Firefox 3.6: è una scheggia!
Appena installato, Firefox 3.6 mantiene la promessa. E’ davvero più veloce di tutte le versioni precedenti. Alcuni plugin non sono ancora compatibili ma sono certo che verranno aggiornati rapidamente.
Già Firefox è più veloce di Explorer in senso lato. In questa versione la differenza di velocità tra i due maggiori broswer nello scaricare la stessa pagina è veramente impressionante.
Non che avessi mai pensato il contrario.
E a chi si lamenta del fatto che Firefox mangia risorse di sistema, rispondo subito.
Internet Explorer sembra richiedere meno memoria, perchè la maggior parte dei suoi componenti vengono caricati insieme al sistema operativo.
Per tutti gli altri browser questo non vale. Ecco perchè sembrano più affamati di risorse.
E lo stesso motivo vale per la velocità di avviamento; il kernel di IE viene già caricato quando avviate il computer.
Tutti gli altri browser se lo devono caricare ex-novo quando li avviate.
Morale della favola: provate Firefox 3.6 e poi vedrete.
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Sibutramina: un farmaco antipeso ritirato dal mercato. Ma non l’avevano sospeso nel 2002?
Incuriosito dalla notizia del ritiro dal mercato della Sibutramina, un farmaco contro l’obesità che ha dimostrato di aggravare seriamente i problemi cardiovascolari di chi la usa, sono andato a fare qualche ricerca in giro, per scoprire che lo stesso farmaco era stato sospeso nel 2002 in attesa di una revisione proprio da parte dell’EMEA.
Poi ho scoperto che la stessa EMEA aveva rimesso in circolazione questi farmaci che oggi di nuovo l’AIFA sottopone a revisione.
Allora, signori dell’EMEA e dell’AIFA…
Dopo aver dimostrato quanto siete efficienti nell’approvare i vaccini sperimentali contro la fantomatica (e ormai potrei definire psicotropa) influenza suina, come spiegate questo tira e molla?
Nel 2002 ritirate un farmaco perchè sospetto di effetti collaterali dannosi.
Poco dopo lo rimettete in circolo.
Sette anni dopo l’AIFA lo ritira un’altra volta.
E mo’? Che fate? Lasciate o raddoppiate?
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Sistemi umani e termodinamici: l’entropia vale lo stesso
Un essere umano è un sistema termodinamico aperto a tutti gli effetti; è costituito da un insieme di elementi (organici e non) che interagiscono per formare una “macchina” anche termodinamica. Essa scambia energia con l’esterno, sotto forma ad esempio di cibo, idee, parole, azioni.
Come tale, la sua energia non è costante, ma varia in relazione a quanta ne immette e a quanta ne emette. L’entropia per un essere umano tende naturalmente ad aumentare ma, essendo esso un sistema aperto, non arriva all’equilibrio.
Quando però l’essere umano smette di scambiare energia con ciò che lo circonda, l’energia tende rapidamente ad equilibrarsi. Il sistema diventa chiuso e l’entropia tende naturalmente ad aumentare. Lo stato entropico finale corrisponde alla stasi energetica sotto tutti i punti di vista.
A questo punto l’energia può essere naturalmente rappresentata da una linea piatta, esattamente come quella del grafico di tutte le sue funzioni e anche come la sua posizione finale, ovvero quella orizzontale.
In poche parole, per un “sistema uomo” lo stato di massima entropia coincide con la morte.
Espandendo il concetto, un sistema di esseri umani, normalmente definito “gruppo”, rimane in vita e contrasta il naturale aumento dell’entropia fintanto che scambia energia con l’esterno. Socialmente parlando, il gruppo si comporta proprio come un sistema termodinamico, apparendo all’esterno come una entità che si muove in un modo definito da leggi e dinamiche abbastanza costanti e definite.
Fintanto che il “gruppo” interagisce con altri gruppi, individui, situazioni ed eventi, scambiando energia, idee, cognizioni e nozioni, contrasta l’entropia, l’energia fluisce sia dall’interno verso l’esterno che viceversa, portando variazioni all’interno del gruppo e quindi ai suoi componenti ma anche all’esterno, producendo modificazioni nell’ambiente circostante.
