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Arriva la superpatata OGM. Zaia contro tutti.
Al di là delle facili battute… la vicenda è semplice: la BASF ha brevettato una patata che produce un amido più facilmente utilizzabile nella produzione della carta.
Per farlo ha preso una patata normale e ne ha alterato il codice genetico in modo che producesse un amido diverso, ma soprattutto diventasse resistente a due antibiotici di tutto rispetto, la Neomicina e la Kanamicina.
La BASF ha comunicato di voler usare questa patata per la produzione industriale, destinandone gli scarti all’alimentazione animale e chiedendo contemporaneamente di poter “sforare” dai limiti di contaminazione consentiti.
Non ci vuole un genio per capire che, se dai da mangiare agli animali alimenti contaminati da materiale genetico che li rende resistenti agli antibiotici , non è poi così improbabile che questa resistenza si trasferisca ad essi e poscia agli uomini che se li mangiano.
Neomicina e Kanamicina sono classificati come antibiotici critici per la cura dell’essere umano. Questo significa che se un uomo è resistente a questi antibiotici è molto dura riuscire a curarlo in caso di necessità.
C’è qualcosa di profondamente sbagliato in un tutto questo.
La BASF è un’azienda che ha iniziato la sua fortuna nella produzione di materiali plastici e supporti magnetici. E’ una multinazionale, d’accordo ma… consideriamo semplicemente la frase:
La BASF brevetta una patata alterata geneticamente per produrre più carta ed essere resistente a due antibiotici indispensabili
Ma vi rendete conto di quale assurdità rappresenti questa frase?
Capisco l’assuefazione alla semantica, la dipendenza da imbecillità… ma qui si esagera! Non stiamo parlando di neologismi dovuti a necessità linguistiche per rappresentare realtà finora non manifesta.
Stiamo parlando di normale linguaggio per descrivere tre concetti uno più assurdo dell’altro.
Il primo:
La BASF brevetta una patata.
Qui l’unico che può vantare il brevetto sulla patata dovrebbe essere il padreterno, anche se Adamo magari ce l’ha ancora su con lui per quella vecchia storia di mele e foglie di fico. Comunque non di certo un’azienda che produce materiali plastici.
Creato in laboratorio un virus fetentissimo…
E quello che mi chiedo è: non aveva proprio un cazzo di meglio da fare ’sto Yoshihiro Kawaoka?
Ma soprattutto, la secondo domanda che occorre porsi, anche un po’ più spesso è: cui prodest? Ma non “cui prodest virus creare”, quanto “cui prodest historiam referre” ovvero: perchè ce lo vengono a raccontare?
Che in molti laboratori vengano creati e manipolati organismi microscopici mi pare non sia un segreto per nessuno. Ergo: perchè questa notizia sul Corriere?
Lasciamo perdere il testo, quanto di più superficiale, come quasi sempre in questi casi, sia dato leggere… ma il contenuto; perchè danno questa notizia proprio ora?
A parte il fatto che non si capisce perchè si siano a messi a creare un patogeno micidiale come quello in argomento (un ibrido superpotenziato dell’aviaria, un chimera che, in caso qualcosa andasse storto, rischierebbe di far fuori l’umanità in quattro e quattr’otto), la ragione di diffondere questa notizia potrebbe essere… mah! Per una volta voglio essere ottimista e pensare che il motivo di questo articolo sia quello di denunciare.
Denunciare un’attività che non ha nessun senso, tanto per cominciare. Riassortire un corredo genetico in laboratorio per studiarlo? Fatemi il piacere! La possibilità che in natura si replichi esattamente lo stesso riassortimento è praticamente nulla.
Vogliono donare un rene: il comitato di bioetica si oppone.
Leggo e tramortisco; tre persone si sono offerte di donare un rene a chi ne avesse bisogno. Non a parenti o amici: a chi ne ha bisogno. Punto.
