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Tecnologia interiore e meccanica motoria: lento è preciso, preciso è veloce.
Qualunque sequenza di movimenti, se ripetuta un numero sufficiente di volte, viene memorizzata e attivata successivamente senza più bisogno dell’intervento cosciente in ogni singola fase.
E’ il principio di qualunque addestramento fisico, marziale, militare o ginnico. O anche lavorativo, come nel caso del video seguente:
Questo è quello che ritengo si possa definire un caso di “addestramento volontario del centro motore“. La ragazza infatti, intervistata, ha dichiarato di essersi accorta che l’atto meccanico della timbratura poteva essere velocizzato apportando piccole modifiche ai movimenti ed è arrivata così ad eseguire quel singolo movimento ad una velocità impensabile per altre persone.
Ma il centro motore può anche diventare una brutta bestia! Se in fase di acquisizione della sequenza motoria si commette un errore e lo si ripete, anche questo verrà memorizzato e successivamente, diventerà molto arduo convincere il centro motore a cambiare la sequenza.
Ecco perchè è molto importante, quando si apprende un nuovo movimento per noi importante, farlo dapprima molto lentamente e con la maggior precisione possibile.

Successivamente, quando la sequenza sarà perfettamente archiviata nel centro motore, sarà possibile aumentarne la velocità quasi a piacere, sempre tramite la ripetizione aggiungendo però una consapevole azione di accelerazione.
Ecco perchè, come dice lo sniper protagonista in Shooter addestrando il suo amico all’arte del tiro di precisione,
“Lento vuol dire preciso, preciso vuol dire veloce“
Il suono: saper ascoltare la musica non è cosa comune.
Nei due post precedenti ho presentato due esecuzioni diverse ma straordinarie dello stesso brano. Nella prima vi era un solo strumento, anche se talmente polifonico da rendere la complessità di un’orchestra, mentre nella seconda vi era un’orchestra vera e propria.
Ascoltare veramente la musica non è propriamente uno scherzo. Occorre che discernimento e cuore vadano a braccetto.
Vi è una parte di noi, quella emotiva, che reagisce con delle sensazioni, con delle emozioni al suono. E quanto più il suono è oggettivo, quanto più la corrispondenza tra frasi o note musicali e sensazioni sarà precisa.
Tecnologia interiore: la ricerca dell’oggettivo. Una definizione difficile.
Se andiamo a prendere il significato del termine “oggettivo“, troviamo un’interessante definizione:
Che ha per fondamento la realtà stessa.
Ma possibile che manco il dizionario alla fine riesca a dare una definizione seria di questo termine?
Santo cielo, tutto ha per fondamento la realtà stessa. Il problema è la percezione che si ha di questo tutto. Si può percepire qualunque cosa ma alla fine lo si fa normalmente mediante i sensi. E chiunque sa che i sensi non sono la realtà. Per un essere umano, la percezione della realtà è lontana quanto la Luna per una pulce (a meno che questa non si infili tra i peli pubici di un’astronauta).
I sensi trasmettono al cervello, mediante neurotrasmissione, una modulazione di impulsi elettrici. Il cervello ricostruisce, sulla base di una “mappa interna”, quello che i sensi gli inviano.
Tecnologia interiore: informatica mentale e meccanica emotiva.
(Continua dal post precedente) Tanto si può paragonare il funzionamento della mente a quello di un computer, quanto molto spesso si può fare quasi la stessa cosa con le emozioni.
L’emotivo, così come sperimentato nella maggior parte dei casi, è qualcosa di estremamente superficiale, automatico e non molto raffinato.
Per fare un esempio: se la domenica e il lunedi fioriscono i programmi che parlano di calcio, non è un caso, o una questione di vicinanza temporale con le partite.
L’italiano medio considera il calcio un argomento di cui veramente vale la pena di parlare e discutere, anche per giorni e giorni, mentre se cercate di farlo parlare di qualcosa che riguardi le sue emozioni… vi parlerà di quanto si è incazzato per la perdita della partita da parte della sua squadra!
Il problema è che, oggi come oggi, la sensibilità, la profondità emotiva e il culto del bello sono stati sostituiti da valori molto, molto più superficiali. E il numero di persone che cerca nella vita qualcosa di più elevato, di diverso dalla semplice sopravvivenza, è in costante calo.
Esistono quindi due aspetti da indagare: il perchè di questa superficializzazione e come opporvisi.
Tecnologia interiore e informatica: meccanica mentale.
