Oggi debutta Nexus One, lo smartphone di Google
In teoria dovrebbe essere studiato per contrastare il dominio di iPhone.
Touchscreen più tastiera, processore Snapdragon da 1 Ghz, schermo da 800×480 memoria basata su microSD e fotocamera da 5MP, visto così non si presenta neanche male.
Per far concorrenza alla carriola di Apple non ci vuole però tecnologia, quanto far capire alla gente che quando con un telefono ci fai di tutto tranne telefonare, non hai in mano uno strumento di comunicazione, ma di assurdità.
Non nego che possa essere divertente suonare la chitarra sul Tscreen, vedere le foto e smanacciarle con la famosa interfaccia gestuale alla Minority Report, ma personalmente ritengo che quando un telefono non può essere usato comodamente con una mano sola non sia più un telefono.
Ovviamente le esigenze possono essere diverse. Altrettanto niente da dire su estetica e grafica di iPhone, che indubbiamente sono da primato.
Però la cosa si ferma lì. Non puoi intervenire sulle connessioni alla rete ( e infatti il telefono fa quello che gli pare, quando gli pare, a volte martellandoti sui coglioni con inaspettate bollette da infarto a causa del traffico dati generato in modo inconsulto e incontrollato), sulla banda radio da utilizzare, per scrivere gli SMS ti servono due mani più una laurea in ingegneria, la ricezione, nonostante sia migliorata rispetto alla prima generazione, è ancora inferiore alla media dei peggiori cellulari “normali”…
Insomma non è difficile fare un telefono migliore di quella cagata di iPhone.
Comunque, visti i dati tecnici, credo che il difetto più probabile dello smartphone Google, oltre al prezzo (listino USA 530 dollari, circa 400 euro) sarà la durata della batteria.
Se non ottimizzato dal sistema operativo (e android è molto giovane e troppo orientato al Web), un display da 480 per 800, Tscreen e non OLED consuma da solo quanto una ferrari in accelerazione. Se ci aggiungiamo che, essendo cosa di Google, sicuramente il telefono farà di tutto per andare in linea appena può, è assai probabile che una batteria standard da 1000 mA non gli farà finire la giornata.
Se poi finisce in mano di qualcuno che usa il telefono per lo scopo per cui è stato progettato, ovvero telefonare, l’autonomia sarà probabilmente tanto ridotta da fa salire l’ago del bestemmiometro al più alto dei cieli.
Però magari mi sbaglio e Nexus One ci stupirà con effetti speciali…
Forse.
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Pazzia di massa: 6.000 persone disposte a farsi ipnotizzare via web su facebook
Io a volte mi chiedo veramente in che mondo viviamo.
Accade questo: un ipnotizzatore indice una sorta di appuntamento su Facebook per tentare un esperimento di ipnosi di massa via rete.
Più di 6.000 persone aderiscono all’esperimento.
Non sono un esperto di ipnosi ma da quel poco che so, non ha molto senso farsi ipnotizzare da uno sconosciuto, per quanto famoso sia, per giunta a distanza e via Web.
Poniamo pure che la cosa riesca. Tu sei attaccato al computer, l’ipnotizzatore non sa neppure che ci sei.
Può dirti quello che vuole che tanto nessuno può fermarlo. Può inculcarti qualunque cosa nel cervello come suggestione post-ipnotica e tu non lo saprai mai.
Ma mettiamo anche che l’ipnotizzatore sia persona integerrima ed onesta.
Tu sei sotto ipnosi a una distanza sconosciuta da lui, qualunque cosa accada lui non lo sa; non ha nessun controllo sulle tue reazioni fisiche, emotive o mentali. Qualunque alterazione tu abbia lui non è in grado di aiutarti.
Ma come si fa a essere così pazzi da sottoporsi ad un esperimento del genere?
E gratis… per giunta!
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Influenza Suina: missing in action. Saldi di fine anno: Francia e Germania svendono i vaccini
Giusto per fare un bilancio… in Italia 200 morti su 4 milioni di casi, i dati ufficiali li trovate qui. Nel 2008 l’influenza stagionale ne ammazzò circa 8.000 su 5 milioni di casi, ma nessuno ebbe nulla da ridire.
Oggi Francia e Germania svendono i vaccini in saldo, dopo che il 95% della popolazione ha mandato a quel paese i rispettivi governi, rifiutando la vaccinazione.
E in Italia? Beh in Italia stanno pensando esattamente a cosa fare. Se svendere il tutto a qualche paese del terzo mondo o tenersi i vaccini sul groppone.