Spunta il comitato di bioetica nella persona del suo Presidente, Francesco D’agostino e si oppone, perchè:
Il trapianto di rene da vivente implica una grave lesione al corpo del donatore e dal momento in cui esiste il dovere etico di tutelare la salute di ogni vivente sono contrario alla possibilità di donatori samaritani. La donazione del rene rappresenta una grave lesione alla salute del donatore ed è difficile prevedere se il soggetto potrà recuperare pienamente il trauma subito. Ma se tale rischio è in qualche modo giustificato per la donazione a beneficio di un parente stretto non reputo lo sia per casi diversi. C’è poi il rischio che tali donazioni possano essere spinte da motivazioni sbagliate, ad esempio da una sorta di narcisismo o autoesaltazione del soggetto, non dunque pienamente consapevole della scelta fatta.
Ma chi glielo ha detto? E se queste persone avessero semplicemente compreso quale sia il grado di sofferenza di un essere umano costretto alla dialisi e volessero fare qualcosa per sollevarlo?
Più equilibrato il parere del Ministero della Salute che invece prende in considerazione l’elevato rischio di strumentalizzazione che si può presentare in questi casi.
Il traffico di organi esiste, non è un mistero per nessuno, così come non è un mistero che ogni anno vengono compiuti centinaia di delitti per fornire “pezzi di ricambio” illegali a qualche ricco bastardo.
Questo mi sta bene, ma non la dichiarazione di un uomo che, nella posizione che ricopre (molto influente), si attribuisce il diritto di giudicare il livello di inconsapevolezza e le motivazioni altrui e porre così una sorta di vincolo morale nei confronti di un atto che, fino a prova contraria, è un atto di carità e umanità e che, solo per il fatto che non viene offerto spesso, non può essere giudicato dall’esterno.
E’ qui il problema.
Un uomo ha il diritto di essere contrario a tutto ciò che vuole e anche di dirlo, ma alcuni uomini occupano posizioni importanti, da cui influenzano le opinioni e la mente delle persone e, in ultima analisi, la loro vita.
La loro responsabilità, nell’esporre quella che è una propria opinione, è molto maggiore di quella di qualunque altro libero cittadino.
E di questo occorre che tengano alto conto.
Studio dimostra che la meditazione riduce il rischio di infarto. Ma non sono ancora convinti.
Spunta uno studio che dimostra statisticamente e dati alla mano, raccolti anche con decente obiettività, che chi pratica meditazione vede ridotto il rischio di infarto e ictus di oltre la metà, specialmente coloro che per un motivo o quell’altro si trovano già in condizioni di rischio.
E stiamo parlando di percentuali non confutabili: 47% significa quasi la metà!
Poi interpellano l’immancabile esperto, in questo caso Marco Bobbio, primario di cardiologia del Santa Croce di Cuneo, il cui commento è in sintesi:
ok, ben vengano questi studi, ma siccome non hanno ancora pubblicato i risultati per intero, aspetto di vedere quanti hanno davvero seguito il programma di meditazione e con quale frequenza e se quelli che l’hanno seguito hanno magari assunto le terapie con maggior cura degli altri.
Poi però conclude ammettendo che questi dati fanno sperare che la salute non debba per forza passare da medicine e chirurgia.
Legittimi dubbi, per l’amor del cielo.
Allora me ne concedo uno io:
Come mai tanta prudenza non viene mai dimostrata quando si tratta di sbattere sul mercato un nuovo farmaco pieno zeppo di effetti collaterali devastanti o un vaccino che non hanno testato?
E soprattutto: perchè sono convinto che questa notizia l’abbiano letta in pochi?
Sarò malfidente…
Agopuntura: all’estero usatissima, in Italia…
Consiglio la lettura di questo articolo della Dott. Catherine Bellwald, fisiatra e agopuntore, assai ben fatto, che illustra esaurientemente la differenza di concezione sull’agopuntura tra il resto del mondo e l’Italia, uno dei paesi più bacchettoni (e stupidi) del mondo sugli argomenti riguardanti la salute e le medicine alternative.
