Quando si dice avere le palle: il chirurgo che si operò da solo.
L’ho trovata sul Corriere di oggi. E’ la storia di un chirurgo, Leonid Rogozov, che nel 1962 all’età di 27 anni si trova nell’antartico, in pieno inverno polare isolato in una base sovietica, senza possibilità di ricevere assistenza alcuna.
Ad un certo punto Rogozov si autodiagnostica un’appendicite. Prova con gli antibiotici ma la faccenda inizia a peggiorare. La febbre sale e lui capisce che è vicino alla perforazione.
Allora si fa preparare una sala operatoria e, assistito dai suo compagni e armato di specchio, si spara un’anestesia locale e… si opera da solo, andando a occhio ma soprattutto al tatto. Perciò opera senza guanti.
L’appendicectomia riesce e quest’uomo cazzutissimo sopravvive fino al 2000.
La storia in se’ fa pensare. Qui ce la menano tanto con la sicurezza, e non fare questo e non puoi fare quell’altro, e il tubo omologato e la certificazione…
Questo signore invece si è ficcato le mani nell’addome, si è tolto l’appendice e due settimane dopo era intento a zompettare di nuovo in giro per la base.
Quando si dice avere le palle…
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Entropia, meccanicità e strani attrattori: la tensione verso il minimo sforzo
La definizione di entropia è un tantinello complessa e per giunta cambia parecchio, a seconda che a fornirvela sia un matematico, un fisico o qualcun altro.
Diciamo che in senso lato l’entropia, un concetto introdotto nel 1864 da Rudolph Clausius in un suo famoso trattato, può essere definita come la tendenza di un sistema chiuso a raggiungere una condizione di equilibrio.
Un sistema (inteso come insieme di entità interagenti) viene considerato chiuso quando non può scambiare energia all’esterno di se stesso.
Abbiamo un universo. Consideriamolo infinito. All’esterno non c’è nulla, dato che non esiste un esterno, ergo è un sistema chiuso.
L’universo tenderebbe quindi, di riffa o di raffa, ad una condizione di equilibrio, ovvero alla massima entropia.
L’entropia è qualcosa di veramente universale. Una tendenza riscontrabile in tutto ciò che è fisico. L’energia (per lo meno nelle forme da noi osservabili) tende sempre a fluire da una fonte che ne ha di più ad una che ne ha di meno. Si comporta così l’energia elettrica, i fluidi (tutti). Ma anche diverse forme di energia, come quella emotiva, quella del pensiero…
Persino l’attenzione sembra in qualche modo tentare di raggiungere una condizione di equilibrio: senza una volontà a sostenerla… tende a zero.
Tutto questo universo fisico sembra strutturato per appiattire, livellare, equilibrare l’energia in tutte le sue forme.
Eppure le stelle continuano a nascere, gli uomini pure, le emozioni anche…
Qualcosa continua a creare, ma quello che c’è tende immediatamente a una condizione di equilibrio.
Forse è questa la ragione per cui anche l’uomo tende a lasciarsi andare, a lasciarsi trascinare dalla vita, a non fare nulla per cambiarla; l’energia a disposizione per cambiare le cose non è infinita e ad un certo punto si esaurisce.
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Pat Metheny: Last Train Home. Poesia pura.
Uno dei brani più dolci di Pat e forse anche dei meno conosciuti al grande pubblico: Last Train Home, dall’album “Still Life (Talking)” del 1987.
Pat suona questo pezzo con una chitarra dotata di due serie supplementari di corde, tese sotto a quelle principali in modo da vibrare per assonanza e dare la tipica tonalità del sitar.
Un pickup Exa per l’uscita midi e sei pickup double humbucking fatti a mano artigianalmente dai tecnici dell’Ibanez apposta per lui.
Ma il risultato decisamente valeva la spesa.
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Il trucco agli occhi usato in Africa previene le infezioni. Wow! Ci volevano dei ricercatori per saperlo!
E lo gridano pure ai quattro venti, come se fosse una scoperta straordinaria, con tanto di pubblicazioni sulle riviste specializzate e lanci di agenzia. Mancano giusto gli squilli di tromba e siamo a posto.
