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Mi cade proprio come il cacio sui maccheroni, l’articolo di ieri sul Corriere della Sera, che vede protagonista il Dottor Veronesi. Fondazioni ex bancarie (prego notare il termine) investono 24 milioni di euro sulla ricerca agroalimentare, perchè  le condizioni di fame nel mondo sono «una delle peggiori iniquità dei nostri tempi». Sono d’accordo, d’accordissimo. Quello che mi trova veramente schifato è che la soluzione prospettata possa essere quella degli organismi OGM.

Le 12 fondazioni coinvolte nel progetto sono 12 fondazioni di casse di risparmio: Cariplo, Venezia, Cariparma, Carife, Teramo, Crup, Trento e Rovereto, Modena, Firenze, Cuneo, Bologna, Vercelli,

Negli ultimi due post sulle coltivazioni estensive, qui e qui, ho parlato di come la povertà di risorse nei paesi non industrializzati sia in realtà dovuta all’errata politica alimentare di Europa e Stati Uniti, e di come l’allevamento intensivo sia alla base del bisogno di colture estensive sempre più efficaci, nonostante lo scarso rendimento dell’allevamento.

E qui ci ritroviamo con un bellissimo trait-d’union tra banche (e fondazioni bancarie) e OGM.

Nell’articolo parla anche il Dottor Veronesi. Veronesi è un sostenitore dell’ingresso degli OGM in Italia, nonostante non si faccia troppo vedere  sotto questo aspetto.

La Fondazione Veronesi, come risulta da questo articolo del Corriere della Sera, è vicina ad una società, la Genextra, un gruppo che conta tre società: Congenia, Dac, Tethis. Una delle controllate del gruppo è la Tethis, che si occupa di nano e bio tecnologie.

Lo stesso Veronesi viene definito nell’articolo di cui sopra come uno dei “padri” del summit di venezia in cui le 12 fondazioni si sono ritrovate, sotto l’egida della fondazione Giorgio Cini, e del suo presidente Giovanni Bazoli, banchiere di Intesa San Paolo.

Qui nei sei gradi di separazione ci stiamo belli comodi, mi pare….

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Lo denuncia Vandana Shiva, ma anche molte altre voci. Nei paesi produttori, l’introduzione delle colture OGM ha prodotto un notevole livello di povertà. Non posso dire quale sia l’incidenza dei semi sterili, ma secondo diverse fonti è piuttosto alta.

Sta di fatto che le colture OGM hanno avuto effetti nefasti per due motivi fondamentali. Il primo è che la resa di queste sementi non è stata affatto quella promessa, anzi in molti casi è stata addirittura inferiore a quella delle colture tradizionali.

La seconda è dovuta al maggior prezzo degli OGM, e alla loro sterilità, che in molti casi ha prodotto un indebitamento progressivo dei contadini. A quanto ho trovato, il tasso di suicidio tra questa classe di lavoratori, specialmente in India, è cresciuto parecchio negli ultimi anni.

Quelli che ancora riescono a tirare avanti, lo fanno conoscendo una cosa che non avevano mai sperimentato prima: i debiti verso le banche.

Questo genere di debito, molto diffuso nei paesi industrializzati, era molto basso fino a poco tempo fa nei paesi poveri, e comunque di genere diverso. Nel senso che non veniva richiesto denaro, se non con una notevole certezza di poterlo restituire, e comunque non per l’acquisto di generi di lusso, ne’ di immobili, ma per i pochi che potevano permettersi di offrire garanzie, per l’investimento nella propria attività.

Ora invece il debito sta progressivamente assumendo l’aspetto che ha nel mercato creditizio occidentale, ovvero quello di una trappola accuratamente preparata.

D’altronde da poco anche in Italia, se ci avete fatto caso, nelle pubblicità si vede il modello americano; non si dice più quanto costa un oggetto, ma qual’è il costo mensile delle rate del prestito necessario per comperarlo.

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Se tutto il mondo decidesse di alimentarsi come fanno Europa e Stati Uniti, non ci sarebbe più spazio per gli esseri umani. Per allevare una vacca, occorrono come già detto circa tre tonnellate di colture, in quattro anni. La vacca cresce a ritmo forzato ed accelerato, oltre a quello che dovrebbe mangiare si becca qualche quintale tra antibiotici e additivi chimici (ormoni e altre schifezze), se no col cavolo che in quattro anni potrebbe diventare una vacca adulta, viene cresciuta in un cubicolo di dimensioni appena sufficienti a permetterle di stare in piedi, ingannata sui cicli sonno/veglia e quante altre brutture vi possono venire in mente. Il morbo della mucca pazza e altre carinerie simili non sono poi cose così strane, considerato ciò.