Quando avevo 12 anni, mio padre mi mise davanti ad un terminale remoto (per l’epoca all’avanguardia) collegato con un mainframe IBM. E’ stato lì che mi ha rovinato, perchè da allora non ho mai smesso di studiare i computer.
Qualche anno dopo, quando iniziai a studiare la natura interna del sistema umano, mi resi conto di quanto fosse in realtà stretto il parallelismo tra sistemi informatici e la mente umana. Cosa logica peraltro, considerato che i primi sono stati e vengono tutt’ora modellati proprio sugli schemi meccanici umani.
La nostra psicologia, le nostre reazioni emotive, quando non strutturate o dirette con cognizione di fatto, rispondono agli stimoli esattamente come un computer: meccanicamente. La mente umana è binaria, tanto quanto quella informatica. Poco importa che il nostro cervello possieda una struttura tridimensionale; la mente ordinaria non può fare a meno di funzionare in termini di “si” o “no”.
Fortunatamente però l’uomo ha qualcosa in più rispetto alla macchina. Peccato che, nonostante quello che la maggioranza di noi ritiene, questo qualcosa sia solo a livello potenziale. Una possibilità che, se non adeguatamente sviluppata, rimarrà tale senza speranza.
Tecnologia Interiore. Una prima definizione.
Con il termine di tecnologia, grazie alla superficialità cui spinge l’attuale sistema socio-culturale, si intende quasi esclusivamente ciò che ha a che vedere con l’elettronica; informatica, trasmissioni, internet, multimedia, comunicazioni etc. etc.
Il termine “Tecnologia” implica però una definizione più estesa, riferendosi di fatto allo “studio e conoscenda della tecnica“. Il termine “Tecnica” ha a sua volta un’accezione comune abbastanza ristretta, se confrontata con il reale significato di “insieme delle regole pratiche da applicare nell’esecuzione di un’attività manuale o intellettuale“.
La “Tecnologia” è quindi lo studio delle regole da applicare per eseguire un’attività manuale o intellettuale. In sintesi potremmo definire la “Tecnologia” come lo studio delle regole che occorre applicare per fare qualsiasi cosa.
Per “Tecnologia Interiore” intendiamo quindi una cosa molto semplice (dal punto di vista della definizione): l’insieme di regole (o “tecniche”) da applicare per interagire con ciò che sta al nostro interno. Leggi il resto di questo articolo »
Ricerca della verità: cos’è la vibrazione 7 – trasmettere con il suono
Questo è un post difficile da scrivere, e altrettanto da leggere. Come detto nell’articolo precedente il suono è qualcosa di perfettamente adatto a trasmettere qualcosa. Qualcosa che può essere la passione, o la rabbia, o quello che uno ha dentro in quel momento. Ma se la materia è fatta di energia, e il suono ne può veicolare, quale sarà l’incontro tra suono e materia?
Dipende dalla materia, ma dipende anche dal suono. Un suono qualsiasi, quello che definiremmo al massimo “rumore”, avrà la caratteristica di essere disarmonico, e nell’incontro con un materiale, l’unica cosa che potrà trasferire sarà proprio questa disarmonia; se incontra un muro, non succederà nulla, ma se incontra un essere umano probabilmente produrrà del fastidio.
Ma cosa succede se il suono ha in sè una caratteristica fortemente armonica? Allora si che si può seriamente parlare di trasmettere qualcosa.
Per esempio, provate a mettere il volume delle vostre casse a circa un terzo, o comunque in modo da avere un buon livello di volume, e ad ascoltare il seguente suono.
Sentito bene? Sono voci umane, nella fattispecie quelle di David Hykes, il maestro indiscusso a livello mondiale di canto armonico e dei suoi studenti, nell’ouverture del brano “Two Poles”, dall’album “Hearing Solar Wind”.
Se non avete provato nulla nell’ascolto, vi sconsiglio di procedere oltre nella lettura: questo articolo non fa per voi. Se invece qualcosa al vostro interno si è mosso, e vi ha fatto pensare, ad esempio “Dio, che figata!” oppure anche solo semplicemente “Che strana sensazione”, allora potete proseguire.
Ricerca della verità: cos’è la vibrazione 6, il suono
Come la materia è uno stato densificato di un’energia diversa, allo stesso modo molti aspetti della nostra vita e del mondo in cui viviamo sono de facto una rappresentazione simbolica densificata di altri principi, a loro volta più “sottili”.
