Archivi per la categoria ‘Mantra e Suono’
Il suono: esercizio di canto armonico in Sigit
Che si tratti di un mantra, come nei post precedenti, o di un canto, come quello che vi propongo oggi.
La linea di base sfrutta armonie di quinta e nona maggiore e l’utilizzo di diverse vocali per “aprire” o “chiudere” l’impatto emotivo, mentre la linea melodica acuta è ottenuta con la tecnica classica del canto armonico detta “Sigit”.
Il risultato sono quei suoni flautati estremamente acuti che hanno inizio circa a 1:50 per proseguire fino alla fine dove rimangono in “assolo” per qualche tempo.
In questo caso si tratta proprio di un esercizio, nulla di particolare quindi, ma mi faceva piacere condividerlo come sempre in questo spazio.
Come tutti gli altri brani da me registrati è a disposizione nell’apposita pagina, da cui potete anche scaricarlo, alle condizioni riportate in loco.
Per ascoltare cliccare sul player qui sotto (non appena si carica…)
Il suono: mantra Aum eseguito in Kargiraa
Il canto armonico, in tutti i suoi stili e sottostili, è molto antico. Presso il popolo tibetano entra a gran diritto nella tradizione non solo religiosa, in cui viene utilizzato per il canto dei mantra, ma anche in quella medica.
Nella medicina tibetana, infatti, il suono viene utilizzato moltissimo, specialmente nelle varianti del canto armonico, per produrre effetti vibratori precisi che, interferendo con l’energia della persona, ne possono ristabilire l’armonia, quando ad esempio questa sia stata inficiata da ferite o malattie.
Ci ho messo molti anni ad acquisire questa tecnica, detta “Kargiraa”. Nonostante a molti venga istintiva, per me non è stato così e fintanto che non ho potuto ascoltarla direttamente dalla voce di un Maestro, non sono mai riuscito a produrla correttamente.
Ho fatto da poco questa incisione, utilizzando la tecnica in questione, per tentare di riprodurre una qualità a me molto cara, per diversi motivi. La condivido in questo spazio.
Gli armonici acuti e alti che si sentono in diverse fasi sono prodotti spontaneamente dall’interazione delle varie tracce. Come sempre, il file è a vostra completa disposizione per il download nella pagina dedicata al suono. Per andarci cliccate qui e seguite le istruzioni in loco. Per ascoltare invece, cliccate semplicemente sul player all’inizio dell’articolo.
Il canto gregoriano incontra quello armonico. David Hykes in “Kyrie Fragments”
Il brano in realtà dura praticamente il doppio. Ma nella seconda parte l’influenza del canto Gregoriano è così forte… così meravigliosamente armonica che non ho potuto resistere. E la commistione con il canto armonico durante tutta l’esecuzione raggiunge veramente un apice epocale nell’ultimo minuto e mezzo.
Difficile sentire qualcosa di altrettanto bello. Davvero difficile!
Il ruggito di una pantera. La dice tutta…
L’unica volta in cui ho potuto vedere una pantera nera dal vivo è stato al parco delle Cornelle, vicino a Bergamo.
In quell’occasione ho potuto anche sentirne il ruggito.
Impressionante come un animale non così grande come una tigre o un leone possa sprigionare tanto “volume di fuoco” in un singolo ruggito!
Dato che ho trovato una registrazione sul web, ve la propongo qua sotto.
Mettete a manetta le casse e preparatevi.
Se avete bambini nei dintorni sarà meglio che li facciate sloggiare o che usiate le cuffie.
Se qualcuno volesse una definizione del significato di “intensità”… credo che troverà in questa breve registrazione un’utile indicazione.
A volte un mantra può servire a ricordare qualcosa.
L’avevo lì nel cassetto. Un valore particolare per me… spero che piaccia anche a voi.
Come per tutti gli altri l’ho prodotto in proprio e potete farne quello che volete, tranne che un uso commerciale.
Per il resto, se lo volete usare sul vostro sito o blog, vi chiedo solo di citare la fonte.
Per ascoltare cliccate sul player.
Per scaricare il file, potete fare click destro qui e selezionare “Salva destinazione con nome” o similia.
Bella la vita quando…
Qualche volta scende un particolare stato di calma, come se qualcuno recitasse un mantra per noi.
La calma è talmente profonda che sembra di poter percepire, per alcuni attimi, la sensazione della sospensione del tempo.
Tutto scorre ugualmente, ma non al nostro interno. Oppure, tutto scorre ma ci attraversa come noi fossimo porte immobili, testimoni del fluire degli eventi.
Il silenzio si spande nell’aria e, come una foto in bianco e nero, produce contrasti tanto forti con i suoni da generare una percezione uditiva a due tonalità.
Lo spazio attorno a noi sembra rarefarsi e tutto diventa bello come bere l’acqua da una fontana.