Un gruppo di eminenti (non si sa in cosa, forse in ovvietà…) ricercatori ha guadagnato gli onori della ribalta sulle pagine delle agenzie di stampa per aver scoperto che:
“Il trucco alla Cleopatra, oltre ad essere molto sensuale, costituisce un’efficace protezione antibatterica”
Incredibile, vero? Chi lo avrebbe mai detto?
Forse tutte, ma proprio tutte le popolazioni africane e indiane che, da millenni, usano il Kajal e un altro estratto di una radice particolare (non chiedetemi qual’è) per truccarsi gli occhi, sapendo perfettamente che così prevengono tutta una serie di infezioni.
Ma non solo.
Un giorno ero in banca quando entrò un uomo di colore con i suoi due bambini. I due piccoli avevano degli occhi molto belli già di loro, ma quella bellezza era messa in risalto dal colore di una matita tracciato all’interno delle palpebre.
Chiesi all’uomo se il colore in questione non fosse fastidioso per i piccoli e lui mi rispose:
“Affatto, anzi… Li aiuta“
“In che senso?“
“Beh, semplice… ha mai visto un ragazzino di colore sotto i dieci anni, in Italia, con gli occhiali?“
In effetti no, vedo spesso bambini di colore in giro ma, a differenza di molti piccoli italiani, effettivamente nessuno con gli occhiali.
“E’ questa matita che nella nostra terra utilizziamo dalla notte dei tempi. Fino alla pubertà aiuta tantissimo a prevenire le infezioni ma soprattutto le disfunzioni della vista, come la miopia e l’astigmatismo, che infatti nei nostri piccoli raramente si manifestano prima dei dieci – dodici anni“.
Un po’ stupito, sia dalle affermazioni dell’uomo che dalla sua proprietà di linguaggio gli chiesi quale fosse la sua professione.
“Sono il direttore del dipartimento di ricerca oftalmologica all’università di Città del Capo“
Senza fare tanto casino e senza tirarsela più di tanto.
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Una stella minaccia la vita sulla terra: fra dieci milioni di anni. E chi se ne frega?
Evidentemente capita a tutti di non sapere cosa scrivere per riempire una pagina.
Forse anche al Corriere che oggi, nella sezione “Scienze”, pubblica questo titolo melodrammatico:
Una stella minaccia la vita sulla Terra
Poi vai a leggere l’articolo e trovi tutta una serie di congetture, di “potrebbe”, di “forse”, di condizionali, di “se e ma”.
Il tutto sull’ipotesi di una stella nana, che se ne sta per i fatti suoi a 3.300 anni luce da noi e che, appunto, “potrebbe” trasformarsi in nova tra dieci milioni di anni, un lasso di tempo pari circa a venti volte la storia conosciuta dai cavernicoli ad oggi.
Da qui a scrivere un titolo come quello che hanno messo… ce ne passa, mi pare.
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Pausa sorriso: le lenti a contatto… servono!
Doppiato in due lingue sconosciute… ma si capisce lo stesso!
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Avatar & Cigarettes – By Sting
Schizofrenia? Doppia personalità? Sovvertire per controllare? Forse un po’ di tutto questo.. La notizia del New York Times rimbalzata su “La Stampa ” potrebbe anche essere comica.
Nell’ultimo trionfo di effetti speciali diretto da J. Cameron, “Avatar”, la scienziata interpretata da Sigourney Weaver, in una scena è intenta a fumarsi una sigaretta.
Stanton A. Glantz, direttore del “Center for Tobacco Control Research and Education” ha dissotterrato l’ascia di guerra bocciando il film di Cameron in quanto reo di aver mostrato la protagonista intenta a fumare.
Cameron ha risposto alle accuse di propaganda al tabagismo dichiarando che il personaggio di Ms. Weaver non è stato pensato per essere un modello di riferimento per gli adolescenti.
Anzi, il regista di “Titanic” ha aggiunto che oltre al vizio del fumo, la dottoressa Augustine «è scortese, dice parolacce e beve».
Vorrei solo sottolineare che gli USA sono i principali produttori di sigarette e i più “talebani” contro il fumo. Chissà com’è…
Vorrei anche ricordare che la maggior parte dei film Made in Hollywood veicola messaggi di violenza e di egoismo gratuiti, rispetto a cui un fumatore è diseducativo come una educanda in un bordello, come per esempio l’ottimo (per me..) “Non è un paese per vecchi“.
