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Articoli marcati con tag ‘Canto armonico’

Buona serata con David Hykes in “Halleluja”

David Hykes è uno dei più grandi maestri indiscussi (e indiscutibili) di canto armonico. In questo brano, insieme ai suoi allievi, produce uno dei canti più dolci che abbia mai sentito, nonostante l’inizio in un Karghiraa eccezionale.

Un saluto a Mara che, un giorno, quando era ancora su questo pianeta, ascoltando questo brano, disse:

“Madonna Santa! Ma questo ti toglie il Tampax!”

Il suono: esercizio di canto armonico in Sigit

Francesco Franz Amato Il suono: esercizio di canto armonico in SigitIl suono è suono.

Che si tratti di un mantra, come nei post precedenti, o di un canto, come quello che vi propongo oggi.

La linea di base sfrutta armonie di quinta e nona maggiore e l’utilizzo di diverse vocali per “aprire” o “chiudere” l’impatto emotivo, mentre la linea melodica acuta è ottenuta con la tecnica classica del canto armonico detta “Sigit”.

Il risultato sono quei suoni flautati estremamente acuti che hanno inizio circa a 1:50 per proseguire fino alla fine dove rimangono in “assolo” per qualche tempo.

In questo caso si tratta proprio di un esercizio, nulla di particolare quindi, ma mi faceva piacere condividerlo come sempre in questo spazio.

Come tutti gli altri brani da me registrati è a disposizione nell’apposita pagina, da cui potete anche scaricarlo, alle condizioni riportate in loco.

Per ascoltare cliccare sul player qui sotto (non appena si carica…)

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Il suono: mantra Aum eseguito in Kargiraa

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Francesco Franz Amato Il suono: mantra Aum eseguito in Kargiraa

Il canto armonico, in tutti i suoi stili e sottostili, è molto antico. Presso il popolo tibetano entra a gran diritto nella tradizione non solo religiosa, in cui viene utilizzato per il canto dei mantra, ma anche in quella medica.

Nella medicina tibetana, infatti, il suono viene utilizzato moltissimo, specialmente nelle varianti del canto armonico, per produrre effetti vibratori precisi che, interferendo con l’energia della persona, ne possono ristabilire l’armonia, quando ad esempio questa sia stata inficiata da ferite o malattie.

Ci ho messo molti anni ad acquisire questa tecnica, detta “Kargiraa”. Nonostante a molti venga istintiva, per me non è stato così e fintanto che non ho potuto ascoltarla direttamente dalla voce di un Maestro, non sono mai riuscito a produrla correttamente.

Ho fatto da poco questa incisione, utilizzando la tecnica in questione, per tentare di riprodurre una qualità a me molto cara, per diversi motivi. La condivido in questo spazio.

Gli armonici acuti e alti che si sentono in diverse fasi sono prodotti spontaneamente dall’interazione delle varie tracce. Come sempre, il file è a vostra completa disposizione per il download nella pagina dedicata al suono. Per andarci cliccate qui e seguite le istruzioni in loco. Per ascoltare invece, cliccate semplicemente sul player all’inizio dell’articolo.

 

Il canto gregoriano incontra quello armonico. David Hykes in “Kyrie Fragments”

Il brano in realtà dura praticamente il doppio. Ma nella seconda parte l’influenza del canto Gregoriano è così forte… così meravigliosamente armonica che non ho potuto resistere. E la commistione con il canto armonico durante tutta l’esecuzione raggiunge veramente un apice epocale nell’ultimo minuto e mezzo.

Difficile sentire qualcosa di altrettanto bello. Davvero difficile!


Il suono di un mantra può non essere una parola.

L’utlizzo del suono come vibrazione non prevede obbligatoriamente l’uso di bijia mantra o di parole sanscrite di significato compiuto. Di fatto si possono utilizzare anche delle vocali o delle consonanti.

In questo esempio, ho utilizzato la vocalizzazione delle lettere “A” e “U” per produrre una sorta di variazione maggiore-minore. Lo uso quando voglio entrare in uno stato di maggior calma.

