la Allergan ha nascosto il rischio di botulismo connesso all’uso di Botox.
La donna risarcita con l’astronomica cifra sopra citata, dopo un trattamento antirughe a base di Botox, ha cominciato a sviluppare i sintomi dell’avvelenamento botulinico, arrivando a perdere persino il lavoro, prima che venisse posta la diagnosi corretta.
Il bello è che la Allergan continua a sostenere che il botox non presenta rischi di questo genere. Questo atteggiamento viene chiamato “negazione plausibile” negli ambienti politici.
A me pare che si tratti di “faccia di bronzo”.
Come cazzo si fa a sostenere che la tossina botulinica iniettata sottopelle non può dare origine a intossicazione da botulino?
Voglio dire… mi pare chiara la correlazione, tossina botulinica = tossina botulinica. O no?
E sull’articolo del Corriere spiegano come
“Da tempo anche nella comunità medica italiana girano voci di casi di gravi patologie seguite a iniezioni di tossina botulinica. Ma nessuno ha voglia di parlarne.”
E certo che non ne vogliono parlare: con un costo per trattamento che varia da 150 a 500 euro mi parrebbe strano il contrario.
Tangente per alzare il prezzo dei farmaci
Non che non ci fosse la sensazione che funzionasse così, ma finalmente lo si trova scritto anche sul Corriere.
E’ partita un’indagine sulla Ferring, un colosso della farmacologia internazionale, accusata di aver corrotto diversi personaggi, politici e non, per poter vendere i propri farmaci a prezzi maggiori di quelli consentiti.
Fin qui la cosa non stupisce, puranco schifando un pochettino.
Ma quello che si legge nell’articolo, un po’ più in là delle prime righe, dovrebbe far venire un dubbio, e anche di quelli grossi, sul come vengano prescritti i farmaci.
Tra le varie accuse contro la multinazionale infatti, c’è anche quella di corruzione nei confronti di medici ed endocrinologi a cui sarebbero state passate cifre di notevole rilievo, per prescrivere i propri farmaci anzi che quelli di altri.
Parliamo di “tangenti” da 1.000 a 1.500 euro a paziente.
«La direzione commerciale ci chiese di stipulare una sorta di accordo nel quale la remunerazione del medico era in funzione al numero di pazienti che il medico procurava»…
« 2.000 euro per nuovo cliente acquisito, poi 1.500 euro all’anno per cliente mantenuto in terapia».
Risultato delle vendite: +53% rispetto al 2000, con punte persino del 77%.
La casa madre sapeva? L’amministratore delegato Michel Pettiglew, mette a verbale un ex direttore generale, «disse che, se era importante per il business, bisognava assumere il rischio e sistemare le carte, cioè dare una veste formale spendibile »
Non mi pare sia necessario aggiungere altro, no?
I farmaci equivalenti costano pochissimo. Perchè quelli originali costano il triplo?
Mai fatti questa domanda? Credo di si.
I farmaci equivalenti, ovvero quelli senza un nome famoso, arrivano a costare anche un terzo di quelli più blasonati.
Ergo, quelli “normali” non solo costano troppo, ma è evidente che le uniche responsabili di tale prezzo sono le case farmaceutiche produttrici. Il che, in teoria, è assurdo, perchè per una semplice ragione di economia di scala, il farmaco prodotto da una multinazionale in quantità massicce dovrebbe costare di meno di uno prodotto da un’azienda normale.
Invece no! Costano il doppio e anche il triplo.
Non tutti i farmaci hanno il loro equivalente a basso costo e questo sempre grazie alle case farmaceutiche che detengono saldamente i loro brevetti. Per questi ultimi, i prezzi arrivano ad essere folli. E più il farmaco è destinato alla cura di una patologia grave, più costa.
Qualche anno fa, vi fu una campagna contro l’Aulin, sostanzialmente il farmaco più venduto al mondo, forse secondo solo all’aspirina.
Dell’Aulin si disse di tutto, che era cancerogeno, dannoso per lo stomaco e tossico. Il che non credo fosse una falsità. Ma la cosa che fa più specie è che l’Aulin non è di certo ne il più dannoso ne il meno efficace tra tutti i farmaci di cui mediamente si ingozzano gli occidentali.
Eppure la campagna verso questo prodotto non ha avuto eguali per nessun altro. Ovviamente la suddetta campagna ha avuto basi quasi esclusivamente economiche.