In Italia infatti la baronìa nell’ambiente medico unita al moralismo e al bacchettonismo tipici del nostro paese, sono un ostacolo enorme alla diffusione di questa forma terapeutica che si basa, contrariamente a quanto pensano molti, su una vera e propria scienza antica di migliaia di anni ma che a differenza di tante altre ha continuato ad evolversi nel tempo.
Sibutramina: un farmaco antipeso ritirato dal mercato. Ma non l’avevano sospeso nel 2002?
Incuriosito dalla notizia del ritiro dal mercato della Sibutramina, un farmaco contro l’obesità che ha dimostrato di aggravare seriamente i problemi cardiovascolari di chi la usa, sono andato a fare qualche ricerca in giro, per scoprire che lo stesso farmaco era stato sospeso nel 2002 in attesa di una revisione proprio da parte dell’EMEA.
Poi ho scoperto che la stessa EMEA aveva rimesso in circolazione questi farmaci che oggi di nuovo l’AIFA sottopone a revisione.
Allora, signori dell’EMEA e dell’AIFA…
Dopo aver dimostrato quanto siete efficienti nell’approvare i vaccini sperimentali contro la fantomatica (e ormai potrei definire psicotropa) influenza suina, come spiegate questo tira e molla?
Nel 2002 ritirate un farmaco perchè sospetto di effetti collaterali dannosi.
Poco dopo lo rimettete in circolo.
Sette anni dopo l’AIFA lo ritira un’altra volta.
E mo’? Che fate? Lasciate o raddoppiate?
La bufala e la suina: al parlamento europeo parte una inchiesta su Big Pharma
Sul sito di Micromega viene pubblicata questa notizia, che a sua volta riporta e traduce quanto scritto sul blog di Wolfang Wodard, presidente tedesco della commissione Sanità del Consiglio d’Europa.
L’articolo descrive come sia stata richiesta da Wodard un’inchiesta sul ruolo delle case farmaceutiche nella recente, bufalesca diffusione del panico sulla presunta pandemia di suina.
La denuncia viene riportata a grandi titoli anche dal Daily Mail.
Questa notizia segue dappresso quella pubblicata da La Leva di Archimede negli scorsi giorni, in cui si parla della messa sotto accusa dell’OMS per gli stessi motivi.
E’ da Agosto che su moltissimi siti e blog stiamo insistendo sull’evidenza di quello che sembra prepararsi ad essere lo scandalo sanitario del secolo.
Finalmente la cosa sembra muovere anche qualcuno nelle alte sfere.
Inutile dire che sui media italiani la cosa non ha trovato grande risonanza.
Vediamo se riusciranno ad insabbiare anche questa…
Quando si dice avere le palle: il chirurgo che si operò da solo.
L’ho trovata sul Corriere di oggi. E’ la storia di un chirurgo, Leonid Rogozov, che nel 1962 all’età di 27 anni si trova nell’antartico, in pieno inverno polare isolato in una base sovietica, senza possibilità di ricevere assistenza alcuna.
Ad un certo punto Rogozov si autodiagnostica un’appendicite. Prova con gli antibiotici ma la faccenda inizia a peggiorare. La febbre sale e lui capisce che è vicino alla perforazione.
Allora si fa preparare una sala operatoria e, assistito dai suo compagni e armato di specchio, si spara un’anestesia locale e… si opera da solo, andando a occhio ma soprattutto al tatto. Perciò opera senza guanti.
L’appendicectomia riesce e quest’uomo cazzutissimo sopravvive fino al 2000.
La storia in se’ fa pensare. Qui ce la menano tanto con la sicurezza, e non fare questo e non puoi fare quell’altro, e il tubo omologato e la certificazione…
Questo signore invece si è ficcato le mani nell’addome, si è tolto l’appendice e due settimane dopo era intento a zompettare di nuovo in giro per la base.