I media e tutti gli organi di informazione sono stati di colpo zitti. Forse che qualcuno al governo ha deciso che stava facendo veramente una pessima figura?
Sia come sia il bluff adesso dovrebbe essere chiaro per tutti.
Così come dovrebbeb essere chiaro che le multinazionali farmaceutiche hanno avuto il potere di far comprare a tutti i governi del mondo un vaccino tanto pericoloso quanto inutile, contro una pandemia completamente inventata e una malattia praticamente virtuale.
Peccato che, in tutto questo, Big Pharma si sia messa in tasca qualche decina di miliardi di dollari.
E se i vaccini sono stati pagati dai governi, state pur certi che il modo di rigirarci la fattura l’hanno già trovato.
Gli aumenti di quest’anno, sbandierati negli ultimi giorni dalle testate giornalistiche, per esempio.
Oppure qualche vaccata che si inventeranno nel corso del 2010.
Sveglia, gente! Come diceva Machiavelli, ogni popolo ha il governo che si merita!
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I buoni propositi per il 2010
E’ inevitabile. Prima o poi ti tocca. In genere quando sei da solo cominci con ’sta storia.
- Mi sento vecchio. Mi sa che mi metterò a dieta! -
Minchia - A chi lo dici! -
Io - Non a te, Willie -
Minchia - Era retorico! -
Io - Ah, scusa -
Minchia - Beh comunque un favore potresti anche farmelo… -
Io - Non dirmelo… -
Minchia - Vabbè allora te lo dico: potresti farmi lavorare – Ecco ci manca pure Willie che si lamenta.
Stomaco - Tu stai zitto! A me fa lavorare in continuazione … a proposito non si potrebbe fare uno spuntino? -
Io - Ma per piacere!!! Abbiamo appena pranzato! -
Stomaco - Si ma io mi sento come svuotato… -
Minchia - Beato te! -
Io - zitti tutti e due! Qui stiamo pianificando un anno di rotture di coglioni! -
Coglioni - Cosa???? NO!!!! -
Minchia - Tranquilli lì sotto… sono tutte balle! -
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Buon 2010 a tutti! E che si fotta il 2009!
PER UN 2010 LEGGERO LEGGERO LEGGERO
Con queste stupende “Acque d’artificio”
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Il canto gregoriano incontra quello armonico. David Hykes in “Kyrie Fragments”
Il brano in realtà dura praticamente il doppio. Ma nella seconda parte l’influenza del canto Gregoriano è così forte… così meravigliosamente armonica che non ho potuto resistere. E la commistione con il canto armonico durante tutta l’esecuzione raggiunge veramente un apice epocale nell’ultimo minuto e mezzo.
Difficile sentire qualcosa di altrettanto bello. Davvero difficile!
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Il delicato tocco dell’amicizia
L’amore per una donna può svanire dalla sera al mattino, ma quello per l’amico non muore mai
Antico Proverbio Arabo
Accade, può accadere… come per incanto. La percezione, il sentore di qualcosa nel tuo cuore che trova saldo usbergo in un altro.
E’ allora che trova epifania quel sentire che ti scalda nella notte più fredda.
Raro rilucere del riflesso di un diamante, un bagliore improvviso nel crepuscolo che può trovarti addormentato ed andare perso.
Ma quando per rara concessione di un universo distratto cogli quell’attimo… è per sempre.
Una brace sotto le ceneri dell’id che può far dimenticare di sè ma che non cessa mai la sua esistenza.
E per fortuna, senza parere, è sempre pronta a riaccendersi, brillante solitario, a ricordarti che c’è.
Magari quando, immobile, raccogli il lontano cinguettio di un merlo che chiama l’alba più fredda dell’anno.
Magari in un momento in cui il cibo non ti va tanto e nemmeno la vita ma, amari, li mandi giù entrambi .
Allora la piccola brace gentile prende vita con un singolo alito di vento.
Per incendiarti il cuore.
E per parafrasare Quasimodo…
“E’ subito festa”
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Contestato dai cattolici l’oroscopo su Rai Due. E giù a 90 gradi…
Non si accontentano di tentare di far mettere al Bando Harry Potter. Adesso manco l’oroscopo gli piace più, perchè “Alimenta la superstizione“.
La cosa non creerebbe problema se non che qualcuno ha deciso di dargli pure retta.
Insomma tutti preoccupati perchè ai cattolici non va giù l’oroscopo.
E invece di invitarli ad andare a rompere i maroni in altro loco… tutti prostrati a scusarsi e fare pure a scaricabarile.
Ma stiamo andando tutti giù di testa?
