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Indagando sulla situazione delle medicine complementari in Italia, ho avuto una bella sorpresa, trovando questa pagina.

In essa si legge come la Regione si stia muovendo in un modo decisamente anomalo per l’Italia bigotta e Aulin-dipendente:

“La Regione Lombardia, con l’obiettivo di tutelare la salute di tutti quei cittadini che scelgono la Medicina Complementare (MC), sta sviluppando un percorso normativo che, partendo dagli studi osservazionali, arrivi a disciplinare l’intera materia.”

Un miracolo allo stato puro.

Praticamente a partire da Febbraio 2000, con questa delibera, la Regione ha disposto tutta una serie di studi in cui fosse possibile osservare, con parametri sicuramente più oggettivi di quelli degli studi sponsorizzati dalle onnipresenti case farmaceutiche,  i risultati di trattamenti con Agopuntura, Omeopatia, Shiatsu, Riflessologia… insomma tutte quellemedicine cosiddette “alternative” ma cui guarda caso sempre più gente, stufa dei danni dei farmaci, ma soprattutto della loro inefficacia in un numero sempre crescente di casi, si va rivolgendo da una decina d’anni a questa parte.

Tra le altre cose ho trovato un riferimento a questo interessante documento dell’OMS (in italiano), riguardo l’aumento dei casi di reazioni avverse ai farmaci.

Nel passo successivo, del Marzo 2002, la Regione inserisce la Medicina Complementare nel proprio Piano

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Difficile datare l’inizio della storia dell’agopuntura. Il primo testo che ne codifica alcuni principi è il NEI CHIN SU WEN, del 200 a.c., ma se ne trovano tracce risalenti a periodi tra il 3000 e il 4000 a.c.

Una pratica che trova riscontri anche in Egitto nei Papyrus Ebera, datati 1550 a.c.,  e in altre regioni e popolazioni del mondo, quali il Sud Africa, l’Arabia, l’India e il Brasile.

Il principio alla base è qualcosa che da sempre permea completamente tutta la cultura orientale. L’energia e la sua armonia.

Energia vitale che fluisce all’interno dell’essere umano come in tutto il resto, con i suoi ritmi, e i suoi canali. Un’alterazione di questa circolazione energetica produce una disarmonia, che poi si riflette sul corpo dando origine a patologie.

Come sempre, nelle medicine più antiche, l’uomo viene visto globalmente, e non come un insieme di sintomi. Allo stesso modo, il disturbo e la patologia vengono visti come conseguenza di un’alterazione più interna e più “intrinseca”.

Il fluire dell’energia vitale avviene all’interno di canali detti meridiani, lungo i quali alcuni punti chiave forniscono il bersaglio per l’infissione dell’ago, che può così riequilibrare quanto squilibrato, e quindi sanare quanto ammalato.

Ovviamente la medicina occidentale non può nemmeno lontanamente ammettere questi principi, ma grazie al cielo, non può nemmeno permettersi di negare l’evidenza di qualcosa che funziona.

Il problema è il solito. Siccome non sono ancora nati gli strumenti materiali per rilevare l’energia di cui sopra, allora essa non esiste.

Come dire: “La vostra medicina che esiste da 5.000 anni è una stronzata. Noi si che sappiamo tutto”

Secondo gli irriducibili del cosiddetto metodo scientifico, il modo in cui gli uomini si sono curati da sempre, fino all’arrivo dei primi farmaci “veri” era una stronzata. Fa nulla se l’erboristeria, la fitoterapia, l’agopuntura e l’omeopatia si basano praticamente tutte sugli stessi principi, pur sviluppandosi in regioni diverse e lontane tra loro migliaia di chilometri, a secoli di distanza, e se questi principi si ritrovano paro paro nei più antichi testi filosofici e religiosi che sia stato dato di rinvenire finora.

Non tanto tempo fa, la medicina ufficiale basava le proprie terapie su poco o nulla: salassi, cataplasmi, e pochi principi attivi. Manco a dirlo crepavano tutti. Ma era la medicina ufficiale, e se ti azzardavi ad usare qualche altro sistema, finivi al rogo.

Oggi che i roghi non si possono più fare (colpa del caro petrolio, mi verrebbe da dire), la messa al bando arriva comunque, magari da un articolo sulla “prestigiosa e autorevole rivista”, o da un’intervista in televisione di questo o quel barone della medicina.

Qualcuno ancora ci casca, ma fortunatamente molti altri no, scoprendo che con due aghi messi al posto giusto, gli passa il mal di testa che li tormenta da tre giorni.

Senza prendere un antidolorifico, e  senza effetti collaterali.

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