Ricerca della Verità e Tecnologia Interiore

Articoli sulla Ricerca della Verità, Meditazione, Yoga e argomenti spirituali in genere

A quale scopo?

Francesco Franz Amato A quale scopo?Da bambina desideravo volare ma non su un aereo; cosa che in seguito ho anche fatto, come quasi tutti noi, ma mi sembrò non molto diverso dallo stare in autobus, o meglio sul torpedone di Linus.

Mi sarebbe piaciuto volare in elicottero. Lo desiderai al punto che un giorno ne chiesi un modellino in regalo a mia mamma.

E lei me lo comprò. Io ci giocai fino a doverlo archiviare per usura!

Che cosa mi affascinava tanto? era una questione di geometrie. Certo allora non avrei saputo usare queste parole per dirlo, ma mi piaceva immaginare i paesaggi che ero abituata a vedere da terra da un’altra angolazione e distanza.

Provo a svolgere una traccia della maturità. Chissà che voto prenderei?

Francesco Franz Amato Provo a svolgere una traccia della maturità. Chissà che voto prenderei?A quanti è successo di sognare (in un incubo, mediamente) di dover rifare l’esame di maturità? A me parecchie volte e dato che siamo in periodo, ho pensato di esorcizzare in qualche modo questo incubo. Ho dato un’occhiata alle tracce per la prova di italiano e ne ho scelta una, [slider title="quella sulla creatività"]Restituire senso alla parola “creatività”. Non è creativo ciò che è strano, o trasgressivo o stravagante o diverso e basta. Gli italiani, specie i più giovani – ce lo dicono le ricerche – hanno idee piuttosto confuse in proposito. […] Bisognerebbe restituire alla parola creatività la sua dimensione progettuale ed etica: creativa è la nuova, efficace soluzione di un problema. È la nuova visione che illumina fenomeni oscuri. È la scoperta che apre prospettive fertili. È l’intuizione felice dell’imprenditore che intercetta un bisogno o un’opportunità, o l’illuminazione dell’artista che racconta aspetti sconosciuti del mondo e di noi. In sostanza, creatività è il nuovo che produce qualcosa di buono per una comunità. E che, essendo tale, ci riempie di meraviglia e gratitudine. […] Creatività è un atteggiamento mentale. Una maniera di osservare il mondo cogliendo dettagli rilevanti e facendosi domande non ovvie. Uno stile di pensiero che unisce capacità logiche e analogiche ed è orientato a capire, interpretare, produrre risultati positivi. In questa vocazione pragmatica e progettuale sta la differenza tra creatività, fantasia e fantasticheria da un lato, arte di arrangiarsi dall’altro. [/slider].

Provo a svolgerla. Chissà quanto prenderei?

Svolgimento:

Per iniziare con una minima nota polemica, indicherei come estremamente restrittivo l’ambito indicato nella traccia per la dimensione del termine creatività. Creatività è un sostantivo, un termine il cui significato deriva dal sanscrito Kar-ati, ovvero fare, produrre un effetto.

L’atto creativo implica quindi la produzione di un effetto a partire dall’essere se stessi causa dell’effetto stesso. L’ambito indicato in traccia risulta quindi estremamente restrittivo nel relegare la creazione all’inedita quanto efficace soluzione di un problema. Questo tuttavia offre spunto proprio per la dimostrazione di quanto indicato, ovvero la limitatezza concettuale del termine. Limitatezza che non si esplica solo nell’ambito giovanile o italiano ma che ritengo possa abbracciare l’intera umanità.

La convinzione di poter creare, radicata generalmente nel mondo artistico, quand’anche derivante da dimensioni di superiore comprensione di lavori scientifici (la creatività nelle scienze matematiche applicate alle frontiere conoscitive, ad esempio) sarebbe a mio avviso da sfatare.

Il silenzio è d’oro. No, è l’oro che è fatto di silenzio.