Ma cos’è… prima togliamo il Natale perchè non piace ai musulmani, poi l’oroscopo perchè non piace ai cattolici, e domani cosa?
Toglieremo la passera alle donne perchè non piace ai gay?
Ma vaffanculo, va’!
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Tracce di Profumo. Bolle di Sapone. By Valeria
Passo dopo passo, giorno dopo giorno, profumo di pioggia e di bosco, fragranza della notte, il terreno si inerpica e io salgo; faticosamente, ma salgo.
Mi domando dove vado; dove il destino, silenziosamente, mi sta conducendo.
Mi sento come un cieco che prosegue il suo viaggio nel cuore della notte e non sa perché.
Muove il bastone nel vuoto e si convince solo di quel che il bastone tocca.
Il resto semplicemente non sa che c’è.
Incontro tante persone in cammino, come me…
Ciascuno è chiuso nella propria “bolla di soggettività”, ciascuno convinto del proprio punto di vista, della propria interpretazione, a volte solo temporanea (e passa dunque da una convinzione ad un’altra), altre permanente.
Come bolle di sapone, si scontrano, rimbalzano, a volte scoppiano ma i loro cuori non si toccano mai.
Ci sono solo gradi diversi di convincimenti.
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Il Sexy shop a Bergamo. Mission Impossible nel paese dei bacchettoni
Stanno tentando di aprire un sexy shop in una zona di passaggio.
Niente da fare, un intero quartiere gli si rivolta contro, parroco in testa, ovviamente.
Perchè? Perchè di lì passano i minorenni.
E allora? Ci passano davanti, mica ci entrano.
Ma già, per l’italia catto-rincoglionita basta solo l’idea che “lì dentro si parli di sesso” per scatenare la rivolta moralista del popolino catto-bacchettone.
Fa niente se le ragazzine la danno via al liceo per una ricarica telefonica o elargiscono pompini a gratis (perchè così fan tutte).
Fa niente se per la maggior parte degli adolescenti oggi il sesso e la pizza non sono così diversi.
Il Sexy Shop non s’ha da fa’! Questo è l’importante!
Ma vaffanculo, và!
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Morte di un Maestro del Tè – di Giuseppe Merlicco
Vi sono film che aprono una finestra su mondi a noi sconosciuti: Morte di un Maestro del tè è senz’altro uno di questi.
Scritto, diretto e interpretato nel miglior stile della tradizione nipponica questo film (diretto da Kumai Kei) narra di come visse e morì il Maestro del tè Sen no Rikyu (interpretato da Toshiro Mifune).
Vissuto tra il XVI E XVII secolo in un Giappone tormentato da guerre intestine tra clan rivali, il Maestro Rikyu cercò, attraverso la sua arte perfetta, di far comprendere ai potenti dell’epoca l’importanza dell’Armonia e del Rispetto tra gli uomini.
“…la Libertà è sacra, ed è naturale rifiutare qualsiasi idea che spinga l’uomo all’aggressione.” Questa era l’idea del Maestro.
Ma la visione del Maestro – come quella dei monaci zen, o di altri maestri della Cerimonia del tè, che “vedevano in un filo d’erba l’Assoluto” – non poteva certo essere condivisa dal suo “signore” Hideyoshi.
Uomo avido di potere, Hideyoshi pur rispettando enormemente il Maestro Rikyu (elevandolo al grado di primo cerimoniere di corte) e partecipando con la massima sacralità possibile al rituale sacro, non riuscì mai a penetrare lo “spirito” della Cerimonia del tè.
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Un bel trucco per la festa di Capodanno? Michelle Phan propone un sexy-glitter-makeup da urlo…
E dato che parte da un buon materiale il risultato è decisamente piacevole!
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Duello di magia: la mitica sequenza de “La spada nella roccia” di Disney
L’antesignano dei duelli di Silente e Potter, in un capolavoro d’animazione datato 1963. Pensate quante migliaia di disegni solo per questa breve sequenza!
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Natale a Rio sarebbe un prodotto “di interesse culturale”?
Eh si, pare proprio che l’ennesimo film della serie “Natale a…” sia stato classificato come film di interesse culturale e quindi meritevole di un contributo di 1,5 milioni di euro da parte della Sottocommissione cinema del ministero dei Beni e le Attività culturali.
Che il prodotto sia popolare non c’è dubbio.
Che sia entrato nella tradizione natalizia italiana come il Panettone e il Presepe può anche starci.
Ma sentirlo classificato come prodotto di interesse culturale la dice lunga su ciò che in Italia può valere la cultura.
Cultura o cul-tura?
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Spot BMW M5 censurato. Genio!