Viene comunque da chiedersi come mai ci si scagli come furie su questioni come il fumo nei film e non si spenda una parola per far chiudere la Philip Morris (qualcuno sa quanto guadagnano i governi dalle tasse sul fumo? Io no ma credo un’enormità), o per far togliere grassi dagli hamburger, o per non permettere alla Monsanto di impestare il mondo con gli OGM.
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Riscaldamento Globale o balle globali? By Giano
Nettuno è un pianeta con una massa paria a 17 volte la terra. Orbita un po’ per i fatti suoi a 30 volte la distanza a cui orbita la terra ed ha un’atmosfera composta principalmente da Idrogeno ed Elio, con tracce di Metano che gli danno la caratteristica colorazione bluastra.
Viene osservato alla luce visibile fin dal 1950.
Questo pianeta non ha avuto nessun tipo di industrializzazione (non negli ultimi secoli quantomeno), non ha veicoli circolanti che producano inquinanti, non ha una popolazione che produce CFC, insomma… su Nettuno non c’è proprio nessuno.
Eppure dal 1980 il pianeta va riscaldandosi costantemente, allo stesso ritmo e con le stesse variazioni relative della Terra e con lo stesso andamento dell’attività solare.
Hammer e Lockwood sono due dei più eminenti scienziati che da anni studiano il fenomeno climatico globale e nel 2007 se ne sono venuti fuori con i dati che trovate qui a sinistra. Per approfondimenti: World Climate Report
E questo è molto interessante. Intanto perché, come immaginavo, non è facendomi pagare 2 euro per andare in centro che salvi l’ecosistema Terra visto che le cause sembrano non avere un cazzo a che fare con il comportamento umano.
Ma facciamo finta che serva di più all’uomo credere di avere delle responsabilità maggiori delle reali. Il punto pare essere un altro; il nostro sistema solare starebbe attraversando una nube (N. Natale di Nature, articolo di scienziati del team del Voyager, che ha scoperto la nube).
Ampia circa 30 anni luce e composta da una miscela sottile di atomi di idrogeno e di elio a circa seimila gradi C, è tenuta insieme da un magnetismo difficilmente osservabile altrove: circa 10 volte quello presente sulla Terra.
Quali effetti può avere sul nostro sistema solare questa nube? Beh, intanto abbiamo Nettuno, il pianeta più prossimo alla nube, trasformato in lampione.
Il secondo pianeta piú esterno del sistema solare é Saturno, su cui si é scoperta una tempesta gigantesca (4 volte la terra) a forma di Esagono!!!
Poi abbiamo Giove, dove da 3 anni a questa parte si é formata una nuova tempesta, chiamata macchia Junior.
E sulla Terra? Tutto questo magnetimo cosa potrebbe fare? Intanto ripesco una vecchia dichiarazione della Nasa dell’anno scorso in cui annunciava di aver scoperto un grosso buco nello scudo magnetico della Terra. Inoltre sappiamo che esiste una correlazione tra il campo magnetico ed il ritmo circadiano.
Non sappiamo come questo possa influire, ma alcune ricerche (Braud, William G. and Dennis Stephen P.; “Geophysical Variables and Behavior; LVIII. Autonomic Activity, Hemolysis, and Biological Psychokinesis: Possible Relationships with Geomagnetic Field Activity,” Perceptual and Motor Skill, 68:1243, 1989.) suggeriscono che l’esposizione a fonti magnetiche “forti” sia alla base di numerosi fenomeni paranormali, attraverso lo stimolo della ghiandola pineale e la successiva alterazione della secrezione di melatonina (che oltre tutto regola il sonno-veglia).
E dulcis in fundo la notiza di questi giorni dell’asteroide che ci dovrebbe colpire la domenica di pasqua del 2036!!!!!
Dimmi te come si fa ad iniziare così un anno? Passa la voglia, no?
Tracce di Profumo: Paradiso Perduto by Valeria
Se solo fosse possibile, vorrei prendere per mano un amico un po’ nostalgico e portarlo a spasso fra suoi ricordi…
Egli ritiene il suo passato remoto, quello della sua infanzia, il “vero paradiso”.
