Dialoghi impossibili: Acid House. Quando Dio fa uno scherzo da prete!
Se Dio si rivelasse un autentico, magnifico figlio di buona donna… eppure… in questo dialogo Dio le canta alla grande allo sfigato di turno!
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Buona serata a tutti. Con “Little Shoes” di Mike Stern
Un brano dolcissimo, che mi ha accompagnato per quasi due anni, molto tempo fa, quando avevo la fortuna di poter viaggiare.
In questa cover, magistralmente eseguita da Peter Henriksen & Co, è forse addirittura meglio che nell’originale, a parte alcune imprecisioni qui e là che però è facile perdonare nell’armonia generale.
Little Shoes… scarpette… gustatevi questo grandissimo pezzo.
Un augurio di buona serata da Franz’s Blog.
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Underground – By Giuseppe
Underground (di Emir Kusturica) è un’avventura esilarante ambientata nell’arco di cinquant’anni (1941-1992) in una Jugoslavia attraversata da guerre ed infine dallo smembramento come nazione.
I protagonisti sono due uomini incredibili, direi un eroe ed un antieroe, amici per la pelle ma diversi nelle proprie finalità. Incredibili perché veramente singolari: forti, audaci, impavidi, dissacranti, disincantati e sprezzanti del pericolo.
Diversi perché il primo (soprannominato il Nero) insegue un barlume di ideale patriottico, l’altro (Marco) solo il suo interesse personale, non guardando in faccia a niente e nessuno.
Ricco di colpi di scena, questo film trasmette spesso un sapore Felliniano (tutto il film, pur nella sua tragicità, è accompagnato da canti e musiche zingaresche); altre volte, per le ambientazioni, i personaggi e le vicende, ricorda molto da vicino il realismo italiano alla Rossellini (che sosteneva che la realtà non esiste, la realtà è sempre soggettiva).
Una frase molto simile esprime Marco, cinico fino al punto di….
Un film veramente godibile nel quale Kusturica, regista e autore, riserva sempre qualche sorpresa….fino a quella di chiusura, che alleggerisce la crudeltà e la follia delle vicende di un Paese attraversato da atroci guerre, sino alla Guerra dei Balcani, la guerra civile che i primi degli anni ’90 ha messo fine all’unione della grande Jugoslavia.
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Sindrome della clessidra? Per un PC? Ma sono normali?
L’hanno definita così. Hanno dovuto per forza inventarsi una malattia, per questa cosa che altro non è che la rottura di coglioni di aspettare una risposta dal computer, nei momenti in cui lo stesso non risponde prontamente.
Tu sei lì, stai lavorando, clicchi su “salva” e il cursore diventa una clessidra che sta a significare: “..aspetta un attimo che sto facendomi i cazzi miei”
Finche dura pochi secondi può anche andar bene, ma quando supera un certo limite l’attesa diventa, effettivamente, qualcosa che da ai nervi.
Ma da qui a definire una sindrome, mi sembra un tantino forzato.
I computer si sono evoluti, e sono diventati sempre più potenti. Il problema è che i programmi che ci girano sopra hanno fatto lo stesso percorso, ma con molta meno intelligenza.
Il software oggi viene scritto in modo sempre più complesso, per soddisfare esigenze il più possibile ad ampio spettro.
Risultato: dei programmi installati si usa si e no il 50% delle funzioni. Il resto serve a qualcun altro.
Ma intanto il programma prevede anche quelle funzionalità di cui a noi non frega niente, ergo è bello pesante per la macchina. Questo è particolarmente vero per i software di fascia alta, che ormai richiedono risorse da fantascienza.
Prendiamo ad esempio un qualsiasi programma di authoring video serio; si mangia talmente tante risorse di sistema che per soddisfarne pienamente le esigenze bisogna avere un computer che farebbe invidia alla NASA.
Ora, voi penserete che un professionista sicuramente non soffre di problemi di questo tipo. E invece si, perchè quando aumenta la professionalità, aumentano anche le esigenze, e a questo punto stessa cosa fanno le funzionalità che si usano.
E la clessidra colpisce tutti.
E ti rompe i maroni in modo indescrivibile, è vero, ma non c’è nessuna sindrome.
C’è solo la snervante attesa che la fottuta macchina faccia quello che deve fare!
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Vi auguro buona serata: con Larry Carlton e Lee Ritenour nella stanza 335 (room 335)
Due immensi chitarristi, entrambi armati di una mervigliosa Gibson 335; un brano immortale, suonato con una leggerezza impossibile.
Larry Carlton non ha bisogno di presentazioni. In teoria nemmeno Lee ma, per chi non lo conosce, dirò solo che l’assolo in “Comfortably Numb” in “The Wall” dei Pink Floyd, era suonato da lui e non da Waters!
Il tutto condito da un solo micidiale di Melvin Davis al basso. Enjoy e buona serata!
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Berlusconi, Emergency e Karzai… non mi quadra!
In questa faccenda c’è qualcosa di strano. Anzi… molto strano.
L’arresto del personale di Emergency con l’accusa, chiaramente ridicola, di preparare un attentato è quasi sicuramente campata per aria, anzi, personalmente ritengo che sia una più che evidente montatura: ti pare che dei medici si mettano a preparare un attentato e per farlo si tengano in ospedale il materiale necessario?
Se così fossero sarebbero degli idioti e visto che non mi pare che possano essere considerati tali, il tutto ha ottime probabilità di essere falso.
