L’Italia pagherà 1500 euro per ogni migrante rimpatriato

Francesco Franz Amato LItalia pagherà 1500 euro per ogni migrante rimpatriatoEcco, con questo siamo arrivati al delirio completo. L’Italia pagherà al governo di Tunisi 1.500 euro per ogni persona che, espatriata illegalmente in Italia, verrà rimpatriata in Tunisia.

Certo, secondo il ministero degli Esteri la cosa si farà solo se finanziata dalla UE. Mi verrebbe da ridere, se non ci fosse da piangere amaramente.

Siamo l’unica nazione europea che non solo tollera l’immigrazione clandestina sotto qualsiasi forma ma che è pure disposta a pagare i paesi di origine dei migranti per riprenderseli.

In Spagna i barconi vengono fermati fuori dalle acque territoriali, le persone assistite, curate, rifornite di viveri, acqua e carburante, dopodiche vengono rispedite al mittente, senza troppe menate.

In Grecia nessun clandestino può sbarcare. Se li beccano li cannoneggiano e se sopravvivono li rispediscono al paese d’origine immediatamente.

In tutta l’Unione Europea l’immigrazione clandestina non viene tollerata, la Francia blocca alla frontiera chiunque tenti di introdursi illegalmente (soprattutto dall’Italia).

E noi paghiamo Tunisi per riprendersi i migranti. E poi cosa? Anche un bel bacino della buona notte?

L’Italia è diventato il luogo in cui tutta l’immigrazione del mediterraneo trova accoglienza. Lampedusa è diventato il campo profughi in cui vengono confinate queste persone. E’ assurdo.

Perchè non li distribuiamo nel resto dell’Europa invece che tenerli ammassati a Lampedusa, in condizioni estreme, sottoponendo gli abitanti dell’isola ad uno stress assurdo?

Se proprio vogliamo accettare tutti questi poveracci, almeno togliamoli di lì e distribuiamoli in tutti i paese dell’Unione Europea. Perchè dobbiamo farcene carico solo noi (o meglio: solo Lampedusa)?

Perchè l’ha detto il Papa? Ok, peccato che lui in Vaticano non ne ospita neppure uno.

Ma perchè dobbiamo sempre fare cazzate quando c’è tutta l’Europa in cui inviare queste persone?

O forse le altre nazioni sono un po’ meno coglione di noi e non ne vogliono sapere?

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Sucker Punch: visione onirica per un film davvero strano

Francesco Franz Amato Sucker Punch: visione onirica per un film davvero stranoStrano. E’ proprio il termine che mi viene in mente.

Realizzato con una postproduzione ai limiti dell’incredibile, il film narra la storia di una ragazza che viene richiusa in un manicomio dal patrigno bastardo e  viaggia con la mente in mondi onirici, alla ricerca di una soluzione di fuga, riportando nella realtà quello che vive nel mondo della mente.

La fotografia ricorda da vicino quella di “300″, con un uso davvero incredibile del 3D e degli effetti di rallenty artificiale e del Bullet Time.

La storia ti porta per mano con un gran ritmo e una trama ben scritta, ottimamente sottolineata dalla colonna sonora, un rock di quelli giusti.

Le ragazze protagoniste, tutte davvero splendide, popolano il tutto con discreta presenza scenica ma fin dall’inizio ti viene da chiederti dove voglia andare a parare il film e, in modo del tutto inaspettato, la risposta arriva negli ultimi due minuti di pellicola.

Poche frasi, dette bene e che ti si piantano in testa dando forma e senso compiuto all’opera.

Si, perchè a parer mio di opera trattasi, anche se ritengo che non piacerà a molti.

La possibilità di classificare e giudicare questo film dai primi minuti di proiezione è purtroppo molto elevata e, data la superficialità e l’incommensurabile mancanza di cultura del pubblico italiano (per non parlare dei cosiddetti “critici”), non mi stupirebbe se sparisse dalle sale in breve tempo.

Perciò, se ne avete l’intenzione, sbrigatevi ad andare a vederlo ma, per favore, portatevi dietro almeno un paio di neuroni.

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Come dice un commento su YouTube: un incanto.

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La nebbia di oggi, originariamente postata nel Settembre del 2009

Il suono di un mantra può non essere una parola.

Pubblicato originariamente il: 02/09/09.

L’utlizzo del suono come vibrazione non prevede obbligatoriamente l’uso di bijia mantra o di parole sanscrite di significato compiuto. Di fatto si possono utilizzare anche delle vocali o delle consonanti.

In questo esempio, ho utilizzato la vocalizzazione delle lettere “A” e “U” per produrre una sorta di variazione maggiore-minore. Lo uso quando voglio entrare in uno stato di maggior calma.

L’uso degli armonici iniziali invece rappresenta una specie di “stacco”, come un segnale che si entra in un’altra vibrazione rispetto alla condizione avuta fino a quel momento.