Quando si dice avere le palle…
Il trucco agli occhi usato in Africa previene le infezioni. Wow! Ci volevano dei ricercatori per saperlo!
E lo gridano pure ai quattro venti, come se fosse una scoperta straordinaria, con tanto di pubblicazioni sulle riviste specializzate e lanci di agenzia. Mancano giusto gli squilli di tromba e siamo a posto.
Un gruppo di eminenti (non si sa in cosa, forse in ovvietà…) ricercatori ha guadagnato gli onori della ribalta sulle pagine delle agenzie di stampa per aver scoperto che:
“Il trucco alla Cleopatra, oltre ad essere molto sensuale, costituisce un’efficace protezione antibatterica”
Incredibile, vero? Chi lo avrebbe mai detto?
Forse tutte, ma proprio tutte le popolazioni africane e indiane che, da millenni, usano il Kajal e un altro estratto di una radice particolare (non chiedetemi qual’è) per truccarsi gli occhi, sapendo perfettamente che così prevengono tutta una serie di infezioni.
Ma non solo.
Un giorno ero in banca quando entrò un uomo di colore con i suoi due bambini. I due piccoli avevano degli occhi molto belli già di loro, ma quella bellezza era messa in risalto dal colore di una matita tracciato all’interno delle palpebre.
Chiesi all’uomo se il colore in questione non fosse fastidioso per i piccoli e lui mi rispose:
“Affatto, anzi… Li aiuta“
“In che senso?“
“Beh, semplice… ha mai visto un ragazzino di colore sotto i dieci anni, in Italia, con gli occhiali?“
In effetti no, vedo spesso bambini di colore in giro ma, a differenza di molti piccoli italiani, effettivamente nessuno con gli occhiali.
“E’ questa matita che nella nostra terra utilizziamo dalla notte dei tempi. Fino alla pubertà aiuta tantissimo a prevenire le infezioni ma soprattutto le disfunzioni della vista, come la miopia e l’astigmatismo, che infatti nei nostri piccoli raramente si manifestano prima dei dieci – dodici anni“.
Un po’ stupito, sia dalle affermazioni dell’uomo che dalla sua proprietà di linguaggio gli chiesi quale fosse la sua professione.
“Sono il direttore del dipartimento di ricerca oftalmologica all’università di Città del Capo“
Senza fare tanto casino e senza tirarsela più di tanto.
Influenza Suina: missing in action. Saldi di fine anno: Francia e Germania svendono i vaccini
Giusto per fare un bilancio… in Italia 200 morti su 4 milioni di casi, i dati ufficiali li trovate qui. Nel 2008 l’influenza stagionale ne ammazzò circa 8.000 su 5 milioni di casi, ma nessuno ebbe nulla da ridire.
Oggi Francia e Germania svendono i vaccini in saldo, dopo che il 95% della popolazione ha mandato a quel paese i rispettivi governi, rifiutando la vaccinazione.
E in Italia? Beh in Italia stanno pensando esattamente a cosa fare. Se svendere il tutto a qualche paese del terzo mondo o tenersi i vaccini sul groppone.
I media e tutti gli organi di informazione sono stati di colpo zitti. Forse che qualcuno al governo ha deciso che stava facendo veramente una pessima figura?
Sia come sia il bluff adesso dovrebbe essere chiaro per tutti.
Così come dovrebbeb essere chiaro che le multinazionali farmaceutiche hanno avuto il potere di far comprare a tutti i governi del mondo un vaccino tanto pericoloso quanto inutile, contro una pandemia completamente inventata e una malattia praticamente virtuale.
Peccato che, in tutto questo, Big Pharma si sia messa in tasca qualche decina di miliardi di dollari.
E se i vaccini sono stati pagati dai governi, state pur certi che il modo di rigirarci la fattura l’hanno già trovato.