Le reazioni del governo italiano sono strane, dato che già fin dall’inizio le parole spese in difesa dei nostri connazionali sono state a dir poco freddine.
Per non parlare della reazione da parte di Berlusconi che oggi ha mandato un “messaggio” a Karzai.
Un messaggio? Ma che cazzo… uno stato estero sequestra dei nostri connazionali con accuse evidentemente assurde e noi gli mandiamo un messaggio?
Non ha nessun senso! In situazioni come queste un governo deve piantare i piedi, anche a costo di fare una figura di merda nel caso le accuse si rivelassero vere, altrimenti quale cittadino italiano all’estero si sentirà mai aappoggiato dal proprio paese?
Ergo, credo che sotto tutto questo ci sia molto che non sappiamo. E alla luce di ciò io non sarei così ottimista sulla sorte degli arrestati.
Ma questa volta spero proprio di sbagliarmi completamente.
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Ringo… sei un grande!
Non lo sapevo; quasi 40 anni fa il vaticano aveva definito i beatles come “satanici”. Una delle tante stronzate della chiesa nell’ultimo secolo. Qualcosa che appena una manciata di anni prima avrebbe portato delle persone sul rogo.
Ieri il Vaticano, evidentemente a caccia di consensi, li ha riabilitati, con tanto di sentite scuse.
Degli originali “scarafaggi” ne sono rimasti solo due: McCartney e Ringo Starr.
Quest’ultimo, intervistato sull’argomento, ha semplicemente risposto:
“Non me ne po’ frega’ de meno! (I couldn’t care less)”
Ooooh! Finalmente uno normale!
Avrebbe potuto sfruttare la cosa per farsi una qualche pubblicità, ma dato che i soldini li ha già… chi glielo fa fare?
E io godo!
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Giordano Bruno. La Bellezza di un film. – By Giuseppe
Senza volerlo in questa mia rassegna di recensioni dedicata ai Grandi Film sono finito quasi sempre col parlare di Eroi.
La cosa, a ben guardare, non è poi tanto strana. Chiunque abbia studiato un po’ di sceneggiatura sa che il tema dell’eroe è l’anima portante del film. Non certo dei film proposti dalla cinematografia italiana degli ultimi tempi, s’intende. Ma tutti i grandi film hanno come tassello portante “la storia di qualcuno a cui succede qualcosa”.
In un film vi deve sempre essere un protagonista che insegue un obiettivo elevato, e per fare questo mette in gioco tutto il suo desiderio e la sua volontà pur di raggiungere il fine che si è proposto.
In pratica il protagonista del film è sempre un eroe, sia che debba recuperare un microfilm, salvare il pianeta da una qualche minaccia, trovare la Pietra Verde o roba del genere.
Vogler stilò le dodici tappe della storia di un film, che poi sono le dodici tappe dell’eroe:
1- La Partenza da casa (dal mondo della quotidianità);
2- Richiamo all’avventura;
3- Rifiuto del richiamo, esitazione, dubbi;
4- L’entrata in scena del Mentore, della Guida che incoraggia l’eroe e gli fornisce gli strumenti per affrontare le sfide;
5- La prima soglia, il primo ostacolo da superare;
6- Prove, nemici, alleati;
7- Avvicinamento alla meta, all’obiettivo;
8- Prova suprema;
9- Premio per le proprie fatiche superate (la spada);
10- Il ritorno a casa dell’eroe;
11- Resurrezione, l’inizio di una nuova e più elevata vita;
12- La conquista dell’elisir.
Per questo a tutti piacciono i film. Tutti sembra che amino gli eroi. Tutti si immedesimano in un qualche tipo di eroe.
Ma la vita, quella vera, non è un film.
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Preghiera notturna – By Hax
Un movimento lento del respiro, un canto solitario.
Una preghiera notturna… lanciata verso lo spazio incommensurabile.
Dopo tanto camminare comincio a sentire tutta la stanchezza di questa avventura dissennata. Credevo che in questa parte di mondo fosse più rapido trovare la strada. E invece qui c’è troppo rumore, troppa velocità, troppa merce, troppi mercanti.
Fatico a resistere al sonno. Vorrei addormentarmi. Vorrei abbandonarmi allo scorrere della corrente.
Sto perdendo le forze.
Aiutami a trovare quelle necessarie …
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La differenza: tra chi sa e chi non sa un cazzo.
Esistono persone che “sanno“, ed esistono persone che non sanno un cazzo ma fanno finta di sapere.
Il problema è: come faccio a capire qual’è la differenza? Se mi affido a un medico che sa, come faccio a capire se “sa” o se fa finta di sapere?
La risposta, almeno in questo caso, è semplice. Leggete questo articolo, scritto da una donna, un medico che da una vita ricerca il meglio nell’arte di curare gli altri.
Questo è quello che intendo per sapere veramente. Ma non solo; qui c’è altro. C’è conoscenza e non solo sapere.
C’è qualcosa che suona in queste parole, qualcosa di antico, nobile e tanto profondo quanto incompreso.
Sono le parole di qualcuno che veramente è andato a fondo di qualcosa.
In questo caso dei principi antichi alla base dell’agopuntura. Quei principi che, quando conosciuti, rendono quest’arte una delle più efficaci forme terapeutiche oggi disponibili.
Eccola la differenza. Leggete l’articolo e poi ditemi se dentro di voi qualcosa non dice:
“Questa la sa veramente!”
E se non lo leggete… beh, credetemi, vi siete persi un’occasione.
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