Ricerca della Verità e Tecnologia Interiore

Articoli sulla Ricerca della Verità, Meditazione, Yoga e argomenti spirituali in genere

Educati o addomesticati? By Valeria

Francesco Franz Amato Educati o addomesticati? By ValeriaEducare un figlio è un’impresa davvero ardua, richiede grande impegno e senso di responsabilità. Naturalmente tutto questo non basta, neppure se facciamo del nostro meglio. Come sempre c’è bisogno del cuore. Ma sto divagando…

C’è stata l’epoca del non inibire, del lasciar fare (a volte proprio di tutto!) in contrapposizione all’epoca precedente piena di regole, punizioni, autoritarismo eccessivo.

Credo che più di qualche genitore si sia chiesto come trasmettere ai propri figli regole etiche e comportamentali evitando di produrre in loro inibizioni che potrebbero demolire senso critico e potenziale creativo.

Come è sottile il confine….

Aikido. Energia e Ki. L’ho provata ed esiste, che ci crediate o no.

Francesco Franz Amato Aikido. Energia e Ki. Lho provata ed esiste, che ci crediate o no.Proseguendo il discorso dell’ultimo post, molto spesso si sente parlare di energia ma raramente qualcuno riesce a sperimentarla.

Il miglior insegnante a livello europeo, il maestro Tada Hiroshi del Dojo centrale, teneva fino a qualche anno fa un seminario annuale un po’ particolare, chiamato Ki-No-Ren-Ma. Uno stage particolare perchè l’attenzione è molto focalizzata sull’energia interiore, Ki appunto, e sui modi per esprimerla, utilizzarla e potenziarla.

Fino a quando ho frequentato l’ambiente, chi si iscriveva a questo seminario veniva spesso guardato con un sorrisetto di superiorità dagli altri praticanti, ben fieri del loro “essere coi piedi per terra” e lo stesso Yoji Fujimoto, estremamente famoso insegnante e “importatore ufficiale” dell’Aikido in Italia lo definì a quei tempi con parecchia ironia “lo stage dei samurai“.

Competitivi o creativi? Questa è la fregatura! By Valeria

Francesco Franz Amato Competitivi o creativi? Questa è la fregatura! By ValeriaSiamo così tanto abituati a competere e paragonarci con gli altri che molto spesso la prova che ci imponiamo nel confronto diventa più importante del contenuto dell’azione.

E mi viene il dubbio che, fra le tante cause di mal funzionamento della struttura sociale, almeno in parte il motivo vada ricercato in questo atteggiamento mentale così diffuso.

Nel confronto poi, troppo spesso ci sentiamo perdenti e quindi frustrati, infatti sembra proprio una regola che l’erba del vicino abbia quella speciale tonalità di verde che la nostra non possiede mai.

Aikido: nonostante quello che si pensa, una vera arte marziale.

Francesco Franz Amato Aikido: nonostante quello che si pensa, una vera arte marziale.Dopo aver notato quanto sia facile per le persone che vedono filmati sull’Aikido, pensare che “quelli che volano” lo facciano per puro compiacimento e quindi che l’efficacia delle tecniche non sia reale, ho deciso di dedicare qualche post a questa magnifica arte marziale che ho avuto la fortuna di praticare per molti anni.

Tanto per cominciare, l’aikido non è un’arte marziale nel comune senso con cui si intende questo termine. 

L’aikido nasce come una via, un modo per realizzare qualcosa nella vita. Essenzialmente come le altre arti marziali (il termine “do” in fondo ai vari nomi significa appunto “via”, “sentiero”), ma con una propensione  molto maggiore allo sviluppo interiore di chi la pratica e un’assoluta mancanza intrinseca di scopo bellico

Ma perché siamo diventati un popolo di ansiosi? – By Valeria

Francesco Franz Amato Ma perché siamo diventati un popolo di ansiosi?   By Valeria

Alcuni anni fa ascoltai stupita le parole di una persona che affermava l’importanza di essere desti, di essere presenti a sé stessi; l’importanza di una continua osservazione oggettiva di sé e del mondo che ci circonda e che ci contiene.

A quel tempo cercavo candidamente di “dormire” perché mi sembrava potesse attenuare la sofferenza e le paure che accumuliamo nella vita: la sofferenza indotta da altri, da una malattia, da un inganno nel quale siamo caduti, dalla perdita di una persona cara; la paura che accada di nuovo e poi la paura dell’ignoto… chi siamo; perché siamo qui; perché prima o poi dobbiamo andarcene; e per dove.

Viviamo in una società che ci ha fornito tutti gli ammortizzatori necessari a non porci troppe domande, a tirare avanti tra una fiction e un’altra, a vivere avventure che non sono le nostre, identificati completamente nel personaggio cinematografico che le interpreta. Lieto fine o finale drammatico, noi non abbiamo rischiato nulla, non abbiamo dovuto prendere decisioni, non abbiamo fallito, non abbiamo toccato nulla. E’ solo trascorsa un’altra giornata; un altro prezioso giorno dei nostri, limitati, a disposizione.

Abbiamo imparato a delegare decisioni che spetterebbero a noi; nel tentativo di autoproteggerci, ci siamo invece abituati a mettere la nostra vita nelle mani di altri.

Tecnologia interiore: la ricerca dell’oggettivo. Una definizione difficile.

Francesco Franz Amato Tecnologia interiore: la ricerca delloggettivo. Una definizione difficile.Se andiamo a prendere il significato del termine “oggettivo“, troviamo un’interessante definizione:

Che ha per fondamento la realtà stessa.

Ma possibile che manco il dizionario alla fine riesca a dare una definizione seria di questo termine?