In più un’intera legione di deficienti sostiene il che il corpo umano ha bisogno di mangiare carne con una cadenza mostruosa, salvo poi dire che “non bisogna esagerare”, perchè mangiare troppa carne porta a problemi fisici di ogni genere, dall’eccesso di acidi urici (gotta) al cancro all’intestino.

Non occorre essere dei matematici di berkeley per capire che se India e Cina decidessero anche loro per la fettina giornaliera, non basterebbe l’intero pianeta per produrre abbastanza foraggio per far crescere tutto il bestiame necessario.

Ma ovviamente arrivano loro, i salvatori del biancostato, quelli dell’OGM, che permette colture estensive e a grandissima resa, grandissima balla, oltretutto sconfessata in molti casi.

L’Italia sembrava essersi salvata finora, ma zitti zitti, al governo stanno riuscendo a permettere l’accesso alle colture OGM anche da noi. I segnali sono chiari, ne trovate uno qui.

Il dio dollaro tramonta, lunga vita all’euro!

- CONTINUA (mi sembra ovvio…) -

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E’ un personaggio controverso, ma sicuramente una grande testa. Laureata in fisica negli Stati Uniti, si occupa a lungo di ricerca interdisciplinare in scienza, tecnologia e politica ambientale all’ Indian Institute of Science e in altre istituzioni indiane.

E’ una tostona che da anni denuncia i danni prodotti in India dalle multinazionali dell’OGM, che continuano a fregare i contadini locali promettendo miracoli dai loro prodotti (miracoli prontamente non mantenuti) e rendendoli in passato dipendenti dalle sementi con tecnologia Terminator inclusa.

Trovate qui un’interessante intervista con lei (in Italiano, contenti?), e qui un link al sito della sua organizzazione.

Questa donna, come pochi altri cerca di spiegare i disastri prodotti dalla vendita dei prodotti OGM nel suo paese ed in altri dell’Asia, vendita che produce il sempre maggior indebitamento dei contadini, fino alla loro progressiva scomparsa (secondo lei, il tasso di suicidi per debiti contratti tra i contadiniè salito per questo alle stelle).

E la questione dell’indebitamento è molto importante. Tenetela d’occhio perchè presto ne parleremo.

- CONTINUA -

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Nel mondo esiste una piccola fetta di umanità in sovrappeso, e una grossa fetta di umanità che invece muore di fame. Le cause del sovrappeso sono quasi esclusivamente da ricercare in una dieta scorretta o con esagerato apporto di calorie.

Cosa mangia quella parte di umanità in sovrappeso? Un sacco di schifezze sicuramente, ma fondamentalmente un sacco di carne. Il consumo medio in Italia l’anno scorso è stato di 80 chili pro capite.

Significa che tutti gli italiani, donne, vecchi, bambini, vegatariani e non si sono sparati una fiorentina da due etti abbondanti al giorno per un anno. Io sicuramente ho manlevato dall’incombenza almeno altri tre italiani, ma anche così, è comunque un’esagerazione.

Il problema è che per allevare animali da macello, il mondo occidentale si mangia via quasi i due terzi della produzione mondiale di cereali. Ed è uno dei motivi principali percui esiste una consistente (anzi principale) fetta di umanità che soffre la fame. Perchè con i cereali che dovrebbero mangiare loro, noi diamo da mangiare alle mucche, ai maiali, etc etc. che poi ci spariamo (con indubbia libidine) grigliati nelle più svariate occasioni.

Al di là dei danni portati all’essere umano da un’alimentazione principalmente carnivora, la stessa è anche altamente inefficiente. Basterebbe molta meno carne e a molte meno persone, per apportare quello che serve.

La vita media di un bovino varierebbe dai 20 ai 40 anni. Condizionale d’obbligo perchè per i bovini d’allevamento la vita media non supera i 4 anni, e lasciamo perdere in quali condizioni.  In questi 4 anni, la mucca arriva a pesare circa 400 Kg, per i quali si sono consumati mediamente 2800 kg di cereali (più il resto).

