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Il bello del meteo

Mai visti? No? Beh… vale la pena. Ogni settimana ne tirano fuori una… e secondo me sono simpatici!

Li trovate su YouTube a questo canale: http://www.youtube.com/user/ilbellodelmeteo

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Centro motore, riflessi ancestrali e percezione meccanica

Francesco Franz Amato Centro motore, riflessi ancestrali e percezione meccanicaQualche sera fa stavo passando per Corso V. Emanuele a Milano. Questo Corso è il più importante, il più centrale della città ed è isola pedonale, completamente interdetta al traffico, ovviamente anche molto affollata.

Come credo in molte altre città è anche molto frequentata da venditori ambulanti di ogni genere.

Camminando, ogni tanto vedevo delle piccole macchie luminose blu schizzare verso l’alto e stagliarsi sullo sfondo del cielo notturno, partendo da molti degli ambulanti. Avvicinatomi ad uno di loro, ho visto che si trattava di piccole eliche di plastica, lanciate in aria con un elastico e che, girando su se stesse a contatto con l’aria, alimentavano un piccolo generatore che permetteva loro di emettere quella luce blu che mi aveva colpito.

Soddisfatta la curiosità me ne sono andato per la mia strada, continuando a vedere quelle piccole eliche che ogni tanto shizzavano in su. La cosa che mi ha colpito è stata che per lo sguardo sembrava essere impossibile non seguirle; nonostante sapessi di cosa si trattava e nonostante non me ne potesse fregar di meno, non potevo fare a meno di seguirle con gli occhi ogni qualvolta ne partiva una.

Guardandomi attorno ho visto che praticamente tutti i passanti facevano come me, seguendo in modo evidentemente automatico gli oggetti con gli occhi.

Ho iniziato a porre attenzione alla cosa e ho scoperto che il fatto altro non era che un riflesso, messo in atto da un istinto abbastanza primario: quello di difesa.

I miei occhi, come ho potuto osservare, seguivano quegli oggetti non per il fatto che fossero strani o per il bel colore della luce emessa, quanto perchè la loro velocità li faceva “emergere” da un quadro complessivo di tutt’altra qualità.

In altre parole, era come se la situazione fosse stata in qualche modo parametrizzata dal cervello che ne aveva tratto una sorta di “Immagine qualitativa dinamica”, con una sua  mediana. Le eliche, schizzando via a velocità evidentemente molto maggiore della media dei movimenti attorno a me, uscivano da questa “valutazione media” e quindi facevano scattare un allarme per cui lo sguardo era costretto a seguirle.

Ascoltando con molta attenzione, mi sono accorto che l’allarme era prodotto proprio da un riflesso automatico. Ogni volta che nel campo visivo, anche periferico, e quindi non sottoposto allo stesso livello di vigilanza di quello centrale, si muovevano quegli oggetti, i miei occhi andavano automaticamente a collimare con precisione sulla loro posizione.

Un riflesso ancestrale dunque, non originato dalla corteccia, ma da qualche zona subcorticale; molto probabilmente un retaggio di epoche remote in cui percepire un possibile pericolo con il massimo anticipo poteva fare la differenza tra la vita e la morte.

Controllare quel riflesso non era affatto facile, come ho scoperto poi, perchè l’impulso per il movimento era praticamente immediato all’insorgere dello stimolo e del tutto subconscio.

Stimolato dalla scoperta ho iniziato a cercare di controllarlo volontariamente e devo dire che non è stata affatto un’impresa facile. Per riuscirci ho dovuto praticamente concentrare tutta la mia attenzione sul campo visivo periferico, ed esercitare una “vigilanza” costante su di esso. Un solo istante in cui l’attenzione andava da qualche altra parte e il controllo se ne andava a farsi benedire.

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La condanna a Google per il video del disabile molestato: una sentenza assurda.

Francesco Franz Amato La condanna a Google per il video del disabile molestato: una sentenza assurda.La sentenza di ieri, secondo me è assurda. Ritenere Google responsabile perchè un gruppo di idioti ha postato un video in cui ritrae la bravata di  altrettanti idioti che molestano un disabile è un errore colossale.

Non ha alcun senso ritenere responsabile Google ne dell’atto della pubblicazione, ne tantomeno dell’atto in se’.