Santo cielo, tutto ha per fondamento la realtà stessa. Il problema è la percezione che si ha di questo tutto. Si può percepire qualunque cosa ma alla fine lo si fa normalmente mediante i sensi. E chiunque sa che i sensi non sono la realtà. Per un essere umano, la percezione della realtà è lontana quanto la Luna per una pulce (a meno che questa non si infili tra i peli pubici di un’astronauta).

I sensi trasmettono al cervello, mediante neurotrasmissione, una modulazione di impulsi elettrici. Il cervello ricostruisce, sulla base di una “mappa interna”, quello che i sensi gli inviano.

Non solo sette – by Valeria

Francesco Franz Amato Non solo sette   by ValeriaUn giorno transitavo di fronte alla sede dei centri sociali. Credo che l’edificio sia stato ottenuto anni fa tramite un “esproprio proletario” in qualche modo “concesso” dal Comune di competenza e ora, dopo vari restauri, è diventata una bella casetta a due piani ricoperta da scritte e disegni dalle tinte forti e improbabili.

Da tempo la sera vi si tengono concerti di musica rock e metallara e durante il giorno è rifugio di ragazzi che pensano in un certo modo, si esprimono con il loro lessico particolare, discutono e si confrontano.

Quel giorno quella palazzina, di fronte alla quale transito regolarmente, mi impose una riflessione che fece sorgere molti dubbi e alcune scoraggianti considerazioni.

La strategia per secoli è stata quella di reprimere qualunque movimento filosofico o di pensiero “diverso” dal pensiero dominante.

Quel giorno mi domandai perché quella palazzina era lì, con tutti i suoi significati “diversi”, sotto gli occhi di tutti, frequentata da ragazzi tutto sommato intoccabili (fatta salva qualche azione di polizia che di solito ha effetto esclusivamente di facciata).

Forse perché i meccanismi di potere si sono evoluti e raffinati. In fondo ogni forma repressiva fa discutere e, soprattutto, produce oppositori, quelli veri.

Allora potrebbe essere più “opportuno” creare (o lasciare che si creino da sé) dei contenitori che possano raccogliere tutte le diversità umane di quel 10% (circa) di popolazione che non si identifica nei messaggi propagandistici diffusi dai media.

Sovvertire per castrare: le sette 4

Francesco Franz Amato Sovvertire per castrare: le sette 4Concludo la serie, parlando di come “l’effetto setta“, importante quanto deleterio e voluto, sia in realtà una grandissima fregatura per quei quattro gatti che vorrebbero cercare qualcosa di diverso nella vita, oltre che le veline, il calcio e Berlusconi.

L’effetto collaterale primario della psicosi generata a tempi alterna dai media, è quello di piantare nella testa delle persone il terrore per qualunque cosa faccia loro cambiare idea sulla vita.

In tutte le culture antiche, sono presenti metodi e tecniche per imparare a vivere il proprio potenziale interiore ed anzi a svilupparlo oltre il suo stato embrionale. Tecniche a volte semplici e a volte complesse che, se adattate ai tempi correnti, potrebbero rendere la vita di molti, molto ma molto più felice. Ovvio che qualcosa da cambiare c’è, se uno vuole diventare migliore in qualcosa. E questo non ha nulla a che vedere con una setta.

E’ ovvio che tali tecnologie interiori non sono qualcosa che si può studiare solo sui libri. Occorre sperimentarle sul campo e magari sotto la guida di qualcuno che le conosca profondamente.

Sovvertire per castrare – le sette 3

Francesco Franz Amato Sovvertire per castrare   le sette 3Stabilito e assodato che le sette esistono e visti i motivi per cui alcuni (molti) ne subiscono l’attrazione, sarebbe opportuno osservare che esistono molte organizzazioni che non hanno effetti molto diversi sui propri appartenenti.

Ad esempio, come segnalato da dimaco in un suo commento, molte organizzazioni di vendita piramidale utilizzano sistemi estremamente coercitivi, dal punto di vista psicologico, per “motivare”, come dicono loro, i propri venditori.

Ma esistono anche altre organizzazioni, tipicamente religiose e che fanno capo alle religioni ufficiali, che operano sui propri adepti un vero e proprio lavaggio del cervello.

Sono le cosiddette “sette ufficiali“, ovvero quelle sette che hanno una sorta di “imprimatur” da parte della religione cui fanno capo che consente loro di non essere segnalate come pericolose, ma come “integraliste”. Il che ne fa delle vere sette, estremamente dannose per chi ne fa parte e a volte, come dimostrato ogni tanto dalla cronaca, anche per chi ne è al di fuori.

Il vero problema delle sette così definite però, è che FANNO PAURA.

Sovvertire per castrare: le sette – 2

Francesco Franz Amato Sovvertire per castrare: le sette   2A continuazione di quanto scritto nello scorso post, innanzitutto una precisazione. Le sette intese nell’accezione comune del termine esistono, nessuno qui vuole negare questo fatto.

Esistono fondamentalmente per due motivi: il primo è che la mancanza di scrupoli non ha limiti. Il secondo è che le persone sono sempre meno consapevoli e sveglie ma soprattutto sempre più superficiali ed è quindi molto facile, per chi fa della disonestà la propria via, ingannarle.

Con questo intendo dire che se una persona è attenta, integra e soprattutto consapevole, sarà difficilmente ingannabile. La rete è piena di “decaloghi” su come riconoscere una setta. Su una cosa concordano tutti: sul fatto che l’aggancio iniziale da parte di una setta avviene mediamente nei momenti in cui una persona è più debole: un lutto, un trauma o un periodo di grossa crisi sono mediamente i momenti in cui un essere umano è portato a farsi venire dei dubbi.

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Catherine Bellwald

Fisiatra, Agopuntrice, Esperta in Medicina Tradizionale Cinese

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