Intanto che parliamo di Fini e Berlusconi, il mondo va a puttane!
La cronaca di questi giorni assomiglia sempre di più a quella di un settimanale scandalistico.
Le varie testate versano fiumi di parole del tutto inutili su qualunque dettaglio, per quanto insignificante della vita privata dei politici (se vogliamo proprio chiamarli così).
Quando non parlano di politica i titoli sembrano essere scritti nell’ambito di una gara su chi riesca a scrivere il meno significativo.
Ma nel frattempo, intanto che ci imbottiscono di questioni del tutto superficiali e insignificanti, nel resto del mondo sta succedendo di tutto.
Un argomento tranquillamente ignorato, ad esempio, è l’escalation di tensione che sta avendo luogo tra le due Coree, che ieri si sono pure prese a cannonate.
La Corea del Nord è una delle peggiori dittature ancora esistenti, soprattutto ora che il “caro leader” sembra essere stato del tutto esautorato (anche se non ufficialmente) probabilmente da parte della classe militare.
Gli interessi economici dietro alle due Coree sono enormi ma, soprattutto quello che preoccupa è che la Corea del Nord sia una potenza nucleare.
Una eventuale guerra tra le due nazioni porterebbe ad una tale casino politico, economico e diplomatico che, quasi sicuramente, finirebbe per ribaltare l’intero assetto politico di mezzo mondo.
Ma in Italia la notizia viene relegata in terzo piano.
Noi preferiamo sapere tutti i particolari delle ridicole liti che stanno avendo luogo nel nostro governo, delle condizioni di salute di Cossiga, o dei retroscena della querelle tra Naomi e Mia Farrow.
Un modo simpatico di far passare il tempo, intanto che il resto del mondo decide come andare a puttane!
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Brutta razza, gli intellettuali…
Non tutti, ovviamente, ma quelli di una certa razza, si!
Il tipo non credo sia definibile fisicamente. Ce ne sono di ogni risma: grassi, magri, ginoidi… unica caratteristica comune: braccia sottili per mancanza di muscolatura.
Quelli calvi mediamente ostentano barba e baffi fluenti, possibilmente alla cavour e gli occhiali sono quasi immancabili. Abitualmente vestono in due modi possibili: alla cattocomunista, con quel radical-chic “finto dimesso” a base di velluti a coste sottili e maglie o camicia a scacchi scozzesi oppure con eleganza del tutto esagerata, tipo completi in tinta unita (dalle scarpe alla giacca per passare dalla camicia alla cravatta). Nel caso di elementi particolarmente giovani avremo: magrezza assoluta, pantaloni a vita bassa più o meno informi, maglietta con scritte più o meno strane ma “intelligenti”.
Ad ogni modo, quello che caratterizza l’intellettuale di “razza pura” non è l’aspetto fisico, quanto la mimica facciale e la qualità.
Il gesto più tipico è quello di chiudere o socchiudere gli occhi mentre parla, per lo più in corrispondenza di incisi (ma non è obbligatorio, naturalmente).
Poi c’è lo sguardo: difficilmente, se sta parlando con te, ti fissa negli occhi: di solito sfuoca leggermente la vista, come se stesse guardando altrove. E’ un modo sottile per farti sentire una merda. Il messaggio che passa infatti, per lo più inconscio, è quello che tu, per lui, non esisti; tanto è vero che non ti vede neppure.
Un altro gesto classico è la piegatina della testa (rigorosamente verso sinistra) per sottolineare gli “oppure” ma più spesso all’inizio di frasi del tipo: “E’ vero quello che dici, però…”
La qualità è in realtà quello che accomuna questi personaggi, una qualità di illustre superiorità, di signorile distacco e di cortese quanto superiore condiscendenza.
E’ ovvio che non si tratta affatto di qualità reale, quanto di “abito espressivo”, una specie di divisa che vestono tutti quanti. Ma guai a contraddirli o pungerli sul vivo!
Allora lo sguardo diventa improvvisamente fisso, la signorile superiorità va a farsi fottere e il distacco si tramuta in aggressività e rabbia pura, anche se travestite da linguaggio forbito.
Questi personaggi sono davvero i più infimi, perchè vengono immancabilmente (e, ovviamente, a loro totale insaputa) sfruttati da chi vuol tacitare opinioni contrarie al comune quanto idiota ben pensare.
E sono anche i più pericolosi perchè, grazie a spesso notevole proprietà di linguaggio, risultano alla fine estremamente influenti o comunque autorevoli.
Diffidare di costoro è un punto irrinunciabile; combatterli diventa però un bel casino, perchè questi esseri melliflui sono parecchio abituati ad usare la parola per fare andare fuori di testa il loro interlocutore.