Personalmente ritengo che i farmaci attuali siano per la maggior parte inutili, eccezion fatta per pochi, pochissimi casi. Così come trovo assurdo che l’efficacia di un farmaco venga misurata sul rapporto tra benefici ed effetti collaterali nefasti, quando esiste una farmacopea propria alle tradizioni di molti popoli, dagli effetti collaterali inesistenti ma al contempo estremamente efficace.
Ad esempio l’aspirina, il cui principio attivo è l’acido acetilsalicilico, prende origine dal decotto di corteccia di salice (ecco perchè si chiama così).
Lo stesso vicepresidente di una nota farmaceutica, Pfizer se non vado errato, arrivò ad ammettere che il 75% dei farmaci da essa prodotti erano efficaci su meno del 25% dei casi cui venivano applicati.
Il problema è che l’uomo moderno è molto malato. A causa della vita attuale occidentale, a causa del cibo avvelenato che siamo costretti ad ingerire, a causa delle abitudini assurde che seguiamo in tutti i campi e così via. Ma soprattutto a causa della stupidità e dell’ignoranza che la fanno da re.
C’è gente malata da 10 anni che pretende di guarire (quando ciò è possibile), in 10 minuti. Ecco perchè i farmaci si vendono così tanto. Di fatto rispondono proprio a questa domanda.
La pillola miracolosa, ecco cosa ti vendono.
Una pillola che di miracoloso ha solo il guadagno per chi la vende.
La ricerca della sicurezza: apologia della paura.
Io vorrei sapere chi è che ha deciso che, quando uno non allaccia la cintura di sicurezza, ci deve per forza essere un segnale d’allarme che gli spacca le palle per non meno di mezz’ora!
Potrei capire qualcosa di dolce, un piccolo “bip-bip” che suona un paio di volte. No! Sembra che i costruttori si sbizzarriscano nel sadismo più assoluto.
Sulla Citroen C2 ad esempio, il segnale è di un fastidioso allucinante. E per giunta la durata, prima che si spenga, è direttamente proporzionale alla velocità: più vai veloce e più a lungo ti rompe i coglioni.
Oppure sulle nuove golf, dove il segnale è comandato da un sensore posto sotto il sedere, per cui dopo che ha smesso, se per caso ti pieghi per tirare una scorreggia, lui ricomincia!
Personalmente trovo tutte le imposizioni legate alla sicurezza qualcosa di insopportabile, soprattutto perchè in genere non hanno affatto lo scopo di rendere la vita più sicura, quanto quello di ingrassare i portafogli dei produttori.
Il caso delle cinture di sicurezza è particolarmente emblematico. E’ evidente: i segnali sono fatti apposta per esasperare chi non le allaccia, per obbligarlo a farlo.
E questo è ancora più insopportabile di una legge che ti impone di allacciare le cinture per la tua sicurezza. Se voglio rischiare di volare fuori dal parabrezza in caso di urto, sono e rimangono cazzi esclusivamente miei.
Imporre la sicurezza equivale ad alimentare la paura.
In ultima analisi quindi, equivale a fare il gioco del governo ficcanaso che a quel punto si ritiene autorizzato a ingerire la vita di chiunque con la giustificazione che è per il suo bene!
Un potere che insiste troppo sulla sicurezza è un potere molto pericoloso, perchè la sicurezza non esiste. Il controllo su quello che ti può capitare non esiste.
Certo, questo non implica comportarsi da imbecilli incoscienti ma, alla fine, la sicurezza è sempre la scusa del potere per imporre il controllo.
La paura di prendere una malattia permette alle case farmaceutiche di spillare miliardi di dollari ai governi producendo farmaci e vaccini totalmente inutili quando non addirittura dannosi.
Sibutramina: un farmaco antipeso ritirato dal mercato. Ma non l’avevano sospeso nel 2002?
Incuriosito dalla notizia del ritiro dal mercato della Sibutramina, un farmaco contro l’obesità che ha dimostrato di aggravare seriamente i problemi cardiovascolari di chi la usa, sono andato a fare qualche ricerca in giro, per scoprire che lo stesso farmaco era stato sospeso nel 2002 in attesa di una revisione proprio da parte dell’EMEA.
Poi ho scoperto che la stessa EMEA aveva rimesso in circolazione questi farmaci che oggi di nuovo l’AIFA sottopone a revisione.