Francesco Franz Amato Il silenzio è doro. No, è loro che è fatto di silenzio.Nella vita umana ormai il rumore è il re.

Il rumore che abbiamo in casa, quello del vicino che passa l’aspirapolvere, quello dei mezzi in strada. E quando proprio non c’è nessuno di questi, il rumore delle nostre parole. Un rumore che non cessa mai, neppure quando siamo da soli e lontani da occhi indiscreti parliamo da soli.

E se riusciamo ad essere così castrati da non riuscire a fare nemmeno questo, il pensiero non ci abbandona mai. Quella chiacchera continua della nostra mente, che ci tiene compagnia anche mentre la nostra presunta consapevolezza sfuma nel sonno.

Il rumore è un sottoprodotto dei nostri anni, della tecnologia e del pensiero organico. Qualcosa che ci ha talmente accompagnato fin dalla nascita che ora non possiamo più farne a meno. Piuttosto che niente accendiamo la televisione, la radio, l’MP3.

Montagna. Un’immagine

Francesco Franz Amato Montagna. Un’immagineÈ interessante osservare d’estate la nuda pietra della montagna dolomitica che, immobile, si inserisce come un antico testimone fra la macchia verde di larici e abeti e il cielo azzurro intenso, tinto qui e lì dal candore immacolato di qualche nube di passaggio.

Se c’è una particolare zona montuosa dove amiamo recarci di frequente, al rinnovarsi di quell’incontro scorgeremo sempre i medesimi avvallamenti, gli stessi canaloni, le solite creste dalla forma irregolare e immutata.

È un incontro, quello con le vette, che ci rassicura ad ogni occasione poiché le ritroveremo del tutto inalterate, solide e altere, maestose, possenti, in un mondo nel quale, invece, ogni cosa è in continua evoluzione.

Gli alberi non sono più quelli, il bosco ha già preso forme leggermente diverse, la “regina dei boschi” ormai è un ricordo lontano (nome che fu dato all’abete più alto del bosco; superava in altezza gli altri così tanto da essere ben visibile anche in lontananza). Fu colpita da un fulmine in una notte impietosa durante un violento temporale.

Distogliendo da lì lo sguardo per rivolgerlo alla vallata, esso si perderà presto nel ricordo di bambini diventati adulti, adulti diventati anziani.

Il suono: osservazioni di un suonatore. By Umberto

Francesco Franz Amato Il suono: osservazioni di un suonatore. By UmbertoL’utilizzo prevalente che si fa della musica.. è quello di nutrirsi di emozioni.

Se osserviamo la cosa dettagliatamente possiamo inoltre notare che ricerchiamo emozioni che vanno di pari passo con il nostro stato d’animo del momento.

Siamo così attaccati alle nostre emozioni, soprattutto quelle negative o a momenti di autocommiserazione che una musica troppo allegra, che testimonierebbe la presenza di una volontà di reagire ad una identificazione, ci infastidisce!

Divagazione sull’innamoramento – By Valeria

Francesco Franz Amato Divagazione sull’innamoramento   By ValeriaA volte mi sorge il dubbio che il programma genetico che presiede l’innamoramento non sia funzionale esclusivamente alla procreazione. Se lo fosse, anche gli esseri umani entrerebbero “in calore”, come accade agli animali, e per il tempo strettamente necessario alla fecondazione.

No, per noi ci deve essere qualcos’altro che evidentemente ci sfugge. Qualcosa che ha a che vedere con l’unità di tutti gli esseri, qualcosa di estremamente potente e difficilmente governabile.

Ci sono amori che hanno cambiato il corso della storia, altri che non hanno guardato in faccia alle differenze sociali o di ruolo, che non hanno tenuto conto delle convenienze economiche o di facciata. L’amore mescola tutti con tutti. Che senso avrebbe tutto questo nell’economia dell’universo se lo scopo fosse unicamente la procreazione?

