Yoga e gravidanza: non sempre di fretta
I tempi sono quelli che sono, la gravidanza viene spesso vissuta all’interno della frenesia di una giornata lavorativa. Molte donne non possono permettersi di godere di questo viaggio nel silenzio e nell’armonia che meriterebbe.
Le aziende spesso fanno addirittura firmare un preciso impegno alla donna assunta, perchè non rimanga incinta. Il risultato è che un periodo come questo, che dovrebbe essere un inno alla vita, spesso si trasforma in uno più stressante degli altri, vissuto nellìimpossibilità di rinunciare agli impegni di lavoro.
Difficile rimediare, ma non impossibile. Ad esempio praticare Yoga può essere un buon modo per ritagliarsi uno spazio personale che riporti la donna in una condizione di armonia e tranquillità.
Guardate questo video di Parsifal e poi ditemi se non ho ragione.
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Quelle cose che se le fai una volta nella vita non torni più indietro…
Come Ghost Rider, un motociclista famosissimo in Svezia per aver preso per il culo la polizia per anni.
Questo credo sia uno dei suoi numeri più spettacolari.
Però a un certo punto deve aver esagerato perchè mi pare lo abbiano blindato.
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De Cubertain era un perdente…
…E come tale ha scritto un motto che tutti i perdenti si infilano in bocca per non realizzare che sono tali.
“L’importante non è vincere ma partecipare”
E’ veramente il motto di chi perde. Un po’ come quelli che sostengono che entrare in possesso di una montagna di soldi li renderebbe solo più poveri “dentro” e quindi a loro non interessa.
BALLE!!!
Se sei ricco, ma veramente ricco, ti togli di mezzo un bel po’ di rogne che ti rendono la vita difficile e ti ritrovi di colpo con un sacco di tempo a disposizione per fare ciò che preferisci, per lottare per quello che veramente conta per te e non solo per arrivare alla fine del mese.
Allo stesso modo, se partecipi ad una gara, l’importante è vincere, non partecipare, perchè se cominci a dirti che se perdi non è un problema, allora sarà molto dura trovare al tuo interno quella spinta che fa la differenza tra un campione e tutti gli altri; e se per un caso fortuito dovesse succedere che non vinci, avrai ancora l’energia per riprovarci e riuscire e non ti troverai ad accontentarti di arrivere “dopo”.
De Cubertain era un perdente. E come tale è diventato l’autore dell’inno di tutti i “secondi” del mondo.
E dirò di più: non solo è importante vincere ma, soprattutto, come si vince; la vittoria deve essere netta, chiara, indiscutibile.
Per fare passare la voglia ai secondi di riprovarci.
Per citare Altieri:
“Terminazione con estremo pregiudizio”
De Cubertain parlava del gioco. Ma la vita non è affatto un gioco. Non esistono secondi o terzi nella vita. Esistono quelli che vincono. Tutti gli altri perdono.
Ma anche nel gioco, chi si avvicina ad una sfida sportiva senza la necessaria determinazione, è destinato a perdere, perchè se parte pensando che l’importante è partecipare non troverà mai la focalizzazione e la determinazione necessarie a vincere.
Quindi… fottiti De Cubertain!
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C’è qualcosa – By Giuseppe
C’è qualcosa in noi…che se ne infischia degli ultimi parti tecnologici, eppure li usa e li sceglie con cura.
Essa è al di là della sofferenza e delle incomprensioni tra noi e gli altri, eppure è molto vicina ai cuori e ai problemi di tutti.
Quel qualcosa non ama competere, eppure a volte si butta nella mischia (e ci dà giù di brutto).
Quel qualcosa ama il silenzio e la pace della solitudine, eppure non disdegna la compagnia degli altri.
Esiste.
Esiste qualcosa in noi che ama, adora gi oggetti, le persone, le esperienze…la vita, eppure, quando arriva il momento del distacco, le lascia andare senza rimpianti.
