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	<title>Franz&#039;s Blog&#187; La Ricerca della Verità</title>
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	<description>Fatti venire un dubbio... Il Blog di Francesco &#34;Franz&#34; Amato</description>
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    <title>Franz&#039;s Blog</title>
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		<title>Bastardi dentro&#8230; morituri te salutant!</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 10:30:01 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francescoamato.com/blog-source/wp-content/bastardidentro.jpg" rel="lightbox[10759]"><img class="alignleft size-full wp-image-10760"  src="http://www.francescoamato.com/blog-source/wp-content/bastardidentro.jpg" alt="Francesco Franz Amato Bastardi dentro... morituri te salutant!" width="635" height="332" title="Franz Blog: bastardidentro" /></a></p>
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		<title>Ascoltare lo spazio</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 05:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una strada qualsiasi, tra due centri abitati.  Non serve un miracolo, basta un po&#8217; di attenzione. Stando in auto o in moto si finisce per abituarsi al rumore, alla radio, alla musica.
Occorre far funzionare gli occhi. Provare ad usarli per &#8220;vedere&#8221; il silenzio oltre al rumore.
Non è difficile: con un po&#8217; di esercizio ci si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francescoamato.com/blog-source/wp-content/post-4676-1194021480.jpg" rel="lightbox[10756]"><img class="alignleft size-full wp-image-10757"  src="http://www.francescoamato.com/blog-source/wp-content/post-4676-1194021480.jpg" alt="Francesco Franz Amato Ascoltare lo spazio" width="300" height="225" title="Franz Blog: post 4676 1194021480" /></a>Una strada qualsiasi, tra due centri abitati.  Non serve un miracolo, basta un po&#8217; di attenzione. Stando in auto o in moto si finisce per abituarsi al rumore, alla radio, alla musica.</p>
<p>Occorre far funzionare gli occhi. Provare ad usarli per &#8220;vedere&#8221; il silenzio oltre al rumore.</p>
<p>Non è difficile: con un po&#8217; di esercizio ci si riesce. Allora la vista vi segnalerà che siete in un luogo potenzialmente silenzioso. Magari in campagna, o forse in una risaia. Meglio comunque quell&#8217;ora al crepuscolo, quando la sparizione del Padre Sole produce qualche minuto di sterminato silenzio.</p>
<p>Allora, nel dubbio o nella certezza, accostare. Spegnere il motore, l&#8217;autoradio e il cellulare. Fare qualche passo a distanza dall&#8217;asfalto.</p>
<p>Poi, scegliendo un punto lontano, una collina o una macchia di alberi, fissarvi sopra lo sguardo, come se per magia questo potesse&#8230; portarci là. Non so spiegare bene questa cosa, se non dicendo che è come voler toccare con la vista ciò che è lontano.</p>
<p>Dopo qualche secondo, il respiro potrebbe farsi più lieve, e quel &#8220;noi&#8221; che ci accompagna in continuazione, perdersi di colpo. Come se si sciogliesse in ciò che stiamo guardando.</p>
<p>Allora, per qualche secondo, potrebbe accadere di sperimentare uno stato di contatto con lo spazio tra noi e il resto.</p>
<p>Uno spazio che, a quel punto, è possibile ascoltare, come una sorta di sospensione all&#8217;interno della quale vige un silenzio meraviglioso.</p>
<p>Un silenzio immobile.</p>
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		<title>Richiedere una grazia: un atto magico.</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 05:00:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non sono un esperto in fatto di preghiera. Quello che so è che questa pratica va ben oltre i termini in cui viene intesa normalmente. Intere generazioni di esseri umani vi si sono dedicati, nella solitudine di eremi remoti, in monasteri immersi nella natura, ma anche nell&#8217;azione della vita quotidiana, nel soccorso degli altri&#8230;
Religiosi o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francescoamato.com/blog-source/wp-content/PaldenPrayer.jpg" rel="lightbox[10655]"><img class="alignleft size-full wp-image-10657"  src="http://www.francescoamato.com/blog-source/wp-content/PaldenPrayer.jpg" alt="Francesco Franz Amato Richiedere una grazia: un atto magico." width="300" height="249" title="Franz Blog: PaldenPrayer" /></a>Non sono un esperto in fatto di preghiera. Quello che so è che questa pratica va ben oltre i termini in cui viene intesa normalmente. Intere generazioni di esseri umani vi si sono dedicati, nella solitudine di eremi remoti, in monasteri immersi nella natura, ma anche nell&#8217;azione della vita quotidiana, nel soccorso degli altri&#8230;</p>
<p>Religiosi o ricercatori, uomini e donne, sani o malati&#8230; credo che bene o male tutti gli esseri umani, almeno una volta nella loro vita, abbiano sentito il bisogno di un aiuto, di qualcosa che, travalicando le loro possibilità, intervenisse in loro soccorso.</p>
<p>Ecco perchè ritengo che la preghiera sia una cosa vera, autentica, oggettiva e potente. Come detto prima però, non sono un esperto in materia. Suggerisco, a chiunque desideri saperne di più, la lettura di <a href="http://www.ieau.it/html/lapreghiera.html" target="_blank">questo </a>brano, il più bello che abbia mai letto sulla preghiera.</p>
<p>Per quanto attiene alla mia esperienza, credo che l&#8217;uomo, arrivato a questo punto del suo cammino su questo pianeta, abbia davvero bisogno di una grazia e anche bella grossa!</p>
<p>Siamo andati troppo in là con l&#8217;ignoranza, la supponenza, l&#8217;arroganza e la presunzione di un materialismo idiota che ci ha portati davvero troppo lontano dal nostro vero essere, dalla nostra essenza e da tutto ciò che di vero e sacro esiste.</p>
<p>Non vi è più nulla di armonico nella società in cui trova posto un quarto dell&#8217;umanità, ai danni dei rimanenti tre quarti.</p>
<p>Il modello economico occidentale ha decisamente fatto il suo tempo, come prova la crisi attuale. Era solo questione di tempo prima che un modello così menzognero come quello seguito finora dall&#8217;economia rivelasse i suoi limiti. Come si fa a pensare che un&#8217;economia basata sul debito possa avere qualcosa di oggettivo? Come si può pensare che una ricchezza accumulata da pochi ai danni dei molti possa resistere nel tempo?</p>
<p>Il problema ora è che tale ricchezza è davvero nelle mani di pochi, e rende questi pochi estremamente potenti. Un potere illusorio, certo, se paragonato ad altro, ma ugualmente effettivo nella materia, soprattutto grazie alla mancanza di consapevolezza che affligge i molti (mancanza ovviamente attentamente coltivata dai pochi).</p>
<p>Il potere che l&#8217;umanità ha lasciato accumulare nelle mani di chi ne dirige le sorti, è ora la causa stessa delle condizioni in cui versa: la superficialità, il materialismo, la densità e l&#8217;ignoranza sono tutti strumenti saggiamente amministrati da chi detiene il potere per continuare a farlo.</p>
<p>Al punto in cui siamo giunti non è possibile pensare ad un risveglio coscienziale globale, cosa che porterebbe immediatamente a togliere il potere dalle mani di quei pochi individui senza scrupoli che lo detengono oggi.</p>
<p>Ma ricordiamoci che esiste una tendenza all&#8217;equilibrio nell&#8217;universo (senza andare a scomodare il karma), che è molto più forte di qualunque altra cosa.</p>
<p>E&#8217; facile prevedere che l&#8217;attuale crisi non è altro che il prodromo di qualcosa di ben più grave che non potrà che avverarsi, anche se magari proprio non il 21 Dicembre del 2012 e magari neppure così improvvisamente.</p>
<p>E&#8217; nell&#8217;ordine delle cose che qualcosa del genere prima o poi intervenga per riequilibrare le sorti del pianeta.</p>
<p>Ecco perchè ritengo che l&#8217;umanità abbia davvero bisogno di una grazia. Qualcosa che non può che provenire dall&#8217;alto e che travalichi letteralmente i limiti della materia per come la conosciamo.</p>
<p>Ma perchè questo avvenga, credo che occorra una sorta di invito. Una richiesta, se vogliamo, una preghiera appunto.</p>
<p>Non perchè non vi sia da parte di queste dimensioni il potere di interagire senza permesso ma perchè, senza una richiesta, credo non sia nell&#8217;ordine delle cose che una grazia avvenga.</p>
<p>Certo, possiamo fregarcene ed andare avanti così. Ma la crisi che si presenterà a quel punto credo lo farà con la violenza e l&#8217;assolutezza tipiche delle crisi planetarie, e sarà qualcosa che produrrà la sofferenza di tutta l&#8217;umanità.</p>
<p>Basta osservare la nostra vita, per rendercene conto: quando si produce un cambiamento in noi, maggiore è la differenza che viene ad instaurarsi, maggiore è la sofferenza che la precede.</p>
<p>Dunque, per lo stesso motivo, un cambiamento (ormai inevitabile) a livello planetario non potrà che portare enormi sofferenze a noi che sul pianeta viviamo, così come a tutti gli altri regni, animale, vegetale etc. etc.</p>
<p>Una grazia potrebbe evitare tutto questo, portando la luce della verità agli occhi di tutti, prima che la crisi raggiunga il suo culmine e così la sofferenza in essa implicita.</p>
<p>Una grazia per cui la preghiera è essenziale. Forse non quella di tutta l&#8217;umanità, ma di molti sicuramente.</p>
<p>Richiedere una grazia è un vero atto magico, perchè sfrutta leggi e conoscenze del tutto ignote, del tutto sconosciute.</p>
<p>Ma pensate che meraviglia se davvero una nuova luce illuminasse il cammino di noi uomini, se davvero l&#8217;universo potesse schiudere le sue porte davanti a tutta l&#8217;umanità e rendere palese l&#8217;assoluta falsità del potere che finora abbiamo servito tutti per il vantaggio temporaneo di pochi.</p>
<p>Pensate che meraviglia se l&#8217;intera umanità avesse la possibilità di accedere a nuovi piani coscienziali ed alla possibilità di stabilire un nuovo ordine sul pianeta, basato sull&#8217;armonia, sull&#8217;amore e sulla ricerca del prossimo gradino evolutivo.</p>
<p>La domanda quindi è: perchè cazzo non vogliamo chiedere a gran voce (seppure interiore) una possibilità di questo genere?</p>
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		<title>Trasfusioni: ricordiamoci di un paio di cose&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 05:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il sangue è, a tutti gli effetti, un organo del corpo umano, anche se allo stato liquido.