Allora, signori dell’EMEA e dell’AIFA…
Dopo aver dimostrato quanto siete efficienti nell’approvare i vaccini sperimentali contro la fantomatica (e ormai potrei definire psicotropa) influenza suina, come spiegate questo tira e molla?
Nel 2002 ritirate un farmaco perchè sospetto di effetti collaterali dannosi.
Poco dopo lo rimettete in circolo.
Sette anni dopo l’AIFA lo ritira un’altra volta.
E mo’? Che fate? Lasciate o raddoppiate?
La bufala e la suina: al parlamento europeo parte una inchiesta su Big Pharma
Sul sito di Micromega viene pubblicata questa notizia, che a sua volta riporta e traduce quanto scritto sul blog di Wolfang Wodard, presidente tedesco della commissione Sanità del Consiglio d’Europa.
L’articolo descrive come sia stata richiesta da Wodard un’inchiesta sul ruolo delle case farmaceutiche nella recente, bufalesca diffusione del panico sulla presunta pandemia di suina.
La denuncia viene riportata a grandi titoli anche dal Daily Mail.
Questa notizia segue dappresso quella pubblicata da La Leva di Archimede negli scorsi giorni, in cui si parla della messa sotto accusa dell’OMS per gli stessi motivi.
E’ da Agosto che su moltissimi siti e blog stiamo insistendo sull’evidenza di quello che sembra prepararsi ad essere lo scandalo sanitario del secolo.
Finalmente la cosa sembra muovere anche qualcuno nelle alte sfere.
Inutile dire che sui media italiani la cosa non ha trovato grande risonanza.
Vediamo se riusciranno ad insabbiare anche questa…
Come avere un progresso scientifico quasi immediato
Prendo spunto da questo articolo su La Stampa. Parla di un uomo, un reporter, Charles Sabine.
Colpito dalla sindrome di Huntington detta anche Còrea di Huntington, quest’uomo sa che da qui a pochi anni inizierà ad assistere ad una progressiva degenerazione della sua capacità di movimento e di parola.
Nessuna cura, solo paliattivi che possono marginalmente arginare i sintomi.
L’incidenza della Còrea è piuttosto bassa, mediamente 5 casi su 100.000 in occidente e 1 su 1.000.000 in Asia (anche questo sarebbe da commentare, effettivamente).
Il mondo alla fine è pieno di queste malattie dalla bassa incidenza e che pertanto non vengono cagate nemmeno di striscio dalla ricerca farmaceutica, come nel caso dell’adrenoleucodistrofia, malattia semisconosciuta ma indirettamente famosa per il film “L’olio di Lorenzo”.
Però mettile tutte assieme e vedrai quanta gente soffre e muore perchè nessuno considera remunerativo ricercare una soluzione ai loro problemi.
L’intero apparato medico occidentale andrebbe demolito alla radice. Iniziando dalle case farmaceutiche e dai governi che, di riffa o di raffa, ne subiscono o accettano l’ignobile comportamento.
Come nel caso dell’influenza suina, ad esempio. Un giro d’affari di decine di miliardi di euro finiti nelle tasca di quattro affaristi.
Con la stessa cifra, dedicata alla ricerca invece che alla cura di un’influenza del cazzo, avete idea di quanti problemi si potrebbero risolvere?
Ogni tanto mi viene in mente cosa farei se fossi per un paio di giorni il Presidente degli stati uniti.
Prenderei tutti gli amministratori delegati delle varie Big Pharma, li chiuderei in una stanza al pentagono e poi gli direi:
La strana epidemia in Ucraina non sembra così strana. Per ora.
Stimolato da un commento giunto su questo blog sono andato a cercare dati sulla misteriosa epidemia in atto in Ucraina. Seppur con un po’ di fatica, ho trovato i rapporti dell’RSOE, l’osservatorio ungherese per il monitoraggio degli eventi a diffusione mondiale, come terremoti, grossi incidenti aerei e altro.
L’ultimo aggiornamento è datato 5 Novembre, quindi oggi. Parla di 633.877 casi di infezione e 95 morti. Fatti due conti vediamo che il tasso di mortalità è dello 0,15 per mille. Assolutamente in linea con tutto il resto del mondo. Nulla di speciale quindi.
A parte la montagna di ipotesi più o meno perverse (tipo peste polmonare o altro), ho trovato questo articolo su polskieradio.pl. Ho dovuto usare Google come traduttore dal polacco ma, a parte che non era un gran che di traduzione, ce n’è abbastanza per capire che secondo questa testata, in Ucraina il panico sarebbe dovuto ad un’indiscriminata campagna mediatica.