Quel qualcosa ama pensare ed agire, eppure sa vivere momenti di assoluto silenzio ed immobilità.
Esiste, quel qualcosa esiste, eppure se la cerchi te ne allontani mille miglia.
Quel qualcosa è la propria “presenza” pura, silenziosa, limpida e rarefatta.
Tutto il resto è passeggero.
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Tutto intorno a te…
Pensavo giusto oggi a cosa significa essere al centro della nostra epoca. Significa anche guardarsi intorno, a 360°.
Immaginiamo di partire da un ipotetico nord e girando guardare cosa abbiamo attorno:
Nord: pressione fiscale al 60%. Proseguendo in senso orario:
Se dai del ladro al ladro vai in galera
Se un extracomunitario ti mena e violenta tua moglie, vai in galera tu per avergli fatto male alle nocche
Se sei donna e vuoi abortir,e sei un’omicida
Se dici che una donna con il nihab in Italia non ci dovrebbe stare, sei un razzista
Se bevi un bicchiere di vino e poi guidi, sei un ubriaco al volante
Siamo arrivati a sud: proseguiamo
Se qualcuno ti querela e perde non gli succede niente, se perdi tu sei rovinato a vita
Se ti incazzi perchè tolgono il crocifisso per far piacere ai musulmani, sei un razzista
Se dai uno schiaffo a tuo figlio, vai in galera
Se guardi il culo della collega in minigonna e tacchi a spillo, sei un maniaco sessuale
Se per farti una sana scopata vuoi usare il profilattico, sei dannato per l’eternità
Siamo tornati a nord: giro completo.
Tutto intorno a te! Da qualunque parte ti giri, lo pigli nel culo!
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iPad? Mi sa che stavolta lo zio Steve ha toppato…
Non so, ovviamente non l’ho provato, ma da quello che leggo della presentazione di oggi… io aspetterei a comprarlo.
Tanto per iniziare il prezzo. Se ci vuoi la connettività WiFi e 3G… arrivi a più di 800 dollari. Ovviamente nel modello da 64 Gb, se no che te ne fai?
E comunque, parliamoci chiaro. Cosa te ne fai in ogni caso!
Processore a 1 Ghz: l’unica cosa che può far girare sono le palle! E’ lento! Va giusto bene per le applicazioni iPhone, ma se vuoi far funzionare qualcosa in più… sei al palo.
Target: chi lo può usare? Si, l’interfaccia multitouch è una figata ma… oltre a giocarci? Ci scrivi le mail (con la tastiera virtuale…) e poco più, perchè su 9 pollici di schermo non rimane molto altro.
Come fanno notare in un commento sul corriere, uno strumento del genere potrebbe essere geniale in un ristorante, per le ordinazioni. Il problema torna sul processore: con 1 GhZ nessun software serio potrebbe essere performante, ergo per usarlo bisogna aspettare che qualcuno lo scriva.
Ma sono pronto a scommettere che ci sarà una quantità di gente disposta a spendere quei 1.000 Euro (scommettiamo che non costerà di meno?) per avere tra le mani il nuovo trastullo.
Con cui non ci faranno un cavolo ma che in compenso l’è tanto ma tanto bellino.
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Lasciar andare – by Patrizio
Era stata l’ultima cosa che mi aveva detto, l’ultima frase che mi aveva dedicato.
Era finita così, su quel pontile, in una fredda mattina di Gennaio.
Lo sapevo da un po’ che sarebbe successo, naturalmente, ma ugualmente non avevo saputo fare quello che serviva.
Oh, avevo fatto molto di più di quello che avrei pensato possibile.
Avevo messo in gioco al mio interno tutto quello che c’era nella mia vita, tutto: dal lavoro di ricerca all’Università alla mia famiglia.
Ugualmente non era stato sufficiente. Forse perchè era successo all’interno e non fuori: non lo saprò mai.