Tuttavia, è anche qualcos&#8217;altro. Il sangue è considerato anche la &#8220;linfa&#8221; vitale dell&#8217;uomo. Non a caso la radice della parola &#8220;emozione&#8221; è la stessa di tutte le parole correlate al sangue: &#8220;emo&#8221;.
Quando si dice &#8220;dare il sangue&#8221; per un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francescoamato.com/blog-source/wp-content/emoglobina.jpg" rel="lightbox[10592]"><img class="alignleft size-full wp-image-10593"  src="http://www.francescoamato.com/blog-source/wp-content/emoglobina.jpg" alt="Francesco Franz Amato Trasfusioni: ricordiamoci di un paio di cose..." width="300" height="225" title="Franz Blog: emoglobina" /></a>Il sangue è, a tutti gli effetti, un organo del corpo umano, anche se allo stato liquido.</p>
<p>Tuttavia, è anche qualcos&#8217;altro. Il sangue è considerato anche la &#8220;linfa&#8221; vitale dell&#8217;uomo. Non a caso la radice della parola &#8220;emozione&#8221; è la stessa di tutte le parole correlate al sangue: &#8220;emo&#8221;.</p>
<p>Quando si dice &#8220;dare il sangue&#8221; per un ideale, per un amico, non si intende solo dal punto di vista letterale di sacrificio, ma soprattutto da quello di &#8220;dare tutto&#8221;.</p>
<p>I patti più profondi e le promesse più grandi sono proprio quelli suggellati dal sangue. Il patto di sangue è infatti il patto più profondo che due esseri umani possano stringere.</p>
<p>Il motivo di ciò è legato alla vicinanza del sangue con l&#8217;essere nelle vene del cui corpo si trova a scorrere.</p>
<p>Al di là di tutti gli aspetti medici e patologici quindi, la trasfusione di sangue, per quanto purificato, deve sempre far pensare che quello che si sta per iniettare nelle vene di un essere umano è&#8230; quanto di più rappresentativo esista di un altro essere umano, ovvero il donatore.</p>
<p>So benissimo che molti potrebbero obiettare a questa mia osservazione, con le solite considerazioni scientifiche del cazzo, ma non me ne frega una cippa.</p>
<p>Il sangue è davvero qualcosa di estremamente vicino all&#8217;essenza di un essere umano.</p>
<p>Per questo, più che per tutto il resto, una trasfusione dovrebbe sempre essere considerata come &#8220;estrema ratio&#8221; e  non come prassi abituale.</p>
<p>E sempre per questo ritengo estremamente, pericolosamente ignorante, la mancanza totale di considerazione per questo aspetto negli odierni metodi di raccolta.</p>
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		<title>Morale e paura</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 10:30:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il termine &#8220;morale&#8221; viene dal latino mos e indica il costume (non  quello da bagno, ovvio!)
La morale è uno dei più grandi ostacoli allo sviluppo dell&#8217;essere umano. Non perchè dannosa in se&#8217;, ma perchè oggetto delle più grandi identificazioni in cui le persone tendono a cadere.
Facciamo un esempio: ai tempi dei romani, la morale imponeva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francescoamato.com/blog-source/wp-content/img_124706_lrg.jpg" rel="lightbox[10263]"><img class="alignleft size-full wp-image-10264"  src="http://www.francescoamato.com/blog-source/wp-content/img_124706_lrg.jpg" alt="Francesco Franz Amato Morale e paura" width="300" height="424" title="Franz Blog: img 124706 lrg" /></a>Il termine &#8220;morale&#8221; viene dal latino <em>mos </em>e indica il <em>costume</em> (non  quello da bagno, ovvio!)</p>
<p>La morale è uno dei più grandi ostacoli allo sviluppo dell&#8217;essere umano. Non perchè dannosa in se&#8217;, ma perchè oggetto delle più grandi identificazioni in cui le persone tendono a cadere.</p>
<p>Facciamo un esempio: ai tempi dei romani, la morale imponeva un codice di abbigliamento che oggi genererebbe scandalo.</p>
<p>Alla stessa stregua, l&#8217;omosessualità nell&#8217;antica Grecia era cosa vista come normale costume sessuale.</p>
<p>Negli Stati Uniti è normale essere armati, mentre in Europa è considerata cosa, oltre che illegale, &#8220;da delinquenti&#8221;.</p>
<p>In realtà la morale cambia in continuazione come gli usi e i costumi di un popolo, influenzata continuamente dai media, dai discorsi di chi governa, dalle religioni&#8230;</p>
<p>Se le persone si rendessero conto che la loro concezione di giusto e ingiusto è basata per il 99% sulla morale dominante del periodo e del luogo in cui vivono e che quindi non ha nulla di oggettivo, forse le cose comincerebbero a cambiare.</p>
<p>La morale inoltre è sempre fortemente influenzata dal pensiero religioso, cosa che provoca spesso, come ad esempio in Italia, un&#8217;assolutamente indebita ingerenza della fede religiosa nella legislazione di un paese.</p>
<p>Alla fine però il problema vero è rappresentato dal fatto che la morale non è mai cosa positiva, in quanto espressione di una delle più grosse paure dell&#8217;uomo: quella del giudizio.</p>
<p>Dato che gli esseri umani non sono in grado di essere per se&#8217; stessi, ma abbisognano continuamente dell&#8217;approvazione di qualcuno per potersi &#8220;sentire&#8221;, diventano immediatamente attori che si muovono in seguito alla paura di essere mal giudicati dal prossimo.</p>
<p>La mancanza di un&#8217;individualità ha quindi, tra le altre cose, l&#8217;immediata conseguenza di rendere schiavi del giudizio e quindi, in ultima analisi, della morale, contro la quale non si riesce ad andare per la paura di perdere la considerazione altrui.</p>
<p>Da qui quelle tremende pastoie per la libertà di espressione che sono &#8220;il comune senso del pudore&#8221;, &#8220;il decoro&#8221;, &#8220;il timor di dio&#8221; e tante altre simpatiche puttanate che stanno sempre più castrando l&#8217;espressione degli esseri umani.</p>
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		<title>Inghiottire amaro: occorre saperlo fare</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 05:00:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;origine del detto prende i natali dal fatto che, in presenza di grande stress negativo, è possibile sentire in bocca il famoso &#8220;sapore amaro&#8221;. Un sapore provocato dal fiele (ovvero la bile).
Ma cosa significa esattamente inghiottire amaro?
Nella stragrande maggior parte dei casi significa che ci siamo trovati nella condizione di dover subire qualcosa che ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francescoamato.com/blog-source/wp-content/fernet-branca.jpg" rel="lightbox[10583]"><img class="alignleft size-full wp-image-10584"  src="http://www.francescoamato.com/blog-source/wp-content/fernet-branca.jpg" alt="Francesco Franz Amato Inghiottire amaro: occorre saperlo fare" width="300" height="295" title="Franz Blog: fernet branca" /></a>L&#8217;origine del detto prende i natali dal fatto che, in presenza di grande stress negativo, è possibile sentire in bocca il famoso &#8220;sapore amaro&#8221;. Un sapore provocato dal fiele (ovvero la bile).</p>
<p>Ma cosa significa esattamente inghiottire amaro?</p>
<p>Nella stragrande maggior parte dei casi significa che ci siamo trovati nella condizione di dover subire qualcosa che ci fa profondamente male, e di non poter fare assolutamente niente altro che&#8230; vivere questa cosa.</p>
<p>Al di là di tutti i discorsi sul soggettivo e l&#8217;oggettivo, sul reale e sull&#8217;illusorio, alla fine chiunque, prima o poi, si trova a dover fare questo.</p>
<p>Occorre saperlo fare con grande maestria, per evitare che l&#8217;inconsulto pasto ci produca dei danni.</p>
<p>Come fare, dunque?</p>
<p>Beh, l&#8217;unico modo è&#8230; non schivare. Cercare di vivere la sofferenza di quel momento senza cercare di attenuarla in nessun modo. Questo serve a far si che quella sofferenza trovi il minor numero di ostacoli possibile al nostro interno e duri quindi il meno possibile.</p>
<p>Non credete: è una cosa molto difficile da fare, forse la più difficile in assoluto.</p>
<p>Ma quando ci tocca&#8230; ci tocca. E non c&#8217;è versi di fare altro.</p>
<p>Tanto vale cercare di limitare il danno, non vi pare?</p>
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		<title>Il ricordo a volte mente.</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 05:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
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		<category><![CDATA[identificazione]]></category>
		<category><![CDATA[illusione]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando ricordiamo qualcosa, facciamo nientemeno che quello che un computer fa quando va a ripescare un dato archiviato.