Gli aumenti di quest’anno, sbandierati negli ultimi giorni dalle testate giornalistiche, per esempio.
Oppure qualche vaccata che si inventeranno nel corso del 2010.
Sveglia, gente! Come diceva Machiavelli, ogni popolo ha il governo che si merita!
Come avere un progresso scientifico quasi immediato
Prendo spunto da questo articolo su La Stampa. Parla di un uomo, un reporter, Charles Sabine.
Colpito dalla sindrome di Huntington detta anche Còrea di Huntington, quest’uomo sa che da qui a pochi anni inizierà ad assistere ad una progressiva degenerazione della sua capacità di movimento e di parola.
Nessuna cura, solo paliattivi che possono marginalmente arginare i sintomi.
L’incidenza della Còrea è piuttosto bassa, mediamente 5 casi su 100.000 in occidente e 1 su 1.000.000 in Asia (anche questo sarebbe da commentare, effettivamente).
Il mondo alla fine è pieno di queste malattie dalla bassa incidenza e che pertanto non vengono cagate nemmeno di striscio dalla ricerca farmaceutica, come nel caso dell’adrenoleucodistrofia, malattia semisconosciuta ma indirettamente famosa per il film “L’olio di Lorenzo”.
Però mettile tutte assieme e vedrai quanta gente soffre e muore perchè nessuno considera remunerativo ricercare una soluzione ai loro problemi.
L’intero apparato medico occidentale andrebbe demolito alla radice. Iniziando dalle case farmaceutiche e dai governi che, di riffa o di raffa, ne subiscono o accettano l’ignobile comportamento.
Come nel caso dell’influenza suina, ad esempio. Un giro d’affari di decine di miliardi di euro finiti nelle tasca di quattro affaristi.
Con la stessa cifra, dedicata alla ricerca invece che alla cura di un’influenza del cazzo, avete idea di quanti problemi si potrebbero risolvere?
Ogni tanto mi viene in mente cosa farei se fossi per un paio di giorni il Presidente degli stati uniti.
Prenderei tutti gli amministratori delegati delle varie Big Pharma, li chiuderei in una stanza al pentagono e poi gli direi:
Mercurio nei vaccini, autismo e danni cerebrali. Uno studio dimostra la correlazione.
Caso mai servisse, uno studio che trovate qui, parla della evidente correlazione evidenziata tra il mercurio contenuto nei vaccini e l’aumento endemico dei casi di autismo e di danni cerebrali nei bambini negli ultimi anni negli Stati Uniti.
In questo studio, condotto presso l’Università di Pittsburgh su dei macachi, sono stati indagati i risultati sul tronco encefalico dovuti ad una sola inoculazione di vaccino contro l’epatite B, contenente Thimerosal, ovvero mercurio.
I risultati hanno evidenziato l’evidente ritardo nello sviluppo dei riflessi nel gruppo inoculato rispetto a quello di controllo.
Negli Stati Uniti, nel 1991 la vaccinazione contro l’epatite B è stata introdotta nelle linee programmatiche delle politiche vaccinatorie. Da quel momento in poi si è assistito ad un aumento impressionante dei casi di autismo, patologia che oggi sfiora l’1 per cento dei bambini americani.
Non so se vi rendete conto di quanto enorme sia questa cifra. L’uno per cento dei bambini americani trattati con questa merda ha sviluppato autismo in maniera più o meno grave.
Avete mai visto un bambino autistico? Se non vi è ancora successo, cercate una famiglia cui sia capitato in sorte e provate a vedere cosa significa, per loro e per il bambino.
Il Thimerosal è stato tolto per legge dai vaccini nel 2000 ma gli stock sul mercato non sono mai stati ritirati, fino all’esaurimento, avvenuto due anni dopo. Con tanti saluti a tutti quelli che se lo sono dovuto sparare in corpo.
