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Buona serata: con Adele in Turning Tables

Voce splendida!

Buona serata da Franz’s Blog!

La logica dell’avidità deve cessare.

Francesco Franz Amato La logica dellavidità deve cessare.Lo dicono i tempi (o meglio, al momento si limitano a sussurrarlo). Le recenti polemiche a carico di Apple, peraltro marchianamente strumentalistiche, hanno tuttavia portato alla luce un dato di fatto: questo mondo è dominato dall’avidità in due forme: quella diretta e quella conseguente.

L’avidità diretta è quella delle multinazionali (e non solo dell’hi-tech) e dell’industria in genere; la loro è una corsa al massimo profitto, realizzato in termini di massimo prezzo e minor costo di produzione.

E’ la conseguenza della legge della domanda e…

Buona serata: con Victor Wooten

Che spiega, nei fatti, cosa vuol dire avere il ritmo nel sangue e suonare un basso come neppure chi l’ha costruito avrebbe pensato fosse possibile.

Buona serata da Franz’s Blog!

Abbiamo tutto in prestito: inutile tirarsela.

Francesco Franz Amato Abbiamo tutto in prestito: inutile tirarsela.Sei bella… ma prima o poi il tempo passerà sulle tue fattezze, lasciando il proprio marchio. Che tu lo voglia o no, il corpo ed il faccino tanto soave che ti hanno aperto tante porte, prima o poi non saranno che un ricordo.

Sei intelligente… che fortuna! Tutta l’acutezza, tutta la capacità di connessione di concetti, parole e fatti che ti ha regalato il buon Dio ti aiutano, fanno di te il super manager che sei, ti danno una possibilità che ad altri uomini…

Buona serata: con Jeff Beck in Cause We’ve Ended as Lovers

Quando la chitarra parla… occorre ascoltarla. Ma quando parla assieme ad un basso suonato con magistrale ed incredibile precisione da una giovanissima Tal Wilkenfeld (qui aveva 21 anni) e insieme danno luogo ad uno spettacolo sonoro come questo… allora è giustificato strapparsi direttamente i capelli!

Buona serata da Franz’s Blog!

Heather’s Corner: Quelli col complesso dell’occhio di bue

Francesco Franz Amato Heathers Corner: Quelli col complesso dellocchio di bueCi sono uomini che hanno il bisogno vitale, estremo, imprescindibile di vivere una vita sotto i riflettori. In senso lato, il più delle volte. Di rado, anche in senso letterale. Ventiquattro ore al giorno. Sette giorni a settimana. Dai ventotto ai trentun giorni al mese. E’ vero. Qualcuno l’ho conosciuto anche io. E me ne sono fatta una ragione. Ma di un paio (e dico un paio per non allarmare più di tanto) ho la certezza scientifica. Esperienze vissute da amiche che non vedo più da qualche tempo. I loro mariti, ex mariti a dire il vero (ma come potrebbe essere altrimenti?), si nutrono di popolarità. Ma se ne nutrono in maniera davvero nevrotica.

Soffrono di bulimia da consenso. Si alzano la mattina e cantano canzoni di cui nemmeno ricordano il titolo.

Fanno la doccia impostando la voce, manco fossero cantanti lirici.

Fanno la pipì ancora in preda all’abbraccio di Morfeo, la testa poggiata all’avambraccio contro il muro, e provano lo sguardo assassino per la segretaria dell’Amministratore Delegato che mette in cima alla lista i loro nomi e le loro suppliche (e poi magari, se gliela dà, ancora meglio).

Siedono sulla tazza e… “lavorano” sul diaframma. Eh, perbacco! La voce, signori, la voce.
Bisogna avere un bel tono maschio se si vuole trovare fortuna in amore e sul lavoro. Una di quelle voci suadenti, vellutate, provocanti, impostate. Soprattutto se la cosa che sanno fare meglio è raccontar bugie. Ma di quelle che ci vuole un taccuino al giorno solo per ricordarsele tutte!

Ora, Chiara e Laura, le due amiche in questione, hanno mollato i due primattori per ragioni diverse. La prima perché pare avesse una relazione extraconiugale (lei, intendo) e il buon Martino (l’ex marito) lo ha scoperto per caso (sostiene lui, che conosco bene) da un sms sul cellulare. Peccato che Chiara fosse alla sua prima esperienza fuori dal matrimonio e praticamente innamorata di Marco (sostiene lei).

Martino, invece, è sempre stato un libertino. Convinto pure di essere bello, desiderabile, colto, intelligente, galantuomo e con tanto da offrire, economicamente e sessualmente. Che devo dire? Io non ho mai avuto il… piacere e… l’onore di sperimentare sulla mia pelle l’ultima dote in elenco ma riguardo al resto, chi lo conosce sa bene che si tratta di fantasie costruite ad hoc. Martino non è bello. Anzi, potrei affermare senza tema di smentita che è bruttino anziché no. Molto bruttino.

Una chiavica, in pratica.

Un dente ogni quarto d’ora, l’ipotesi di una capigliatura arrostita, un fisico da briscola con adipe in eccesso, troppe efelidi e pochi muscoli. D’accordo. Mi fermo con l’elenco delle oscenità perché sono una signora, dopo tutto.