Esiste una sorta di indice della memoria umana, tramite il quale è possibile andare a riprendere il ricordo di qualcosa che è accaduto in passato.
Come la scienza ha ampiamente dimostrato, allo stesso modo che nei computer, i dati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francescoamato.com/blog-source/wp-content/memoria.jpg" rel="lightbox[10556]"><img class="alignleft size-full wp-image-10557"  src="http://www.francescoamato.com/blog-source/wp-content/memoria.jpg" alt="Francesco Franz Amato Il ricordo a volte mente." width="400" height="359" title="Franz Blog: memoria" /></a>Quando ricordiamo qualcosa, facciamo nientemeno che quello che un computer fa quando va a ripescare un dato archiviato.</p>
<p>Esiste una sorta di indice della memoria umana, tramite il quale è possibile andare a riprendere il ricordo di qualcosa che è accaduto in passato.</p>
<p>Come la scienza ha ampiamente dimostrato, allo stesso modo che nei computer, i dati di un&#8217;intera vita (almeno quella presente, diciamo&#8230;) sono tutti lì, memorizzati in quell&#8217;immenso hard disk che è il nostro cervello.</p>
<p>Quello che spesso viene a mancare o che, al contrario, a volte ri ripresenta di sorpresa, è il &#8220;bandolo della matassa&#8221;, ovvero l&#8217;indice per trovare la posizione di un determinato dato nella nostra memoria.</p>
<p>E&#8217; notorio che uno shock sufficientemente forte può far riemergere ricordi completamente sopiti, di cui si era persa persino la cognizione e, allo stesso modo, generare amnesie più o meno estese.</p>
<p>Genericamente, sono le emozioni a fare da &#8220;fissativo&#8221; per i ricordi. Niente emozione e il dato si perde. Emozione e il dato viene mantenuto ben presente nell&#8217;indice degli eventi nella nostra testa.</p>
<p>Ma la similitudine tra un computer e il nostro cervello, riferita alla memoria, non si ferma lì&#8230; anzi.</p>
<p>Avete presente quando ci troviamo a dire: &#8220;Aspetta, ce l&#8217;ho proprio sulla punta della lingua&#8221;, riferito a qualcosa che cerchiamo di ricordare ma che non si vuol decidere a venir fuori?</p>
<p>In quei casi ci incaponiamo a voler ricordare qualcosa che non riusciamo a riportare alla coscienza, ma abbiamo la netta sensazione che il dato sia proprio lì, appena ad un passo dalla nostra consapevolezza.</p>
<p>Poi, se lasciamo i nostri tentativi e pensiamo ad altro, il ricordo dopo un po&#8217;, nella maggior parte dei casi, arriva da solo. Magari dopo un paio d&#8217;ore, ma arriva.</p>
<p>A quel punto, se ascoltiamo con attenzione la sensazione che accompagna l&#8217;emersione del dato, è facile rendersi conto che il nostro cervello è andato avanti a cercarlo anche dopo che avevamo smesso di pensarci.</p>
<p>Questo dovrebbe farci riflettere molto. Quante cose accadono al nostro interno, senza che si abbia alcun controllo su di esse?</p>
<p>In questo caso il processo può essere sfruttato a nostro vantaggio, ma in tanti altri no, anzi.</p>
<p>La memoria è traditrice, perchè il nostro esperire la realtà è spesso del tutto immaginario. Ecco allora che nel nostro cervello vengono immagazzinati non solo i ricordi di eventi realmente accaduti, ma anche quelli degli eventi &#8220;sognati&#8221; (in realtà la maggior parte).</p>
<p>Si vengono così a creare una miriade di ricordi completamente fasulli che, mescolati a quelli reali, generano un casino bestiale nel nostro passato cui, ricordiamolo, abbiamo accesso solo attraverso la memoria.</p>
<p>Se c&#8217;è una cosa che ci può fregare alla grande, è proprio il ricordo di un evento, che finisce per sostituire l&#8217;esperienza stessa.</p>
<p>Mi spiego meglio; se in un dato momento una persona ha la possibilità di accedere ad uno stato di coscienza o di percezione particolare, nel momento in cui vi accede lo sta effettivamente vivendo.</p>
<p>Istantaneamente, una copia, più o meno fedele, viene creata all&#8217;interno della mente, una rappresentazione mnemonica, insomma.</p>
<p>Questa rappresentazione può essere indispensabile per ricordare in quale modo si abbia avuto accesso al suddetto stato, ma si può anche trmautare nella più grande fregatura, nel momento in cui va a sostituire l&#8217;esperienza stessa.</p>
<p>Quando questo accade, la persona è convinta di stare vivendo ancora l&#8217;esperienza, ma sta in realtà solamente &#8220;rivivendo&#8221; il ricordo della stessa.</p>
<p>Il che non sarebbe un problema così grave, se non fosse che, come abbiamo visto, ad ogni &#8220;accesso&#8221; al dato memorizzato introduciamo qualche errore nel dato stesso, dato che oltre al ricordo originale, affianchiamo anche il &#8220;ricordo del ricordo&#8221;.</p>
<p>Di questo passo, con il passare del tempo, ciò che ricordiamo è sempre più lontano dall&#8217;esperienza, anche se, nella percezione del soggetto ricordante, rimane sempre una copia perfetta dell&#8217;evento originale.</p>
<p>Ci si trova in altre parole identificati nel ricordo di un&#8217;esperienza e si perde di vista il fatto che quello che viviamo non è altro che una copia sempre meno fedele all&#8217;originale.</p>
<p>Come ovviare a tutto questo?</p>
<p>Beh, tanto per incominciare cercando di ripetere l&#8217;esperienza, fintanto che il ricordo del cammino percorso per raggiungerla è ancora fresco.</p>
<p>Ma se non riusciamo a ricostruire il cammino, occorre avere la grande onestà di&#8230; lasciar andare quell&#8217;esperienza. L&#8217;abbiamo vissuta, è vero. Ma ora non più. E&#8217; cessata.</p>
<p>Fine delle trasmissioni.</p>
<p>Voltiamo pagina e andiamo avanti.</p>
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		<title>La Castità &#8211; By Giuseppe</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 10:30:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[La Ricerca della Verità]]></category>
		<category><![CDATA[Educazione sessuale]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel vasto panorama dei termini che nei secoli sono stati privati del loro originario significato (e deviati verso sponde oscure, con effetti notevolmente deleteri sulla storia umana) ve ne sono alcuni di particolare importanza: penso che castità sia senz’altro uno di questi.
Non credo si possa comprendere a fondo quante vittime innocenti abbia mietuto &#8211; e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francescoamato.com/blog-source/wp-content/vestale.JPG" rel="lightbox[10466]"><img class="alignleft size-full wp-image-10467"  src="http://www.francescoamato.com/blog-source/wp-content/vestale.JPG" alt="Francesco Franz Amato La Castità   By Giuseppe" width="250" height="333" title="Franz Blog: " /></a>Nel vasto panorama dei termini che nei secoli sono stati privati del loro originario significato (e deviati verso <strong>sponde oscure</strong>, con effetti notevolmente deleteri sulla storia umana) ve ne sono alcuni di particolare importanza: penso che <em>castità</em> sia senz’altro uno di questi.</p>
<p>Non credo si possa comprendere a fondo quante vittime innocenti abbia mietuto &#8211; e ancora miete &#8211; il ribaltamento, ad uso e consumo delle differenti religioni del pianeta, di ciò che originariamente si intendeva per castità se non indagando sul suo originario significato.</p>
<p>Castità deriva da Casta.</p>
<p>Sappiamo che Casto viene dal latino <em>Castus</em>, che sta a designare una <strong><em>cosa pura, non mescolata con altre di diversa natura</em></strong>. E qui abbiamo già un importante indizio su cui riflettere.</p>
<p>Ma, che io sappia, vi è un altra matrice di Casta, ben più antica, che aggiunge importanti indizi su cui ragionare. Il termine in questione è <em>Kastha,</em> parola sanscrita che indica un <strong><em>limite</em></strong>, una <strong><em>circoscrizione</em></strong>.</p>
<p>Troppo spesso dimentichiamo che noi siamo di derivazione <em>indo-europea</em>.</p>
<p>Se fondiamo questi due concetti, cioè <em>limite, circoscrizione</em>, con i precedenti &#8211; <em>cosa pura, non mescolata ad altre</em> &#8211; possiamo capire meglio ciò che viene affermato da alcuni ricercatori, cioè che <strong>vi è stato un tempo antichissimo in cui vi è stata una accurata selezione dei migliori tra il genere umano</strong>. Questa selezione riuniva in piccoli nuclei quegli esseri speciali che si distinguevano per certe doti e caratteristiche.</p>
<p>Questi uomini e donne di una particolare levatura interiore e caratteriale, ricevevano un’educazione particolare e vivevano una vita a parte, quasi completamente isolati dal resto del popolo (isolati appunto in una circoscrizione). Diciamo che era un “vivaio” dei più puri, i migliori, i più dotati: fanciulli e fanciulle che rappresentavano la “testa di diamante” dell’umanità.</p>
<p>Molto dopo in India (prima che fossero istituite le caste chiuse ed ereditarie) le caste si erano già allargate a tutto il popolo e, in base alle caratteristiche che un bimbo mostrava lo si indirizzava verso la “casta” corrispondente; questa poteva essere quella dei sacerdoti detentori di una antica conoscenza, dei guerrieri e amministratori, dei mercanti e degli agricoltori. Questi normalmente si sposavano con persone della stessa casta (appunto non si mescolavano ad altre caste).</p>
<p><strong>Ma come abbiamo visto le Caste risalgono a tempi ben più antichi dell’India, con significati ancor più profondi.</strong></p>
<p>Non so se sbaglio, ma penso che un ultimo bagliore di questo esempio, in Occidente, lo troviamo nelle Vestali dell’antica Roma.</p>
<p>Queste fanciulle erano il fulcro della forza di Roma (in quanto custodi e responsabili del Fuoco Sacro della Dea Vesta, la  Dea del <em>Focolare Domestico</em>).</p>
<p>Le Vestali erano delle vergini che una volta mature erano libere di sposarsi.</p>
<p><strong>Castità è dunque una qualità interiore che accomuna certi esseri ai propri simili, e nulla ha a che vedere col sesso &#8211; non almeno con la rinuncia a vita a quest’ultimo -.</strong></p>
<p>Penso dunque che se si abolisse questo “abominio” di obbligare ad una <strong>castità a vita</strong> quei giovani puri e puliti che sentono un forte “richiamo” spirituale, si eviterebbero sicuramente tante di quelle devianze sessuali oggetto di scandalo e sofferenza in questi tempi bui e disarmonici.</p>
<p><strong>Il sesso, fa sempre bene ricordarlo, è una potente forza della natura che non va soppressa coercitivamente, ma indirizzata saggiamente.</strong></p>
<p>Privarsi del sesso a vita è contro natura.</p>
<p>Questo è il mio pensiero.</p>
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		<title>Tutto a un tratto&#8230; l&#8217;incoscienza</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 05:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[La Ricerca della Verità]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[Osservazione]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; quello che può capitare di scorgere dentro di noi, così&#8230; in uno schiocco di dita.
