Eluana Englaro: persecuzione anche dall’Ordine dei medici: non curarla è omissione di soccorso
Il caso di Eluana ritorna a riempire le pagine dei giornali, che hanno bisogno di distogliere la nostra attenzione dal disastro cui stiamo andando inesorabilmente incontro.
E cosa c’è di meglio di questa storia morbosamente gustosa? La notizia la trovate qui. Sta di fatto che anche l’Ordine dei Medici, questa istituzione di moralismo puro (ed altrettanta ipocrisia) deve dire la sua.
E naturalmente lo fa secondo la propria natura, che stavolta è ancora più estremista di quella della Chiesa Cattolica. Secondo costoro non è ammissibile non curare questa povera crista in occasioni come quella dell’emorragia interna che a momenti pone fine alla sua permanenza in questa valle di lacrime.
Per una volta che la Chiesa non rompeva i coglioni ci si dovevano mettere loro.
Un altro divieto si aggiunge alle migliaia di cose che in Italia non si possono fare. Adesso è anche obbligatorio subire le cure dei medici.
Io spero di vivere senza problemi di questo tipo, ma nel caso prego solo di avere il tempo e la lucidità di provvedere personalmente all’ultimo viaggio.
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Fino a che il costo del denaro saliva, l’indice Euribor (quello su cui vengono attualizzati i calcoli per gli interessi sul mutuo) lo seguiva con fedeltà ed immediatezza.
Oggi che il costo del denaro scende, casualmente l’Euribor se ne va per i cazzi suoi.
Le rate rimangono al costo stellare cui sono arrivate, perchè di fatto l’Euribor viene deciso dalle banche, e figurati se ‘sti qua non approfittavano dell’occasione per continuare a mettersi in tasca il loro sporchi danari.
Il mercato immobiliare è fermo. Se la gente decide di svendere gli immobili assisteremo alla più grande crisi economica che si sia mai vista in questo paese, i giornali fanno di tutto per gridare al panico annunciando un calo del valore medio per gli immobili del 15% in due anni, ma le banche continuano a cucchiaiare imperterrite, grazie anche alla nostra inedia.
A me sembra una grandissima truffa…
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PETA è un’organizzazione molto famosa in tutto il mondo per il suo attivismo in difesa degli animali.
Dato che la Cina rifornisce l’80% del mercato mondiale delle pellicce, quelli del PETA sono andati ad indagare in Cina, per vedere come vengono prodotte. Lo hanno fatto con telecamere nascoste e sotto copertura, ovviamente rischiando il culo.
Però sono venuti fuori con un filmato che fa veramente ribaltare chiunque sia dotato di un minimo di umanità.
E’ molto duro, e ve lo dice uno che non ha lo stomaco debole.
Vediamo se dopo averlo guardato per anche solo venti secondi (scommetto che di più non resistete…) riuscirete ancora a pensare che non sono dei grandissimi figli di puttana!
Qui trovate un modello di mail. Se il browser vi chiede cosa fare, ditegli di aprire il file con Outlook. Andate in fondo al messaggio, aggiungete il vostro nome e mandatelo a chi volete. Non è un virus, e non è pubblicità. Se il vostro nome va al posto n° 500, dopo aver firmato, inviate il messaggio a: peta2@peta.org
E’ un invito a fare ogni tanto qualcosa di diverso da premere il pulsante del telecomando.
Pledge to go fur-free at PETA.org.
Se non riuscite a vedere il filmato (ci sono problemi di banda) potete trovarlo qui
Articoli correlati:La solitudine non è isolamento
Spesso la solitudine viene confusa con l’isolamento. Ma mentre quest’ultimo è una condizione fisica, la solitudine è a parer mio uno stato dell’essere.
L’etimologia della parola è interessante: dal latino “solus”, per la maggior parte forma di “sollus” che significa intiero, a sè stante.
La parola non contiene in sè il concetto di separazione, anche se alcuni ce lo vogliono vedere. Separare viene dal latino “Se” con “parare” ovvero una particella che indica “divisione”, con un termine che significa appaiare, mettere assieme, unire, ma anche “preparare”
Da qui il significato di rompere un’unione, separare appunto.