Rimasi ad osservarla, mentre si allontanava nella nebbia. Ma a quel punto non c’era più nulla da fare se non lasciar andare e rimanere lì a guardare, il cuore che già iniziava a spegnersi, lentamente ma inequivocabilmente.
Non abbiamo alcun diritto su altri esseri. Neppure se sono così vicini; la vita è loro e va rispettata.
Anche se sai esattamente verso cosa porterà chi di più caro hai al mondo.
Perciò addio, figlia mia.
Abbi cura di te.
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Stati di Allucinazione – By Giuseppe
In un’America attraversata da bagliori di fermenti culturali e rivoluzioni giovanili Eddie Jessup (William Hurt), giovane Fisiologo, professore universitario e ricercatore scientifico sta inseguendo il suo sogno di scoprire le origini della vita e della coscienza.
Grazie a particolari attrezzature scientifiche (e all’aiuto di un amico scienziato) Eddie sperimenta personalmente stati alterati di coscienza che lo portano ad una regressione nel tempo. In uno di questi “viaggi” interiori il giovane vive una breve ma strana esperienza: quella di ritrovarsi tra i primi ominidi e condividerne la caccia ed un pasto selvaggio.
Incredulo e spaventato, ma anche attratto da ciò che ha vissuto, il ricercatore vorrebbe portare avanti in segreto gli esperimenti, ma l’amico trova tutto ciò pazzesco e si rifiuta di andare oltre.
Dopo alcuni anni Eddie si è sposato con una brillante antropologa. L’uomo ha fatto carriera, ma non ha mai dimenticato il suo sogno. Così riesce a tirare di nuovo in gioco l’amico e dopo un viaggio in Messico (dove sperimenta l’azione dei funghi allucinogeni) riprende in gran segreto le ricerche interrotte.
Ma questa volta l’uomo non vive solo delle esperienze interiori. La strana combinazione del macchinario che il giovane usa, più l’effetto dei funghi che continua ad assumere, alterano la sua struttura biologica causando una vera e propria (anche se temporanea) metamorfosi in uomo preistorico.
Non soddisfatto Eddie continua gli esperimenti, che lo portano a rischiare seriamente la vita (nonché la salute psichica). Lo scienziato arriva a sperimentare il “ribollire” del magma che ha dato vita alla vita biologica così come la conosciamo ora.
Solo alla fine Eddie comprende che la nostra struttura molecolare attuale è il risultato di miliardi di anni di evoluzione. Questa ha le sue leggi e si rischia veramente grosso ad alterarle senza sapere bene dove mettere le mani.
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Tracce di Profumo: Avatar – By Valeria
Anch’io, come molti di noi, ho visto Avatar.
Bella la sceneggiatura, trama stile fumettone americano. Più o meno quel che mi aspettavo di vedere.
E comunque a me è piaciuto (se non altro perché il commento di mia figlia è che in questo film gli umani ci fanno una figura di m…., e se questo è il messaggio arrivato ad una quattordicenne, non mi sembra poi male).
Ma… c’è un ma.
La trama (come altre centinaia simili) separa nettamente il bene dal male, i buoni dai cattivi, i giusti e gli ingiusti.
Il bene sta tutto da una parte e il male tutto dall’altra. E fin qui concediamoci questa approssimazione…
Gli esseri dalla parte del bene sono coesi e solidali fra loro solo con qualche rara incomprensione, ma i dubbi e la diffidenza svaniscono rapidamente come neve al sole.
I cattivi anche se la intendono alla grande.
Ecco, qui davvero mi perdo. Per analoghe ragioni mi confondevano da bambina le favole di allora che contenevano tutte o quasi il medesimo messaggio.
Insomma, io questa cosa della coesione davvero la devo ancora vedere. E si non ho più dieci anni… da un bel po’.
Nel mondo reale, se le persone fondamentalmente ingiuste trovano un collante negli interessi derivanti dalle loro malefatte (ma anche in questo caso spesso fanno a coltellate fra loro), molte persone o categorie di persone che tendono in cuor loro a qualcosa di giusto, genuino, pulito, luminoso, sono – se possibile – ancor meno coese.