In questi casi, è severamente vietato farsi fregare! NON disperatevi, NON deprimetevi, NON stateci male.
NON fate nulla di tutto questo, per il semplice motivo che&#8230; quello che avete visto non siete voi!
Eccheccazzo&#8230; si è mai visto un occhio che riesce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francescoamato.com/blog-source/wp-content/scatole-cinesi.jpg" rel="lightbox[10461]"><img class="alignleft size-full wp-image-10462"  src="http://www.francescoamato.com/blog-source/wp-content/scatole-cinesi.jpg" alt="scatole cinesi" width="231" height="236" title="Franz Blog: scatole cinesi" /></a>E&#8217; quello che può capitare di scorgere dentro di noi, così&#8230; in uno schiocco di dita.</p>
<p>In questi casi, è severamente vietato farsi fregare! NON disperatevi, NON deprimetevi, NON stateci male.</p>
<p>NON fate nulla di tutto questo, per il semplice motivo che&#8230; quello che avete visto non siete voi!</p>
<p>Eccheccazzo&#8230; si è mai visto un occhio che riesce a guardare se stesso? No, vero? E allora, quella cosa viscida, amorfa e sonnolenta che avete visto&#8230;</p>
<p>MI SPIEGATE COME PUO&#8217; ESSERE &#8220;VOI&#8221;?</p>
<p>Non può, molto semplice. O meglio, quella cosa è una parte di voi. Qualcosa che, dato che è possibile osservarla, non vi appartiene. O meglio, non appartiene a quell&#8217;essere misterioso che si è trovato in posizione tale, rispetto ad essa, da poterla osservare dall&#8217;esterno.</p>
<p>Beh, se vi capiterà un flash del genere (e se seguite una via o una ricerca, se siete alla ricerca della verità, prima o poi, vi capiterà) allora acchiappate l&#8217;occasione al volo.</p>
<p>Buttate nel cesso tutte le emozioni negative e, semplicemente, rivolgete la vostra attenzione a cercare di capire che cazzo è quel tizio che sta guardando il tutto con un&#8217;aria del tutto distaccata.</p>
<p>State lì con l&#8217;attenzione, non fatevi prendere dalla tentazione di autocommiserarvi o di spargervi il capo di cenere. Ricordatevi che la vera umiltà non ha nulla a che vedere con tutto questo, quanto con la capacità di comprendere esattamente quanto il nostro essere non sia assolutamente nulla, se paragonato a tutto il resto, preso per intero (o anche solo in parte).</p>
<p>Se riuscirete a mantenere fermo quello sguardo, potrebbe anche capitare che, come in un gioco di scatole cinesi, riuscirete ad osservare quell&#8217;osservatore. E poi ad osservarne un altro, e un altro ancora, sempre più grandi, sempre più liberi, sempre più espansi.</p>
<p>E se vi va di culo, datemi retta&#8230; ad un certo punto potreste davvero realizzare qualcosa di bellissimo!</p>
<p>Oppure anche di più!</p>
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		<title>Quando il cuore si ritira&#8230; prendetelo a sberle!</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 10:30:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[La Ricerca della Verità]]></category>
		<category><![CDATA[Cuore]]></category>
		<category><![CDATA[Determinazione]]></category>
		<category><![CDATA[volontà]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi mi sento proprio di dirlo. Può succedere che vicende, eventi o cose in genere più grandi di noi, portino il nostro cuore a tentare di ritirarsi in campagna.
Non lasciateglielo fare! Prendetelo a sberle, se necessario, ma non lasciateglielo fare! Il rischio maggiore in questi casi è di cedere alla tentazione di un sentire malinconico, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francescoamato.com/blog-source/wp-content/autostrada.jpg" rel="lightbox[10457]"><img class="alignleft size-full wp-image-10459"  src="http://www.francescoamato.com/blog-source/wp-content/autostrada.jpg" alt="Francesco Franz Amato Quando il cuore si ritira... prendetelo a sberle!" width="300" height="287" title="Franz Blog: autostrada" /></a>Oggi mi sento proprio di dirlo. Può succedere che vicende, eventi o cose in genere più grandi di noi, portino il nostro cuore a tentare di ritirarsi in campagna.</p>
<p>Non lasciateglielo fare! Prendetelo a sberle, se necessario, ma non lasciateglielo fare! Il rischio maggiore in questi casi è di cedere alla tentazione di un sentire malinconico, estremamente dolce e potente, quanto letale.</p>
<p>Toglietevi di lì! Prendete il cuore e mettetelo al lavoro su altro.</p>
<p>Quando ci si trova contro un muro e si realizza che per il momento non è possibile abbatterlo ne girargli attorno, datemi retta&#8230; sedetevici sopra!</p>
<p>Nel senso che non sempre ha senso la spinta e l&#8217;ego che cozza di testa contro le difficoltà difficilmente paga.</p>
<p>Allora, semplicemente, sedetevi (possibilmente sopra il muro in questione) e respirate. Poi individuate al vostro interno se c&#8217;è qualcosa che potete realizzare. Non importa quanto insulso, o apparentemente inutile. Basta che sia qualcosa cui tenete in qualche modo.</p>
<p>E poi iniziate a spingere in questa nuova direzione. Fate! Mettetevi in gioco, lanciatevi nella magia del fare e muovete così la vostra energia. Vi accorgerete che intorno a voi le cose sembreranno riprendere vita, mentre, probabilmente in modo impensato, molte situazioni inizieranno a cambiare.</p>
<p>Il simile attira il simile, non c&#8217;è nulla da fare. Se siete fermi attirerete cose ferme. Se vi muoverete (non a casaccio), attirerete cose che si muovono.</p>
<p>Non mollate e continuate a spingere.</p>
<p>Non è detto che quella strada che pensavate interrotta non si riveli per qualcos&#8217;altro, qualcosa di cui non avevate la benchè minima idea. Allora, ciò che sembrava perduto, cambierà faccia e si rivelerà per qualcos&#8217;altro che non ha nulla di perso.</p>
<p>Insomma, fate quello che vi pare ma fatelo!</p>
<p>E subito, cazzo!</p>
<div class="ziczacp"><script type="text/javascript">zz_url=encodeURIComponent('http://www.francescoamato.com/blog/2010/07/12/quando-il-cuore-si-ritira-prendetelo-a-sberle/');zz_t='2';zz_title=encodeURIComponent('Quando il cuore si ritira&#8230; prendetelo a sberle! Vota zic!');</script><script src="http://ziczac.it/a/e/zz.js" type="text/javascript"></script></div>]]></content:encoded>
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		<title>Stream of consciousness&#8230;</title>
		<link>http://www.francescoamato.com/blog/2010/07/08/stream-of-consciousness/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 10:30:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[La Ricerca della Verità]]></category>
		<category><![CDATA[coscienza]]></category>
		<category><![CDATA[illusione]]></category>
		<category><![CDATA[Pensiero]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo stream of consciousness era una tecnica venuta alla ribalta grazie a Joyce, scrittore inglese dei primi del novecento, che la impiegò nella stesura di &#8220;Gente di Dublino&#8221;, una delle sue più grandi opere.