In pratica, con quello che serve per allevare una mucca fino alla macellazione, ci si può sfamare una famiglia di quattro persone per due anni. Ma non sfamare e basta. Dargli tutte le calorie che servono. E anche qualcuna in più al marito per la trombata serale.

Ora, se la logica non mi abbandona questa notte, mi sembra di capire che se i due terzi della produzione agricola ci serve per allevare animali, le ragioni di esistenza delle coltivazioni estensive non sono da ricercare nell’incremento demografico mondiale, ma nell’aumentato appetito di una piccola fetta della popolazione.

Ma per una coltivazione estensiva servono: spazio, piante che resistano alle malattie, e metodi artificiali per aumentare la resa della piantagione.
Per lo spazio non c’è problema. I boschi che cazzo stanno lì a fare? E infatti l’Italia, a furia di essere coltivata, non ha più un bosco, o quasi. Nel resto del mondo più o meno lo stesso.

Per le piante che resistono alle malattie, idem. C’è l’ingegneria genetica che produce i nostri OGM migliori, e anche a più alta resa ed efficienza.

Ma il consumo delle nostre casalinghe vacche sono tali che la superficie coltivabile europea e statunitense non basta. Ergo andiamo a coltivare negli altri paesi (India, Cina, Brasile, Vietnam, Bangladesh), i quali esportano tutto quello che coltivano a noi, che lo usiamo per far crescere le nostre vacche.

- Continua -

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Negli scorsi due post sugli Ogm ho nominato la Monsanto. Ma chi è la Monsanto?
E’ un’azienda fondata nel 1901. Il core business di Monsanto ha un curriculum di tutto rispetto. Nel corso degli anni hanno prodotto o venduto:

- PCB Policlorobifenili. Oggi banditi in tutto il mondo per la loro elevata tossicità. Come si legge in questo articolo del Washington Post, Monsanto ha detenuto per 40 anni il brevetto su questo composto chimico. Leggete l’articolo (se non sapete l’inglese consiglo vivamente di considerare almeno un corsetto).

- Diossina. Per meglio dire un’erbicida, noto come 245-T. Utilizzato prima in America, poi insieme al 24D della Dow - Chemicals in un diserbante noto come “Agente Orange“. Gli effetti delle diossine dovrebbero comunque essere noti a tutti.

- Pesticidi. Il prodotto si chiama “Roundup”, ovvero glifosato. Secondo questo articolo dell’EPA (ente americano protezione ambientale, un organismo del GOVERNO americano), il glifosato è da considerare tossico oltre certe concentrazioni, avendo come effetti sull’uomo a breve termine, tra gli altri, congestione polmonare, tachipnea, e a lungo termine danni al fegato e all’apparato riproduttivo, e secondo questo studio, i suoi effetti collaterali di cito e genotossicità potrebbero non essere limitati al regno vegetale. (La cosa divertente è che su Wikipedia sembra che il glifosato sia meglio del cioccolato. Chissà chi lo ha scritto…)
Ad oggi il brevetto sul glifosato è scaduto, e lo vendono in tantissimi altre aziende, ma il Roundup rimane il pesticida più usato al mondo.

Ad un certo punto della sua vita aziendale, Monsanto produce la prima pianta OGM resistente al glifosato, cosa che le consente di vendere sia i semi OGM che il glifosato stesso.

Al momento attuale, pare che facciano capo alla Monsanto circa il 90% dei brevetti OGM.

… continua (ovviamente)

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No, non è il rumore prodotto da un’emissione gastrica incontrollata, ma la risposta in furbizia (se così vogliamo chiamarla) al presunto divieto del 1999 di diffondere il gene terminator.

GURT sta per Genetic Use Restriction Technology, ovvero tecnologia per la restrizione dell’uso dei materiali genetici (adoro l’inglese, così sintetico…). Si tratta di un’evoluzione rispetto al gene terminator, per cui la semente è apparentemente normale, fertile e quant’altro, ma volendone attivare le peculiarità (resistenza a quel parassita, capacità superiore di crescita etc.) derivate dall’ingegneria genetica, occorre irrorare la pianta con una sostanza particolare. Et voilà, passata la festa, gabbato lo santo. Ma non la Monsanto, che invece gabba noi, vendendo l’irrorante a caro prezzo.