Come salire su una piccola leggera imbarcazione a vela ed essere trasportati da un tenue brezza.
Bello come sentirsi cullare dal delicato movimento del mare.
Ci si sente leggeri come un petalo di rosa che si stacca dal bocciolo e cade, lentamente, assecondando la resistenza dell’aria e, con un movimento lento e sinuoso, ruota, scivola per poggiare infine sul terreno fertile e umido.
Bello come una pioggia sottile che bagna delicatamente il bosco il quale, grato, spande il suo profumo nell’aria.
Bello come la vita quando non ci scordiamo di amarla…
In principio era il verbo. Ecco perchè il suono è così importante.

In principio erat verbum
è la frase latina. Ma questa frase da sola spiega parecchio sul significato del suono, nel senso in cui lo intendo io.
“In principio” non significa “all’inizio“, altrimenti sarebbe stato tradotto in altro modo. “In principio” significa “Nel principio“, “All’interno del principio“. Ovvero il verbo è contenuto nel principio, poi ne esce, generando ciò che conosciamo come creazione.
La parola (Verbum) in questo caso ha il significato di espressione della volontà divina di generare la manifestazione.
Ecco perchè da sempre nella magia esistono le “parole magiche” e le “formule magiche” senza cui la magia non si manifesta.
Ma le parole hanno un loro potere psicologico e anche simbolico. La parola di cui si parla in questo caso non può essere considerata un “termine”, quanto un suono, o meglio una vibrazione.
Il suono prodotto nella materia può essere un rumore quando non armonico. Quando invece è armonico, ovvero vibra in fase, in armonia con un principio, allora diventa simbolo del principio con cui vibra in assonanza. Il suono, quando prodotto con conoscenza, diventa una rappresentazione materiale di principi più elevati. Leggi il resto di questo articolo »
Acqua e vibrazioni
Solo un piccolo video a sostegno del post di ieri sulla vibrazione.
Qui abbiamo una goccia d’acqua che, reagendo a diverse frequenze sonore, va a formare forme geometriche molto precise.
Lo stesso di quello che succede per le forme di Chadni generate dalla polvere su una lastra messa in risonanza.
Dalla vibrazione al suono
Nei post precedenti sullo stesso argomento, abbiamo visto come la materia sia considerabile uno stato particolare dell’energia, di fatto un rallentamento di una frequenza vibratoria, che man mano che diminuisce diviene sempre più densa fino ad assumere quelle caratteristiche che conosciamo come proprie della materia.
Il fatto di considerare la materia non più come oggetto ma come stato, ci permette di ampliare il nostro possibile spazio di esperienza di diverse grandezze.
Primo fatto non trascurabile fra tutti, quello di poter trascendere i sensi ordinari per poter condividere la nostra percezione. Come dimostrato in questo post infatti, i sensi forniscono una mappa assolutamente inesatta della realtà, una mappa già obsoleta nel momento stesso in cui si forma ma soprattutto difficilmente comunicabile a causa della soggettività della percezione sensoriale.
E questo solo per stare nel campo dei sensi. Di fatto però esistono altre strutture, ordinariamente considerate interiori ma che tali non sono, che si frappongono tra la realtà e la percezione da parte nostra; il pensiero, le emozioni, le considerazioni, la morale, i condizionamenti etc. etc. etc.
Queste strutture, altrettanto illusorie che i sensi, sono sottoposte all’errore ancora più che questi ultimi e quindi, aggiungendo errore ad errore, di fatto allontanano sempre più le nostre percezioni dalla realtà.
Tutto questo insieme di “generatori di errore” però ha una cosa in comune con la realtà: ne fa parte. Transitoriamente, parzialmente e inutilmente… ma ne fa parte.
Esiste quindi la possibilità di utilizzare i sensi e le altre strutture per un contatto, a patto di non cascare nella trappola di credere fermamente che sia tutto lì. Leggi il resto di questo articolo »
Il suono di un mantra può non essere una parola.
L’utlizzo del suono come vibrazione non prevede obbligatoriamente l’uso di bijia mantra o di parole sanscrite di significato compiuto. Di fatto si possono utilizzare anche delle vocali o delle consonanti.
In questo esempio, ho utilizzato la vocalizzazione delle lettere “A” e “U” per produrre una sorta di variazione maggiore-minore. Lo uso quando voglio entrare in uno stato di maggior calma.
L’uso degli armonici iniziali invece rappresenta una specie di “stacco”, come un segnale che si entra in un’altra vibrazione rispetto alla condizione avuta fino a quel momento.
Come sempre il brano l’ho prodotto personalmente, se desiderate usarlo sul vostro blog o sito web vi prego solo di citare la fonte.
Se desiderate scaricare il brano lo trovate qui. (Per scaricarlo fate click destro sul link e scegliete “Salva destinazione con nome…” o similia)