In questa tecnica si lascia libera la mente di agganciare un pensiero all&#8217;altro, in un &#8220;flusso di coscienza&#8221; (magari!!!) che scorre libero, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francescoamato.com/blog-source/wp-content/TEMPEST18-cover-outside-300.jpg" rel="lightbox[10403]"><img class="alignleft size-full wp-image-10404"  src="http://www.francescoamato.com/blog-source/wp-content/TEMPEST18-cover-outside-300.jpg" alt="Francesco Franz Amato Stream of consciousness..." width="300" height="300" title="Franz Blog: TEMPEST18 cover outside 300" /></a>Lo stream of consciousness era una tecnica venuta alla ribalta grazie a Joyce, scrittore inglese dei primi del novecento, che la impiegò nella stesura di &#8220;Gente di Dublino&#8221;, una delle sue più grandi opere.</p>
<p>In questa tecnica si lascia libera la mente di agganciare un pensiero all&#8217;altro, in un &#8220;flusso di coscienza&#8221; (magari!!!) che scorre libero, senza una decisione precisa. Ho pensato di farne un esempio qui di seguito. Proviamo, dunque.</p>
<p>Ci avete mai fatto caso che, a volte, una cosa che non siete mai riusciti a fare improvvisamente diventa di una facilità bestiale?</p>
<p>Gli esempi possono essere tanti: smettere di fumare, mettersi a dieta, imparare una lingua sconosciuta&#8230; Tutte cose che, mediamente, è abbastanza difficile mettere in piedi ma che ogni tanto, per grazia ricevuta, uno comincia e&#8230; ZAC! Ci si infila che manco se ne accorge.</p>
<p>Di ottava fortuita trattasi.</p>
<p>Ovvero, in quel momento, per quella persona, l&#8217;energia si è mossa nella direzione giusta e il processo è partito senza che manco se ne accorgesse.</p>
<p>Il problema, quello vero, è capire quando cazzo è che parte, &#8217;sta benedetta ottava.</p>
<p>Ecco che allora diventa importante il continuare a provarci. Se continui a provarci, prima o poi, qualcosa succede.</p>
<p>Ma esiste anche un altro motivo per non mollare. Il motivo è che un&#8217;energia continuamente focalizzata in un punto, prima o poi finisce per &#8220;perforare&#8221; l&#8217;inerzia della materia e riuscire laddove non è successo nulla per giorni, mesi o anni.</p>
<p>Tuttavia, come nel caso del martello che continua a picchiare nel muro per farci un buco, occorre che lo strumento non si danneggi.</p>
<p>Per l&#8217;essere umano, questo strumento è&#8230; se&#8217; stesso!</p>
<p>Se per fare qualcosa che vi sta a cuore vi rompete prima che la cosa sia accaduta, avete buttato via voi stessi. Ma rompersi non è la stessa cosa che aver paura di rompersi.</p>
<p>Il limite oltre al quale, ad esempio, un muscolo impegnato in uno sforzo rischia di lacerarsi, è posto molto, ma molto più in là di quanto la mente non ci faccia vedere.</p>
<p>Lo stesso vale per i &#8220;muscoli emotivi&#8221; o psicologici: il limite di rottura di un essere umano non è genericamente a lui noto. Figuriamoci a chi guarda dall&#8217;esterno.</p>
<p>La paura di &#8220;rompersi&#8221;, di soffrire, di sbagliare&#8230; sposta sempre i nostri limiti un bel po&#8217; più vicini di quanto non si possa credere.</p>
<p>Paura che trova complicità nella mente, sempre proiettata nel futuro, sempre occupata a pianificare su tutti gli &#8220;e se&#8230;&#8221; che riesce ad inventarsi.</p>
<blockquote><p>&#8220;Mai mi fu dato di vedere un animale in cordoglio di se&#8217;. L&#8217;uccelletto cadrà morto di gelo dal ramo prima ancora di aver provato solo un attimo di pena per se&#8217; stesso (D.H. Lawrence)&#8221;</p>
</blockquote>
<p>Ecco il motivo per cui nel regno animale è facile trovare intensità; un animale è sempre &#8220;tutto lì&#8221; non va mai nel futuro, e non resta nel passato. Quando ha paura, lo fa a ragion veduta, non perchè prevede di poter essere danneggiato, ma perchè sa che lo sarà se persiste in quello che fa.</p>
<p>Lo sa, capite? Non lo immagina!</p>
<p>Noi immaginiamo tanto spesso la nostra vita da non renderci conto di quanto immaginiamo il nostro futuro sempre più prossimo, sempre più vicino al presente, fintanto che il futuro immaginario e il presente ricordato si fondono in unico, sterminato sogno.</p>
<p>Da cui, mediamente, quando ci ridestiamo è perchè siamo arrivati alla fine di un&#8217;esistenza del tutto inutile, in cui abbiamo sofferto per squadre di calcio che hanno perso, donne che non ci hanno voluto, lavori per cui non abbiamo ricevuto sufficiente gratificazione&#8230;</p>
<p>Ma ci rendiamo conto che la maggior parte degli italiani che pensano a se&#8217; stessi come sportivi, lo fanno perchè seguono il calcio in tv alla domenica e passano poi il loro tampo a parlarne dal lunedi al mercoledi, mentre i giorni dal giovedi al sabato vengono spesi per parlare di cosa accadrà nella prossima partita?</p>
<p>E intanto la vita scorre&#8230; scorre. A volte scorreggia pure. E improvvisamente, ecco l&#8217;accidente, l&#8217;evento fortuito o sfigatissimo. Ecco che la vita è diventata tiranna o generosa, quasi fosse qualcuno con cui puoi metterti a parlare, a mercanteggiare.</p>
<p>La vità non è una persona. Non è un vigile con cui puoi litigare per una multa o il vicino che ti ciula la moglie. La vita è qualcosa che ci circonda, ci compenetra, mantiene unita tutta la galassia&#8230; no, scusate, forse mi sono confuso.</p>
<p>O forse no.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
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		<title>Investire sull&#8217;uomo</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 11:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In periodi come questo, in cui la crisi la fa da padrona sia sul piano economico che politico e sociale in genere, leggo spesso di imprenditori (per lo più esteri) che trovano il tempo e la voglia di investire su mercati stravaganti, come ad esempio lo spazio, piuttosto che non sulle ricerche scientifiche più di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francescoamato.com/blog-source/wp-content/ZioPaperone.jpg" rel="lightbox[10386]"><img class="alignleft size-full wp-image-10390"  src="http://www.francescoamato.com/blog-source/wp-content/ZioPaperone.jpg" alt="Francesco Franz Amato Investire sulluomo" width="300" height="225" title="Franz Blog: ZioPaperone" /></a>In periodi come questo, in cui la crisi la fa da padrona sia sul piano economico che politico e sociale in genere, leggo spesso di imprenditori (per lo più esteri) che trovano il tempo e la voglia di investire su mercati stravaganti, come ad esempio lo spazio, piuttosto che non sulle ricerche scientifiche più di nicchia, nella speranza di trovare un nuovo mercato di cui diventare protagonisti.</p>
<p>Ma noto che esiste un teatro d&#8217;azione (non voglio definirlo mercato) che nessuno considera come possibile investimento. Parlo dell&#8217;uomo.</p>
<p>Nessuno investe sugli esseri umani, sul loro futuro, sulla loro voglia di cambiare, di crescere e di essere migliori.</p>
<p>Eppure so che il mondo è pieno di uomini e donne che chiedono solo questo. Nessuno però sembra considerare l&#8217;ipotesi come remunerativa e, di conseguenza, questo scenario non trova alcun investitore.</p>
<p>Il che, francamente, non mi stupisce perchè, per investire su qualcosa occorre anche sapere che se ne avrà un ritorno. Il fatto è che non sempre ci si possono aspettare grandi ritorni economici da tutti gli investimenti.</p>
<p>&#8220;E allora perchè dovrei investire?&#8221; risponde l&#8217;imprenditore medio.</p>
<p>Eccolo qui il punto: non esistono solo i guadagni spropositati, i ritorni d&#8217;investimento principeschi. Esiste anche un modo di vivere &#8220;normale&#8221;, che non ha bisogno di entrate mostruose. Una vita dignitosa non implica per forza abitare in un castello con decine di persone al servizio, auto da favola, piscine e lussi di ogni tipo.</p>
<p>Certo, una bella auto fa piacere a tutti, così come non dover faticare per le cose di tutti i giorni.</p>
<p>Ma se anche uno si lava il piatto in cui ha mangiato non è che gli viene un&#8217;ernia nello sforzo (oltretutto esistono le lavastoviglie&#8230;) e se invece che la mercedes 400 possiede semplicemente un&#8217;auto che faccia quello che serve costando la metà di una Mercedes, non va bene lo stesso?</p>
<p>Circondarsi di cose belle è piacevole, mi pare ovvio. Ma non credo che debba essere il movente di ogni azione. Soprattutto il lusso sfrenato.</p>
<p>Intendiamoci, non sono un francescano (nonostante porti quel nome) ne sono un sostenitore della povertà; quello che intendo è che se un po&#8217; più persone che possono aiutare gli altri, elevandone la condizione, investissero su di essi con meno pretese, avremmo una maggior percentuale di esseri umani che potrebbero permettersi una vita dignitosa.</p>
<p>Certo, probabilmente ci sarebbero anche un po&#8217; meno persone smodatamente ricche e che navigano nel lusso.</p>
