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Monte dei Paschi di Siena possiede 7.500 quote su 300.000, pari al 2.5% e 19 quote su 582, pari al 3.26%.

Gli azionisti rilevanti di MPS sono:

Fondazione Monte dei Paschi di Siena - 55.49%
J.P. Morgan Chase - 4.72%
Gruppo Caltagirone - 3.95%
AXA - 2.05%
Carlo Tassara S.p.A. - 2%
Unicoop Firenze S.c.r.l. - 2.42%

Riportando le singole quote al 2.5% su Bankitalia abbiamo:

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Proseguiamo nel nostro sforzo mostruoso.

Cassa di Risparmio in Bologna, possiede 18.602 quote su 300.000 pari al 6.2% e 41 voti su 582, pari al 7.04%

Non essendo riuscito a trovare notizie sul suo azionariato la lasceremo così. Passiamo al prossimo socio: INPS

INPS possiede 15.000 quote su 300.000 pari al 5%, e 34 voti su 582, pari al 5.84%
Azionista unico lo Stato Italiano.

Terzo Socio: Banca Nazionale del Lavoro
BNL possiede 8500 quote su 300.000 pari al 2.83% e 21 voti su 582 pari al 3.6%
Gli azionisti principali di BNL sono:
BNP Paribas - 48%
Che riportato sul 2.83% di BNL da su bankitalia:

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Il Banco di Sicilia è il terzo socio di Bankitalia per quote: 19.028 su 300.000 pari al 6.34% e 42 voti su 582 pari al 7.21%

Il Banco di Sicilia fa semplicemente parte del gruppo Unicredit. Quindi le sue quote sono da ascrivere a quest’ultimo. Verranno accorpate alla fine di questa analisi.

Altro socio, altro regalo: Assicurazioni generali con quote: 19.000 su 300.000 pari al 6.33% e 42 voti su 582 pari al 7,21%

I soci di Assicurazioni Generali sono (si, li abbiamo già visti in Unicredit):

Unicredit - 4,6%
Gruppo De Agostini - 2,7%
Ass. Generali S.p.A - 2%
Mediobanca - 15,7%
Banca d’Italia - 4,5%
Carlo Tassara s.p.a. - 2,3%

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E via proseguiamo con la nostra sostituzione.

Unicredit detiene in Bankitalia 47.184 quote su 300.000 pari al 15,73%, e 50 voti su 582, pari al 8.59%

I soci Unicredit:

Fondazione Cassa di Risparmio Verona, Vicenza, Belluno e Ancona, con il 5%
Banca Centrale della Libia con Lybian Foreign Bank e Lybian Investment Authority con il 4,23% (da oggi 16 Ottobre)
Fondazione Cassa di Risparmio di Torino con il 3,83%
Carimonte Holding S.p.A. con il 3,35%
Gruppo Allianz con il 2,35%

E qui non mi è riuscito di trovare un singolo socio componente, quindi li lasciamo così.
Sostituiamo questi nominativi alla voce Unicredit in Banca d’Italia, rapportando le percentuali al 15,73%

Fondazione Cassa di Risparmio Verona, Vicenza, Belluno e Ancona -  0.786%
Banca Centrale della Libia con Lybian Foreign Bank e Lybian Investment Authority - 0.66%
Fondazione Cassa di Risparmio di Torino - 0.6%
Carimonte Holding S.p.A - 0.527%
Gruppo Allianz - 0.37%

Passiamo al prossimo: Banca Carige

Banca Carige detiene in Bankitalia 11.869 quote su 300.000 pari al 3.95% e 27 voti su 582, pari al 4.63%

I soci Banca Carige:

Assicurazioni Generali con il 4.1%
CNCEP - CAISSE NATIONALE DES CAISSES D’EPARGNE ET DE PREVOYANCE con l’11,1%
Fondazione Cassa di Risparmio di Genova e Imperia con il 43.37%

Ora mettiamo tutti in fila, sostituendoli  in Bankitalia e rapportandoli al 3.95%

Assicurazioni Generali - 0.162%
CnCep - 0.438
Fondazione Cassa di Risparmio di Genova e Imperia - 1.71%

Quindi riportiamo dal post precedente l’elenco dei soci bankitalia così ottenuti (e relative quote), derivati dai tre soci Intesa San Paolo, Unicredit, e Carige.

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Nell’ultimo posto avevo detto che mancavano i numeri per capire chi possiede in realtà la Banca d’Italia:

Cominciamo con Intesa San Paolo, che possiede di suo 91.035 quote (su un totale di 300.000, pari a circa il 30%) di Bankitalia, e 50 voti (su un totale di 582, pari a circa l’8,5%).

