Perchè ritengo il nucleare un probabile inferno.

Francesco Franz Amato Perchè ritengo il nucleare un probabile inferno.Ho scelto accuratamente il filmato al seguito di questo post: è tratto dal documentario “Trinity and Beyond” (se non l’avete ancora visto, ve lo consiglio caldamente).

Sono cinque delle centinaia di esplosioni nucleari provocate sperimentalmente nel corso della cosiddetta “ricerca scientifica”. Qui parliamo ovviamente di bombe e non di centrali ma… guardate bene le immagini di questi sei minuti di autentico orrore.

L’energia nucleare è l’energia indifferenziata della materia, la conversione pressoche istantanea di materiale fissile in energia radiante. Non grandi quantità: pochi chili.

Basta guardare queste immagini per rendersi conto che vi è  qualcosa di profondamente ed intrinsecamente terribile nella manifestazione di questa energia. Qualcosa cui gli esseri umani hanno avuto accesso ma che non sono assolutamente in grado di comprendere. Non occorre essere degli scienziati per comprendere che l’uso che oggi facciamo di questa energia è talmente trogloditico che è un miracolo se non siamo ancora saltati tutti in aria.

E’ come aver messo in mano ad una scimmia il telecomando del televisore. La scimmia capisce solo che, schiacciando i tasti, vede delle immagini più o meno piacevoli.

L’uomo è uguale. Capisce solo che, provocando una reazione nucleare, può scatenare una potenza incredibile. E il bello è che non comprende che quell’energia non è affatto limitata agli aspetti osservabili più o meno direttamente, ma va ben oltre! Basta guardare queste immagini per rendersi conto che le l’energia nucleare scoperchia un vaso di pandora che non siamo assolutamente in grado di controllare con nessun livello di sicurezza; e questo, semplicemente perchè siamo impossibilitati a vedere le dimensioni che realmente vengono tirate in ballo con l’energia nucleare.

Guardate bene queste immagini. Magari anche due o tre volte. E, per favore, guardate il filmato fino in fondo; dura solo sei minuti.

Poi, il 12 giugno, quando ci sarà da votare sul nucleare, cercate di ricordarle. Cercate di non dimenticare che chi vi vuole vendere questa fonte di energia come “a rischio zero” è qualcuno che non può che mentire, sapendo di mentire. E se non lo sa, vuole dire che è completamente deficiente.

In entrambi i casi, qualcuno da tenere ben lontano.

Enjoy!

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Occhio perchè, Bach, Gounod e Schubert scrissero tutti e tre un’ave maria, tre pezzi molto confondibili tra di loro, anche se davvero simili.

Cina, Lana e Karma.

Francesco Franz Amato Cina, Lana e Karma.La Cina si accaparra sostanzialmente la quasi totalità degli approvigionamenti in lana. Potendo pagare di più, i commercianti cinesi fregano anche le partite già vendute all’occidente, accollandosi la penale, pur di soddisfare la richiesta interna.

Guardate bene questa nazione, perchè è davvero incredibile come il Karma occidentale la stia favorendo sempre di più.

Negli ultimi anni il governo cinese ha spinto ad un aumento del consumismo (interno), che ha prodotto un’impennata paurosa degli acquisi (i cinesi sono tanti e se anche comprano poco in più, l’effetto di massa è macroscopico).

Ma un’aumento degli acquisti (cioè della domanda), determina invariabilmente un aumento del prezzo di vendita (questo sempre per la ben nota, quanto idiota, legge della domanda e dell’offerta).

Risultato: l’occidente rischia di diventare un mercato morto, con potere d’acquisto limitato, nei confronti della Cina, la quale, con le risate che gli allargano il culo, ci guarda dall’alto in basso e ci dice: “Cazzo volete? L’arte del mercante l’abbiamo sostanzialmente inventata noi, voi avete inventato le leggi che usate, adesso che le usiamo noi non venite a romperci i coglioni”.

L’avidità: ancora una volta è l’avidità a farla da padrone. Basterebbe non voler vendere a chi offre di più ma a chi già paga abbastanza per inculare questa nazione di dittatori, che uccide i diritti civili e che di quelli umani se ne sbatte anche di più.

