Ricerca della Verità e Tecnologia Interiore Archives - Pagina 50 di 64 - Franz's Blog

Ricerca della Verità e Tecnologia Interiore

Articoli sulla Ricerca della Verità, Meditazione, Yoga e argomenti spirituali in genere

Dalla vibrazione al suono

vibrazione e teoria delle stringheNei post precedenti sullo stesso argomento, abbiamo visto come la materia sia considerabile uno stato particolare dell’energia, di fatto un rallentamento di una frequenza vibratoria, che man mano che diminuisce diviene sempre più densa fino ad assumere quelle caratteristiche che conosciamo come proprie della materia.

Il fatto di considerare la materia non più come oggetto ma come stato, ci permette di ampliare il nostro possibile spazio di esperienza di diverse grandezze.

Primo fatto non trascurabile fra tutti, quello di poter trascendere i sensi ordinari per poter condividere la nostra percezione. Come dimostrato in questo post infatti, i sensi forniscono una mappa assolutamente inesatta della realtà, una mappa già obsoleta nel momento stesso in cui si forma…

Speed Stacking: lo sport del centro motore

Una specialità nata negli Stati Uniti. Il gioco consiste nell’impilare (Stacking) dei bicchieri di plastica in una configurazione predeterminata nel minor tempo possibile.

Se pensate che i filmati siano accelerati guardate le persone e i segnatempo e vi accorgerete che si muovono normalmente. Sono proprio i piccoli concorrenti a muoversi con una velocità assolutamente fulminea.

Un esempio di cosa possa fare un centro motore ben addestrato.

Costituzione e Ricerca della Verità

firma-costituzione-italianaL’articolo 1 della Costituzione Italiana, cita testualmente:

“L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro”

Essendo cittadino italiano e vivendo in Italia, ho sempre dato per acquisito questo dato. A parte il fatto che molti italiani ignorano purtroppo il contenuto della propria Costituzione, mi sono anche reso conto che quelli che invece non lo ignorano, me compreso, molto probabilmente non si sono mai fermati a riflettere sulle singole parole costituenti anche solo l’articolo 1, quello forse più importante di tutti, perchè di fatto definisce che cosa sia il paese in cui viviamo.

Come in tutte le scuole viene insegnato, il termine repubblica viene da “Res publica” ovvero “Cosa pubblica“.Per traslato qui si parla dello Stato italiano.

Il termine “democrazia“, viene dall’unione di due parole greche: “Demos” significante “Popolo” e “Kratos“, significante “Forza”, e in ambito politico la signoria, il potere. Etimologicamente quindi possiamo intendere, riferito al sistema di governo, la democrazia come un sistema in cui il potere è in mano al popolo.

Quindi per ora la nostra definizione di Italia potrebbe essere riscritta come:

Stato in cui il potere è esercitato dal popolo, fondato sul lavoro“.

L’esercizio del potere da parte del popolo può avvenire in due modi: quello diretto, in cui il popolo si raduna e decide a maggioranza le azioni da intraprendere, e quello indiretto, in cui invece il popolo elegge dei rappresentanti con mandato a decidere per lui.

Il primo caso, quello della democrazia diretta, non è ovviamente applicabile a grandi masse. E se poteva essere l’ideale nell’Atene di Pericle, non è adatto a Paesi popolosi.
Il secondo caso è quindi l’unico applicabile e difatti in Italia il potere esecutivo viene esercitato da un governo i cui membri sono stati liberamente eletti. Quindi a tutti gli effetti:

“L’Italia è uno Stato fondato sul lavoro, in cui il potere viene esercitato dal popolo, tramite un governo liberamente eletto.”

Questa è la formulazione meno sintetica dell’articolo 1 della nostra costituzione e forse un po’ più chiara. Ma cosa si intende per “lavoro“?

Parole al vento

polvereC’è il tempo, per me ormai lontano, dell’infanzia durante il quale il pensiero non associa parole.

Il linguaggio è ancora molto essenziale o del tutto sconosciuto e un bambino piccolo elabora idee, opinioni, passioni senza alcun bisogno di questo strumento.

In seguito l’ambito familiare prima e poi la scuola impongono la comunicazione verbale. Arrivano i libri, le prime letture, l’ascolto di una favola raccontata dalla nonna…

E l’espressione attraverso la parola comincia ad assumere un sapore seducente.

Con le parole si costruiscono mondi, si comunica l’impossibile; leggere un buon libro è come una pennellata di colore indelebile nel bagaglio della propria vita.

Se nel tempo si cerca di perfezionare questo strumento di comunicazione, sempre più se ne coglie l’incantevole potere. Eppure allo stesso tempo, potenziandolo, qualcosa di sé rischia di perdere freschezza, naturalezza.