Insomma, gli interessi uniscono più dei giusti principi. E anche gli interessi fanno fatica (e per fortuna!) .
Ora due sono le cose: o i giusti principi non esistono ed esistono invece dichiarazioni di principio alle quali fondamentalmente le persone non credono, e quindi viene meno la ragione prima che dovrebbe caratterizzare la coesione fra loro, oppure (e forse sarebbe anche peggio) le persone con un cuore non si riconoscono.
Dico che sarebbe anche peggio perché, se le persone che hanno un cuore non si riconoscono tanto facilmente, allora il loro cuore evidentemente non lo ascoltano per nulla o quasi; ascoltano più che altro il loro ego molto fiero del “grande cuore” che portano in se, ma del tutto insensibile ai cuori altrui.
Quel che ho più apprezzato del film è il significato del saluto: “IO TI VEDO” usata dai Na’vi, che non significa “vedo il tuo corpo con i miei occhi” bensì “ti sento…ti osservo…ti vivo”.
Un saluto che si posa addosso dolcemente come una carezza.
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Pat Metheny è andato… oltre! Orchestrion!
Dapprima non ci volevo credere. Poi però ho dovuto ricredermi: Pat è andato veramente “oltre” in qualche modo tornando indietro.
Orchestrion è un termine abitualmente utilizzato per identificare quei pianoforti che potevano suonare brani da soli, guidati da un rullo di carta perforata.
Il nostro Pat ha fatto lo stesso ma al posto della carta perforata c’è… la sua chitarra!
A quanto pare l’idea gliela avrebbe data Mark Herbert, mostrandogli dei solenoidi tramite cui poteva suonare la chitarra con i piedi.
Pat ci ha fatto su una pensata e il risultato è che adesso comanda praticamente un’intera orchestra a partire da ciò che fa con la sua chitarra!
Qui di seguito il video di presentazione ufficiale, mentre qui potete trovare una lunga e interessantissima intervista a Pat su questo argomento.
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Haiti: perchè non pagano i governi?
Ad Haiti servono 200.000 tende, cibo, medicinali, personale specializzato, di tutto e di più. In Abruzzo qualche mese fa la situazione era meno grave, ma anche lì serviva di tutto e di più.
In entrambi i casi, come sempre in casi di calamità naturali, c’è stata la richiesta di solidarietà al pubblico, alla popolazione degli altri paesi.
Pensiamoci un attimo: perchè le persone devono tirare fuori denaro dalla propria tasca quando i governi potrebbero comodamente far fronte all’emergenza?
Faccio solo un esempio: l’Italia ha investito nel 2009 qualcosa come 40 miliardi di dollari per spese militari. Il nostro Paese, da solo, rappresenta il 2,8% della spesa militare mondiale, superando paesi ben più grossi e storici, come Germania, Russia e Giappone.
Ora, prendiamo lo 0,1% di questa cifra: 4 milioni di dollari. Sai quante tende, cibo e medicinali si comprano con 4 milioni di dollari? E qui parliamo solo dell’Italia.
Un’italia che ha speso non so quanti milioni di Euro per comprare quella puttanata di vaccino contro la suina dalla Novartis, vaccino che adesso sta lì in attesa di scadere o di essere inoculato a qualche poveraccio del terzo mondo, così, tanto per vedere se gli spunta un fiore in bocca…
Un’Italia le cui forze armate, in caso di attacco organizzato da parte dei paesi dell’Est, durerebbero si e no sei minuti e poi sarebbero sconfitte (si, avete capito bene: sei minuti. I dati provengono dalle prospezioni dei sistemi di War Simulation del pentagono). Per non parlare di Stai Uniti, Germania, Francia, Inghilterra…
Se tutti questi paesi decidessero di spendere lo 0,001 per cento in meno il prossimo anno per i loro eserciti, potrebbero ricostruire Haiti ex-novo, con ospedali, case antismiche e quant’altro e dare da mangiare a tutti gli Haitiani caviale e champagne per i prossimi due anni.