Qui sotto abbiamo le principali partecipazioni in Intesa San Paolo di altri enti, comprese le percentuali (arrotondate per approssimazione):

Compagnia di San Paolo - 8%
Carlo Tassara S.p.A. - 5,9%
Credit Agricole - 5,6%
Ass. Generali - 5 %
Fond. Cariplo - 4,7%
Fond. Cr. Padova e Rovigo - 4,6%
Ente Cr. Firenze - 3,4%
Fondazione Cr. in Bologna - 2,7%

In questo elenco compaiono le Assicurazioni Generali. Questa azienda è controllata a sua volta da:

Unicredit - 4,6%
Gruppo De Agostini - 2,7%
Ass. Generali S.p.A - 2%
Mediobanca - 15,7%
Banca d’Italia - 4,5%
Carlo Tassara s.p.a. - 2,3%

Spuntano dei nomi che si sono già visti in giro. Ad esempio: Carlo Tassara S.p.A., controlla il 2,3% di Assicurazioni Generali, che a sua volta controlla il 5% di Intesa San Paolo. Ma il 2,3% di 5 è pari a 0,12, quindi laquota di Romain Zaleski, proprietario di Carlo Tassara S.p.A., in Intesa San Paolo sale da 5,9% a 5,9+0,12= 6,02%

Poi abbiamo l’Ente CR. di Firenze, controllato per l’89% da Intesa San Paolo.

Qui troviamo il primo gatto che si mangia la coda. Intesa SanPaolo possiede l’89% di Ente CR. di Firenze che possiede il 3,7% di Intesa San Paolo. Divertente? No. Dato semplicemente Inutile. Ma lo lasciamo qui perchè magari Ente CR Firenze ci servirà più tardi.

Per adesso andiamo semplicemente a sostituire nellelenco degli azionisti di Intesa San Paolo, queste cifre. Otteniamo il nuovo elenco:

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Del signoraggio di fatto dobbiamo ancora parlare, ma non è possibile farlo compiutamente senza prima avere compreso un fattore fondamentale:

Chi è la Banca d’Italia, e soprattutto… chi la controlla?

Il lavoro è monumentale, ma cerca cerca… qualcosa salta fuori. Quello che segue è un abbozzo di schema sull’organigramma di Bankitalia. L’ho ricostruito con dati pubblici: li potete trovare anche voi, sgarfando negli archivi della rete su Consob, Wikipedia, e sui vari siti istituzionali delle entità giuridiche in elenco.

Come noterete, la faccenda è un vero groviglio di banche che si partecipano l’un l’altra, a volte tramite holding, a volte tramite finanziarie, a volte tramite uomini. Mancano i numeri ancora, quelli più difficili da trovare. Ma sono sicuro che andando avanti qualcosa dovrei far saltar fuori.

L’unica cosa certa è che è tutto un vero casino nel quale è difficile districarsi, ma che è veramente inquietante.

Nello schema qui sotto, troverete i nomi di chi è controllato da chi, partendo da sinistra verso destra. Noterete una serie di nomi che ricorrono in continuazione. Questo dovrebbe far venire più di un dubbio sulle proprietà effettive.

Buon divertimento, e rimanete in linea…  perchè non ho ancora finito…

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Ho trovato un interessante documento, a comprova della sciacalleria delle banche in italia.

Leggetelo qui.

In un momento in cui l’economia va letteralmente a puttane, e occorrerebbe rilanciare industria e commercio, per far riprendere la circolazione di denaro, le banche pensano bene di dedicarsi al peggiore sciacallaggio, quello sugli interessi dei prestiti.

A quanto pare, i telefoni di confindustria sono bersagliati di telefonate di imprenditori piccoli medi e grandi che denunciano condizioni completamente fuori mercato praticate da banche che si sono messe a dettare legge.

Secondo la BCE, il costo del denaro dovrebbe essere inferiore al 4% ma molti denunciano tassi superiori al 6%, e in alcuni casi addirittura del 9%.

A paragone con il 5,61 di Settembre è puro strozzinaggio!

Queste situazioni DEVONO essere denunciate. E portate alla luce. Esistono dei contratti alla base di mutui e prestiti. Questi contratti fanno testo. Se avete un mutuo a tasso variabile, e la rata non scende (ma prima saliva) andate a vedere il contratto. Se la banca non lo ha rispettato, fatele un culo così! E se non vi ascolta, ricordatevi che esiste un organismo chiamato ombudsman, che è quello deputato a dirimere questo genere di problemi.

C’è un ufficio per ogni banca, e poi ne esiste uno anche a livello centrale. Basta entrare nella vostra filiale e piantargli un numero. Se non reagiscono chiedetegli di mettervi in contatto con l’ombudsman locale. Non posso rifiutarsi. Ma prima leggete attentamente il contratto del vostro prestito.