Ma data la logica occidentale… il risultato eccolo qui. Carburanti che salgono alle stelle (non avrete per caso creduto alla favola del petrolio e della Libia, vero?), materie prime che seguono lo stesso destino e scarseggiano sempre più, prezzi che salgono oltre il nostro potere d’acquisto e uno stato che non stento a definire canaglia che si arricchisce sempre di più, acquisendo potere e peso politico (come se non ne avesse già abbastanza).

E intanto l’Europa litiga su chi debba essere il responsabile della campagna-minchiata in Libia…

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E del Giappone, piano piano, si dice sempre meno…

Francesco Franz Amato E del Giappone, piano piano, si dice sempre meno...Solito sistema, solito schifo dei media. Passato “l’effetto scoop”, dei casini che stanno accadendo in Giappone non parla più nessuno, se non in piccoli trafiletti qui e là.

Perciò l’italiano medio comincia già a dimenticarsi che, anche se dall’altra parte del pianeta, c’è un paese in cui la scelta nucleare ha rivelato quanto rischioso sia affidarsi a questa forma di produzione energetica.

Così come, molto probabilmente, lo stesso italiano non sa che a decine di miglia dalla costa giapponese il livello di radiazioni è di 1.500 volte il fondo, mentre a Tokyo l’emergenza acqua si fa sentire (anche se il governo ha tolto l’allerta per i bambini) e il tasso radiante è circa il triplo di quello rilevato subito dopo il disastro al primo reattore.

Ieri un reattore ha parzialmente fuso, e una delegazione di Greenpeace ha diffuso un comunicato che comunica condiziomi assai gravi a diversi chilometri da Fukushima, condizioni di cui la popolazione sarebbe addirittura tenuta all’oscuro da parte del governo. Se volete leggere questo comunicato lo trovate qui.

La gente è così, dimentica in fretta, e i governi lo sanno perfettamente. Ma intanto, dall’altra parte del mondo, una nazione è in ginocchio perchè non ha quasi più nulla. Manca il carburante, metà delle nazioni ha bloccato le importazioni (vi immaginate il danno economico per migliaia di aziende?) e l’altra metà sta speculando sullo Yen, provocandone l’impennata artificiale e danneggiando sempre di più un’economia al collasso.

Ma soprattutto, l’italiano medio non ha mai pensato, se non forse nei primi due giorni, alle migliaia di persone che in Giappone stanno affrontando sofferenze e difficoltà incredibili, a causa del triplice impatto di un terremoto potentissimo, uno Tsunami gravissimo e un’emergenza nucleare che non accenna a volersi ridimensionare dopo più di due settimane e che, anzi, peggiora di giorno in giorno.

Questo perchè l’italiano crede che quanto accade a diverse decine di migliaia di chilomentri non lo riguardi.

Ma si sbaglia, perchè tutto questo avrà un impatto quanto meno economico sul nostro paese. Sempre che non ne abbia uno anche sanitario, qualora la crisi nucleare giapponese dovesse aggravarsi ulteriormente, cosa peraltro assai probabile.

Eppure l’italiano medio continua a guardare con grande interesse il Grande Fratello.

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Francesco Franz Amato LItalia pagherà 1500 euro per ogni migrante rimpatriatoEcco, con questo siamo arrivati al delirio completo. L’Italia pagherà al governo di Tunisi 1.500 euro per ogni persona che, espatriata illegalmente in Italia, verrà rimpatriata in Tunisia.

Certo, secondo il ministero degli Esteri la cosa si farà solo se finanziata dalla UE. Mi verrebbe da ridere, se non ci fosse da piangere amaramente.

Siamo l’unica nazione europea che non solo tollera l’immigrazione clandestina sotto qualsiasi forma ma che è pure disposta a pagare i paesi di origine dei migranti per riprenderseli.

In Spagna i barconi vengono fermati fuori dalle acque territoriali, le persone assistite, curate, rifornite di viveri, acqua e carburante, dopodiche vengono rispedite al mittente, senza troppe menate.

In Grecia nessun clandestino può sbarcare. Se li beccano li cannoneggiano e se sopravvivono li rispediscono al paese d’origine immediatamente.

In tutta l’Unione Europea l’immigrazione clandestina non viene tollerata, la Francia blocca alla frontiera chiunque tenti di introdursi illegalmente (soprattutto dall’Italia).