Però vengono a chiedere i soldi a noi.
Ma vaffanculo, va!
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La vita cambia tutti. Anche Arnold.
Ve lo ricordate Arnold, il simpatico ragazzino supercazzuto dell’omonima serie?
Oggi sul Corriere c’è una notizia che lo riguarda. Niente di che, non si è presentato a un processo per aver investito un tizio.
Un incidente grave ma fortuito, insomma una di quelle cose che purtroppo capitano spesso e anche a parecchi.
Ma non è della notizia che volevo parlare, quanto delle foto di questo ragazzino. Foto che, onestamente, ti fanno capire qualcosa.
Per esempio che la vita non è un essere senziente con cui puoi discutere di giustizia o ingiustizia.
O che, a volte, qualcosa dentro un uomo si può spezzare. Che sia la vita, il tempo, una donna o un amico, poco importa.
Alla fine ciò che conta è che qualcosa dentro si può rompere. Magari non di colpo, magari lentamente, in modo subdolo. E intanto che gli anni passano, qualcosa all’interno cambia mentre qualche grosso collegamento si sfilaccia, un filo per volta.
Ma dagli occhi, qualcosa emerge sempre, anche se solo “dopo” si può capire, in qualche modo “leggere” un percorso.
Come in questo caso, in quello di Gary Coleman. Non so cosa gli sia capitato, non ne ho idea.
Ma una cosa è certa: a volte la vita fa veramente qualcosa alle persone.
E un ragazzino come Arnold può cambiare da così… a così… per diventare oggi… così
(foto da Corriere.it)
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Himalaya. L’infanzia di un capo – By Giuseppe
Con questo film ci spostiamo sull’Himalaya, nel Dolpo, una provincia a nord del Nepal confinante col Tibet.
Il Dolpo – oggi considerato uno dei rari luoghi dove ancora sopravvive la cultura tibetana – è definito Bé-Yul, un paese nascosto (perché isolato, essendo interamente circondato da altissime montagne).
Gli abitanti della zona sopravvivono grazie all’orzo (che però dura solo 4-5 mesi) e ai derivati degli yak.
Per compensare la carenza di alimentazione, da secoli, gli abitanti del Dolpo scambiano il loro sale con l’orzo del sud del Tibet (e per fare questo devono attraversare montagne alte anche otto mila metri.
Ma questo stretto rapporto secolare economico-culturale tra i dolpo-pa e i tibetani è messo in serio pericolo dalla politica di isolamento cinese nei confronti del popolo tibetano.
Himalaya narra della storia di un vecchio capo villaggio – Tinlé – uomo fiero e tenace (che mette la sua forza al servizio del suo popolo) e dell’addestramento del suo nipotino, proprio attraverso uno di questi difficili viaggi attraverso le montagne innevate.
Questa è dunque una storia di tenacia, di determinazione…di resistenza alla fatica:
“Quando hai davanti due sentieri scegli sempre il più arduo”;
ma anche di intelligenza, capacità di adattamento e di sottomissione al volere divino:
“Un capo comanda ai suoi uomini ma riceve i suoi ordini da Dio”.
Diretto da Eric Valli e con la stupenda colonna sonora di Bruno Coulais questo film - girato interamente sul posto – è veramente un viaggio straordinario sulle pendici dell’Himalaya (perciò consiglio di guardarlo con il camino acceso, perché ad un certo punto di neve ce n’è davvero tanta).
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Rassegna WEB, un piccolo omaggio a chi scrive
Ci ho messo unpo’ a metterla in piedi e non è stato neppure facile.
La pagina che si è aggiunta nel menù, in alto a destra, raccoglie gli ultimi articoli dei blog che stimo di più.