La parola infatti definisce un’idea ma poi quell’idea potrebbe irrigidirsi all’interno della sua stessa definizione divenendo prigioniera di un simbolo e perdendo per sempre la possibilità di evolvere.

Quando poi ci si scontra (spesso troppo prematuramente) con l’uso della dialettica come arma, la parola altrui diventa un muro impenetrabile. Quel muro eretto dal mondo “adulto” ha purtroppo la funzione di dimostrare verità soggettive, verità di comodo; oppure di demolire l’avversario, ferire, umiliare, prevaricare; difendere i territori dell’ego, mascherare le proprie falle.

Questo scontro costituisce un doloroso passaggio della propria crescita durante il quale costruire frasi di difesa può divenire il principale, sterile esercizio delle proprie giornate.

La mente inizia inoltre ad elaborare una certa varietà di strategie di attacco, naturalmente per lo più vane e vacue, e ad erigere vere e proprie “trincee verbali”.

E piano, piano… comincia a riempirsi. Come una clessidra che segna il tempo.

La “sabbia”, anziché scendere, sale appropriandosi di uno spazio mentale che diviene sempre più campo di battaglia e sempre meno strumento di ascolto, percezione e risoluzione dei problemi.

Frattali

flame-fractalsProprio qui su questo Blog qualcuno tempo fa scrisse: “Secondo me tutto è solo sesso e cibo”.

Non so se si riferisse al nutrimento in generale, emotivo o mentale, o proprio specificatamente a sesso e cibo. Ma poco importa, forse il confine è sottile o addirittura inesistente.

Da allora ho ripensato spesso a queste parole.

Ho provato ad immaginare come cambierebbe la vita dell’essere umano se all’improvviso egli non dipendesse più dai suoi bisogni e E mi è venuto un dubbio: ma allora tutto è solo causa ed effetto?

Solo causa ed effetto…

Fino a che punto sono libero? Fino a dove possono spingersi le mie decisioni?

Ho deciso mai qualcosa nella mia vita? O è semplicemente accaduta?

E pertanto quando un uomo ne uccide un altro forse non lo ha “voluto”; banalmente, non ne ha potuto fare a meno.

Il bene e il male dunque non c’entrano nulla, almeno fino al giorno in cui non si trova la forza di alzare la testa e decidere consapevolmente che desideriamo seguire quella strada o quell’altra.

Ma anche quella consapevolezza probabilmente è solo un lampo di lucidità in mezzo all’oscurità.

La vita è circolare

albadorataÈ un istante talvolta tanto breve da lasciare storditi e ciò nonostante la sua eco può risuonare per la vita intera.

È un pugno di attimi, un momento soltanto, durato troppo poco eppure intenso, nel caldo silenzio di una notte ormai lontana.

È accaduto nell’età che non tocca il tempo con le mani, che crede gl’istanti di gioia eterni e intramontabili…

…quando ancora caldo e freddo sulla pelle sono la stessa cosa, e la vita è un fiore che si schiude all’alba accogliendo in se ogni goccia di rugiada; che al sole raccoglie ogni raggio di luce e un bacio è soltanto un bacio.

L’età in cui il dolore scivola via velocemente e il piacere è come l’eco nelle valli…

La comunicazione non è verbo dell’esperienza

Comunicazione… quante persone si riempiono la bocca di questo termine, si dicono esperte di questa… beh si, di questa scienza, per poi dimostrarsi degli ottusi fanfaroni!

Comunicare, da comunione, unione con. Unirsi con l’altro. Fondersi con l’altro. Uccidere il giudizio, quanto meno renderlo estraneo alle proprie azioni. E non presumere di sapere cosa ha dentro, a cosa pensa e perchè si comporta in un certo modo.

Avere l’onestà di riconoscere che non capiamo un beato cazzo degli altri, questo si che potrebbe essere un buon modo per iniziare a comunicare.

E chi se ne frega dell’esperienza, di quello che abbiamo vissuto e che sembra spuntare in continuazione a volerci insegnare che siccome tizio ha…

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Catherine Bellwald

Fisiatra, Agopuntrice, Esperta in Medicina Tradizionale Cinese

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Kesa – Alla Fine della Solitudine

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Una storia dolce e intensa, ambientata in una Milano moderna, ma che spesso ritorna ai ricordi di altre vite vissute da Mira, in tempi antichi in cui straordinari poteri le consentivano di influire sul destino di interi popoli. Una trama avvincente che guida il lettore con dolcezza in una dimensione spirituale di amore, passione e sacrificio, sullo sfondo del percorso interiore di un essere eccezionale.

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