L’uso degli armonici iniziali invece rappresenta una specie di “stacco”, come un segnale che si entra in un’altra vibrazione rispetto alla condizione avuta fino a quel momento.

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Come sempre il brano l’ho prodotto personalmente, se desiderate usarlo sul vostro blog o sito web vi prego solo di citare la fonte.

Se desiderate scaricare il brano lo trovate qui. (Per scaricarlo fate click destro sul link e scegliete “Salva destinazione con nome…” o similia)

Il mantra AUM eseguito come un’onda continua.

Mi è capitato di sentirlo qualche settimana fa. Ci ho messo un po’ a capire come veniva eseguito, ’stavolta.

In questo caso invece di praticarlo all’unisono, alcune vocalizzazioni iniziano mentre le altre finiscono. Il risultato è un ritmo sinusale che ricorda quello di un’onda lunga sulla spiaggia. Questo tipo di esecuzione ha la peculiarità di produrre una quantità di armonici spontanei davvero ragguardevole.

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Come per tutti gli altri di questa serie l’ho inciso personalmente con parecchio lavoro, perciò se lo usate in un vostro sito web o blog, vi prego di citare la fonte.

Se vi interessa lo potete scaricare qui.

Mi scuso con chi finora non è riuscito a scaricarlo dal link sopra. Ho fatto un errore di digitazione. Adesso comunque è a posto. Grazie ad Aldo per la segnalazione di errore.

Tecnologia interiore: il canto armonico

tuva è la patria di origine del canto armonicoIl canto armonico o overtone, nasce nell’isola di Tuva, in Mongolia. E’ una tecnica semplice da trovare ma, al contempo, estremamente difficile da padroneggiare quando se ne voglia fare strumento di conoscenza.

In Italia non è molto conosciuta, se non per il lavoro di pochi. Il primo ad avventurarsi su questa strada fu Demetrio Stratos, famoso per i suoi bi e tri cordi. Tra i vari artisti italiani che studiano oggi questa tecnica posso senz’altro segnalare Roberto Laneri.

Il canto armonico propriamente detto prevede la generazione contemporanea di varie note; una ottenuta normalmente e le altre, ovvero gli armonici, per risonanza dalla prima nota all’interno della cavità orale.

Le tecniche principali sono tre, e prendono tutte origine dallo stesso luogo in Mongolia. Il canto armonico propriamente detto, chiamato “Sygyt”, il throat singing o “karghiraa” e il più generico “koomei”.

Più che parlarne comunque  credo che valga la pena ascoltare un brano dall’indiscusso top mondiale di questa tecnica, David Hykes.

Il brano è “Hallelujah” ed è tratto dal doppio CD “Harmonic Meetings”.

Per le altre spiegazioni rimando ai prossimi post.

Tecnologia interiore: il mantra AUM

Questo non fa parte dei cosiddetti “Bijia Mantra“, anche se la sillaba AUM è considerata il vertice della rappresentazione vibratoria. E’ un mantra particolarissimo, la cui esecuzione richiede un po’ di intonazione da parte di chi lo esegue.

E’ infatti difficile che tutti arrivino comodamente alla stessa estensione, in basso o in alto. Occorre quindi, quando utilizzato non in “assolo”, che chi lo emette scelga una tonalità armonica con quella degli altri.

L’esecuzione che vi presento utilizza un tamburo come “metronomo”, oltre ad alcuni interventi di canto armonico ordinariamente non utilizzati in questo mantra.

Può essere un po’ diversa dalle solite, melense esecuzioni da new age… ma credo che abbia molto più senso.

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Come per tutti gli altri articoli di questa serie, il mantra l’ho registrato personalmente mediante diverse (molte) sovraincisioni, perciò non cercatelo in giro perchè non lo trovate.

Se a qualcuno interessa, lo può scaricare direttamente dal link seguente (click destro e “salva destinazione con nome” o simili). Se volete usarlo sul vostro sito o blog, vi chiedo solo di citare la fonte:

Aum Mantra

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