<p>Forse è per questo che non accade.</p>
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		<title>Sogni e risvegli</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 05:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francescoamato.com/blog-source/wp-content/FF10-castello-sogno.jpg" rel="lightbox[10185]"><img class="alignleft size-full wp-image-10186"  src="http://www.francescoamato.com/blog-source/wp-content/FF10-castello-sogno.jpg" alt="FF10 castello sogno" width="300" height="225" title="Franz Blog: FF10 castello sogno" /></a>La fantascienza ha sfruttato spesso il meccanismo dell&#8217;autosomiglianza per introdurre dimensioni superiori in cui muoversi più liberamente. E&#8217; il caso di film come Matrix o il 13o piano.</p>
<p>Ma, come tutti sappiamo, la fantascienza non ha mai inventato nulla, limitandosi caso mai ad anticipare scoperte che sarebbero arrivate da lì a decine di anni (come il grande Hugo in Ralph 124c41+).</p>
<p>Quindi, sfruttando al contrario lo stesso meccanismo, perchè non provare a pensare se la nostra non sia davvero una realtà &#8220;striminzita&#8221; rispetto alla sua reale estensione?</p>
<p>Per farlo, occorre pensare a quanto accade durante le esperienze oniriche. Immersi nel sogno, perdiamo completamente memoria di quella che è la nostra reale condizione, ovvero quella di un corpo addormentato su un letto a cui non sta accadendo nulla di ciò che sembra.</p>
<p>Sempre nel sogno, le nostre percezioni sono completamente &#8220;sfasate&#8221; rispetto allo stato di veglia, tanto è vero che spesso, negli incubi, capita di vivere situazioni che non ci farebbero minimamente preoccupare nel mondo reale ma che lì, nel mondo onirico, diventano assolutamente terrificanti.</p>
<p>Pensate ad esempio al classico sogno in cui qualcuno ci insegue e noi non riusciamo a correre via, come se ci stessimo muovendo nelle sabbie mobili. Come è possibile che una situazione tanto improbabile venga vissuta come profondamente reale?</p>
<p>Ecco, partendo proprio da questa considerazione, mi chiedo: perchè è così difficile per le persone comprendere che le nostre percezioni creano una vera prigione intorno a noi, tanto quanto quelle alterate del sonno?</p>
<p>Ho scritto spesso su questo argomento, me ne rendo conto, ma questo è un punto fondamentale della ricerca: non è il mondo fisico ad essere irreale. E&#8217; la nostra percezione di esso che è assolutamente sbagliata.</p>
<p>La nostra percezione basata sui sensi, a loro volta elaborati da un cervello, a sua volta comandato da una mente, non può essere così aderente alla realtà, alla verità. Non dovrebbe essere così difficile da capire questo.</p>
<p>Solo che è terribilmente scomodo pensare che si sta guardando ad un mondo la cui realtà è tanto fallace quanto quella di un sogno. E&#8217; scomodo, perchè a quel punto tocca fare una scelta. Solo che qui non ci sono pillole rosse e blu, non c&#8217;è un bianconiglio ad indicarci la strada, e neppure un Morpheus che interrompe il nostro segnale portante permettendoci di risvegliarci in un altro mondo.</p>
<p>Qui la faccenda dobbiamo risolvercela da noi. Cercando, applicando ciò che di volta in volta riusciamo a comprendere e proseguendo sempre in un&#8217;unica direzione: quella della verità.</p>
<p>Prima o poi da qualche parte arriveremo, state tranquilli. E se ci dice bene, potremmo anche incontrare qualcuno che viene proprio dall&#8217;altra parte e che, proprio per questo motivo, conosce la strada per ritornarci.</p>
<p>Altrimenti, prima, è una delle imprese più improbabili che esistano. Tutte le culture, le tradizioni e le vie esoteriche lo dicono e lo sostengono. Persino quelle più lontane dalla verità, come il cattolicesimo e l&#8217;Islam parlano di colui che può essere una guida.</p>
<p>Capite cosa intendo dire? Togliamoci di testa le cazzate new age, i romanticismi alla karate kid o alla Kwai Cheng  Kane. Una guida è qualcuno che sa qualcosa che noi non sappiamo. Qualcuno che sa come fare per arrivare là dove vogliamo arrivare.</p>
<p>Ma è ovvio che, se quel posto in cui vogliamo arrivare non è la verità, allora difficilmente incontreremo qualcuno che ci porti ad essa. E&#8217; una questione fisica; se devo andare da Firenze a Milano e spero di trovare qualcuno che viene da Milano, sarà dura incontrarlo sull&#8217;autostrada per Napoli, non vi pare?</p>
<p>Poi ci sarebbe parecchio altro da dire, ma alla fine di questo particolare post, l&#8217;unica cosa che mi preoccupava esprimere era che questo mondo non è falso; è solo che ne percepiamo una porzione talmente ridotta che è come se lo fosse.</p>
<p>Ma ricordatevi di una cosa: nel mondo dei ciechi, l&#8217;orbo è un re.</p>
<p>E di orbi, in questo mondo di ciechi, ce n&#8217;è davvero molti di più di quanto non si pensi.</p>
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		<title>Mai successo che decidete di cambiare una cosa e quella si rompe?</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Jun 2010 06:30:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ragionavo ieri con un mio carissimo amico su questo fatto. Nel caso specifico parlavamo del mio computer, o meglio &#8220;ex&#8221; computer che, essendo decisamente vecchiotto (era un Pentium IV 3 Gz) non ce la faceva decisamente più, per questioni di usura (insomma, sei anni per un computer nelle mie mani non sono pochi e neppure [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francescoamato.com/blog-source/wp-content/hard-drive-flames1.jpg" rel="lightbox[10130]"><img class="alignleft size-full wp-image-10131"  src="http://www.francescoamato.com/blog-source/wp-content/hard-drive-flames1.jpg" alt="Francesco Franz Amato Mai successo che decidete di cambiare una cosa e quella si rompe?" width="300" height="300" title="Franz Blog: hard drive flames1" /></a>Ragionavo ieri con un mio carissimo amico su questo fatto. Nel caso specifico parlavamo del mio computer, o meglio &#8220;ex&#8221; computer che, essendo decisamente vecchiotto (era un Pentium IV 3 Gz) non ce la faceva decisamente più, per questioni di usura (insomma, sei anni per un computer nelle mie mani non sono pochi e neppure leggeri, devi riconoscerlo).</p>
<p>Avevo deciso di cambiarlo già da qualche tempo, ma il problema era il solito: No money, no computer. Finalmente pochi giorni fa scopro che il mio fornitore abituale ha messo in opera una campagna di noleggio decisamente notevole e, come logica conseguenza, metto in pista tutta la faccenda.</p>
<p>Ed ecco che mercoledi sera il fornitore mi avvisa che il computer è arrivato e che posso ritirarlo il mattino dopo.</p>
<p>Neanche a farlo apposta, il vecchio pc, a distanza di circa 20 minuti dalla telefonata&#8230; muore come nel film &#8220;La leggenda del pianista sull&#8217;oceano&#8221;.</p>
<p>Un attimo prima era lì che andava, anche se tutto sudato, e un attimo dopo&#8230; BANG! Piantato alla grande!</p>
<p>Mi è sembrato che lo facesse apposta&#8230; Poi ho ragionato e mi sono ricordato che una cosa che consiglio sempre quando c&#8217;è da cambiare un qualsiasi apparecchio è proprio&#8230; non farsi sentire da quello vecchio. E questo perchè il defungimento improvviso dello strumento vecchio poco prima di cambiarlo è abbastanza una costante.</p>
<p>Tralasciando la sfiga e superstizioni di vario tipo, con questo mio amico abbiamo raggiunto una conclusione cui, in effetti avevo pensato qualche tempo fa.</p>
<p>Credo che alcuni strumenti di uso comune per le persone, arrivati al termine del loro ciclo di vita come oggetti, resistano all&#8217;usura del tempo grazie&#8230; all&#8217;energia di chi li ha usati fino a quel momento.</p>
<p>Energia, attenzione, cura&#8230; chiamatela come volete, sta di fatto che, nel momento in cui si decide di cambiare uno strumento vecchio, la nostra energia immediatamente cessa di alimentarne la resistenza. A quel punto per lo sventurato oggetto non resta altra scelta che&#8230; guastarsi.</p>
<p>Fateci caso, sarà successo anche a voi almeno una volta una cosa simile.</p>
<p>E se pensate che questa spiegazione, in qualche modo, vi convince, sapete come fare per arrivare ad un cambio strumenti non troppo costoso: tenendo a freno l&#8217;emotivo.</p>
<p>E&#8217; lui che decide da che parte la nostra energia possa orientarsi, perciò, la prossima volta che dovrete cambiare la macchina, non pensateci troppo fino a che non arrivate dal concessionario con quella vecchia o, quantomeno, non fatelo a distanza troppo ridotta!</p>
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		<title>Purificazione: proteine animali? Mmmmm&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 05:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo i cinesi e la loro antica tradizione, l&#8217;uomo è nato per mangiare di tutto un po&#8217;.