Vorrei condurlo in quel paradiso affinché possa svelare il lavoro fatto dal tempo che – per effetto della distanza – ha ricostruito eventi, rimarginato cicatrici, epurato momenti belli e profumati del dolore inteso e acuto che un bambino sa provare.
Forse così ricorderebbe la tristezza che scava solchi profondi nel cuore di un bambino quando egli vive un’ingiustizia, o quando scorge fra le pieghe di un sorriso forzato la tristezza negli occhi di un genitore, o ancora quando si vede immerso in questo mare e sa di non poter decidere, di non poter disporre della propria vita come vorrebbe, di essere soggetto ai cambiamenti di umore di un adulto che lo sta sgridando per nulla, che non lo ascolta veramente, non sa amarlo per quello che è.
Veramente l’infanzia è quel paradiso che ricordiamo?
Io penso di no.
Il paradiso che ricordiamo è la mente pulita di un bambino, la capacità di stupirsi non ancora perduta, la semplicità con cui egli scivola nella vita senza ma e senza se, il coraggio di prendere saldamente in mano le redini dei suoi sogni e del suo sentire più profondo.
Quando il tempo ci restituisce un ricordo, questo assomiglia alla nostra immagine ritratta in una vecchia foto: ci vediamo più giovani e più belli di come realmente ci sentivamo a quel tempo e in quelle vesti, ma non abbiamo la più pallida idea di quale fosse il nostro stato d’animo al tempo in cui fu scattata.
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Oggi debutta Nexus One, lo smartphone di Google
In teoria dovrebbe essere studiato per contrastare il dominio di iPhone.
Touchscreen più tastiera, processore Snapdragon da 1 Ghz, schermo da 800×480 memoria basata su microSD e fotocamera da 5MP, visto così non si presenta neanche male.
Per far concorrenza alla carriola di Apple non ci vuole però tecnologia, quanto far capire alla gente che quando con un telefono ci fai di tutto tranne telefonare, non hai in mano uno strumento di comunicazione, ma di assurdità.
Non nego che possa essere divertente suonare la chitarra sul Tscreen, vedere le foto e smanacciarle con la famosa interfaccia gestuale alla Minority Report, ma personalmente ritengo che quando un telefono non può essere usato comodamente con una mano sola non sia più un telefono.
Ovviamente le esigenze possono essere diverse. Altrettanto niente da dire su estetica e grafica di iPhone, che indubbiamente sono da primato.
Però la cosa si ferma lì. Non puoi intervenire sulle connessioni alla rete ( e infatti il telefono fa quello che gli pare, quando gli pare, a volte martellandoti sui coglioni con inaspettate bollette da infarto a causa del traffico dati generato in modo inconsulto e incontrollato), sulla banda radio da utilizzare, per scrivere gli SMS ti servono due mani più una laurea in ingegneria, la ricezione, nonostante sia migliorata rispetto alla prima generazione, è ancora inferiore alla media dei peggiori cellulari “normali”…
Insomma non è difficile fare un telefono migliore di quella cagata di iPhone.
Comunque, visti i dati tecnici, credo che il difetto più probabile dello smartphone Google, oltre al prezzo (listino USA 530 dollari, circa 400 euro) sarà la durata della batteria.
Se non ottimizzato dal sistema operativo (e android è molto giovane e troppo orientato al Web), un display da 480 per 800, Tscreen e non OLED consuma da solo quanto una ferrari in accelerazione. Se ci aggiungiamo che, essendo cosa di Google, sicuramente il telefono farà di tutto per andare in linea appena può, è assai probabile che una batteria standard da 1000 mA non gli farà finire la giornata.
Se poi finisce in mano di qualcuno che usa il telefono per lo scopo per cui è stato progettato, ovvero telefonare, l’autonomia sarà probabilmente tanto ridotta da fa salire l’ago del bestemmiometro al più alto dei cieli.
Però magari mi sbaglio e Nexus One ci stupirà con effetti speciali…
Forse.
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Pazzia di massa: 6.000 persone disposte a farsi ipnotizzare via web su facebook
Io a volte mi chiedo veramente in che mondo viviamo.
Accade questo: un ipnotizzatore indice una sorta di appuntamento su Facebook per tentare un esperimento di ipnosi di massa via rete.
Più di 6.000 persone aderiscono all’esperimento.