Di fronte ad uno di loro, la parola d’ordine è: calma! NON farsi prendere dalla provocazione, continuare a ragionare lucidamente, e ascoltare con estrema attenzione ma totale distacco quello che dicono.
Con estrema attenzione perchè, comunque, da gente di questa risma c’è sempre molto da imparare, quantomeno in materia di retorica e strategia della comunicazione, totale distacco perchè senza quest’ultimo si corre il rischio di andare in bestia di fronte alle stronzate da loro profferite come verità assolute e quindi di perdere la capacità di sputtanarli e reagire in modo efficace con le stesse armi.
Ricordate che questo specifico genere di intellettuale è un topo di biblioteca, quindi basa tutta la propria prosopopea su una gran quantità di sapere accumulato in anni di letture (e spesso anche di scrittura).
Inutile cercare di sconfiggerli sul piano culturale: ne sanno davvero tanto più della maggioranza della popolazione.
Ciò su cui li si può (qualora ce ne sia il bisogno, si intende) bruciare, sono: logica, buon senso, consapevolezza e… shock. Queste persone sono completamente perse nell’idolatria della propria presunta intelligenza. Non li farete mai vacillare sul piano egoico o culturale, appunto, ma su quello emotivo, si!
Una frase bruciante, un concetto enunciato con totale semplicità, saranno per loro come un pugno in un occhio. Parlate con semplicità, non cercate di elevare il livello dello scontro verbale, perchè loro saranno sempre un passo avanti. Anzi, portatelo “in basso”, sul piano più semplice e pratico, con esempi anche banali ma chiari (ovviamente adeguati a ciò che intendete dire).
E usate sempre quel meccanismo chiamato in termini di marketing “call to action”, ovvero passate sempre loro la palla chiedendogli di spiegare un esempio che avete fatto voi.E non appena quelli partono in voli pindarici, richiamandoli alla semplicità di un linguaggio schietto.
Vedrete che, alla terza volta che li mettete all’angolo, di fronte all’evidenza di qualcosa di acclamato che la loro, pur vasta, cultura da sola non può spiegare, inizieranno a guardarvi in modo diverso.
Con rispetto, o quantomeno come si guarda un avversario che potrebbe metterci al tappeto.
Perchè dico tutto questo?
Perchè ritengo indispensabile per un ricercatore essere in grado di sostenere le proprie ragioni con logica, coerenza di pensiero e indiscutibile, quanto retta, correttezza espressiva (oltre che, naturalmente, cognizione in materia).
Un ricercatore si troverà spesso a dover disquisire delle proprie conquiste, delle proprie realizzazioni, del proprio sentire e un personaggio come l’intellettuale con la verità in tasca, prima o poi, lo incontrano tutti.
Sono queste le persone che paradossalmente, da più scettiche possono trasformarsi in più disponibili, una volta fatta breccia nel loro grandissimo ego.
E allora avremo a disposizione un alleato prezioso il cui spesso molto vasto sapere ci verrà messo a quel punto a completa disposizione, dandoci la possibilità di crescere tantissimo attraverso di esso.
Senza contare che avremo eliminato un rompipalle dal nostro cammino.
Il che, scusatemi, non è poco!
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Buona serata: con questo stupendo Violin Concerto
Solo un tempo, l’adagio se non vado errato, ma eseguito con tale perfetta grazia ed armonia da strappare letteralmente le lacrime dal cuore.
Buona serata da Franz’s Blog!
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La Russia mai così calda negli ultimi 1.000 anni. Non è che sta succedendo qualcosa?
Come già detto in passato non sono un catastrofista ma a mettere insieme le cose uno un dubbio se lo potrebbe anche far venire…
Il terremoto a L’Aquila, quello di Haiti, la Marea Nera, il sole in attività extra già potevano far venire in mente qualcosa.
Ma quando uno legge che dalla Groenlandia si è staccato un Iceberg enorme (4 volte Manhattan), che in Russia non c’è mai stato un caldo simile negli ultimi 1.000 anni e che in India e Pakistan sono sommersi dalle piogge più torrenziali mai viste… credo sia legittimato a pensare.
Ora, mi pare ovvio che parecchi dei soliti “scienziati” parleranno di coincidenze casuali… ma se uno non è nato idiota, sa benissimo che di casuale in tutto questo non ci può essere molto.
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Un collegamento – By Valeria
Io ho un caro amico. A dire il vero non si sono mai fatte lunghe chiacchierate assieme, ci siamo sempre incontrati… da lontano.
Infondo lo conosco poco, non so esattamente dove abita, non so come sia fatta la sua casa, non so nemmeno che stipendio guadagna.
So così poco di lui che nessuno mi crederebbe se io dicessi che è un amico.
