La chiesa contro gli esperimenti sulle staminali… e Obama, grazie a Dio, se ne frega!
Mi pareva strano che il Vaticano non ci volesse mettere lo zampino.
E infatti eccolo qui, l’immancabile editto della chiesa cattolica che definisce questi esperimenti “un delitto”.
Non si stuferanno mai, non la smetteranno mai, non molleranno mai il colpo: la chiesa retrograda non cesserà mai di dire la sua su questi argomenti, non recederà mai da queste posizioni assurde, senza alcun senso.
Ma fortunatamente, almeno per il momento, Obama se ne fotte e tira dritto per la sua strada.
Meno male, almeno qualcuno, là fuori, va avanti lo stesso.
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Mozzarelle Blu: quelle della Granarolo non lo erano! Ma porca vacca! (Non la Lola)
E’ stata una sorpresa trovare sul precedente post su questo evento il commento di Vittorio Zambrini, direttore Qualità, Innovazione, Sicurezza, Ambiente di Granarolo Spa.
Un commento pacato ma anche amareggiato, che vi riporto di seguito.
Egregi signori,
in merito alle notizie riportate da alcuni organi di informazione, relative alle “mozzarelle blu” ai rapporti tra la nostra azienda e la ditta tedesca Jaeger, vi assicuriamo che:
– Granarolo non ha mai acquistato latte, mozzarella, semilavorati o ingredienti dalla società tedesca Jaeger, che invece è stata fornitrice esclusivamente di provole dolci (un prodotto già confezionato, denominato “Sfiziosino”);
– la mozzarella Granarolo in busta in liquido di gorverno viene fatta in Italia; se sulla confezione è riportata la dicitura “solo latte fresco italiano” significa che la materia prima è esclusivamente italiana;
-gli esiti degli accertamenti dei Nas nel nostro stabilimento e sul lotto di produzione delle due presunte “mozzarelle blu” segnalate in Piemonte non hanno evidenziato alcuna anomalia, confermando l’assoluta regolarità dei processi produttivi e dei prodotti della nostra azienda;Purtroppo chi ha alimentato al riguardo tante suggestioni prive di fondamento, che hanno finito col produrre un danno rilevantissimo alla nostra azienda, non ci porgerà spontaneamente le sue scuse.
Ma chi lo farà, avrà tutto il nostro apprezzamentoCordialmente
Vittorio Zambrini
Direttore Qualità, Innovazione, Sicurezza, Ambiente
Dopo averlo letto, ho deciso di guardare un po’ meglio in questa vicenda e sono riuscito a contattare, seppure indirettamente, lo stesso Vittorio Zambrini, da cui ho realmente ottenuto notevoli chiarimenti.
La cosa che mi ha più colpito nelle risposte del Dott. Zambrini, risposte confermate dai fatti, è stato scoprire che la Granarolo non ha neppure avuto la possibilità di vedere le uniche due (si, esatto, erano solo due, quando la Granarolo ne produce 300.000 ogni giorno) confezioni segnalate, delle quali una non aveva colorazioni strane, mentre l’altra presentava alcuni puntini blu.
Puntini, non la colorazione blu uniforme di quelle tedesche; niente a che vedere quindi con le immagini pubblicate sui giornali ma soprattutto nulla di ciò che il tono dei vari articoli dei media sembrava voler suggerire.
Questa volta sono andato a rane anch’io, lo ammetto. E sapete perchè? Perchè non mi sono fatto venire abbastanza dubbi!
Ancora una volta poi non posso che evidenziare il comportamento a dir poco scorretto di certa stampa che, quando c’è da fare notizia, non si tira indietro dal riempire prime pagine e titoli, mentre quando c’è da restituire ad un’azienda onesta la dignità che le compete, se ne guarda bene dall’usare la stessa forza.
Per quanto mi riguarda, mi attengo ad un comportamento esattamente opposto.
Magari non serve a nulla, ma voglio sperare che chi leggerà questo post potrà trarre le dovute conclusioni su quanto, sempre più spesso, le notizie della stampa ufficiale siano da prendere davvero con le pinze.
Pinze molto, ma molto lunghe!
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Insieme in questo blues di tradizione a dir poco classica.
Buona serata da Franz’s Blog!
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E’ nato il Blog di Andrea Grosso
Di solito non tengo a battesimo i blog altrui.
Ma ho deciso che d’ora in poi mi farebbe piacere segnalare periodicamente in queste pagine quei siti o blog che considero particolarmente piacevoli o utili.
Comincio quindi con estremo piacere dal blog di Andrea Grosso, che trovate qui, oppure cliccando sull’immagine a corredo di questo post.
Andrea, oltre che un amico, è anche un professionista di qualità ed esperienza. Valente psicologo, formatore, counselor e coach, è un pazzerellone che, come me, ha amato e ama addentrarsi nei meandri della ricerca.
Uno cui piace andare alla scoperta di ciò che si nasconde dietro la superficie delle cose e che si fa un punto d’onore nel mettere in atto nella vita quello che, di volta in volta, realizza.
Il suo blog ne rispecchia bene la personalità e, pur appena nato, ha già una sua impronta e qualità ben definite. Gli argomenti sono affini a quelli che a volte tratto anch’io, ma Andrea lo fa da un punto di vista più accademico, anche se per nulla barboso, come a volte capita nei blog professionali.
Inoltre il suo è un punto di vista indubbiamente rigoroso e originale al contempo.
Credo che valga la pena metterlo nei propri preferiti (io l’ho già fatto) e seguirlo, perchè mi pare che abbia serie intenzioni di scrivere parecchio.
