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Banche, rosso e usura… un bel match!
Dopo aver letto questo articolo sul Corriere di oggi, sul costo che può avere l’andare in rosso in assenza di un fido, mi sono chiesto quale fosse la definizione ufficiale di usura.
Ciò che ho trovato è molto interessante, perchè di fatto l’usura non la si definisce per nulla!
Ufficialmente si definisce usurario un tasso di interesse che superi del 50% il tasso globale medio dell’anno precedente su quel tipo di operazione.
Il tasso globale medio, detto anche T.E.G.M, viene stabilito trimestralmente e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale. Le Banche tutte, teoricamente, dovrebbero esporre tale tasso al pubblico nelle loro sedi e filiali.
Secondo l’ultimo TEGM, sullo sconfinamento senza fido, il tasso globale medio su base annua è del 19.96%. Ora, secondo la definizione, un interesse viene definito “usurario” quando supera del 50% quello ufficiale.
Fatti due conti, significa che sotto il 29.94% di interesse non si può parlare di usura!
Ma se per caso le banche si mettessero tutte d’accordo e per quest’anno chiedessero, ipoteticamente il 29,93% di interesse, di 0,01% sotto il tasso di usura, l’anno prossimo il limite per detto tasso sarebbe del 44,58%.
Di fatto comunque, quest’anno il tasso richiesto per questo caso è di circa il 25%. Questo significa che, teoricamente, il prossimo anno le banche potranno chiedere il 37,4% senza incorrere nel reato di usura. E l’anno successivo potranno chiedere il 56%.
E così via inculando…
Tutto perfettamente legale!
Chiaro dov’è la fregatura?
La crisi c’è, eccome. Fra un po’ l’Italia se la compra qualche sceicco arabo.
Pochi giorni fa parlavo con un mio amico, uno di quei supertecnici che mettono in opera, personalizzano e fanno funzionare dei macchinari da centinaia di migliaia di euro.
L’azienda per cui lavora fino a poche settimane fa non stava dietro agli ordini. Oggi… comincia seriamente ad essere in pericolo per mancanza di commesse. Le macchine sono costosissime e, nonostante i clienti ne abbiano bisogno, non possono comprarle perchè le banche non concedono i finanziamenti. Leggi il resto di questo articolo »
Gheddafi in Italia. Mica male come venditore.
Ho trovato questo lungo lancio sull’ANSA, in cui è riassunto l’intervento di Gheddafi di oggi.
Se la traduzione riportata è esatta, è veramente interessante da leggere. La frase che mi ha colpito è la seguente:
“La Libia non favorirà altri paesi a spese dell’Italia nel settore energetico. L’Italia ha un gran bisogno della Libia, per questo finché vigerà l’accordo di amicizia e di collaborazione tra i due paesi, la Libia non fornirà gas e petrolio ad altri a danno dell’Italia. Non credo che l’Italia possa commettere qualcosa che causi un atteggiamento del genere”.
Non so a voi, ma questa frase detta dal rappresentante di un governo che ha una quota consistente in Unicredit (e di conseguenza in Bankitalia), a me sembra più da interpretare come segue:
“Cari Italiani, senza di noi siete nella merda più profonda, quindi occhio a non fare cazzate se no vi tagliamo i viveri”
Per me, eh!
Crisi mutui e Unicredit: La Libia gestirà uno dei tre soci di maggioranza di Bankitalia?
Intanto che gli Italiani continuano, imperterriti, a farselo mettere nel didietro dai media che continuano a strepitare sul caso Englaro, Unicredit diventa una banca Libica. Ve la ricordate la serie di post sui mutui e sul signoraggio? Avevo in questo post evidenziato gli azionisti di maggioranza di Unicredit, vale a dire:
Fondazione Cariverona 5%
Banca Centrale Libica 4,23% (dal 16 Ottobre)
Fondazione CrT 3.83%
Carimonte 3.35%
Allianz 2.35
Da quanto si legge in questo articolo sul Corriere di oggi, Cariverona ha rifiutato la recente richiesta di aumento di capitale di 440 milioni di Euro, che invece verrà portata avanti da Crt e Banca Centrale Libica insieme a Carimonte.