Influenza suina: il vaccino Arepanrix H1N1 può produrre falsa positività al test HIV e non solo!
I dati di questo post, inkati di volta in volta, sono tratti da documenti ufficiali Glaxo, reperibili sul loro sito o dai documenti ufficiali FDA, fatta eccezione per lo studio altrettanto ufficiale sul polisorbato 80 che proviene da IngentaConnect.
ATTENZIONE! DOPO LA VACCINAZIONE CON AREPANRIX H1N1 DELLA GLAXO SMITH KLINE POTRESTE RISULTARE POSITIVI (ANCHE SE FALSAMENTE) AI TEST PER:
HIV (AIDS),
HCV (EPATITE C)
HTLV-1 (Human T-Cell -Leukemia Virus)
Se non ci credete, questo è il testo scritto sul bugiardino nella confezione del vaccino!
OKKIO! Ho detto che potreste risultare falsamente positivi, non che potreste beccarvi le relative sindromi!
Altre simpatiche notizie (documentate) su GSK Arepanrix (Glaxo Smith Kline), Virus inattivato mediante ultravioletti e formaldeide.
Adiuvanti:
Vitamina E
SQUALENE: sospettato come causa di artrite reumatoide, reazioni autoimmuni avverse
Polisorbato 80: può indurre reazioni anafilattiche molto gravi
Conservanti:
Timerosal: neurotossico, l’FDA raccomanda alle case farmaceutiche di non usarlo nei vaccini
Dati clinici:
Non sono disponibili dati clinici per persone tra i 10 e i 17 anni e per persone oltre i 60 anni.
Sono disponibili dati limitati per i bambini tra i 3 e i 9 anni, tanto limitati che la stessa Glaxo tira a indovinare.
Non sono disponibili dati clinici per bambini tra i 6 e i 36 mesi.
Per i bambini sotto i 6 mesi GLAXO SCONSIGLIA LA VACCINAZIONE!
Se non ci credete leggetevi il testo del bugiardino ai primi due link di questo articolo.
Moralismo e suina: per me i medici fanno bene a non vaccinarsi
Leggo su ADNKronos una lettera del presidente del sindacato dei medici di famiglia che esorta i medici a
“vaccinarsi senza sollevare dubbi senza fondamento!”
Lo stesso presidente prosegue sostenendo che è in questi momenti che la categoria dei medici deve dimostrare di saper stare al fianco della gente.
Io personalmente ritengo che i medici lo stiano già facendo. Non vaccinandosi e non consigliando il vaccino se non nei casi di estrema rilevanza patologica.
Mi pare evidente che i dubbi sul vaccino, checchè ne pensi qualcuno, non siano affatto infondati se non per coloro che vanno in giro con le fette di prosciutto sugli occhi. Squalene a parte, gli adiuvanti contenuti nei vaccini sono in gran parte sotto accusa per possibili effetti collaterali anche gravi. Il vaccino non è stato testato per un tempo anche solo vagamente sufficiente a sostenerne l’innocuità. In Bangladesh migliaia di bambini stanno subendo la sperimentazione al posto nostro, dato che in occidente, salvo rari casi di idiozia perniciosa, nessuno offrirebbe il proprio figlio per sperimentare un nuovo farmaco.
E questi sarebbero “dubbi infondati”?
Personalmente, ritengo molto più vicino a me un medico che non mi consiglia farmaci inutili o addirittura dannosi solo perchè così piacerebbe ad altri. E parimenti ritengo che, per una volta, per quanto loro possibile senza incorrere nelle ire delle associazioni di categoria, stiano veramente dando il buon esempio.
E si fotta anche la suina!
La strana epidemia in Ucraina non sembra così strana. Per ora.
Stimolato da un commento giunto su questo blog sono andato a cercare dati sulla misteriosa epidemia in atto in Ucraina. Seppur con un po’ di fatica, ho trovato i rapporti dell’RSOE, l’osservatorio ungherese per il monitoraggio degli eventi a diffusione mondiale, come terremoti, grossi incidenti aerei e altro.