I feed vengono raccolti, filtrati e pubblicati (solo un sommario), con il permalink che punta direttamente all’articolo sul blog di origine. Per motivi tecnici e di impaginazione ho dovuto “strippare” immagini e tags html, però l’inizio del post viene raccolto e messo in linea.
E’ ancora in fase sperimentale, perchè qui di PHP ce n’è da mangiare un po’ e ho dovuto personalizzare parecchio sia il codice di Wordpress che quello del plugin originale, Wp-O-Matic.
Spero che la cosa faccia piacere e che possa essere di una qualche utilità per far conoscere altri siti anche a coloro che frequentano il mio blog.
Comunque questa lista non è chiusa: se qualcuno desiderasse i suoi feed inclusi in essa, mi mandi una mail.
Valuterò volentieri le richieste.
Ovviamente non posso garantire di includere chiunque, anche perchè questo tipo di attività può facilmente implicare rischi di spam incontrollato.
Buona giornata a tutti.
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Sedici noni o sedici nani?
Vorrei un giorno capire chi è quel coglione che ha inventato il formato 16:9 per gli schermi.
E’ vero; sono più eleganti e occupano meno spazio e forse per un computer la cosa non è neanche male ma… la TV?
Ogni tanto mi capita di finire in casa di qualche amico e immancabilmente lo schermo è in questo formato e altrettanto immancabilmente tutti quelli che ci vedi sopra sembrano affetti contemporaneamente da nanismo e obesità.
Prendiamo la Canalis, per esempio. Voglio dire: è una gran gnocca, è universalmente riconosciuto, mi pare, ma vista su un sedici noni sembra una culona!
E l’amico che, sbavando, esclama:
- Che gran pezzo di figa! -
Ma come farà a dirlo? Ha un qualche algoritmo nel cervello che gli riformatta il segnale in quattro terzi?
Il formato proviene dal cinema, anzi, dal cinemascope (che peraltro era parecchio più lungo). Ma possibile che nessuno abbia pensato al fatto che tutti i film prodotti fino circa al 1990 sono stati tradotti per TV in 4:3?
Secondo me ci hanno pensato, eccome. Però se ne sono altamente fregati, imponendo uno standard che ancora oggi ti costringe a vedere i vecchi film o in modalità “obesa” o in modalità “monca” perchè ti ritrovi con teste o piedi tagliati fuori.
E se vuoi invece vederli tutti interi e con le proporzioni giuste… scopri che i 36 pollici vengono usati si e no per 24.
E allora ti viene un dubbio: forse perchè un 24 pollici in 4:3 costa più o meno la metà di un 36 pollici in 16:9?
Ma no… dai Franz… Sei proprio un malfidente…
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Firefox 3.6: è una scheggia!
Appena installato, Firefox 3.6 mantiene la promessa. E’ davvero più veloce di tutte le versioni precedenti. Alcuni plugin non sono ancora compatibili ma sono certo che verranno aggiornati rapidamente.
Già Firefox è più veloce di Explorer in senso lato. In questa versione la differenza di velocità tra i due maggiori broswer nello scaricare la stessa pagina è veramente impressionante.
Non che avessi mai pensato il contrario.
E a chi si lamenta del fatto che Firefox mangia risorse di sistema, rispondo subito.
Internet Explorer sembra richiedere meno memoria, perchè la maggior parte dei suoi componenti vengono caricati insieme al sistema operativo.
Per tutti gli altri browser questo non vale. Ecco perchè sembrano più affamati di risorse.
E lo stesso motivo vale per la velocità di avviamento; il kernel di IE viene già caricato quando avviate il computer.
Tutti gli altri browser se lo devono caricare ex-novo quando li avviate.
Morale della favola: provate Firefox 3.6 e poi vedrete.
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Pausa sorriso: un cucciolo tenerissimo non riesce ad alzarsi…
Non è scemo come dice il titolo, però è davvero buffo, oltre che tenero…
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