Questa piccola operazioncella porterà la banca centrale libica al 7% di capitale su Unicredit, portandola così allo status di socio di maggioranza. Percentuali a parte, Unicredit insieme a Intesa San Paolo e Banco di Sicilia, è l’altro socio forte di Bankitalia, che così si vedrà gestita da due soci italiani e uno libico.
Comunque la vestano questa faccenda, all’Italia sta sfuggendo che Bankitalia di questo passo non sarà più italiana!
Tag Technorati: Gheddafi, Libia, Crisi mutui, Unicredit
Crisi mutui: il signoraggio questo sconosciuto 21 – Link utili
Una semplice raccolta di link utili ad approfondire l’argomento in rete:
Articolo di Lino Rossi Sistema monetario e signoraggio Web of Debt Signoraggio IT network ADUSBEF
La leva Youtube 1 Youtube 2 Youtube 3 Youtube 4 Youtube 5 Youtube 6 Finanza on line Consob
Vaticano e Signoraggio http://metathemenon.splinder.com/
Attraverso questi link potrete raggiungerne molti altri, e anche avere il gusto di cercarne da voi casomai interessasse.
Buon divertimento!
Crisi mutui: la BCE taglia ancora i tassi, ma l’effetto sulle rate dei mutui si sentirà fra sei mesi.
Me la sono fatta spiegare bene dal direttore di tre banche diverse, tanto per essere sicuro… La cosa funziona così:
Occorre innanzitutto guardare sul contratto di erogazione del mutuo. La maggior parte è agganciata all’Euribor a tre mesi.
Questo significa che il tasso viene variato in relazione alla media degli ultimi tre mesi.
Quindi, facendo quattro rapidi conti, calcolando che i tassi hanno
cominciato a scendere negli ultimi due mesi
(gli opossum avevano cominciato prima in effetti… no, dai scusate… questa me l’ha passata la mutua!!!),
gli effetti si sentiranno dopo un doppio periodo, quindi fra circa quattro mesi, direi verso marzo.
E nel frattempo le banche… cucchiaiano.
Crisi mutui: il signoraggio questo sconosciuto 20 – Seconda conclusione
Forse non in molti sono al corrente del fatto che la Banca d’Italia dovrà passare per legge alla proprietà dello Stato entro il 2008.
Su questo mi viene da ridere. Bankitalia vale, sulla carta, 156.00 euro (il capitale sociale). Ora se andate in giro a chiedere quanto vale, troverete di tutto, da 800.000 euro in su.
Curiosamente però la valutazione di ABI (associazione banche italiane) è di 20 miliardi di euro. Inutile a dire che sono gli unici a sostenere questa quotazione, che guarda caso si avvicina parecchio a quella dell’oro italiano.
Al momento mi viene da ridere, pensando a quando lo stato dovrà pagare le quote di Bankitalia ai relativi azionisti.
Crisi mutui: il signoraggio questo sconosciuto 19 – Prima conclusione
Bankitalia vende allo stato pezzi di carta senza alcun valore (la moneta non è più garantita dalla riserva aurea). Lo stato li paga con il denaro dei contribuenti, che però nel frattempo ha acquisito valore, in quanto risultato di un lavoro.
Oltre al valore stampato sul pezzo di carta, lo stato riconosce a Bankitalia un 3% circa di diritto di signoraggio.
Bankitalia è di proprietà di Banche private, in particolare di due Istituti di credito: Intesa San Paolo e Unicredit, e di una Banca, il Banco di Sicilia.
Questi azionisti sono i principali depositari degli introiti di Bankitalia, ottenuti dalla vendita di denaro allo stato. Gli stessi azionisti, con i soldi ottenuti da Bankitalia, prestano a noi italiani il denaro che ci serve per lavorare, andare in macchina, andare in ferie, vivere. Su questi prestiti, mutui, fidi etc. etc. percepiscono degli interessi, che noi italiani gli paghiamo con lavoro e il sudore.
In sintesi:
le Banche prendono dei soldi inesistenti, perfettamente virtuali. Li prestano a noi, facendosi pagare un interesse che va dal 6% del mutuo fino all’11-12% della commissione di massimo scoperto sul fido o sul conto, noi li usiamo tra le altre cose per pagare le tasse ad uno stato il quale usa quegli introiti per pagare Bankitalia per il denaro che gli ha dato, con un ulteriore interesse del 3% circa per i diritti di signoraggio. Alle Banche ritornano i dividendi per le attività di Bankitalia, e il gioco è fatto. Il denaro virtuale è diventato reale. Con un interesse che va dal 9 al 15% minimo.