La domanda da farsi mentre si guarda lo spot è: da dove viene effettuata la ripresa?
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Natale all’Esselunga? Aiaiaiaiai!!!
Shit happens! Dicono gli americani, la merda quando arriva… arriva. Più o meno come Natale.
E meno male che Natale viene una volta all’anno.
Non come Pasquale che invece viene almeno una volta al giorno se no gli fanno male le palle.
Ma il peggio… no, dico, veramente il peggio… è quando alla vigilia ti tocca passare all’Esselunga perchè ti manca una cosa sola ma indispensabile.
Arrivi al parcheggio e già cogli i primi sintomi della follia. La protezione civile dirige il traffico tra cumuli di neve.
All’ingresso marca male: due marines ti squadrano mentre fanno segno ai mitraglieri dietro ai sacchi di sabbia di lasciarti passare.
Finalmente entri e ti manca il fiato. Nell’aria un gigantesco uniforme rombo, davanti a te una marea umana tra l’inferocito e l’esaltato fluisce incessantemente tra gli scaffali e le corsie, come onde di alta mare che lambiscono una costa.
Occultati abilmente in posizione strategica uomini dei servizi segreti occhieggiano come falchi a protezione del Camembert e del Dom Perignon.
E tu… tu devi andare a prendere quella singola cosa la cui mancanza ti rende la vita difficile. Ti fai coraggio e ti butti nella calca. Il carrello non serve, filtri tra la gente con due agili spostamenti memoria dei tempi d’oro delle arti marziali ma qualcosa va storto.
L’equilibrio ti tradisce e un’energumena sui sessanta ti sbatte contro il banco degli ananas. Cerchi di rimbalzare con le vertebre che scricchiolano ma non c’è versi: una compagine organizzata sta marciando a ranghi serrati verso il reparto carni; brandiscono tutti il loro biglietto numerato e tu non ce l’hai.
Schizzi via sotto gli sguardi feroci, dribbli due addetti allo scatolame ma quattro signore impellicciate affiancate come spazzaneve ti si avventano addosso nella corsia delle offerte speciali. Ti improvvisi freeclimber e scali alla grande lo scaffale dei liquori, ma vieni notato dalle telecamere di sicurezza; scatta la sirena d’allarme e immediatamente quattro agenti della SWAT sbucano dal soffitto lungo funi da arrampicata libera.
Scivoli silenzioso lungo il mucchio delle decorazioni in saldo e prendi copertura sotto i panettoni in offerta.
I quattro SWAT ti perdono di vista, ti rialzi e parti in corsa. Con un salto mortale raggruppato salti l’ultimo bancone e arraffi al volo quello che ti serve.
L’uscita è lontana ma ce la puoi fare. Da supereroe metropolitano diventi improvvisamente mutaforma, ti crescono le scaglie da serpente e con movenze anacondesche infiltri quasi senza difficoltà la cassa rapida dei dieci articoli.
Approfitti di un attimo di distrazione della coda, mostri la tua preda e tutti si ritraggono guardandoti con un misto di pietà e schifo.
Paghi il conto e finalmente esci. Vincitore.
Con la tua preda: la confezione formato famiglia di carta igienica triplo velo.
Una vera carezza per il culo.
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La leggenda di Beowulf
Ed ecco un film con una storia da raccontare: la leggenda dell’eroe svedese Beowulf e di come uccise il troll Grendel, liberando il re della Danimarca dal terribile mostro.
Tratto dall’omonimo poema epico (messo per iscritto da due amanuensi in inglese arcaico, intorno all’anno 1000, su una storia ben più antica) questo film di Robert Zemeckis (premio Oscar con Forrest Gump) cerca di presentare al grande pubblico una storia che altrimenti non conoscerebbero mai (visto che quasi più nessuno legge qualcosa che non siano quotidiani o libri a grande tiratura).
Il compito del regista non è stato facile e pur servendosi di attori di grosso calibro: Ray Winstone, Anthony Hopkins, John Malkovich e Angelina Jolie, e di tecniche cinematografiche all’avanguardia (come quella di digitalizzare gli attori con la Motion Capture) non sono comunque mancate le critiche.
Eppure, secondo me, qualcosa di forte questo film lo esprime. Sì, è vero che si sono messe poco in evidenza le caratteristiche della cultura nordica; è vero che la digitalizzazione dei personaggi li ha in parte svuotati di contenuto umano (difficile rendere la profondità di uno sguardo con questa tecnica) e forse, sì, il regista avrebbe potuto “innestare” le vere immagini degli attori su scenografie ritoccate, ma forse sarebbero sorti altri problemi tecnici.
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