L’ultimo aggiornamento è datato 5 Novembre, quindi oggi. Parla di 633.877 casi di infezione e 95 morti. Fatti due conti vediamo che il tasso di mortalità è dello 0,15 per mille. Assolutamente in linea con tutto il resto del mondo. Nulla di speciale quindi.
A parte la montagna di ipotesi più o meno perverse (tipo peste polmonare o altro), ho trovato questo articolo su polskieradio.pl. Ho dovuto usare Google come traduttore dal polacco ma, a parte che non era un gran che di traduzione, ce n’è abbastanza per capire che secondo questa testata, in Ucraina il panico sarebbe dovuto ad un’indiscriminata campagna mediatica.
La cosa a me sembra sinceramente suffragata dalle cifre, almeno per il momento. Certo, considerato che ieri i malati di suina erano circa 450.000 e oggi sono già un terzo in più, c’è da capire la gente che si spaventi. Ma che questa influenza fosse particolarmente contagiosa non si era mai dubitato. La mortalità, tuttavia, rimane estremamente bassa. 0,15 per mille appunto, contro l’ 1 – 2 per mille della normale influenza stagionale.
Purtroppo in questo momento in rete si trovano molti siti che parlano di peste polmonare o malattie diverse ma ugualmente gravi come causa dell’allarme proveniente dall’Ucraina ma, onestamente, devo dire che non trovo particolarmente attendibili le argomentazioni poste.
Allo stesso tempo tuttavia, alcuni fatti non quadrano.
- Il 21 Agosto a Los Angeles, un uomo, Joseph Moshe, è stato arrestato nel corso di una strana operazione dell’FBI. L’uomo, doppia cittadinanza americana e israeliana, professore in microbiologia noto per il suo lavoro sul rimaneggiamento genetico virale, dichiarò di essere in possesso di prove del fatto che in un laboratorio ucraino una casa farmaceutica stesse producendo un’arma biologica travestita da vaccino. Sempre secondo le dichiarazioni del Dott. Moshe, questo agente infettante avrebbe contenuto parti di RNA del virus della famigerata influenza spagnola del 1918. Trovate testimonianza di questo fatto qui. Ora, a distanza di quasi tre mesi dal suo arresto, proprio in Ucraina scoppia un panico che non sembra poter essere giustificato nemmeno da un’eventuale campagna mediatica incosciente ed allarmista.
Influenza suina. Squalene nel vaccino: un milione di volte rispetto a quello della Guerra del Golfo.
Anche il vaccino Pandremix di GlaxoSmithKline contiene squalene. Per la precisione circa 1.000.000 di volte la quantità presente in alcune partite del vaccino contro l’antrace.
Come si nota da questo documento dell’EMEA (l’equivalente europeo dell’FDA), uno dei vaccini attualmente prodotti, il Pandremix della GlaxoSmithKline, contiene squalene come adiuvante. La quantità è di circa 10,68 mg per 0,5 ml di vaccino.
La proporzione corrisponde a circa 2.136.000 microgrammi per miliardo di microgrammi d’acqua. In parole povere circa 1.000.000 di volte la quantità contenuta nel vaccino contro l’antrace usato durante la Guerra del Golfo sui soldati americani.
Nello stesso documento si nota come il vaccino contenga anche Thiomersal, altro adiuvante responsabile di reazioni avverse anche gravi.
In un articolo di globalresearch del 20 Agosto, il Dr. Anders Laursen esplora con dovizia di particolari alcuni dei pericoli insiti nella presenza di squalene nel vaccino H1N1.