Questo si che è saper investire.
Crisi mutui: il signoraggio questo sconosciuto 17 – Il controllore controllato
Andiamo adesso a riunificare le quote in possesso dei cinque gruppi principali di azionisti di Bankitalia.
Gruppo Intesa San Paolo, quote in controllo diretto: 91.035 su 300.000 pari al 30,345%
Gruppo Unicredit, quote in controllo diretto: 47.184 su 300.000 pari al 15,728%
Banco di Sicilia, quote in controllo diretto: 19.028 su 300.000 pari al 6,342%
Gruppo Generali, quote in controllo diretto: 19.000 su 300.000 pari al 6,333
Cassa di Risparmio in Bologna, quote in controllo diretto: 18.602 pari al 6,2%
Il totale di queste percentuali fa: 64,948% arrotondiamo a 65% e non se ne parli più!
Questi signori, di fatto governano la Banca d’Italia. Quello che dobbiamo osservare, è che Bankitalia oltre a stampare le banconote e quindi essere la reale proprietaria del capitale circolante, è anche l’organo che dovrebbe controllare e vigilare il corretto comportamento delle Banche private italiane. Ma se la sua maggioranza è di fatto controllata dalle stesse entità che deve controllare… che cazzo controlla?
Oltre a questo, torniamo alla nostra origine: la crisi dei muti e il signoraggio. Quello che ci interessa è la stretta connessione tra creazione del debito e controllo.
Le conclusioni nei prossimi due post.
Crisi mutui: Il signoraggio questo sconosciuto 16 – Il 43,2% delle quote di Bankitalia non si sa dov’è!
Negli scorsi post, abbiamo per così dire “spaccato” i soci di bankitalia nei relativi possessori.
Sommando le quote così “spaccate”, abbiamo tracciato il 42% circa delle partecipazioni alle quote azionarie di Bankitalia. Il rimanente 58% è frazionato sui soci che non abbiamo menzionato. Giusto? SBAGLIATO!
Noi abbiamo preso i soci indicati nel gruppo di azionisti rilevanti di Bankitalia, e li abbiamo divisi nei relativi azionisti. Ma le quote appartenenti agli azionisti di Bankitalia del primo livello, sommate, danno 255.768 quote su 300.000. Che fa l’ 85.2%. Noi ne abbiamo tracciato il 42%. Questo significa che manca all’appello il 43,2% di quote, pari a: 129.600 quote su 300.000.
Ora, può darsi che non sia stato in grado di trovare tutti gli azionisti rilevanti dei vari soci di Bankitalia, ma considerando che il tracciamento dei principali è avvenuto tramite Consob, il dubbio che mi viene è:
CHI CAZZO HA IN MANO 129.600 (il 43,2%) QUOTE DI BANKITALIA?
Qui di seguito c’è il risultato dell’accorpamento degli “spaccati”
Crisi mutui: Il signoraggio questo sconosciuto 15 – Banca d’Italia chi possiede chi: Cariparma, Banca CR Firenze
E siamo all’ultimo post di analisi su Bankitalia.
Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza (Cariparma) possiede 6.094 quote su 300.000, pari al 2.03% e 16 quote su 582, pari al 2.746%.
Gli azionisti rilevanti di Cariparma sono:
Credit Agricole – 75%
Fondazione Cariparma – 15%
Sacam International S.a.s.(Caisses Regionales Crédit Agricole) – 10%
Riportando le singole quote al 2.03% su Bankitalia abbiamo:
Credit Agricole – 1.52%
Fondazione Cariparma – 0.3%
Sacam International S.a.s.(Caisses Regionales Crédit Agricole) – 0.2%
Cassa di Risparmio di Firenze (Carifirenze) possiede 5.656 quote su 300.000, pari al 1.88% e 15 quote su 582, pari al 2.577%.
Gli azionisti rilevanti di Carifirenze sono:
Intesa San Paolo – 58.9% (OPA al 28 Gennaio 2008 sulla totalità delle azioni), quindi non so se Intesa possieda il 100% di Banca CR Firenze o no…
Riportando la singola quote al 1.88% su Bankitalia abbiamo:
Intesa San Paolo - 1.10%
Crisi mutui: sempre più difficile ottenerli, e allora cosa accade?
