Ricerca della Verità e Tecnologia Interiore Archives - Pagina 50 di 64 - Franz's Blog
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Ricerca della Verità e Tecnologia Interiore

Articoli sulla Ricerca della Verità, Meditazione, Yoga e argomenti spirituali in genere

Perchè no?

copertina-mp3pochi sono quelli che decidono di smettere di usare la mente, di cessare di valutare se una cosa sia vera oppure no con l'unico strumento che per sua stessa natura... mente. Sono pochi quelli che decidono di provare. E questi sono quelli che alla fine si fanno venire un dubbio fondamentale: perchè no?

La vita è circolare

albadorataÈ un istante talvolta tanto breve da lasciare storditi e ciò nonostante la sua eco può risuonare per la vita intera.

È un pugno di attimi, un momento soltanto, durato troppo poco eppure intenso, nel caldo silenzio di una notte ormai lontana.

È accaduto nell’età che non tocca il tempo con le mani, che crede gl’istanti di gioia eterni e intramontabili…

…quando ancora caldo e freddo sulla pelle sono la stessa cosa, e la vita è un fiore che si schiude all’alba accogliendo in se ogni goccia di rugiada; che al sole raccoglie ogni raggio di luce e un bacio è soltanto un bacio.

L’età in cui il dolore scivola via velocemente e il piacere è come l’eco nelle valli…

La comunicazione non è verbo dell’esperienza

Comunicazione… quante persone si riempiono la bocca di questo termine, si dicono esperte di questa… beh si, di questa scienza, per poi dimostrarsi degli ottusi fanfaroni!

Comunicare, da comunione, unione con. Unirsi con l’altro. Fondersi con l’altro. Uccidere il giudizio, quanto meno renderlo estraneo alle proprie azioni. E non presumere di sapere cosa ha dentro, a cosa pensa e perchè si comporta in un certo modo.

Avere l’onestà di riconoscere che non capiamo un beato cazzo degli altri, questo si che potrebbe essere un buon modo per iniziare a comunicare.

E chi se ne frega dell’esperienza, di quello che abbiamo vissuto e che sembra spuntare in continuazione a volerci insegnare che siccome tizio ha…

Tecnologia interiore. Errore e differenza: la concezione emotiva impedisce la crescita.

errore: inutile disperarsiErrore viene da errare; vagare senza una meta. Un significato emotivamente negativo che non fa altro che trarre in inganno.

Partiamo dall’errore in senso scientifico. L’errore è la differenza tra una dimensione e la misurazione che se ne può fare. L’errore nullo in questo caso, quindi la misura esatta, non esiste. Esiste il caso in cui la differenza tra misurazione e oggetto della stessa diventa trascurabile.

Esistono interi trattati su questo argomento, soprattutto sul problema di quando definire “trascurabile” una differenza. Come si può ben immaginare, un errore di pochi millimetri su distanze astronomiche può senz’altro essere trascurabile ma più ci si avvicina al limite tra una situazione ed un’altra e meno l’errore diventa trascurabile.

Alla fine l’errore è la differenza tra la realtà e la percezione che ne abbiamo. Potremo affinare la nostra percezione ma fintanto che verrà mediata dai sensi ci sarà sempre una differenza tra ciò che percepiamo e ciò che esiste.

La percezione della differenza allora può realmente venirci in aiuto. La differenza tra percezione e percepito non può essere qualcosa di coglibile tramite i sensi. La differenza non è una grandezza fisica. La percezione della differenza è proprio la coscienza dell’errore, inteso come separazione tra realtà e percezione.

La concezione emotiva della differenza (e quindi dell’errore) porta inevitabilmente al senso di colpa, all’autocommiserazione e a tutta una serie di conseguenze emotive che non fanno altro che aumentare la distanza tra noi e la realtà, ovvero l’errore.

L’errore quindi ha una sua funzione importantissima: quella di farci cogliere la differenza tra percezione e realtà. Cogliere appieno questa differenza significa inevitabilmente ampliare la nostra percezione al punto da includere l’errore e quindi annullare la differenza, tutta o in parte a seconda di quanto profonda ed oggettiva sia stata la nostra percezione.

Comprendere un errore non significa quindi cogliere la differenza tra giusto e sbagliato, ma tra realtà e percezione.

Ruini e l’influenza delle religioni nella società. Per una volta sono d’accordo con lui…

I musulmani la pensano cosìLeggo questo articolo sul sito dell’UAAR in merito alle parole di Ruini pronunciate in un’occasione pubblica.

le religioni “compreso evidentemente il cristianesimo”, hanno “di per sè non minori titoli che ogni altra realtà o fenomeno sociale a influire sulla scena pubblica, compresa la dimensione propriamente politica”, ma sono comunque tenute al “rispetto delle regole della democrazia e dello stato di diritto o delle procedure attraverso le quali si formano e si esprimono le decisioni politiche”

Per una volta, benchè la persona in questione non mi ispiri alcuna simpatia, sia da un punto di vista personale che da quello che rappresenta, devo dire che ha perfettamente ragione anche se, a tutti gli effetti, sarebbe stato meglio dire che “le religioni hanno il difetto di influire…” anzi che il diritto di influire.