La cosa a me sembra sinceramente suffragata dalle cifre, almeno per il momento. Certo, considerato che ieri i malati di suina erano circa 450.000 e oggi sono già un terzo in più, c’è da capire la gente che si spaventi. Ma che questa influenza fosse particolarmente contagiosa non si era mai dubitato. La mortalità, tuttavia, rimane estremamente bassa. 0,15 per mille appunto, contro l’ 1 – 2 per mille della normale influenza stagionale.
Purtroppo in questo momento in rete si trovano molti siti che parlano di peste polmonare o malattie diverse ma ugualmente gravi come causa dell’allarme proveniente dall’Ucraina ma, onestamente, devo dire che non trovo particolarmente attendibili le argomentazioni poste.
Allo stesso tempo tuttavia, alcuni fatti non quadrano.
- Il 21 Agosto a Los Angeles, un uomo, Joseph Moshe, è stato arrestato nel corso di una strana operazione dell’FBI. L’uomo, doppia cittadinanza americana e israeliana, professore in microbiologia noto per il suo lavoro sul rimaneggiamento genetico virale, dichiarò di essere in possesso di prove del fatto che in un laboratorio ucraino una casa farmaceutica stesse producendo un’arma biologica travestita da vaccino. Sempre secondo le dichiarazioni del Dott. Moshe, questo agente infettante avrebbe contenuto parti di RNA del virus della famigerata influenza spagnola del 1918. Trovate testimonianza di questo fatto qui. Ora, a distanza di quasi tre mesi dal suo arresto, proprio in Ucraina scoppia un panico che non sembra poter essere giustificato nemmeno da un’eventuale campagna mediatica incosciente ed allarmista.
Influenza suina: dal vaccino Glaxo incassa 3,5 miliardi di dollari.
Qualcuno poteva ancora avere dei dubbi? Ecco, adesso se li può togliere.
In questo articolo di Repubblica tutte le cifre di Big Pharma che, grazie ai Governi, ai Media e alla creduloneria delle persone ha incassato dalla vendita di vaccini contro la suina qualcosa come 4 (quattro) miliardi di dollari finora.
4 miliardi di dollari buttati nel cesso da tutto il mondo e regalati alle multinazionali del farmaco. E altri ne stanno arrivando.
3,5 miliardi solo a Glaxo e centinaia di milioni a tutte le altre.
E poi venitemi ancora a dire che è tutto fatto nel nome della salute e della sicurezza della popolazione.
Per favore, cerchiamo di svegliarci!
Psoriasi: Stelara (ustekinumab). Qualche lieve effetto collaterale indesiderato…
La psoriasi non è una bella cosa per chi ne soffre, anche se rappresenta un problema di cui non si conoscono le cause ma quasi esclusivamente estetico.
In ogni caso si tratta di una dermatite, un’infiammazione della pelle particolarmente odiata e le persone che ne soffrono vanno spesso incontro ad un disagio psicologico notevole, ragion per cui rappresenta un buon target di business per le case farmaceutiche.
Recentemente ho trovato l’approvazione sia da parte dell’EMEA che dell’FDA (i due organismi gemelli di controllo sui farmaci, uno europeo e l’altro americano) di un farmaco chiamato Stelara.
E’ un immunosoppressore, vale a dire una sostanza che va a sopprimere in una qualche proporzione il sistema immunitario.
Orbene, approvato da entrambi gli enti (trovate QUI il rapporto MEDPAGE sull’approvazione e QUI quello EMEA), questo farmaco può avere effetti collaterali quali l’esplosione di infezioni latenti anche gravi, tra cui infezioni micotiche (funghi) sistemiche, notoriamente particolarmente difficili da guarire.
Per non parlare dell’aumentato rischio di cancro, alla pelle e non.
Il tutto per una temporanea riduzione dei sintomi della psoriasi che dura al massimo un anno.
Io veramente non capisco. La psoriasi non è una malattia mortale. E’ odiosa, certo, e chi ne è colpito in modo grave soffre un disagio psicologico veramente forte. Ma non uccide, non rende invalidi, non è infettiva.
Come si fa ad approvare un farmaco che in cambio di un relativo miglioramento limitato nel tempo ti può portare dritto contro al cancro o a un’infezione batterica o micotica tale da spedirti all’ospedale e magari poi anche al creatore?