Le banche, facendosela sotto per il timore delle insolvenze, hanno dato una stretta ulteriore ai parametri per la concessione del credito. Risultato: ottenere un mutuo, oltre a costare una follia, è diventato molto difficile.
Praticamente ormai la banca non ti da più i soldi manco se ce li hai. Figurati in caso contrario. 
Però mi è venuto un dubbio.
Se i mutui costano tanto, troppo e oltretutto è anche difficile farseli dare, è chiaro che le richieste e le concessioni caleranno brutalmente nel prossimo futuro. Quindi la gente comprerà meno case. Se la memoria non mi inganna, questo dovrebbe far calare il prezzo degli immobili.
Ergo, calando il prezzo avremo due effetti: la gente venderà meno le case, e quelli che hanno già un mutuo in essere vedranno calare il valore dell’immobile a garanzia di un mutuo che invece cresce.
Quindi alla fine le banche si troveranno con un sacco di gente che avrà difficoltà a pagare le rate di un mutuo che non avrà un sufficiente controvalore d’immobile come garanzia.
Per le banche a quel punto diventerà semplice richiedere al mutuatario ulteriori garanzie a fronte del prestito, che non potranno essere ovviamente fornite. Cosa che potrebbe generare la requisizione dell’immobile.
Se questo accadesse, ci troveremmo di fronte ad una popolazione segnalata in gran parte al CRIS, senza una casa, e alcune banche che alla fine potrebbero essere le proprietarie della maggioranza del parco immobiliare italiano. 
Speriamo non accada, ma non mi farei troppe illusioni…
Crisi mutui: Il signoraggio questo sconosciuto 14 – Banca d’Italia chi possiede chi: Biver Banca
Cassa di Risparmio di Biella e Vercelli possiede 6.300 quote su 300.000, pari al 2.1% e 16 quote su 582, pari al 2.746%.
Gli azionisti rilevanti di Cassa di Risparmio di Biella e Vercelli sono:
Monte dei Paschi di Siena – 60.78%
Fondazione Ca. Ri. di Biella – 33.22%
Fondazione Ca. Ri. di Vercelli – 6%
Riportando le singole quote al 2.5% su Bankitalia abbiamo:
Monte dei Paschi di Siena – 1.27%
Fondazione Ca. Ri. di Biella – 0.69%
Fondazione Ca. Ri. di Vercelli – 0.126%
Crisi mutui: Il signoraggio questo sconosciuto 13 – Banca d’Italia chi possiede chi: Monte dei Paschi di Siena
Monte dei Paschi di Siena possiede 7.500 quote su 300.000, pari al 2.5% e 19 quote su 582, pari al 3.26%.
Gli azionisti rilevanti di MPS sono:
Fondazione Monte dei Paschi di Siena – 55.49%
J.P. Morgan Chase – 4.72%
Gruppo Caltagirone – 3.95%
AXA – 2.05%
Carlo Tassara S.p.A. – 2%
Unicoop Firenze S.c.r.l. – 2.42%
Riportando le singole quote al 2.5% su Bankitalia abbiamo:
Crisi mutui: Il signoraggio questo sconosciuto 12 – Banca d’Italia chi possiede chi: Ca.Ri. Bologna, INPS e BNL
Proseguiamo nel nostro sforzo mostruoso.
Cassa di Risparmio in Bologna, possiede 18.602 quote su 300.000 pari al 6.2% e 41 voti su 582, pari al 7.04%
Non essendo riuscito a trovare notizie sul suo azionariato la lasceremo così. Passiamo al prossimo socio: INPS
INPS possiede 15.000 quote su 300.000 pari al 5%, e 34 voti su 582, pari al 5.84%
Azionista unico lo Stato Italiano.
Terzo Socio: Banca Nazionale del Lavoro
BNL possiede 8500 quote su 300.000 pari al 2.83% e 21 voti su 582 pari al 3.6%
Gli azionisti principali di BNL sono:
BNP Paribas – 48%
Che riportato sul 2.83% di BNL da su bankitalia:
Crisi mutui: Il signoraggio questo sconosciuto 11 – Banca d’Italia chi possiede chi: Banco di Sicilia e Assicurazioni Generali
Il Banco di Sicilia è il terzo socio di Bankitalia per quote: 19.028 su 300.000 pari al 6.34% e 42 voti su 582 pari al 7.21%
Il Banco di Sicilia fa semplicemente parte del gruppo Unicredit. Quindi le sue quote sono da ascrivere a quest’ultimo. Verranno accorpate alla fine di questa analisi.