In ogni caso, Chiara mi confidava che non è mai stato un fenomeno nemmeno a letto. Bravo, per carità. Sa quel che si fa e come lo si fa. In tre mosse. E tutto finisce lì.
Durata media venti minuti scarsi. Fantasia zero. Bacio con sollevamento gonna o palpeggiamento chiappa (destra, in genere). Slaccio bottoni camicetta o sfilamento maglia, sgancio reggiseno a tempo di record e poi la classica sceneggiatura da tutti in famiglia.

Bon! Fine del film, direte voi. E allora che c’entra il complesso del riflettore? C’entra. Avevano la camera piena di specchi. Il fatto è che il buon Martino non guardava Chiara o… be’, sì, insomma, quello che doveva. No, lui guardava se stesso, le sue espressioni, le noccioline sul bicipite del braccio in tensione del momento. Se non è mania da protagonismo questa! Non solo. Martino il rubacuori ostenta con malcelata indifferenza l’auto della settimana.

Il suo lavoro da Yesman di una grande multinazionale (come se una multinazionale potesse essere definita “piccola”!) di prodotti cosmetici, non si sa bene come, gli ha sempre permesso di cambiare auto una volta al mese. Auto aziendale in prestito d’uso. Se non è fortuna sfacciata questa per uno come lui!

Ci va all’aperitivo al Diana a Milano. Tutte le sacrosante sere che Dio ha la bontà di mandare in terra. Rigorosamente senza moglie (ai tempi in cui Chiara era ancora sua moglie) e per fare la prova del nove con le belle figliole che bazzicano il luogo. Oppure la bella figliola se la portava direttamente dall’ufficio. Magari una modella che aveva appena firmato un contratto per l’imminente campagna di una crema rassodante anticellulite (di cui la signorina era totalmente priva, com’è ovvio!).

Ma le cose che hanno sempre dato fastidio alla mia amica Chiara sono ben altre. Che Martino fosse fedifrago lo sapeva bene fin da tempi non sospetti. E in fondo, pazienza. Quale uomo non lo è? Quello che non poteva sopportare è che non uscisse mai dal suo ruolo di protagonista della vita. Nemmeno in casa.

Le ciabatte o pantofole non erano presenti nella sua scarpiera. Mocassini da barca per il soggiorno, tutt’al più. Una maglietta mezza sbrindellata con un buchino lungo la cucitura sotto l’ascella per la nanna? Manco a parlarne. Mica siamo al centro di recupero! Questa è casa…. Azz! Non lo posso dire, vabbè. Per la nanna, comunque, pigiama di seta. Nero e griffato. Come le lenzuola in cui obbligava a dormire la povera Chiara. Già bell’e pronti per la sepoltura, insomma.

Buona serata: con gli Aristogatti in Tutti Quanti Voglion Fare Jazz

Una delle scene più belle di questo autentico capolavoro di animazione, con una colonna sonora davvero eccezionale.

Buona serata da Franz’s Blog!

Trasformare la sofferenza in energia – By Giuseppe

Francesco Franz Amato Trasformare la sofferenza in energia   By GiuseppeLa sofferenza esiste, non c’è niente da fare! Inutile tentare di sfuggirle (a quanto sembra è sempre più veloce di noi, e se ne inventa sempre una nuova per farci ricordare la sua esistenza).
Ben lo sapeva il Buddha Shakyamuni, che parte proprio da questa innegabile constatazione per offrire il suo “antidoto” in otto tappe al dolore.

Altri “due aspetti cardine” della visione del “grande risvegliato” sulla realtà dell’esistenza (non dimentichiamo che il buddhismo è un’alta scuola di psicologia), oltre al dolore, sono:
1) …

Buona serata: con Gino Vannelli in Love is a Night

Ancora un brano eccezionale di questo artista.

Buona serata da Franz’s Blog!

Dalle nebbie del tempo: ricordo ed emozioni

La nebbia di oggi, originariamente pubblicata nel dicembre 2010.

Ricordo e traccia emotiva

Pubblicato originariamente il: 03/12/10.

Francesco Franz Amato Dalle nebbie del tempo: ricordo ed emozioniAvete mai provato a ricordare un’emozione? A prima vista sembra semplice, immediato ma a ben guardare… davvero ricordiamo l’emozione? O piuttosto ne ricordiamo il nome e l’intensità, ma non esattamente l’emozione in se’?

Facciamo un esempio; ieri un’auto quasi ci investe. Ci pigliamo un bello spavento. Oggi cerchiamo di ricordare quello spavento: nessun problema, ancora sudiamo freddo. Ma cosa succederà fra un mese?

L’emozione non ci sarà più.…

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La Magia del Cuore.

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Una sintesi di un cammino di ricerca interiore con suggerimenti, tecniche e metodiche per lo sviluppo personale.


Kesa
Alla fine della solitudine.

Kesa Alla fine della solitudine

- Romanzo -

Una storia dolce e intensa, ambientata in una Milano moderna, ma che spesso ritorna ai ricordi di altre vite vissute da Mira, in tempi antichi in cui straordinari poteri le consentivano di influire sul destino di interi popoli. Una trama avvincente che guida il lettore con dolcezza in una dimensione spirituale di amore, passione e sacrificio, sullo sfondo del percorso interiore di un essere eccezionale.

Professionals

Catherine Bellwald

Fisiatra, Agopuntrice, Esperta in Medicina Tradizionale Cinese

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Il sound inconfondibile degli Enigma per la consueta… …Buona serata da Franz’s Blog!