E noi paghiamo Tunisi per riprendersi i migranti. E poi cosa? Anche un bel bacino della buona notte?

L’Italia è diventato il luogo in cui tutta l’immigrazione del mediterraneo trova accoglienza. Lampedusa è diventato il campo profughi in cui vengono confinate queste persone. E’ assurdo.

Perchè non li distribuiamo nel resto dell’Europa invece che tenerli ammassati a Lampedusa, in condizioni estreme, sottoponendo gli abitanti dell’isola ad uno stress assurdo?

Se proprio vogliamo accettare tutti questi poveracci, almeno togliamoli di lì e distribuiamoli in tutti i paese dell’Unione Europea. Perchè dobbiamo farcene carico solo noi (o meglio: solo Lampedusa)?

Perchè l’ha detto il Papa? Ok, peccato che lui in Vaticano non ne ospita neppure uno.

Ma perchè dobbiamo sempre fare cazzate quando c’è tutta l’Europa in cui inviare queste persone?

O forse le altre nazioni sono un po’ meno coglione di noi e non ne vogliono sapere?

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Sucker Punch: visione onirica per un film davvero strano

Francesco Franz Amato Sucker Punch: visione onirica per un film davvero stranoStrano. E’ proprio il termine che mi viene in mente.

Realizzato con una postproduzione ai limiti dell’incredibile, il film narra la storia di una ragazza che viene richiusa in un manicomio dal patrigno bastardo e  viaggia con la mente in mondi onirici, alla ricerca di una soluzione di fuga, riportando nella realtà quello che vive nel mondo della mente.

La fotografia ricorda da vicino quella di “300″, con un uso davvero incredibile del 3D e degli effetti di rallenty artificiale e del Bullet Time.

La storia ti porta per mano con un gran ritmo e una trama ben scritta, ottimamente sottolineata dalla colonna sonora, un rock di quelli giusti.

Le ragazze protagoniste, tutte davvero splendide, popolano il tutto con discreta presenza scenica ma fin dall’inizio ti viene da chiederti dove voglia andare a parare il film e, in modo del tutto inaspettato, la risposta arriva negli ultimi due minuti di pellicola.

Poche frasi, dette bene e che ti si piantano in testa dando forma e senso compiuto all’opera.

Si, perchè a parer mio di opera trattasi, anche se ritengo che non piacerà a molti.

La possibilità di classificare e giudicare questo film dai primi minuti di proiezione è purtroppo molto elevata e, data la superficialità e l’incommensurabile mancanza di cultura del pubblico italiano (per non parlare dei cosiddetti “critici”), non mi stupirebbe se sparisse dalle sale in breve tempo.

Perciò, se ne avete l’intenzione, sbrigatevi ad andare a vederlo ma, per favore, portatevi dietro almeno un paio di neuroni.

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Come dice un commento su YouTube: un incanto.

Buona serata da Franz’s Blog!

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Dalle nebbie del tempo: il mantra può non essere una parola

La nebbia di oggi, originariamente postata nel Settembre del 2009

Il suono di un mantra può non essere una parola.

Pubblicato originariamente il: 02/09/09.

L’utlizzo del suono come vibrazione non prevede obbligatoriamente l’uso di bijia mantra o di parole sanscrite di significato compiuto. Di fatto si possono utilizzare anche delle vocali o delle consonanti.

In questo esempio, ho utilizzato la vocalizzazione delle lettere “A” e “U” per produrre una sorta di variazione maggiore-minore. Lo uso quando voglio entrare in uno stato di maggior calma.

L’uso degli armonici iniziali invece rappresenta una specie di “stacco”, come un segnale che si entra in un’altra vibrazione rispetto alla condizione avuta fino a quel momento.

Se desiderate ascoltare  il brano cliccate qui: Francesco Franz Amato Dalle nebbie del tempo: il mantra può non essere una parola. (Per scaricarlo fate click destro sul link e scegliete “Salva destinazione con nome…” o similia)

Come sempre il brano l’ho prodotto personalmente, se desiderate usarlo sul vostro blog o sito web vi prego solo di citare la fonte.

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Buona serata da Franz’s Blog!

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