Altro socio, altro regalo: Assicurazioni generali con quote: 19.000 su 300.000 pari al 6.33% e 42 voti su 582 pari al 7,21%
I soci di Assicurazioni Generali sono (si, li abbiamo già visti in Unicredit):
Unicredit – 4,6%
Gruppo De Agostini – 2,7%
Ass. Generali S.p.A – 2%
Mediobanca – 15,7%
Banca d’Italia – 4,5%
Carlo Tassara s.p.a. – 2,3%
Crisi mutui: Il signoraggio questo sconosciuto 10 – Banca d’Italia chi possiede chi: Unicredit e Banca Carige
E via proseguiamo con la nostra sostituzione.
Unicredit detiene in Bankitalia 47.184 quote su 300.000 pari al 15,73%, e 50 voti su 582, pari al 8.59%
I soci Unicredit:
Fondazione Cassa di Risparmio Verona, Vicenza, Belluno e Ancona, con il 5%
Banca Centrale della Libia con Lybian Foreign Bank e Lybian Investment Authority con il 4,23% (da oggi 16 Ottobre)
Fondazione Cassa di Risparmio di Torino con il 3,83%
Carimonte Holding S.p.A. con il 3,35%
Gruppo Allianz con il 2,35%
E qui non mi è riuscito di trovare un singolo socio componente, quindi li lasciamo così.
Sostituiamo questi nominativi alla voce Unicredit in Banca d’Italia, rapportando le percentuali al 15,73%
Fondazione Cassa di Risparmio Verona, Vicenza, Belluno e Ancona - 0.786%
Banca Centrale della Libia con Lybian Foreign Bank e Lybian Investment Authority – 0.66%
Fondazione Cassa di Risparmio di Torino – 0.6%
Carimonte Holding S.p.A – 0.527%
Gruppo Allianz – 0.37%
Passiamo al prossimo: Banca Carige
Banca Carige detiene in Bankitalia 11.869 quote su 300.000 pari al 3.95% e 27 voti su 582, pari al 4.63%
I soci Banca Carige:
Assicurazioni Generali con il 4.1%
CNCEP – CAISSE NATIONALE DES CAISSES D’EPARGNE ET DE PREVOYANCE con l’11,1%
Fondazione Cassa di Risparmio di Genova e Imperia con il 43.37%
Ora mettiamo tutti in fila, sostituendoli in Bankitalia e rapportandoli al 3.95%
Assicurazioni Generali – 0.162%
CnCep – 0.438
Fondazione Cassa di Risparmio di Genova e Imperia – 1.71%
Quindi riportiamo dal post precedente l’elenco dei soci bankitalia così ottenuti (e relative quote), derivati dai tre soci Intesa San Paolo, Unicredit, e Carige.
Crisi mutui: Il signoraggio questo sconosciuto 9 – Banca d’Italia chi possiede chi: Intesa San Paolo
Nell’ultimo posto avevo detto che mancavano i numeri per capire chi possiede in realtà la Banca d’Italia:
Cominciamo con Intesa San Paolo, che possiede di suo 91.035 quote (su un totale di 300.000, pari a circa il 30%) di Bankitalia, e 50 voti (su un totale di 582, pari a circa l’8,5%).
Qui sotto abbiamo le principali partecipazioni in Intesa San Paolo di altri enti, comprese le percentuali (arrotondate per approssimazione):
Compagnia di San Paolo – 8%
Carlo Tassara S.p.A. – 5,9%
Credit Agricole – 5,6%
Ass. Generali – 5 %
Fond. Cariplo – 4,7%
Fond. Cr. Padova e Rovigo – 4,6%
Ente Cr. Firenze – 3,4%
Fondazione Cr. in Bologna – 2,7%
In questo elenco compaiono le Assicurazioni Generali. Questa azienda è controllata a sua volta da:
Unicredit – 4,6%
Gruppo De Agostini – 2,7%
Ass. Generali S.p.A – 2%
Mediobanca – 15,7%
Banca d’Italia – 4,5%
Carlo Tassara s.p.a. – 2,3%
Spuntano dei nomi che si sono già visti in giro. Ad esempio: Carlo Tassara S.p.A., controlla il 2,3% di Assicurazioni Generali, che a sua volta controlla il 5% di Intesa San Paolo. Ma il 2,3% di 5 è pari a 0,12, quindi laquota di Romain Zaleski, proprietario di Carlo Tassara S.p.A., in Intesa San Paolo sale da 5,9% a 5,9+0,12= 6,02%
Poi abbiamo l’Ente CR. di Firenze, controllato per l’89% da Intesa San Paolo.