Questo dovrebbe essere chiaro a chiunque. Chi mette un servizio a disposizione del pubblico non può essere ritenuto responsabile dell’uso distorto che alcuni utenti possono farne.

Secondo lo stesso principio, la compagnia proprietaria degli aerei utilizzati nell’attentato delle due torri gemelle dovrebbe essere ritenuta colpevole di strage. E questo appare assurdo a chiunque.

Allo stesso modo, in tutto il mondo appare assurda la sentenza del Tribunale di Milano in merito alla responsabilità di Google.

Moralismo? Bacchettonismo tutto italiano? E’ possibile.

Una cosa è certa: questa sentenza non è altro che uno dei tanti passi che si stanno portando avanti per limitare sempre di più la libertà di espressione personale sulla rete.

La rete dev’essere libera. Chi deve essere pesantemente sanzionato è chi ne fa, volontariamente e consapevolmente, un uso criminoso.

Come detto ovunque, questa senyenza costituisce un pericolosissimo precedente per la sopra citata libertà. Il problema è che il pericolo non si limita all’Italia ma a tutto il mondo.

Chissà se chi ha firmato la sentenza ci ha pensato, prima di farlo.

Io scommetto di si.

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Il Sentire, questo sconosciuto atto del cuore

raggi del sole Quella italiana non è una lingua adatta a descrivere correttamente parole come questa. L’inglese, ad esempio va già meglio. Nella lingua anglosassone infatti esistono due vocaboli distinti, solo per fare un esempio, che traducono il verbo sentire; uno è to hear, usato per definire l’atto fisico di sentire qualcosa con le orecchie, l’altro è to feel, che invece indica il sentire nel senso di sentimento.

Ma vi sono anche altri significati per questa parola. Sentire nel senso di “percepire” qualcosa, ad esempio. In questo caso ci viene in aiuto ancora una volta il latino, che ci spiega brillantemente l’etimologia di questo termine.

Pecepire viene infatti da “percipio“, composto dalla particella “per” (attraverso, per mezzo di) e il verbo “capio” ovvero “prendere“, nel senso di “intendere“.  Il significato originale ptrebbe quindi essere tradotto con “intendere attraverso“. Percepire diventa quindi intendere in sè, nel senso di “lasciarsi attraversare“.

Ecco che il sentire, ovvero la percezione, si svelano come quel modo assai difficile di apprendere, lasciandosi attraversare, prendendo in sè qualcosa. Una sorta di intuizione, ma assai diversa. L’intuizione è qualcosa che si genera “sua sponte” dalla correlazione di esperienze e che può determinare, in un dato momento, una sorta di “fusione” che porta ad un lampo, un attimo di luce, che svela un concetto o un pensiero tutto insieme alla mente conscia.

Il sentire è un atto del cuore, che consente di andare al di là delle ordinarie considerazioni mentali. Per questo è così difficile distinguerlo dalle altre percezioni.

Come se non bastasse poi, è anche difficile distinguerlo da tutto il rimanente sostràto di reazioni emotive… ma forse è meglio procedere con ordine.

Se si prova ad ascoltare le proprie emozioni ovvero, per chi non è avvezzo a questo termine, a rendersi consapevoli di esse, ci si accorge prima o poi che le suddette sono di diversi tipi e “gradazioni”. Come se esistessero delle linee di separazione tra la densità delle emozioni che si possono provare.

Attenzione che qui non si sta parlando di “intensità”, ma di “densità”. Soprattutto le donne devono fare attenzione a questo particolare distinguo giacchè, più degli uomini, tendono a confondere i due termini.

Emozioni dense sono sempre intense. Emozioni intense non sempre sono dense. Anzi.

Esistono infinite sfumature di densità e intensità nel campo emotivo ma, ascoltando attentamente, si noterà che nell’estensione di queste sfumature esistono delle specie di linee, come degli spartiacque, che dividono tra loro le possibili densità del campo emotivo.

Passata una di queste linee non è possibile provare emozioni dalla densità corrispondente al livello inferiore. Ciò che varca questi livelli spartiacque è la consapevolezza. Per chiarire, è come se noi fossimo dei pesci che nuotano e il mare in cui lo facciamo il campo emotivo.

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Cuccioli di leone bianco: rari e pazzescamente belli!

Già non è facile vedere un leone bianco… vederne i cuccioli poi…

Qui ce ne sono quattro! Troppo belli!