Quando però il gruppo diventa chiuso, ovvero si isola rispetto all’ambiente circostante, ancora una volta si trasforma in un “sistema” chiuso.
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Se avessero tutti il controllo sul mezzo di questi stuntman gli incidenti calerebbero del 90%…
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Una sola lacrima – By Patrizio
Una sola lacrima pareva attendere il momento perfetto: ma non si decideva a lasciare il caldo tepore di casa.
Aveva fatto fatica a nascere… aveva fatto fatica a salire dal cuore.
Ed ora che finalmente era arrivata lì, non sapeva decidersi.
Per lunghi momenti aveva atteso l’arrivo di qualche amica, qualche sorella con cui fare l’ultimo balzo.
Ma nessuna era arrivata.
E pensare che una volta erano state così tante.
Ma anche nel cuore di chi l’aveva generata, alla fine, era rimasta sola.
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Tracce di Profumo. Sostanza emotiva. By Valeria
Milioni di anni fa, colando lungo il tronco delle conifere, imprigionava insetti ed altri animali di piccole dimensioni soffocandoli e conservandoli nel tempo pressoché intatti.
Come insetti inclusi nell’ambra, noi viviamo inglobati in una densa, fluida sostanza emotiva. Ci nutriamo di emozioni, ne gioiamo e ne soffriamo, rimanendone costantemente invischiati.
Ne risulta impedito qualsiasi movimento.
La vita attorno a noi è continuo mutamento eppure noi sostiamo in ciò che siamo sempre stati, solamente con qualche ferita e qualche ruga in più.
L’indurimento della resina e la sua trasformazione in ambra è un particolarissimo processo di fossilizzazione che la rende trasparente abbastanza da consentire, spesso, di vedere anche a occhio nudo gli organismi conservati al suo interno.
Anche noi, come insetti intrappolati, fluttuiamo nella nostra sostanza emotiva della quale, trovandoci completamente immersi, non abbiamo percezione.
Non sappiamo modificare nel tempo i nostri gesti meccanici, le nostre reazioni, il linguaggio che adoperiamo, la percezione che abbiamo del mondo.
Qualsiasi trasformazione è inibita.
Se fosse possibile emergere, anche solo per pochi momenti, potremmo renderci conto della terribile sensazione di attrito che questa “materia densa” produce, come un immenso centro attrattore nel quale tutta l’energia vitale si dissolve.
In conseguenza di ciò, ogni azione “alternativa” a quanto rientra nei nostri schemi psichici appare impossibile, irrealizzabile; ogni evoluzione solo una possibilità posticipata a domani.
Non appena si emerge, la vita riprende movimento, vigore.
Passione, intensità, volontà, prendono il sopravvento sulle convinzioni della mente, sulle paure e i sui nostri assoluti.
La nostra esistenza allora si trasforma dall’impossibile al possibile, dal “domani forse accadrà” al “io sono adesso”, “il nuovo è soltanto ora”.
“Questo è un piccolo passo per un uomo ma un grande balzo per l’umanità” (Neil Armstrong)
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Un articolo di rara chiarezza sullo Yoga
Di articoli sullo Yoga magari se ne leggono tanti. C’è quello mistico, quello scientifico, quello devozionale… Oggi però ho letto un articolo sul blog di Cathe.
Non ho una grande esperienza in merito ma, per quello che posso capire, raramente ho letto qualcosa di così chiaro ed equilibrato.
Una sintesi che normalmente nasce solo quando qualcuno comprende veramente quello che sta facendo.
Si intitola “Yoga: imparare a stare in piedi” e lo trovate qui.
Se non lo leggete, vi perdete qualcosa.
quando si tratta di restare a lungo nelle posture o asanas, tutti pensano sia facile perchè richiama il concetto di passività ma non vi è niente di facile ne di veramente passivo nel voler essere passivi.
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