Ma essendo abituato a giocare con i suoni, in queste due parti della parola preferisco vedere la particella “se” non già come negazione ma come quello che è: appunto “se” inteso come pronome personale.
Allora separarsi assume il significato di preparare se stessi, realizzare se stessi, accezione che trova conferma in molti aspetti della vita umana, in cui la separazione è il passo propedeutico ad un cambiamento della vita. La separazione dalla madre alla resezione del cordone ombelicale, quella dal corpo al momento della morte, quella dai genitori quando si va a vivere da soli, quella dal partner nel momento in cui si perde l’identità del proprio spazio esperienziale, e così via.
La separazione peraltro implica che prima di essa vi sia unità. Ecco che quindi il distacco da qualcosa cui si è uniti ancora di più rafforza il concetto di autoriconoscimento. E per lo stesso motivo, presenta un forte Continua a leggere
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Si vede che le poesie di Diego mi ispirano, o forse è un momento così, in cui mi va di parlare di quel poco che ho capito.
La poesia “L’ultimo giorno buono“, mi parla di qualcosa, di un principio particolare, una cosa chiamata fedeltà.
Come sempre amo partire dalle parole, dai suoni, e in questo caso “fedele” ha la sua radice in “fede”. “Fides”, la fede, ovvero qualcosa più del semplice credere, l’esser persuaso da. “Persuadere” viene dalla congiunzione della particella “per”, che indica in questo caso il compimento dell’azione, ma configura anche qualcosa che attraversa, e “suasus”, una parola latina che affonda le sue radici nel Sanscrito “svadus” o “svadami”, che indica “dolce” o “piacere”. Persuadere con queste connotazioni potrebbe essere tradotto con “attraversare con il piacere” o anche “compiere con dolcezza”.
Avere fede dunque, significando essere persuasi di qualcosa, potrebbe essere anche visto come “farsi attraversare” con dolcezza.
Ma da cosa? Dall’oggetto della fede. In altre parole la fede è qualcosa che ci attraversa. E perchè qualcosa possa attraversarci completamente occorre che noi ci si abbandoni a ciò che ci deve attraversare.
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In sintesi in questo decreto:
Se Bankitalia decide che una banca è in crisi, il Ministro del Tesoro è autorizzato a prestarle denaro. La somma prestata può essere ricavata dal bilancio in vigore.
In caso di situazione particolarmente grave, il prestito di liquidità può arrivare direttamente da Bankitalia, ma in questo caso è il ministero del Tesoro a fornire garanzia per la banca destinataria del prestito fino ad un tempo massimo di 36 mesi.
Ora, se Bankitalia vende il denaro che stampa al Ministero del Tesoro, quest’ultimo sulla base di cosa garantisce il prestito diretto da Bankitalia ad un’altra banca? E soprattutto con cosa lo garantisce? Ovviamente con i soldi che Bankitalia gli ha già venduto.
Ma questi soldi sono utilizzati come abbiamo visto per la spesa dello stato. Se la banca destinataria del prestito fallisce, allora il ministero del Tesoro dovrà rendere a Bankitalia l’importo del prestito erogato a quella banca, pescandolo ovviamente dalle tasse dei contribuenti, perchè lui i soldi non ce li ha, essendoseli già spesi per le normali voci di bilancio.
Nel caso invece in cui il prestito sia stato erogato dal ministero del Tesoro, tagliando sulle spese di bilancio,
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Alla mentalità già fortemente pragmatica e materialista dell’occidentale questo non poteva andare giù, ragion per cui tutta questa meravigliosa cultura, viene da quel momento bollata come “stronzata” o quasi dalla gran massa popolare.
Anche se mi ripeto, tengo a ricordare ancora una volta come vi sia una differenza fondamentale tra “la gente” e “le persone”.
Tante “persone” fanno “la gente”, si passa dal plurale al singolare. Il concetto di “gente” si riferisce di fatto ad un’entità singola, ovvero all’insieme di più persone, visto come entità autonoma, e regolata da leggi che non si adattano alle singole persone. La “gente” è caratterizzata dalla somma delle reazioni comuni alle persone. Pertanto queste reazioni non posso che essere meccaniche, giacchè se una reazione è conseguenza dell’effetto di una causa, quando questa reazione è consapevole, tenderà a muoversi su binari diversi per le singole persone.