Qui troviamo il primo gatto che si mangia la coda. Intesa SanPaolo possiede l’89% di Ente CR. di Firenze che possiede il 3,7% di Intesa San Paolo. Divertente? No. Dato semplicemente Inutile. Ma lo lasciamo qui perchè magari Ente CR Firenze ci servirà più tardi.
Per adesso andiamo semplicemente a sostituire nellelenco degli azionisti di Intesa San Paolo, queste cifre. Otteniamo il nuovo elenco:
Crisi mutui: Il signoraggio questo sconosciuto 8 – Il groviglio delle Banche in Banca d’Italia
Del signoraggio di fatto dobbiamo ancora parlare, ma non è possibile farlo compiutamente senza prima avere compreso un fattore fondamentale:
Chi è la Banca d’Italia, e soprattutto… chi la controlla?
Il lavoro è monumentale, ma cerca cerca… qualcosa salta fuori. Quello che segue è un abbozzo di schema sull’organigramma di Bankitalia. L’ho ricostruito con dati pubblici: li potete trovare anche voi, sgarfando negli archivi della rete su Consob, Wikipedia, e sui vari siti istituzionali delle entità giuridiche in elenco.
Come noterete, la faccenda è un vero groviglio di banche che si partecipano l’un l’altra, a volte tramite holding, a volte tramite finanziarie, a volte tramite uomini. Mancano i numeri ancora, quelli più difficili da trovare. Ma sono sicuro che andando avanti qualcosa dovrei far saltar fuori.
L’unica cosa certa è che è tutto un vero casino nel quale è difficile districarsi, ma che è veramente inquietante.
Nello schema qui sotto, troverete i nomi di chi è controllato da chi, partendo da sinistra verso destra. Noterete una serie di nomi che ricorrono in continuazione. Questo dovrebbe far venire più di un dubbio sulle proprietà effettive.
Buon divertimento, e rimanete in linea… perchè non ho ancora finito…
Crisi mutui: banche e sciacalli. Interessi alle stelle e si fotta l’euribor
Ho trovato un interessante documento, a comprova della sciacalleria delle banche in italia.
Leggetelo qui.
In un momento in cui l’economia va letteralmente a puttane, e occorrerebbe rilanciare industria e commercio, per far riprendere la circolazione di denaro, le banche pensano bene di dedicarsi al peggiore sciacallaggio, quello sugli interessi dei prestiti.
A quanto pare, i telefoni di confindustria sono bersagliati di telefonate di imprenditori piccoli medi e grandi che denunciano condizioni completamente fuori mercato praticate da banche che si sono messe a dettare legge.
Secondo la BCE, il costo del denaro dovrebbe essere inferiore al 4% ma molti denunciano tassi superiori al 6%, e in alcuni casi addirittura del 9%.
A paragone con il 5,61 di Settembre è puro strozzinaggio!
Queste situazioni DEVONO essere denunciate. E portate alla luce. Esistono dei contratti alla base di mutui e prestiti. Questi contratti fanno testo. Se avete un mutuo a tasso variabile, e la rata non scende (ma prima saliva) andate a vedere il contratto. Se la banca non lo ha rispettato, fatele un culo così! E se non vi ascolta, ricordatevi che esiste un organismo chiamato ombudsman, che è quello deputato a dirimere questo genere di problemi.
C’è un ufficio per ogni banca, e poi ne esiste uno anche a livello centrale. Basta entrare nella vostra filiale e piantargli un numero. Se non reagiscono chiedetegli di mettervi in contatto con l’ombudsman locale. Non posso rifiutarsi. Ma prima leggete attentamente il contratto del vostro prestito.
Non facciamoci fregare!