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Un prurito e un bruciore intimi…

Francesco Franz Amato Un prurito e un bruciore intimi...Primo piano: una ragazza che raggiunge due sue amiche, trafelata, in evidente ritardo. Fronte corrugata, espressione preoccupata

- Scusate il ritardo… sono dovuta passare in farmacia… avevo un “prurito e un bruciore intimi”…

Zoom indietro.

- per fortuna c’è… – tira fuori dalla borsetta grasso di foca o di balena.

“Un prurito e un bruciore intimi” ? Le amiche si guardano in tralice e una dice all’altra:

- Cazzo sta dicendo? -

Alzata di spalle, espressione bovina:

- Boh! -

- Cazzo dici? -

La pruriginosa rimane interdetta:

- Mi da fastidio… laggiù! -

Sguardo di intesa tra le altre due, una comincia:

- Ah… capito! Ma parla come mangi! Potevi dirlo subito: ti prude la topa, la gnocca, la patata, la farfallina… -

E l’altra:

- La figa, la spacca, la trappola, la vulva, l’albicocca, la pispola, la fregna… -

Rimbalzo, la camera si gira di scatto:

- L’aspira cazzi, la bernarda, la boschetta, la cicciola, la ciccina, la cocchi, la frittola… -

Altro rimbalzo, più veloce della camera, l’amica si incazza:

- la fagiana, la flippa, la gatta, la ciorciola, la cozza, la boffa, l’attizzabanane, la fragolina, la fringuella.. -

Altro rimbalzo, la camera non riesce a star dietro allo scambio, anche l’altra amica si incazza e snocciola sempre più veloce saltando gli articoli per far prima:

- mafalda, pacchina, nido, muschio, lanterna, katiuscia, gatta, ghira, ginetta, fringuella… -

Le due si accapigliano:

- lerchia, luana, lumaca, patonza, prugna, pucchiacca, sbavona, ubalda, zazzera, spelonca… -

- tagliola, tana, torta, turlio, rotta, quaglia, prindunza, pippa, potta, penceca… -

E’ scattata la rissa. La tipa col prurito è allibita. Il regista entra in campo urlando:

- STOP! -

La troupe si lancia sulle due per dividerle ma loro continuano a menarsi gridandosi addosso sinonimi a nastro:

- STIVA, SUGOSA, SUSANNA, SVERTA, PELOSA, SGNACCA, SCRIFFIA… -

- PATACCA, PASSERA, PIOTTA, MONA, MUSSA, MECCIA…

Campo lungo, dissolvenza, titoli di coda.

Fine

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La Costituzione ormai è un optional: all’asilo comunale di Goito accettano solo bambini cristiani.

Francesco Franz Amato La Costituzione ormai è un optional: allasilo comunale di Goito accettano solo bambini cristiani.Io mi chiedo veramente se si possa essere più… più… non mi viene manco la parola!

A Goito, in provincia di Mantova, con un’ordinanza comunale votata a maggioranza, l’accesso all’asilo comunale sarà

solo per i bambini che provengono da famiglie che accettano «l’ispirazione cristiana della vita».

Non ci credete? Leggete qui, sulla Gazzetta di Mantova!

E tanti saluti alla Costituzione, alla democrazia e a quanto di dignitoso potesse rimanere nel nostro Paese.

Non ha senso! Cristo! Sono dei bambini! E quello è un asilo comunale!

E l’Italia, fino a prova contraria, è uno stato laico! Le uniche  cose che devono rispettare le famiglie dei bambini sono la Costituzione e le Leggi dello Stato Italiano!

E’ proprio la Costituzione a sancire il diritto di studio per tutti, con l’art. 34:

La scuola è aperta a tutti.

L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.

I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.

La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.

Com’è possibile che un’amministrazione comunale emetta un’ordinanza in diretto contrasto con la Costituzione?

Ah già! Quasi dimenticavo: della Costituzione non frega più niente a nessuno!

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Creato in laboratorio un virus fetentissimo…

Francesco Franz Amato Creato in laboratorio un virus fetentissimo...E quello che mi chiedo è: non aveva proprio un cazzo di meglio da fare ’sto Yoshihiro Kawaoka?

Ma soprattutto, la secondo domanda che occorre porsi, anche un po’ più spesso è: cui prodest? Ma non “cui prodest virus creare”, quanto “cui prodest historiam referre” ovvero: perchè ce lo vengono a raccontare?