E se il buongiorno si vede dal mattino, credo che questo blog sia destinato a fare un buon successo.
Enjoy!
Una scorreggia per la vita.
Insomma, avete mai provato quella pena infinita di avere l’intestino carico di gas e di trovarvi in un luogo pubblico? Che palle!
I vari tentativi di trattenere il pirito diabolico che sfociano in sempre più imponenti dolori addominali, il dialogo che si fa confuso per la deviazione dell’attenzione dal cervello al culo (si, lo so, per molti non è ’sto gran che di differenza), la tensione che cresce fino alla fatidica, misurata frase: “Vogliate scusarmi un attimo” pronunciata a denti (e culo) stretti, fino all’inevitabile corsa al cesso più vicino.
E lì la catastrofica liberazione, in un’orgia di molesta flatulenza.
Ma tanto siete al bagno, no?
No! Perchè quando uscite dal cesso vi trovate davanti il megapresidente galattico, inappuntabile nel suo doppiopetto grigio, senza una goccia di sudore nonostante i 58 gradi all’ombra dell’agosto milanese.
Lui è lì, con aria di totale quanto rienfenante indifferenza che si sciaqua signorilmente la punta delle dita, ma intanto voi sapete perfettamente che è stato assoluto spettatore del vostro spettacolo piritotecnico.
Ma perchè non evitarsi tutto questo, dico io?
Che senso ha una società in cui una scorreggia, una manifestazione del corpo del tutto naturale quanto l’espiro, viene considerata… sconveniente?
Ma ci rendiamo conto del punto a cui siamo arrivati?
Nei paesi arabi se non rutti a fine pasto si incazzano come delle biglie. Da noi se rutti a fine pasto la gente ti guarda storto e, imbarazzata, grida allo schifo e allo scandalo.
E non tiratemi in ballo la storia che non è giusto far subire agli altri qualche olezzo! Avete mai provato a stare seduti per tutta la durata di un film a fianco a qualcuno la cui dieta è a base d’aglio? C’è da crepare!
Cribbio! Una scorreggia del caso peggiore, la classica segugia, quella che alla fine ti da’ quell’attimo di calorino… persino quest’Attila della Loffa ha una permanenza limitata a qualche secondo.
Il tanfo del mangiatore d’aglio invece permane per tutto il tempo, a volte anche per ore, eppure nessuno si scandalizza.
Perchè l’aglio si e la scorreggia no?
Una scorreggia per la vita: quasi quasi fondo un gruppo su Facebook!
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Lotta all’obesità in UK. Però continuano a vendere fish and chips
Inghilterra, teatro dell’era vittoriana, del perbenismo più oscuro e dell’ipocrisia più spinta. Secondo il ministro della Salute inglese, Anne Milton, evidentemente una luminare, un raro esempio di intelligenza, i medici in UK, per combattere l’obesità, dovrebbero dire chiaramente ai loro pazienti frasi tipo “sei grasso”.
Ora, a parte il fatto che se uno è grasso al punto da doversi rivolgere ad un medico, mi pare ovvio che sappia già di esserlo e che, dato che si è rivolto ad un medico, non sia neppure felice della sua condizione, a parte il fatto che io personalmente se un medico mi dicesse “sei grasso”, gli risponderei immediatamente dicendogli “e tu sei un emerito coglione”, a parte tutto questo, ritengo che la Milton non faccia altro che seguire un’onda del tutto superficiale quanto idiota, che sta percorrendo il mondo: l’onda della “lotta a…”.
Nella fattispecie, l’onda della lotta all’obesità è quanto di più ipocrita abbia mai visto.
Ferma restando la patologicità della condizione del paziente obeso infatti, trovo insultante che qualcuno si metta a sbandierare tale lotta quando nel suo stesso governo nessuno, ma dico nessuno, si preoccupa di fare in modo che le industrie alimentari la smettano di propinare cibi completamente adulterati e pieni di grassi e schifezze varie alle persone.
Hamburger pieni di salse e condimenti, dolci cucinati con lo strutto al posto del burro, margarina a tonnellate, patatine fritte, birra come se piovesse… sono solo alcuni degli esempi di quanto gli inglesi mangino di merda.
Per non parlare delle storiche “fish and chips”, ovvero patatine e pesce fritto, nello stesso cartoccio venduto (fino a poco tempo fa) dai venditori ambulanti, ma anche da tutti i pub inglesi.
Per non parlare del fatto che la sindrome della mucca pazza è partita proprio dall’inghilterra, paese in cui, più di tutti, il bestiame veniva nutrito con mangimi a base di farine animali.
In altre parole, alla fine il popolo inglese (in cui la percentuale di bambini obesi sfiora il 60%), se si ritrova obeso da adulto, non è che abbia poi tutte le colpe.
Voglio dire: se ti abituano a mangiare merda da quando sei piccolo, non possono mica aspettarsi che poi ti trasformi da adulto in naturista spinto, mi pare, o no?
Ma allora i vari governi, invece di rompere i coglioni alla gente, perchè non fanno partire la loro lotta del cazzo colpendo coloro che il cibo lo producono?
Pensate che bello se, per legge, i cibi preparati non potessero contenere grassi idrogenati, glutine aggiunto, conservanti, zuccheri aggiunti e aromi artificiali di origine chimica.
L’obesità credo sparirebbe in pochi anni, la celiachia e il diabete crollerebbero di almeno la metà, per non parlare delle malattie cardiovascolari, renali ed epatiche.
Il bello è che in un caso simile, la spesa sanitaria pubblica crollerebbe insieme alle patologie in questione.
Già, ma vai a farglielo capire a chi governa…
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