Carfagna vs Guzzanti. La querela al posto di raccogliere la sfida.
Il giorno dopo, amici come prima. O magari nemici per la vita… perchè no?
Sabina Guzzanti attacca Mara Carfagna in un suo spettacolo. Gliene dice di tutti i colori. A torto o a ragione. Sta di fatto che le arriva una querela con richiesta di danni da un milione di euro, e poi la Carfagna va in tv e la definisce “instabile”.
E’ una cosa assurda. Il calendario di Mara lo conosciamo tutti. Che sia una bella donna e anche molto sexy è di dominio pubblico. Ma lei segue qualche consulente d’immagine, si fa tagliare i capelli, e va in giro con quegli occhioni sgranati e l’espressione attonita che spesso esibisce.
Cazzo! Ma questa donna è giovane, potrebbe fare tanto in un governo intasato da ultra sessantenni dalle idee a dir poco antiquate. E invece rinnega una parte di lei, come se non esistesse, e ne esibisce un’altra, che potrà anche essere sua, ma di fatto non le rende alcuna grazia.
Se invece di cercare di cambiare un’immagine, avesse fatto le stesse cose con la sua solita grinta, con la sua normale espressione, sarebbe stata più credibile. Avrebbe avuto lo stesso numero di critiche, ma sicuramente molta più gente disposta ad ascoltarla. Perchè sarebbe stata più vera.
E se invece di querelare Sabina le avesse risposto per le rime, magari con gli stessi strumenti, avrebbe avuto un consenso bestiale. Invece no, sceglie la via della battaglia legale. E’ più comoda, non ci si sporca le mani, e da lo stesso l’idea di aver reagito.
Anche se alla fine non si è fatto proprio nulla, se non pararsi dietro il codice civile.
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Se qualcuno poteva ancora avere dei dubbi sulla potenza del gigante di Mountain View, o sulla sua stretta vicinanza agli organismi governativi americani, credo che adesso non possa che toglierseli.
Da notare che la risoluzione delle immagini del satellite è spaventosa,sufficiente per distinguere “una base di un campo da baseball”.
Però possiamo stare tranquilli, per usi commerciali le immagini avranno una risoluzione ridotta, non superiore ai 50 centimetri.
Si, e noi ci crediamo.
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Crisi mutui: banche e sciacalli. Interessi alle stelle e si fotta l’euribor
Leggetelo qui.
In un momento in cui l’economia va letteralmente a puttane, e occorrerebbe rilanciare industria e commercio, per far riprendere la circolazione di denaro, le banche pensano bene di dedicarsi al peggiore sciacallaggio, quello sugli interessi dei prestiti.
A quanto pare, i telefoni di confindustria sono bersagliati di telefonate di imprenditori piccoli medi e grandi che denunciano condizioni completamente fuori mercato praticate da banche che si sono messe a dettare legge.
Secondo la BCE, il costo del denaro dovrebbe essere inferiore al 4% ma molti denunciano tassi superiori al 6%, e in alcuni casi addirittura del 9%.
A paragone con il 5,61 di Settembre è puro strozzinaggio!
Queste situazioni DEVONO essere denunciate. E portate alla luce. Esistono dei contratti alla base di mutui e prestiti. Questi contratti fanno testo. Se avete un mutuo a tasso variabile, e la rata non scende (ma prima saliva) andate a vedere il contratto. Se la banca non lo ha rispettato, fatele un culo così! E se non vi ascolta, ricordatevi che esiste un organismo chiamato ombudsman, che è quello deputato a dirimere questo genere di problemi.
C’è un ufficio per ogni banca, e poi ne esiste uno anche a livello centrale. Basta entrare nella vostra filiale e piantargli un numero. Se non reagiscono chiedetegli di mettervi in contatto con l’ombudsman locale. Non posso rifiutarsi. Ma prima leggete attentamente il contratto del vostro prestito.
Non facciamoci fregare!
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