Quindi ricapitolando: nel mondo le colture ormai devono essere intensive, non solo perchè siamo in tanti, ma perchè una piccola parte di quei tanti conduce uno stile di vita un po’ particolare a dir poco. La coltura intensiva per essere tale, viene realizzata con organismi OGM, altrimenti il ciclo produttivo non è abbastanza rapido ed efficiente. Ma la tecnologia OGM con cui vengono prodotte le piante più “efficienti” è di proprietà di pochi colossi mondiali, i quali di riffa o di raffa ne mantengono il controllo, tramite il gene terminator prima e la “GURT” dopo.

Il gene terminator aveva i suoi begli effetti collaterali: ad esempio, il polline contenente da questo gene, viaggiano portato dal vento, poteva andare ad inseminare colture “sane” e renderle non riciclabili.

La GURT non mi pare meglio. Ovviamente la sostanza irrorante non è acqua fresca, e va in qualche modo semifantascientifico a risvegliare un certo pezzo di codice DNA nelle piante, in modo da trasformarle da normali in superpiante. La sostanza in questione non si autodistrugge, quindi mi sembra logico che rimanga in qualche modo cristallizzata all’interno della pianta in questione, finendo prima o poi nel nostro stomaco (e di conseguenza nel nostro codice genetico; perchè no? Se può infilarsi in quello di una pianta, perchè non in quello umano? )

Ad ogni modo, la Monsanto non è l’unica ad avere la tecnologia del gene terminator; risultano ben 31 le aziende produttrici di sementi a livello mondiale in possesso di brevetti molto simili.

Quindi è logico pensare che a livello mondiale coesistano tranquillamente i due sistemi: Terminator, e GURT.

Bello, vero? No… il bello deve ancora venire. A presto…

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Premetto che questo credo sia solo il primo post di una lunga serie.

Veronesi, Berlusconi e altri personaggi del mondo politico sostengono la validità degli Ogm (organismi geneticamente modificati) nell’alimentazione animale e umana. Come tutti i sostenitori, dicono che non c’è pericolo per l’uomo o l’animale che si nutre di un Ogm.

Un ogm è un organismo, vegetale o animale, il cui corredo genetico, il cui DNA insomma, è stato modificato artificialmente per un qualsiasi scopo.

Noi ordinariamente non lo sappiamo, ma molte cose di cui ci nutriamo hanno subito una o più di queste modifiche. Mais, soia, tabacco solo per dirne alcuni ormai sono completamente transgenici.
E non vengano a raccontare che non è vero, perchè altrimenti non si spiegherebbe il perchè dell’aumento del 4900% degli ettari coltivati a Ogm negli anni dal 1996 al 2001.

Per quel poco che so, una mutazione è qualcosa normalmente di molto lento, e nella maggior parte dei casi letale per l’organismo in cui avviene. Occasionalmente ciò non avviene e la mutazione viene “inglobata” nel DNA dell’organismo mutato, che la trasmetterà ai propri discendenti.
Una mutazione artificialmente indotta, non beneficia di questo “filtro” naturale, ma deve comunque seguire in futuro il normale processo naturale. Ergo mi sembra molto difficile poter garantire che un’alterazione genetica non sia dannosa per l’uomo, se prima non passa un bel po’ di tempo.

Come se ciò non bastasse, il business Ogm è qualcosa di estremamente nefasto per tutti, tranne per quelle multinazionali che ne detengono i soliti diritti. Si, perchè gli organismi Ogm sono di proprietà, e protetti da copyright.

Non molto tempo fa (1988 - 99) la Monsanto mise in vendita tutta una serie di semi Ogm, con innestato un “gene terminator”, ovvero un gene che impedisce alla semente di germogliare al secondo raccolto. Lo scopo di questo giochetto è ovvio: impedire ai contadini di usare parte del raccolto per seminare per l’anno successivo, costringendoli così ad acquistare ogni anno le sementi dalla Monsanto e controllate.

Teoricamente l’Onu avrebbe condannato questa pratica, ma dal 2006 ha invece deciso che andava bene, per cui il gene terminator in questione è bellamente in giro a fare i suoi danni.

Mi viene in mente la pubblicità di un dentifricio di qualche tempo fa: “Ti spunta un fiore in bocca”.

Profetica, non c’è dubbio.

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