Che in molti laboratori vengano creati e manipolati organismi microscopici mi pare non sia un segreto per nessuno. Ergo: perchè questa notizia sul Corriere?

Lasciamo perdere il testo, quanto di più superficiale, come quasi sempre in questi casi, sia dato leggere… ma il contenuto; perchè danno questa notizia proprio ora?

A parte il fatto che non si capisce perchè si siano a messi a creare un patogeno micidiale come quello in argomento (un ibrido superpotenziato dell’aviaria, un chimera che, in caso qualcosa andasse storto, rischierebbe di far fuori l’umanità in quattro e quattr’otto), la ragione di diffondere questa notizia potrebbe essere… mah! Per una volta voglio essere ottimista e pensare che il motivo di questo articolo sia quello di denunciare.

Denunciare un’attività che non ha nessun senso, tanto per cominciare. Riassortire un corredo genetico in laboratorio per studiarlo? Fatemi il piacere! La possibilità che in natura si replichi esattamente lo stesso riassortimento è praticamente nulla.

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Fatevi quattro risate, va…!

Se riuscite a stare seri con questa qui… non siete vivi! (abbiate pazienza per i primi 40 secondi…)


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AIDS. L’ultima porcata di Big Pharma: la ricerca di un vaccino è solo uno spreco di tempo.

Francesco Franz Amato AIDS. Lultima porcata di Big Pharma: la ricerca di un vaccino è solo uno spreco di tempo.Che vi avevo detto? Ormai lo scopo delle multinazionali farmaceutiche non è più guarire gli uomini. E’ farne dei malati cronici per renderli schiavi a vita.

E’ così evidente… in questo articolo (attenzione, non fatevi fregare dal titolo che non c’entra un cazzo) spunta la nuova linea di Big Pharma; non vogliono più cercare un vaccino contro l’AIDS… no, è uno spreco di tempo!

Meglio imbottire di antiretrovirali tutti i sieropositivi perchè così, fra 40 anni, probabilmente questa malattia non ci sarà più.

Tutto chiaro, mi pare. Se trovi il vaccino la gente se ne fa una dose, non si ammala più e tu guadagni un tot.

Ma se il vaccino non esiste e riesci a fare passare l’idea ai governi, allora ti assicuri un’entrata fissa da qui ai prossimi quarant’anni di proporzioni epiche.

La manovra è talmente chiara da essere oscena. Ma tanto le prove generali di impunità le hanno già fatte con il vaccino contro la suina: come si è visto non li tocca nessuno!

Naturalmente indovina un po’ dove verrà sperimentata la nuova linea terapeutica? Ma in Africa naturalmente! E certo, lì di malati ne hanno quanti ne vogliono. E poi quello che succede da quelle parti raramente raggiunge l’opinione pubblica occidentale, così occupata a scandalizzarsi perchè un conduttore televisivo spiega che in guerra si mangiavano i gatti.

Risultato? Big Pharma avrà campo libero per la sperimentazione umana di farmaci antiretrovirali e chissà di cos’altro.

Poco importa se, trovando un vaccino, milioni di persone non si ammalerebbero. Beh, certo, e i profitti? E il denaro? Ma stiamo scherzando? Trovatevelo voi un vaccino, se volete, noi non abbiamo tempo da perdere!

Tenetelo bene a mente il nome di quest’uomo: Brian Williams del SACEMA. E’ lui che ha lanciato l’idea.

E’ questo l’uomo che dovranno ringraziare quelli che in futuro si ammaleranno di questo terribile morbo.

Perchè PER LUI trovare un vaccino contro l’AIDS è uno spreco di tempo!

Ma vaffanculo, va’!


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Tre amiche: barzelletta di costume.

barzelletta sul sado masoTre amiche, una fidanzata, un’amante e una moglie, decidono di stupire i propri uomini vestendosi in modo estremamente sexy, con body in pelle stile sadomaso, tacchi a spillo e maschera sugli occhi.

Giorni dopo si incontrano.

La fidanzata: mi sono tolta il cappotto … appena mi ha visto si è gettato su di me dichiarando “sei la donna della mia vita!” … e abbiamo fatto l’amore tutta la notte!