Attenzione: hanno detto &#8220;un po&#8217;&#8221;, non &#8220;tonnellate di&#8230;&#8221;
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francescoamato.com/blog-source/wp-content/costata.jpg" rel="lightbox[10049]"><img class="alignleft size-full wp-image-10050"  src="http://www.francescoamato.com/blog-source/wp-content/costata.jpg" alt="Francesco Franz Amato Purificazione: proteine animali? Mmmmm... " width="300" height="300" title="Franz Blog: costata" /></a>Secondo i cinesi e la loro antica tradizione, l&#8217;uomo è nato per mangiare di tutto un po&#8217;.</p>
<p>Attenzione: hanno detto &#8220;un po&#8217;&#8221;, non &#8220;tonnellate di&#8230;&#8221;</p>
<p>Ormai anche secondo sempre più personaggi di spicco della ricerca scientifica in campo medico, le proteine animali sono qualcosa da assumere con molta, molta cautela. Invece l&#8217;occidente basa la propria dieta proprio su queste.</p>
<p>E non stiamo parlando solo di bistecche, ma anche di latticini e derivati, salumi oltre che di integratori alimentari e via discorrendo.</p>
<p>Prima di proseguire, tuttavia, aggiungo una semi premessa: evitate di commentare questo post argomentando che non ho una laurea in medicina perchè vi mando a fare in culo per direttissima, chiaro?</p>
<p>Detto questo, proseguiamo.</p>
<p>L&#8217;alimentazione a base di carne è una costante occidentale. Forse non tanto in Italia, ma all&#8217;estero sicuramente, dato che l&#8217;uso dei carboidrati è sostanzialmente minimo. Per mangiare un buon primo a base di pasta infatti, dovete proprio&#8230; stare in Italia.</p>
<p>Il punto è che, se è vero che un po&#8217; di carne non è dannosa, tanta carne mangiata molto spesso invece lo è. Lasciamo perdere i danni fisici, ai quali non crede nessuno fino a che non prova, ma parliamo dei danni economici.</p>
<p>Praticamente per consentire ad un quarto del mondo di spararsi la sua tanto decantata fettina giornaliera, l&#8217;occidente sta affamando tutto il resto del pianeta, e questo semplicemente perchè, per allevare tutto il bestiame necessario, si impiegano quantità di cereali in quantità tale che non ne restano per quei paesi che invece su di essi basano le proprie abitudini alimentari.</p>
<p>Da qui ecco il bisogno delle colture intensive a base di Ogm, degli allevamenti intensivi a base di antibiotici e steroidi, e di conseguenza tutti i danni che derivano a livello nutrizionale sia nella carne che nei cereali e di conseguenza all&#8217;uomo.</p>
<p>Ma andiamo ancora oltre.</p>
<p><span id="more-10049"></span></p>
<p>Se è vero che le proteine servono a costruire i muscoli e altre importanti parti del nostro corpo, è anche vero che la quantità richiesta in realtà è assai minore di quella in che in media ci troviamo a consumare. Inoltre, e qui sta il vero punto focale, consumare proteine animali non produce di certo quella che viene definita come &#8220;purificazione&#8221; da un punto di vista interiore.</p>
<p>Il consumo di alimenti di origine animale, infatti, produce un rallentamento delle frequenze vibratorie di quell&#8217;energia che si trova momentanemaente densificata a costituire il nostro corpo.</p>
<p>Ergo, minore la frequenza, maggiore la densità dei vari costituenti: fisico, emotivo ed energetico in genere.</p>
<p>Ecco quindi che, per chi intraprende un percorso di ricerca interiore in modo particolare, diventa importante consumare meno alimenti animali possibile.</p>
<p>Fate la prova, tanto di certo danno non ve ne verrà. Provate ad eliminare per un periodo di una-due settimane, ogni elemento animale dalla vostra dieta: quindi carne, latte, pesce, formaggio&#8230; Dopo quindici giorni, se avrete la compiacenza di ascoltare il vostro corpo ed il vostro emotivo, vi scoprirete più leggeri, tranquilli, controllati emotivamente e psicologicamente.</p>
<p>Per chi trovasse tale alimentazione troppo restrittiva, può sempre provare a sostituire la carne bovina con il pesce, specialmente lo sgombro che, essendo assolutamente ricco di Omega 3, aiuta a ridurre il colesterolo e i grassi nel sangue.</p>
<p>Insomma, una bella costata ogni due, tre settimane non ce la toglie nessuno. Ma una fettina al giorno non fa bene di certo.</p>
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		<title>Sonno e presenza.</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Jun 2010 06:30:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Meccanica umana]]></category>
		<category><![CDATA[Osservazione]]></category>
		<category><![CDATA[pensiero meccanico]]></category>
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		<description><![CDATA[Poche sere fa sono andato a letto piuttosto tardi, come ormai mi accade sempre più spesso.
Ero molto stanco, ma qualcosa è stato diverso dal solito.
Mentre rilassavo il corpo cercando di sciogliere consapevolmente tutte le contratture, mi sono addormentato. Tuttavia, mentre questo accadeva, ho avuto la fortuna di.. rimanere presente.
E&#8217; stato molto interessante osservare come, allo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francescoamato.com/blog-source/wp-content/paperino.gif" rel="lightbox[10017]"><img class="alignleft size-full wp-image-10018"  src="http://www.francescoamato.com/blog-source/wp-content/paperino.gif" alt="Francesco Franz Amato Sonno e presenza." width="300" height="300" title="Franz Blog: paperino" /></a>Poche sere fa sono andato a letto piuttosto tardi, come ormai mi accade sempre più spesso.</p>
<p>Ero molto stanco, ma qualcosa è stato diverso dal solito.</p>
<p>Mentre rilassavo il corpo cercando di sciogliere consapevolmente tutte le contratture, mi sono addormentato. Tuttavia, mentre questo accadeva, ho avuto la fortuna di.. rimanere presente.</p>
<p>E&#8217; stato molto interessante osservare come, allo stesso modo che in un computer allo spegnimento, le varie funzioni intellettive si disabilitavano in serie.</p>
<p>Il primo pezzo a partire è stato il pensiero meccanico. La vocalizzazione interna se ne è andata a quel paese, dissolvendosi in una serie di pensieri sconnessi, come un sacchetto pieno di borotalco che esploda per aria.</p>
<p>Subito dopo è stato il turno delle facoltà motorie volontarie. Non solo non era più possibile un movimento volontario, ma la stessa informazione su come generarlo si era persa. Praticamente non avevo più idea di come si facesse a muovere un braccio.</p>
<p>Poi si sono spente le emozioni meccaniche. Una serie di piccoli lampi di emozioni indifferenziate e puf! Il vuoto!</p>
<p>A quel punto rimaneva ben poco. O molto, a seconda del punto di vista. Ho potuto sperimentare una condizione di lucidità sicuramente molto particolare, in una situazione di silenzio incredibile.</p>
<p>Niente pensieri, nessun movimento, solo alcune, rade emozioni molto sottili rimanevano a perturbare una &#8220;stazione&#8221; altrimenti estremamente calma.</p>
<p>Poi la mia compagna mi ha chiesto qualcosa, che non ho capito e, con mia grande sorpresa&#8230; mi sono sentito risponderle. A tono e anche con una discreta coerenza.</p>
<p>Ma io non l&#8217;avevo fatto.</p>
<p>Dunque, chi o cosa stava rispondendo? Con sorpresa mi sono reso conto che quello che stava rispondendo era una sorta di simulacro, una specie di Franz virtuale. Una serie di reazioni meccaniche messe in pista da una parte del cervello che non si era ancora spenta.</p>
<p>Per dirla in termini informatici, c&#8217;erano delle routine secondarie ancora attive, sopravvissute per qualche motivo allo spegnimento del sistema.</p>
<p>Non c&#8217;era stato alcun intervento cosciente da parte di quella persona che in quel momento stava osservando tutto quello che accadeva, la cui attenzione si è immediatamente concentrata su ciò che stava succedendo in modo così bizzarramente indipendente.</p>
<p>E&#8217; stato come osservare l&#8217;attività automatica della corteccia cerebrale da un punto di vista diverso, più interno.</p>
<p>Dopo qualche istante mi sono reso conto che mi stavo come allontanando, e ho &#8220;visto&#8221; arrivare il sonno completo. Poi non ho altri ricordi.</p>
<p>Ma questa mattina, al risveglio, il ricordo di ciò cui avevo assistito era ancora vivo, e ho chiesto alla mia compagna cosa mi avesse chiesto e cosa le avessi risposto.</p>
<p>Quello che mi ha riferito sulla mia risposta combaciava perfettamente con ciò che ricordavo di &#8220;essermi sentito dire&#8221; (come diventa inutile la lingua italiana in questi casi!)</p>
<p>Un episodio divertente, se vogliamo, ma che mi ha spiegato alcuni interessanti aspetti inerenti la personalità, quel guazzabuglio di cazzate che ci ostiniamo a definire &#8220;noi stessi&#8221;.</p>
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		<title>E’ possibile un Satya Yuga nel Kali Yuga? &#8211; By Giuseppe</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 05:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
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		<category><![CDATA[La Ricerca della Verità]]></category>
		<category><![CDATA[Kali Yuga]]></category>
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		<description><![CDATA[Sia la Bhagavad gita che il Bhagavata Purana ci informano dell’esistenza di quattro cicli cosmici che si ripetono un certo numero di volte durante tutta l’esistenza di Brahma, il Principio Creatore dell’universo.