Non sono un esperto di ipnosi ma da quel poco che so, non ha molto senso farsi ipnotizzare da uno sconosciuto, per quanto famoso sia, per giunta a distanza e via Web.
Poniamo pure che la cosa riesca. Tu sei attaccato al computer, l’ipnotizzatore non sa neppure che ci sei.
Può dirti quello che vuole che tanto nessuno può fermarlo. Può inculcarti qualunque cosa nel cervello come suggestione post-ipnotica e tu non lo saprai mai.
Ma mettiamo anche che l’ipnotizzatore sia persona integerrima ed onesta.
Tu sei sotto ipnosi a una distanza sconosciuta da lui, qualunque cosa accada lui non lo sa; non ha nessun controllo sulle tue reazioni fisiche, emotive o mentali. Qualunque alterazione tu abbia lui non è in grado di aiutarti.
Ma come si fa a essere così pazzi da sottoporsi ad un esperimento del genere?
E gratis… per giunta!
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Influenza Suina: missing in action. Saldi di fine anno: Francia e Germania svendono i vaccini
Giusto per fare un bilancio… in Italia 200 morti su 4 milioni di casi, i dati ufficiali li trovate qui. Nel 2008 l’influenza stagionale ne ammazzò circa 8.000 su 5 milioni di casi, ma nessuno ebbe nulla da ridire.
Oggi Francia e Germania svendono i vaccini in saldo, dopo che il 95% della popolazione ha mandato a quel paese i rispettivi governi, rifiutando la vaccinazione.
E in Italia? Beh in Italia stanno pensando esattamente a cosa fare. Se svendere il tutto a qualche paese del terzo mondo o tenersi i vaccini sul groppone.
I media e tutti gli organi di informazione sono stati di colpo zitti. Forse che qualcuno al governo ha deciso che stava facendo veramente una pessima figura?
Sia come sia il bluff adesso dovrebbe essere chiaro per tutti.
Così come dovrebbeb essere chiaro che le multinazionali farmaceutiche hanno avuto il potere di far comprare a tutti i governi del mondo un vaccino tanto pericoloso quanto inutile, contro una pandemia completamente inventata e una malattia praticamente virtuale.
Peccato che, in tutto questo, Big Pharma si sia messa in tasca qualche decina di miliardi di dollari.
E se i vaccini sono stati pagati dai governi, state pur certi che il modo di rigirarci la fattura l’hanno già trovato.
Gli aumenti di quest’anno, sbandierati negli ultimi giorni dalle testate giornalistiche, per esempio.
Oppure qualche vaccata che si inventeranno nel corso del 2010.
Sveglia, gente! Come diceva Machiavelli, ogni popolo ha il governo che si merita!
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E’ inevitabile. Prima o poi ti tocca. In genere quando sei da solo cominci con ’sta storia.
- Mi sento vecchio. Mi sa che mi metterò a dieta! -
Minchia - A chi lo dici! -
Io - Non a te, Willie -
Minchia - Era retorico! -
Io - Ah, scusa -
Minchia - Beh comunque un favore potresti anche farmelo… -
Io - Non dirmelo… -
Minchia - Vabbè allora te lo dico: potresti farmi lavorare – Ecco ci manca pure Willie che si lamenta.
Stomaco - Tu stai zitto! A me fa lavorare in continuazione … a proposito non si potrebbe fare uno spuntino? -
Io - Ma per piacere!!! Abbiamo appena pranzato! -
Stomaco - Si ma io mi sento come svuotato… -
Minchia - Beato te! -
Io - zitti tutti e due! Qui stiamo pianificando un anno di rotture di coglioni! -
Coglioni - Cosa???? NO!!!! -
Minchia - Tranquilli lì sotto… sono tutte balle! -
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Il canto gregoriano incontra quello armonico. David Hykes in “Kyrie Fragments”
Il brano in realtà dura praticamente il doppio. Ma nella seconda parte l’influenza del canto Gregoriano è così forte… così meravigliosamente armonica che non ho potuto resistere. E la commistione con il canto armonico durante tutta l’esecuzione raggiunge veramente un apice epocale nell’ultimo minuto e mezzo.
Difficile sentire qualcosa di altrettanto bello. Davvero difficile!
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