In questa serie di articoli sulla vibrazione, ho cercato di introdurre un concetto: quello che non tutto ciò che vediamo è solo quello che sembra essere; in questo post, vorrei parlare di uno di questi aspetti, che forse è quello che ha più attinenza con il concetto di vibrazione, ovvero il suono.
Il suono è una vibrazione che si propaga in un mezzo elastico (solitamente si pensa all’aria, ma a tutti gli effetti il suono si propaga in tutti i mezzi, ovviamente con diversa capacità di penetrazione a seconda del materiale), e ha la caratteristica fisica di non potersi propagare nel vuoto.
Il fatto è che un suono non è altro che la rappresentazione densa di un’altro tipo di vibrazione, quella dell’energia in senso lato.
Ma qui, sulla Terra, dove un mezzo per la propagazione lo si trova più o meno sempre, il suono ha un valore particolare, in quanto è la cosa più vicina a una vibrazione più alta che l’essere umano possa emettere in modo percepibile dagli altri. Quando parliamo, urliamo, susurriamo o cantiamo, quello che arriva all’ascoltatore, non è solo una vibrazione fisica, ma anche qualcosa d’altro.
Per questo vi è una fondamentale differenza ad esempio, tra l’ascoltare un canto in una registrazione ed essere presenti dal vivo: quando ascoltiamo una registrazione, quello che si produce è una vibrazione fisica, che evoca al nostro interno una corrispondente vibrazione emotiva per assonanza. Un po’ come se avessimo all’interno un diapason emotivo, in grado di essere messo in vibrazione da una musica o da un suono.
Quando ascoltiamo un’esecuzione dal vivo della stessa registrazione, non arriva più solo la vibrazione fisica, ma anche la vibrazione emotiva dell’esecutore. I suoni prodotti da chi esegue fanno da tramite per ciò che l’artista (se è tale) sente al suo interno.
Ricerca della verità: cos’è la vibrazione 5
L’energia quindi si manifesta in diversi stati, dal più “lento” o “denso”, cioè la materia fisica, per salire verso frequenze sempre più altre e vibrazioni sempre più veloci o “sottili“.
Più andiamo verso i livelli sottili, e meno i cinque sensi in nostra dotazione sono adatti a rilevare la vibrazione dell’energia che si manifesta a quelle frequenze.
In realtà, da questo punto di vista i nostri sensi sono quelli più ridotti in assoluto. Un felino ad esempio, è in grado di percepire frequenze inudibili all’orecchio umano, e anche di vedere in condizioni di luce che per noi corrispondono all’oscurità pressoche totale; un pipistrello, pur essendo cieco come una talpa, di fatto può avvertire frequenze ultrasoniche, con tale precisione da usare questa percezione per il proprio volo.
Insomma, tra tutti gli animali, l’uomo è quello con i sensi meno sviluppati. La ricerca scientifica però gli è venuta in grande aiuto, permettendogli tramite strumenti appositi, di “vedere” molto oltre i propri sensi.
Questa cosa, bellissima in se’, ha però portato a “distrarsi” dalle proprie capacità percettive, al punto che ormai ci affidiamo alla “percezione” strumentale e posticcia, come se quanto percepito dai nostri strumenti fosse tutto ciò che esiste.
Ricerca della verità: cos’è la vibrazione 4
La vibrazione è dunque qualcosa che può a tutti gli effetti essere considerata sia il mezzo di trasporto di una qualità che una qualità essa stessa. A vibrazione più rapida corrisponde un livello più alto di energia, e una qualità genericamente più raffinata.
Quando un essere umano raffina la propria capacità di percezione, mediante le opportune tecniche e procedimenti, diviene progressivamente consapevole di vibrazioni a loro volta più raffinate, come una radio che progressivamente espande la propria capacità di ricezione su bande di frequenza più elevate.
Questo porta invariabilmente a cogliere realtà che ordinariamente rimangono completamente nascoste ai sensi ordinari. In più, le frequenze di cui stiamo parlando non sono neppure nelle bande abitualmente esplorate dagli strumenti a nostra disposizione.
Per continuare ad usare il paragone della radio, sarebbe come cercare di ricevere una trasmissione TV, utilizzando una comune radio FM; la natura completamente differente del segnale video ne rende impossibile la ricezione e la decodifica da parte di un apparecchio radio, pur trattandosi alla fine sempre di trasmissioni di energia e di relative modulazioni.