Comunque, a parte questa considerazione, occorrerebbe analizzare correttamente la frase e inserirla nel contesto storico attuale, prima di “sparare” metaforicamente a vista sul contenuto.

Qui si rivela, anche in modo alquanto evidente, un problema enorme che affligge la società occidentale e che, se non controllato, finirà inevitabilmente per distruggerla.

Tecnologia interiore: il passaggio al limite non è solo un’operazione matematica

Passaggio al limite, integrale di funzioneIl passaggio al limite è quella cosa che ti tocca fare in matematica quando occorre passare dal mondo teorico a quello reale.

Senza fare un trattato, per spiegare questa operazione possiamo fare il seguente esempio: abbiamo un piatto rotondo. Vogliamo sapere quant’è grande ma per misurarlo abbiamo a disposizione solo dei quadratini di plastica. Mettendoli uno a fianco all’altro copriamo più o meno la superficie del piatto, lasciando alcuni spazi scoperti e coprendone altri in eccesso.

Così facendo, otteniamo una misura approssimativa. Questa misura può diventare più precisa se diminuiamo la dimensione dei quadratini. Arriveremo quindi a definire la superficie del piatto con ottima approssimazione, ma non sarà mai quella reale. Questo sarà possibile solo nel teorico caso in cui i quadratini avranno superficie nulla. Ma nella realtà in questo modo non otterremmo alcuna misura.

La Luna gioca con la nuvola

Luna che gioca con le nuvoleL’altra notte ho visto la luna giocare con una nuvola.

La nuvola si spostava rapidamente coprendola e poi la luna, levandosi, “sorgeva” da questa in un susseguirsi che sembrava divertire entrambe.

Ognuno di noi spesso gioca a nascondino; con gli altri o con se stesso; con i propri sentimenti: li cela, li trasforma, li plasma.

Questi giochi di luce e buio illuminano solo a tratti la propria notte.

Credendo che la tenebra oscuri il dolore, si vive un difficile equilibrio oscillando fra il bisogno di luce, di verità e la paura di vivere a tinte forti, di vedere.

Non osando sondare nel proprio mare profondo, ma al tempo stesso desiderando vivere emozioni, ci si accontenta di quelle preparate artificialmente da altri; costruite affinché ci si identifichi aderendo a un modello imposto.

Tutto questo può diventare un intricato labirinto nel quale ci si addentra quando si è ancora molto giovani, probabilmente credendo di poter mettere a tacere l’intensità di quella propria forza vitale che nessuno mai ci insegna a considerare come un potenziale da esplorare e sviluppare quanto piuttosto un pericolo da sopprimere.

Quando l’illusione gioca brutti scherzi: uomo arrestato per pedofilia in Brasile. Ma stava baciando sua figlia.

brasile: bei culi ma anche begli idioti!Avviene in Brasile: l’uomo sta baciando teneramente una ragazzina. Con la mano la sfiora, l’accarezza. Di fianco a lui sua moglie; la ragazzina è sua figlia.

Purtroppo per l’uomo, accanto a lui c’era una coppia di coglioni zelanti che hanno chiamato la polizia. Ancora più “purtroppo” per lui, i poliziotti intervenuti erano ancora più coglioni di quelli che li hanno chiamati.

Risultato: un italiano in galera in Brasile grazie all’imbecillità congenita di quattro cretini che piuttosto che collegare il cervello hanno delegato la funzione cognitiva all’apparato genitale.

La cosa ancora più assurda è che stanno pure facendo fatica a farlo uscire di prigione, nonostante le dichiarazioni ovviamente favorevoli di moglie, figlia e consolato italiano.

Rendiamoci…

Ricerca della Verità: la percezione, un atto del cuore

percezione e amoreLa percezione, questa sconosciuta; quante volte usiamo questo termine? Poche, direi, quantomeno nel linguaggio usuale.

La percezione è spesso relegata a qualcosa di anomalo, che va oltre i sensi comuni; percezione viene spesso accompagnato dal termine “extrasensoriale”.

Questo perchè d’istinto (e anche per significato) l’atto del percepire viene associato con qualcosa che non coinvolge i cinque sensi ordinari.

Percepire è un termine che ovviamente deriva dal latino ed è composto da due parti: per e cepire, che viene a sua volta da càpere o capire. Per in questo caso significa attraverso, ma può anche assumere il significato opposto (ma non tanto) di tutto, nel senso di invadere la cosa che si attraversa,…

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Catherine Bellwald

Fisiatra, Agopuntrice, Esperta in Medicina Tradizionale Cinese

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Kesa – Alla Fine della Solitudine

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Una storia dolce e intensa, ambientata in una Milano moderna, ma che spesso ritorna ai ricordi di altre vite vissute da Mira, in tempi antichi in cui straordinari poteri le consentivano di influire sul destino di interi popoli. Una trama avvincente che guida il lettore con dolcezza in una dimensione spirituale di amore, passione e sacrificio, sullo sfondo del percorso interiore di un essere eccezionale.

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