Non c’è nulla quanto l’amore che possa indurci a sconvolgere completamente la nostra vita e magari per dover ammettere, alla fine, che non ne era neppure valsa troppo la pena.

Il suono: saper ascoltare la musica non è cosa comune.

Francesco Franz Amato Il suono: saper ascoltare la musica non è cosa comune.Nei due post precedenti ho presentato due esecuzioni diverse ma straordinarie dello stesso brano. Nella prima vi era un solo strumento, anche se talmente polifonico da rendere la complessità di un’orchestra, mentre nella seconda vi era un’orchestra vera e propria.

Ascoltare veramente la musica non è propriamente uno scherzo. Occorre che discernimento e cuore vadano a braccetto.

Vi è una parte di noi, quella emotiva, che reagisce con delle sensazioni, con delle emozioni al suono. E quanto più il suono è oggettivo, quanto più la corrispondenza tra frasi o note musicali e sensazioni sarà precisa.

Il volo di un gabbiano: quando tutto era straordinario.By Valeria

Francesco Franz Amato Il volo di un gabbiano: quando tutto era straordinario.By ValeriaDai giardini di San Giuliano si può osservare quella parte di laguna che si estende fra Mestre e Venezia. È davvero un bel colpo d’occhio!

Da lì un giorno osservavo il volo di un gabbiano; quanta eleganza in quel battito d’ali! Ma soprattutto quanta concentrazione in quel gesto, quanta attenzione nello scivolare sulle correnti d’aria, nel cogliere la corrente ascensionale per librarsi ancora più in alto, ancora più su, per poi discendere con un’ampia virata e planare con millimetrica precisione su un palo di ormeggio delle barche.

Ho osservato a lungo quel volo mentre sullo sfondo, ogni tanto, passava un aereo diretto all’aeroporto Marco Polo.

Quel gabbiano non sa nulla di ingegneria aeronautica, non possiede alcun brevetto da pilota, si affida integralmente al suo istinto. E non sbaglia una manovra.

Educati o addomesticati? By Valeria

Francesco Franz Amato Educati o addomesticati? By ValeriaEducare un figlio è un’impresa davvero ardua, richiede grande impegno e senso di responsabilità. Naturalmente tutto questo non basta, neppure se facciamo del nostro meglio. Come sempre c’è bisogno del cuore. Ma sto divagando…

C’è stata l’epoca del non inibire, del lasciar fare (a volte proprio di tutto!) in contrapposizione all’epoca precedente piena di regole, punizioni, autoritarismo eccessivo.

Credo che più di qualche genitore si sia chiesto come trasmettere ai propri figli regole etiche e comportamentali evitando di produrre in loro inibizioni che potrebbero demolire senso critico e potenziale creativo.

Come è sottile il confine….

Aikido. Energia e Ki. L’ho provata ed esiste, che ci crediate o no.

Francesco Franz Amato Aikido. Energia e Ki. Lho provata ed esiste, che ci crediate o no.Proseguendo il discorso dell’ultimo post, molto spesso si sente parlare di energia ma raramente qualcuno riesce a sperimentarla.

Il miglior insegnante a livello europeo, il maestro Tada Hiroshi del Dojo centrale, teneva fino a qualche anno fa un seminario annuale un po’ particolare, chiamato Ki-No-Ren-Ma. Uno stage particolare perchè l’attenzione è molto focalizzata sull’energia interiore, Ki appunto, e sui modi per esprimerla, utilizzarla e potenziarla.

Fino a quando ho frequentato l’ambiente, chi si iscriveva a questo seminario veniva spesso guardato con un sorrisetto di superiorità dagli altri praticanti, ben fieri del loro “essere coi piedi per terra” e lo stesso Yoji Fujimoto, estremamente famoso insegnante e “importatore ufficiale” dell’Aikido in Italia lo definì a quei tempi con parecchia ironia “lo stage dei samurai“.

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Catherine Bellwald

Fisiatra, Agopuntrice, Esperta in Medicina Tradizionale Cinese

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