Nella sua esposizione, estremamente lucida e supportata documentalmente, Laursen spiega come l’FDA abbia rilevato la presenza di squalene in diverse partite del vaccino contro l’antrace iniettato ai soldati americani durante la Guerra del Golfo e di come la presenza di questo adiuvante sia stata messa in relazione con l’insorgenza della famigerata sindrome del golfo, una serie di patologie invalidanti che ha colpito moltissimi dei soldati inoculati.
Influenza suina A. Finalmente lo ammettono: il vaccino di Novartis contiene squalene!
Lo leggo in questo articolo sul corriere:
In Italia, per ora, è disponibile soltanto il Focetria prodotto dalla Novartis (che contiene un adiuvante, cioè una sostanza che ne potenzia l’efficacia, a base di squalene)
Alla faccia di tutti quelli che finora hanno spergiurato che lo squalene nei vaccini non c’era.
Come dicevo in questo post (che non a caso ha raggiunto e superato le 18.000 visite), lo Squalene è un idrocarburo naturalmente presente nel corpo umano. Se preso per bocca può essere d’aiuto contro la produzione di radicali liberi ma se iniettato rischia di indurre reazioni autoimmunitarie pericolose.
Tanto è vero che lo squalene è stato vietato negli Stati Uniti. Perchè in Europa invece insistono a volercelo ficcare nelle vene?
Influenza suina: primi 4 morti in Svezia a causa del vaccino
Leggo sul blog di Sole Attivo, che pesca la notizia direttamente da agenzia di stampa svedese TAZ.
4 Morti dopo la vaccinazione anti-influenza suina.
Mentre il presidente Obama degli USA dichiara lo stato di emergenza, cresce lo scetticismo in Svezia a causa della morte di 4 pazienti del gruppo a rischio, avvenuta poco dopo l’immunizzazione. DA REINHARD WOLFF
Vediamo adesso se questa notizia avrà risalto.
Scommettiamo di no?
Influenza suina: dal vaccino Glaxo incassa 3,5 miliardi di dollari.
Qualcuno poteva ancora avere dei dubbi? Ecco, adesso se li può togliere.
In questo articolo di Repubblica tutte le cifre di Big Pharma che, grazie ai Governi, ai Media e alla creduloneria delle persone ha incassato dalla vendita di vaccini contro la suina qualcosa come 4 (quattro) miliardi di dollari finora.
4 miliardi di dollari buttati nel cesso da tutto il mondo e regalati alle multinazionali del farmaco. E altri ne stanno arrivando.
3,5 miliardi solo a Glaxo e centinaia di milioni a tutte le altre.
E poi venitemi ancora a dire che è tutto fatto nel nome della salute e della sicurezza della popolazione.
Per favore, cerchiamo di svegliarci!
Influenza suina: per Fazio infondati i dubbi sul vaccino. Su quali basi?
Giusto un appunto; oggi il Vice Ministro Fazio definisce infondati i dubbi sulla pericolosità del vaccino.
Ribadisce la sua fiducia al mondo medico in generale e apporta a sostegno il fatto che i rappresentanti di categoria neghino la pericolosità del vaccino.
Oltre a questo, grazie al cielo, ribadisce il ftto che il vaccino non sarà obbligatorio. Bene, meno male.
Comunque mi faccio venire un dubbio: il virus è “comparso” in Aprile.
Hanno cominciato a sviluppare il vaccino in Maggio. Siamo a Ottobre. C’è stato a malapena il tempo di produrlo.
Figurati se hanno avuto il tempo di testarlo correttamente (studi a doppio cieco, randomizzati… ) su campioni statisticamente significativi di popolazione (multi razziale, multi genetica, multi nazionale…)
Sulla base di cosa si possono definire infondati i dubbi sulla pericolosità di questo vaccino? Sul quella della fiducia al mondo della medicina ufficiale? Non credo proprio.
E poi perchè i rappresentanti di categoria dovrebbero in qualche modo essere garanti della non pericolosità di questo prodotto? Cosa sono… depositari di una qualche forma di onniscienza?








