Noi due sconosciuti: storia di una catarsi
Scritto da: primularossa in Recensioni Film --->
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(Milano) Cast d’eccezione per “NOI DUE SCONOSCIUTI”, la prima pellicola americana della regista danese Susanne Bier, distribuito dalla Teodora Film e che uscirà nelle sale il prossimo 12 giugno, candidata a 11 premi per l’European Film Academy, dopo il successo mondiale di “Dopo il matrimonio” (“After the wedding” candidato all’Oscar® 2006), “Open Hearts” (2002) e “Non desiderare la donna d’altri” (“Brothers” 2004).
Una bellissima Halle Berry (Audrey) e un bravissimo e simpatico Benicio del Toro (Jerrry) sono i protagonisti del dramma che colpisce una famiglia americana del nord negli Stati Uniti.
La tranquilla e routinaria vita di coppia di Audrey e Brian (David Duchovny) è improvvisamente stroncata dalla morte di quest’ultimo, che, facendo ritorno a casa, durante la notte, muore da eroe nel bel mezzo di una lite familiare, nel tentativo di difendere la donna malmenata brutalmente dal marito.
Audrey, nonostante i pregiudizi su Jerry, ex avvocato tossicodipendente, decide di invitarlo al funerale, in riconoscenza della grande amicizia che lo legava a Brian.
La donna, quando il marito era in vita, non capiva il suo attaccamento a Jerry, mentre tutti lo avevano emarginato già da tempo per il suo comportamento autodistruttivo.
Solo dopo la sua morte si accorge di quanto Jerry lo conoscesse e così cerca di mantenere vivo il ricordo di Brian attraverso di lui.
Gli chiede di trasferirsi nella sua villa, troppo grande, per non accusare la solitudine, e gli promette vitto e alloggio, in cambio di piccoli lavori domestici.
Il rapporto tra i due è conflittuale, ma ha un denominatore comune: la dipendenza.
Entrambi devono superare la propria tragedia personale: per Audrey è la morte del marito e per Jerry il rapporto con la droga.
Questo stabilisce ben presto un forte legame con i bambini e si impegna decisamente a guarire e a trovare un buon lavoro. E’ un salutare supporto per Audrey.
Così da soccorso, si trova ben presto a indossare i panni del soccorritore, per la giusta legge del contrappasso, porta obbligata per la sua espiazione.
Per Audrey la disintossicazione e la catarsi è il rendersi conto che gli affetti sono più importanti degli oggetti bruciati in un incendio avvenuto quando Brian era in vita.
Halle riesce a interpretare con grande intensità la rabbia per il lutto inspiegabile, che le distrugge la vita in giovane età e che trasferisce su Jerry.
Nonostante le provocazioni di Halle, l’uomo esce dal suo stato autodistruttivo cronico e sceglie di prendersi carico della propria guarigione, vive l’espiazione e assiste alla propria catarsi, processo nel quale sceglie di farsi fa carico dei pesi di Halle.
E’ infatti il rapporto con i figli del suo migliore amico che gli permette di riequilibrare la sua vita: “I bambini ti danno un motivo, una ragione per vivere, così come succede a Jerry” - afferma Del Toro.
La storia, scritta da Allan Loeb, ha da subito affascinato Mendes, il produttore, perché narra di persone le cui vite si intrecciano in maniera davvero coinvolgente, ed è sempre più raro trovarne.
Mendes ha scelto Bier, perché sapeva che la realizzazione del progetto sarebbe stata il più possibile fedele alla sceneggiatura.
(Delt@ Anno VI, N. 108 del 12 Maggio 2008) Primula rossa
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