Eppure io sento così.
Ci sono persone che conosciamo da tanto tempo, sappiamo di loro tante cose, ma ciò che vediamo è solo lo strato superficiale.
Non le sentiamo e loro non sentono noi anche se magari si sbracciano in saluti affettuosi quando ci incontrano; ma non ci stanno vedendo, non veramente.
Incontriamo persone e stabiliamo rapporti umani a volte anche di tutto rispetto, ma esse sono e resteranno per sempre delle sconosciute.
Questo perché non abbiamo ascoltato il loro cuore, e loro non hanno ascoltato il nostro. Abbiamo riso e scherzato con loro. A volte litigato. Ma l’immagine che ne abbiamo è come quella impressa su una lastra fotografica: a due dimensioni.
Magari non ci piace ammetterlo per timore della solitudine. Ma quella solitudine, anche se non possiamo accettarla, c’è tutta.
Raramente può capitare un incontro straordinario, ma potremmo rimanere indifferenti perché il più delle volte non lo sappiamo ascoltare.
Non sappiamo ne vogliamo guardare in profondità: restare in superficie è più facile, meno doloroso.
Gli addii non costano nulla, gli incontri non temono le inevitabili, successive, separazioni.
Ciascuno rimane chiuso nel proprio guscio, ancorato all’idea che ha elaborato dell’altro. E tutto si consuma lì, sulla superficie.
Gioie e dolori sono solo immagini della fantasia. È sufficiente infatti un piccolo evento, un’emozione nuova, per spostare tutta l’attenzione altrove e chi credevamo amico scompare rapidamente nell’ombra, uscendo inesorabilmente dai nostri pensieri, dal nostro campo di percezione.
Ma con gli amici veri, quelli “del cuore”, il collegamento non s’interrompe mai.
Loro rimangono accanto a noi, anche se non ce lo diciamo, o non lo manifestiamo apertamente.
Loro lo sanno, noi lo sappiamo, e tanto basta.
Voi ci credereste che esistono amicizie di questa natura?
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E Android battè iPhone…
… di circa 4 punti percentuali.
La notizia mi fa godere come un riccio, è vero, ma mi stupisce anche.
Per chi non lo sapesse, Android è il sistema operativo creato da Google e installato su una certa serie di smartphone.
Partito in ritardo rispetto ad IOS (il sistema operativo installato sugli iPhone), ha tuttavia beneficiato di hardware non dedicato, ovverosia i telefoni che lo usano non sono di una sola marca.
Android è un sistema piuttosto avanzato, basato su kernel linux come iPhone. Rispetto a quest’ultimo tuttavia, non risente delle manie egoiche di Steve Jobs, tanto è vero che il Market di Android è molto meno restrittivo di quello Apple, il telefono supporta tranqullamente gli standard flash e via discorrendo.
Certo, qualche problemino ce l’ha anche Android, che risente ancora di qualche pecca a livello bluetooth, ad esempio, anche se comodamente superabile tramite alcune applicazioni apposite, peraltro gratuite.
Ma quando si tratta di scegliere tra un telefono che non riceve e costa 700 euro e uno che invece funziona egregiamente e ne costa 500 nel caso più caro, mi pare che la cosa sia praticamente senza discussione.
Ovviamente i sostenitori di iPhone potranno sostenere comodamente tutto il contrario, come mi pare logico che sia.
Alla fine, però, chiariamoci una cosa: i telefoni si possono comprare per due motivi: perchè servono o perchè piacciono.
Un iPhone può servire abbastanza e piacere molto. Un telefono Android serve tantissimo e, mediamente, non è gran che dal punto di vista estetico.
In compenso costa più o meno il 30% in meno.
A questo punto direi: a ognuno il suo!
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Un’intera orchestra per il mitico Steve!
Buona serata da Franz’s Blog!
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Quando i cartoni si disegnavano a mano: l’apprendista stregone di Disney
Credo uno degli assoluti, indiscussi capolavori nella storia del film d’animazione sia stato proprio “Fantasia”, un lungometraggio incredibile, anni avanti sui tempi.
Il film venne bollato dalla censura, quando uscì nel lontano 1940. Io rimango ancora di stucco pensando alla realizzazione di un film come questo, alle centinaia di migliaia di disegni prodotti per le varie sequenze.
Tra queste, credo che una delle più famose sia quella dell’apprendista stregone: anche a guardarla con gli occhi tecnocratici odierni… resta un capolavoro intramontabile!
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Della serie… se la dice da solo!
Buona serata da Franz’s Blog!
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Nota per qualche spot pubblicitario Enel, questa donna è un autentico genio! Guardate cosa riesce a fare con due luci e un pugno di sabbia.
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