Non facciamoci fregare!

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Chissà perchè me lo sentivo.

Fino a che il costo del denaro saliva, l’indice Euribor (quello su cui vengono attualizzati i calcoli per gli interessi sul mutuo) lo seguiva con fedeltà ed immediatezza.

Oggi che il costo del denaro scende, casualmente l’Euribor se ne va per i cazzi suoi.

Le rate rimangono al costo stellare cui sono arrivate, perchè di fatto l’Euribor viene deciso dalle banche, e figurati se ’sti qua non approfittavano dell’occasione per continuare a mettersi in tasca il loro sporchi danari.

Il mercato immobiliare è fermo. Se la gente decide di svendere gli immobili assisteremo alla più grande crisi economica che si sia mai vista in questo paese, i giornali fanno di tutto per gridare al panico annunciando un calo del valore medio per gli immobili del 15% in due anni, ma le banche continuano a cucchiaiare imperterrite, grazie anche alla nostra inedia.

A me sembra una grandissima truffa…

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Il testo del decreto legge 115 del 9 ottobre lo trovate qui.

In sintesi in questo decreto:

Se Bankitalia decide che una banca è in crisi, il Ministro del Tesoro è autorizzato a prestarle denaro. La somma prestata può essere ricavata dal bilancio in vigore.

In caso di situazione particolarmente grave, il prestito di liquidità può arrivare direttamente da Bankitalia, ma in questo caso è il ministero del Tesoro a fornire garanzia per la banca destinataria del prestito fino ad un tempo massimo di 36 mesi.

Ora, se Bankitalia vende il denaro che stampa al Ministero del Tesoro, quest’ultimo sulla base di cosa garantisce il prestito diretto da Bankitalia ad un’altra banca? E soprattutto con cosa lo garantisce? Ovviamente con i soldi che Bankitalia gli ha già venduto.

Ma questi soldi sono utilizzati come abbiamo visto per la spesa dello stato. Se la banca destinataria del prestito fallisce, allora  il ministero del Tesoro dovrà rendere a Bankitalia l’importo del prestito erogato a quella banca, pescandolo ovviamente dalle tasse dei contribuenti, perchè lui i soldi non ce li ha, essendoseli già spesi per le normali voci di bilancio.

Nel caso invece in cui il prestito sia stato erogato dal ministero del Tesoro, tagliando sulle spese di bilancio,

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Ieri la BCE ha tagliato il costo del denaro di mezzo punto.

Ergo, in linea con quanto successo per gli aumenti di detto tasso che hanno portato i mutui a salire, adesso dovremmo assistere ad un minimo ribasso dei tassi dei mutui variabili.

Resta da vedere se non succederà come con la benzina, che quando sale lo fa di qualche centesimo, e quando scende la fa in ritardo e di pochi millesimi, anche se devo dire che in questo ultimo periodo, forse per paura di fare una pessima figura, il prezzo dei carburanti si è mosso al ribasso.

Speriamo che funzioni la cosa. Sarà meglio buttare un occhio ai tassi, oltre che per vedere se si ingroppano le tasse, anche per controllare l’operato di ’sti pirati delle banche.

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Nel mese di Settembre 2005, l’avvocato Arrigo Molinari, ex-questorea Genova e Nuoro, decise di denunciare l’illecito del signoraggio. Poco prima di depositare la sua denuncia venne intervistato dal Giornale.

Consiglio MOLTO caldamente di leggere QUI il testo dell’intervista, raccolta intorno al 22 Settembre 2005 e pubblicata POSTUMA il 28 Settembre 2005.

Dico postuma, perchè con notevole coincidenza di tempi, Arrigo Molinari viene trovato ucciso a coltellate in una stanza d’hotel, il 27 Settembre 2005.

Alcuni estratti dall’intervista.

“…le banche centrali e quindi la Banca d’Italia, venuta meno la convertibilità in oro e la riserva aurea, non sono più proprietarie della moneta che emettono e su cui illecitamente e senza una normativa che glielo consente percepiscono interessi grazie al tasso di sconto, prestandolo al Tesoro…”

“…L’emissione della moneta, attraverso il prestito, poteva ritenersi legittima quando la moneta era concepita come titolo di credito rappresentativo della Riserva e per ciò stesso convertibile in oro, a richiesta del portatore della banconota…”

“…Bankitalia, nella sua qualità di società commerciale, fino all’introduzione dell’euro in via esclusiva e successivamente a tale evento, quale promanazione nazionale della Banca centrale europea, si arroga arbitrariamente e illegalmente il diritto di percepire il reddito monetario derivante dalla differenza tra il valore nominale della moneta in circolazione, detratti i costi di produzione, in luogo dello Stato e dei cittadini italiani…”

- CONTINUA -

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