L’amante replica:  incredibile, anche a me … la sera in ufficio sono entrata dal mio capo e, una volta gettato a terra il cappotto, lui non ha detto nulla, in silenzio mi ha preso, mi ha sbattuto sulla scrivania e …. abbiamo fatto l’amore tutta la notte!.

La moglie  a sua volta:anch’io ieri sera sono rientrata a casa e appena di fronte a lui ho subito lasciato cadere il cappotto a terra, mi ha osservato in silenzio per un attimo, e poi mi ha detto …

“A’ Batman … che se magna stasera?!”

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Occhio al fattore acqua – By Giuseppe

acqua risorsa mondialeAnche questo post stavo per intitolarlo diversamente, cioé: “Occhio al problema acqua”.

Ma l’acqua non è ancora un problema serio, non per noi occidentali, non per ora almeno. Ma potrebbe diventarlo prima di quanto immaginiamo perché a dirla tutta ci stiamo impegnando piuttosto seriamente per fare precipitare la situazione.

Trovo buffo accingermi a scrivere sulla scarsità dell’acqua proprio dopo una notte di abbondante pioggia. Esco di prima mattina che è ancora buio, per fare colazione, pensando all’acqua. Mi guardo intorno…acqua dappertutto: in cielo e in terra.

E penso a come siamo stati capaci, in due secoli di industrializzazione irresponsabile, di fare diventare l’acqua un problema (pensiamo solo che per lavorare 1 kg di alluminio occorrono ben 100.000 litri di acqua e 15.000 lt per i kg di manzo).

In questa cattiva “gestione” dell’acqua ci siamo dentro anche noi, abitanti di un meraviglioso territorio, l’Italia, che “ha acqua da tutte le parti”. Proprio noi ci permettiamo il lusso di sprecare per perdite di condutture il 30% della disponibilità pro capite di acqua potabile.

Pensando a questo entro nel bar proprio mentre una persona sta imprecando contro la pioggia. Io gentilmente gli faccio notare che la pioggia è una benedizione: “Pensa alla gente dell’Africa che non ne ha”, gli dico. “Già, è vero!” risponde distrattamente…e comincia  a parlare di calcio.

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Kali Yuga: questo mondo deve cambiare

Francesco Franz Amato Kali Yuga: questo mondo deve cambiareIn molti scritti antichi, primi fra tutti i Veda, è contenuta un’esatta descrizione del periodo attuale, in somma sintesi un periodo di estrema ignoranza e declino spirituale ed enorme quanto falso rivolgimento a tutto ciò che è materiale; il Kali Yuga, appunto.

Basta fare un attimo mente locale per comprendere che, profezia o no, questa è esattamente la condizione delle società mondiali.

Quello che accade in Italia sta accadendo, bene o male, anche nel resto del mondo. I governi sono sempre più corrotti, non solo nel senso di prendere la mazzetta, ma soprattutto in quello morale. La politica non esiste più, se non come strumento per mantenere potere ad oltranza.

Ma più di tutto, è divenuta inesistente o quasi la traenza della popolazione verso qualcosa di spirituale. Ovviamente a livello personale, singolo, vi sono persone che invece vanno in senso diametralmente opposto. Ma generalmente, sembra che tutto ciò che è spirituale stia sfuggendo dallo spazio di esperienza dei più.

La tendenza è verso il benessere materiale, la debolezza morale ed etica, la corruzione del pensiero. Le leggi sono generate più dal moralismo che da un’autentica coscienza di ciò che è bene e ciò che non lo è, e le classi dirigenti sono sempre più inadatte al loro compito.

La società occidentale, in particolar modo, sta conoscendo un periodo di tale destrutturazione da renderla evidentemente pronta a cadere nel baratro.

Guardiamo i titoli dei giornali. Le notizie vengono date ed orchestrate in modo smaccatamente strumentale, e non solo in Italia. Sono molto rari i  “fogli” in cui si parli di qualcosa che non sia dipendente dall’orientamento governativo. Il giornalismo vero ha lasciato il posto ad un’estrema mancanza di serietà, con notizie a volte addirittura false, altre costruite ad hoc; e in quelle rare occasioni in cui una notizia potrebbe avere un senso, il taglio con cui viene esposta è sempre più moralistico.

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Pausa idiozia: AHIA!