Se desiderate ascoltare  il brano cliccate qui: Francesco Franz Amato Dalle nebbie del tempo: il mantra può non essere una parola. (Per scaricarlo fate click destro sul link e scegliete “Salva destinazione con nome…” o similia)

Come sempre il brano l’ho prodotto personalmente, se desiderate usarlo sul vostro blog o sito web vi prego solo di citare la fonte.

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Eccheccazzo! Così si suona!

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Francesco Franz Amato Cera una volta un prof. di quelli veri.E’ un ricordo che mi è davvero caro. Quando ero alle medie, ci fu un periodo in cui, per cause del tutto emotive, mi bloccavo ai compiti in classe di matematica. Non è che facessi fatica: ero proprio uno sfacelo.

Mi ricordo ancora che mi prendevano praticamente delle crisi di panico e tutto quello che sapevo… PUF! Spariva nel nulla!

Avevamo questo prof., un milanesone di vecchia generazione, genuino fin quasi alla commozione ma con una testa davvero fina e, lo ricordo ancora oggi, un infinito amore per i ragazzi e l’insegnamento.

Lui sapeva, lui aveva capito. Allora, un bel giorno, a mia completa insaputa, visto che io collezionavo una serie impressionante di votacci, diede a tutta la classe l’ennesimo compito. A tutta la classe tranne a me (e, ho il sospetto, anche al mio compagno di banco, perchè non mi accorgessi di nulla), a cui invece diede un compito di una facilità talmente estrema che anche un allievo delle elementari l’avrebbe risolto.

Infatti lo risolsi perfettamente e, da quel momento, non ebbi più alcun problema. Anzi, avendo ricuperato la fiducia in me stesso, iniziai a collezionare ottimi voti nelle prove successive, che invece furono perfettamente normali.

Scoprii questa cosa molti anni dopo quando, in occasione della morte di quell’Uomo (la maiuscola non è casuale), ricevetti in eredità un antico eserciziario di analisi matematica avanzata dei primi del ’900, accompagnato da un biglietto molto semplice che diceva: “Tienilo e fanne buon uso: a me non servirà più“.

Quando lo mostrai ai miei genitori, loro si commossero parecchio e mi raccontarono quello che era accaduto (avevano sempre saputo tutto, ovviamente).

Oggi come oggi non posso fare a meno di riconoscere che se amo così tanto la scienza e la tecnologia, lo devo quasi completamente a quel gesto compiuto da un uomo che, semplicemente, amava tantissimo fare quello che faceva. E, soprattutto, sapeva capire.

Non credo che oggi cose di questo tipo possano ancora avvenire, ma non posso esserne certo. E non so nemmeno se il rapporto insegnante-allievo sia ancora così pregnante.

Quello che so è che quella persona era davvero special; e non solo perchè mi aiutò in un momento di difficoltà.

Per questo scrivo questo post.

In qualche modo mi piace pensare che il ricordo che ho del “mio prof. di matematica delle medie“, possa ancora raggiungerlo, ovunque sia, e gli possa portare la stima e l’affetto di un uomo che, a distanza di trent’anni, gli vuole ancora un bene dell’anima.

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A ruba le pillole sullo iodio: perchè il governo si stupisce?

Francesco Franz Amato A ruba le pillole sullo iodio: perchè il governo si stupisce?Dopo le notizie sempre peggiori dal Giappone, in Italia la gente corre a procurarsi pillole allo iodio e diserta sushi e ristoranti giapponesi. Per quello che riguarda i ristoranti mi pare ovvio che accada. Potrà avere poco senso (visto che il pesce e il riso non vengono ovviamente dal Giappone) ma la cosa ha una sua logica.

Per quanto riguarda le pillole allo iodio invece, ovviamente, il senso proprio non esiste. Ma ne siamo proprio sicuri?

La realtà è che il pubblico non si fida più ne di quello che dicono i media ne, tantomeno, di quello che dice il governo.

E ci credo! Con giornali che fanno a gara per chi spara la cazzata più grossa  e governi in cui i ministri preposti ai vari dicasteri dimostrano sempre di più una totale incompetenza  e una ancora più totale iniquità, perchè mai la gente dovrebbe fidarsi quando dal governo ti dicono che “non c’è nulla di cui preoccuparsi”?

Come può pretendere Fazio che la gente si fidi delle sue parole dopo quanto accaduto (solo per fare un esempio) lo scorso anno con quell’immensa bufala della suina?

E allo stesso modo, come possono pretendere i media di avere ancora anche solo un minimo di credibilità dopo l’incredibile serie di puttanate che non si stancano mai di enunciare?

Quindi, cari signori del governo e della stampa, se la gente non si fida delle vostre parole, non significa che sia un caso di “paranoia collettiva”, quanto di sfiducia acquisita e suffragata dalla pubblica consapevolezza della vostra totale e completa inaffidabilità!

Fatevene una ragione, in vista delle prossime elezioni.

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