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12 anni: rocker naturale

Un ragazzino di 12 anni al talent’s show. Mai vista una cosa simile in un giovane. Secondo me è stato posseduto dallo spirito di Jimi!

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Pensavate di saper tirare al piattello?

Allora guardate cosa fa questo signore…

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Gary Moore: The Loner – Quando una chitarra sembra parlare

Questo è in assoluto il solo di chitarra a me più caro. Lo considero il mio inno personale; “The Loner”, una ballad tratta dall’album “Wild Frontier” del 1987.

Gary Moore è un chitarrista incredibile, che utilizza moltissimo le scale doriche ma oltre a questo ha un tocco davvero speciale che sembra quasi far parlare la chitarra. Lo fa con uno stile particolare e inconfondibile soprattutto nel bending, ovvero quando si “tira” una corda, passando da una nota ad una più alta.

Non è così semplice come sembra, soprattutto con una simile intonazione perfetta e dando contemporaneamente quel tocco di tremolo.


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Dialoghi Impossibili: Ogni Maledetta Domenica

Mostro di recitazione in azione. Per non parlare del doppiatore… Se qualcuno vuol sapere come motivare una squadra, di qualsiasi genere… si guardi questo film!


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Savants, disabili geniali

Matt_Savage,_2005Ieri sera ho visto un documentario, non so su quale canale, in cui veniva descritta la ricerca che si è sviluppata in questi ultimi anni intorno al fenomeno dei cosiddetti “savants”.

Come in Rain Man, esistono alcune centinaia di casi al mondo in cui uomini e donne affetti da varie disabilità, ma soprattutto da autismo, hanno singolari capacità mnemoniche e psichiche, che li rendono unici al mondo.

In una piccolissima percentuale, queste persone non sono neppure affette da disabilità, ma mostrano ugualmente talenti straordinari. Come nel caso di un giovane, scusatemi ma non ricordo il nome, in grado di eseguire calcoli matematici complessi a mente in pochissimi istanti.

Sono rimasto stupito quando quest’uomo ha effettuato una divisione tipo 832 / 0,164, snocciolando il risultato fino alla cinquantesima cifra decimale!

I casi descritti erano svariati, da Kim Peek, detto “Kimputer”, il personaggio che ha ispirato proprio il film “Rain Man”, in grado di ricordare tutto ciò che legge a Matt Savage, che ha iniziato a comporre musica jazz all’età di sei anni, in grado di riprodurre qualsiasi brano musicale senta.

La trasmissione, per una volta, trattava l’argomento con serena oggettività, senza accanirsi nel tentativo di dimostrare che erano tutte balle.

La cosa che mi ha colpito di più è stato constatare che nel mondo scientifico ed accademico esistono anche dei personaggi dalla mente aperta che realmente sono alla ricerca della verità, senza pregiudizi su quale questa possa essere.

Dato che quasi tutti questi personaggi talentuosi hanno in comune una memoria prodigiosa, nella trasmissione questo aspetto è stato indagato molto a fondo, comunicando i risultati emersi da diverse indagini effettuate tramite RMN e PET all’avanguardia.

Uno degli scienziati intervistati, un accedemico del MIT, ad un certo punto ha parlato della memoria e del fatto che, studiando i savants, si era reso conto di quanto questa funzione sia qualcosa che si interpone in qualche modo tra ciò che l’uomo è e qualcos’altro.

In modo particolare faceva riferimento al fatto che tutti i savant, anche quelli che sono diventati tali dopo la nascita a causa di un incidente o un trauma, fanno accesso a zone del cervello che non sono abitualmente utilizzate per quello scopo.

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Scott Baio e il buco sbagliato

Da non crederci. Non riesco a credere che siano riusciti a fare questo video. E’ geniale! Inizia in sordina ma poi… occhio ai sottotitoli!

Grazie a Ridi che ti passa che l’ha scoperto


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La gnocca del momento
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  • LANGUIDA ORA

    QUANDO GIA' LANGUE L'ORA DELLA SERA A VENIRE DI UN GIORNO CHE SEMBRA MAI FINIRE, E IL SOLE TRAM
Questo l’ho scritto io:
"Kesa - Alla fine della solitudine"

Kesa - alla fine della solitudine E' una storia d'amore, un po' strana, lo ammetto, ma tutti quelli che hanno letto il libro lo hanno trovato bello.

..........

Se volete potete leggere qui i primi due capitoli.

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