Questi esistono in cicli minori e maggiori – Yuga e Mahayuga &#8211; e sono legati al movimento degli astri attorno al Sole Centrale dell’universo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francescoamato.com/blog-source/wp-content/Kalki_1a.jpg" rel="lightbox[9979]"><img class="alignleft size-full wp-image-9980"  src="http://www.francescoamato.com/blog-source/wp-content/Kalki_1a.jpg" alt="Francesco Franz Amato E’ possibile un Satya Yuga nel Kali Yuga?   By Giuseppe" width="300" height="392" title="Franz Blog: Kalki 1a" /></a>Sia la Bhagavad gita che il Bhagavata Purana ci informano dell’esistenza di quattro cicli cosmici che si ripetono un certo numero di volte durante tutta l’esistenza di Brahma, il Principio Creatore dell’universo.</p>
<p>Questi esistono in cicli minori e maggiori – Yuga e Mahayuga &#8211; e sono legati al movimento degli astri attorno al Sole Centrale dell’universo (i testi in questione dicono sia la Stella Polare).</p>
<p>Tutto questo per la durata dei cento anni della vita di Brahma (il Terzo Logos, il Logos dell’Intelligenza Attiva, il Logos Solare) che tradotto in nostri anni corrisponde a 311.040.000.000.000 di anni.</p>
<p>Tanti vero?</p>
<p>Questa è la durata del nostro universo – perché l’universo non è differente da Brahma &#8211; e il suo tempo è suddiviso in quattro Yuga (o Ere): Satya yuga, Dvapara yuga, Treta yuga e Kali yuga.</p>
<p>Se suddividiamo tutto ciò che esiste in noi (bellezza, forza, intelligenza, eccetera) per quattro, il Satya (Verità, Armonia) rappresenta il periodo in cui tutto si manifesta nella sua pienezza, cioè nei quattro quarti.</p>
<p>Man mano che si procede nelle ere si perde per strada un quarto.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Il Kali yuga è quindi l’era storica più bassa, più infima, e man mano che procede i valori si accorciano spaventosamente, fino ad arrivare alla quasi totale assenza di forza, bellezza, intelligenza…di Luce interiore.</p>
<p>Proviamo ad immaginare l’universo come una grande stanza illuminata per quattro quarti che poi, via via, diventa sempre meno luminosa.</p>
<p>Una volta raggiunto il punto più basso, la massima oscurità, la Luce torna a crescere, per diminuire di nuovo…</p>
<p>Noi siamo, si dice, nel Kali yuga, all’inizio del Kali yuga.<span id="more-9979"></span></p>
<p>Però a me sembra di aver capito (in oltre trent’anni di studio) che queste ere non vanno viste solo dal punto di vista fisico e spazio-temporale, ma anche – e soprattutto – come degli “spazi coscienziali” nei quali procede l’evoluzione di tutte le specie.</p>
<p>Questi “spazi”, come le ere cosmiche, sono simili ad onde e sono soggetti a flussi e riflussi, alti e bassi, e all’interno di essi si possono creare “altri spazi”, altre onde minori all’interno di quelle maggiori.</p>
<p>Spazi coscienziali…</p>
<p>Guardata da questo punto di vista la faccenda cambia aspetto.</p>
<p>Se consideriamo questo secondo caso, infatti, ci rendiamo presto conto che non siamo più impotenti, in balìa di qualcosa che avviene nostro malgrado &#8211; il movimento degli astri, lo scorrere del tempo impietoso… &#8211; al contrario noi possiamo, coi nostri sforzi, portare “luce” dentro e fuori di noi.</p>
<p>Ognuno di noi può accendersi ed illuminare di conoscenza e amore non solo se stesso, ma anche l’ambiente circostante.</p>
<p>Divenire più armoniosi.</p>
<p>Ed ognuno di noi può fare la  Differenza.</p>
<p>Perché vi è Differenza nell’avere migliaia di candele accese in una stanza anziché quattro.</p>
<p>Vi è Differenza nell’avere migliaia di esseri armoniosi in più.</p>
<p>Per questo penso che anche all’interno di questo Kali yuga vi è la possibilità di creare un altro “spazio coscienziale”, un piccolo Satya yuga.</p>
<p>Una piccola onda di luce in seno alla più grande onda che, ahimè, sta travolgendo forse non solo il nostro pianeta, ma l’intero universo.</p>
<p>N’est pas?</p>
<div class="ziczacp"><script type="text/javascript">zz_url=encodeURIComponent('http://www.francescoamato.com/blog/2010/06/18/e%e2%80%99-possibile-un-satya-yuga-nel-kali-yuga-by-giuseppe/');zz_t='2';zz_title=encodeURIComponent('E’ possibile un Satya Yuga nel Kali Yuga? &#8211; By Giuseppe Vota zic!');</script><script src="http://ziczac.it/a/e/zz.js" type="text/javascript"></script></div>]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Dio ti benedica&#8221; mi ha detto quell&#8217;uomo&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 05:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
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		<category><![CDATA[La Ricerca della Verità]]></category>
		<category><![CDATA[benedizione]]></category>
		<category><![CDATA[differenza]]></category>
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		<description><![CDATA[Me l&#8217;ha detto un uomo ieri, mentre uscivo da un bar.
Un uomo strano, dall&#8217;età indefinibile ma dagli occhi brillanti. Nato in Russia, ha girato tutto il mondo e parla dieci lingue, tra cui l&#8217;italiano.
Mi ha salutato dicendo proprio:
Ciao! E che Dio ti benedica!

Non gli avevo fatto un favore, o altro. Avevamo solo scambiato poche parole. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francescoamato.com/blog-source/wp-content/front1.jpg" rel="lightbox[9957]"><img class="alignleft size-full wp-image-9975"  src="http://www.francescoamato.com/blog-source/wp-content/front1.jpg" alt="Francesco Franz Amato Dio ti benedica mi ha detto quelluomo..." width="300" height="384" title="Franz Blog: front1" /></a>Me l&#8217;ha detto un uomo ieri, mentre uscivo da un bar.</p>
<p>Un uomo strano, dall&#8217;età indefinibile ma dagli occhi brillanti. Nato in Russia, ha girato tutto il mondo e parla dieci lingue, tra cui l&#8217;italiano.</p>
<p>Mi ha salutato dicendo proprio:</p>
<blockquote><p>Ciao! E che Dio ti benedica!</p>
</blockquote>
<p>Non gli avevo fatto un favore, o altro. Avevamo solo scambiato poche parole. Ciò non di meno, lui mi ha salutato con questa formula, estremamente antica, che mi ha profondamente colpito.</p>
<p>Che bello salutare qualcuno in questo modo. Eppure era un modo comune, nei tempi andati. Allora ci ho fatto caso, e mi sono reso conto che invocare la benedizione di Dio su qualcuno, è qualcosa che non si fa più.</p>
<p>Eppure all&#8217;estero è un&#8217;espressione di uso comune: in  UK te lo augurano addirittura quando sternutisci (Bless you sta per God Bless You, Dio ti benedica, appunto)</p>
<p>Negli USA è la benedizione di rito del Presidente.</p>
<p>In Italia è qualcosa riservato ai preti. Come se fosse tabù benedire qualcuno. E&#8217; un&#8217;usanza persa da tanto tempo. Quante volte vi è capitato di sentirvi salutare così? Scommetto davvero poche!</p>
<p>Eppure è un augurio molto più bello che non &#8220;buona giornata&#8221; o &#8220;Ci sentiamo&#8221;.</p>
<p>Il fatto che manchi questo è un segno piuttosto preciso, a parer mio, di una qualità da cui ci stiamo sempre più allontanando.</p>
<p>Non sto parlando della religione, ovviamente, ma della spiritualità. La benedizione, o l&#8217;invocazione della stessa, è un atto che va ben oltre qualsiasi religione, qualsiasi credo, qualsiasi ideologia.</p>
<p>Ma nella società odierna, tutto ciò che appartiene all&#8217;interiore è ormari superficializzato, ridicolizzato, pervertito. E se qualcuno ci augura di ricevere una benedizione dal Divino&#8230; ecco che viene immediatamente classificato come fanatico religioso.</p>
<p>A me ieri questo non è successo; e quando mi sono guardato dentro per capire come mai, ho scoperto che dipendeva da quello che nelle parole di quell&#8217;uomo era vibrato.</p>
<p>Ossia una profonda connotazione spirituale (e non religiosa) della sua visione del mondo.</p>
<p>La differenza, come la chiamerebbe il Signor Di Terlizzi, in quest&#8217;uomo era palpabile. Non una religione, non una fanatica aderenza a qualche movimento ideologico o spirituale: no, solo una tranquilla, pacata e dolce consapevolezza di un mondo oltre alla materia.</p>
<p>Ecco perchè la sua benedizione, anche se usata come saluto, mi ha scaldato il cuore.</p>
<p>Perchè proveniva da un essere umano.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
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		<title>Dipendenza da cibo. Viene provocata allo stesso modo di quella da fumo.</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 11:24:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità: commenti e visione personale]]></category>
		<category><![CDATA[La Ricerca della Verità]]></category>
		<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Emozioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Devo dire che c&#8217;ero arrivato qualche anno fa, osservando quanto i bambini amino i cibi sempre più saporiti e sempre meno quelli naturali: mia zia faceva una fatica bestiale a far mangiare un passato di verdura a mio cugino di 10 anni, perchè per lui non sapeva di nulla.
In questo articolo del Corriere di oggi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francescoamato.com/blog-source/wp-content/spezie_B1-180x140.jpg" rel="lightbox[9933]"><img class="alignleft size-full wp-image-9934"  src="http://www.francescoamato.com/blog-source/wp-content/spezie_B1-180x140.jpg" alt="spezie_B1--180x140" width="300" height="233" title="Franz Blog: spezie B1 180x140" /></a>Devo dire che c&#8217;ero arrivato qualche anno fa, osservando quanto i bambini amino i cibi sempre più saporiti e sempre meno quelli naturali: mia zia faceva una fatica bestiale a far mangiare un passato di verdura a mio cugino di 10 anni, perchè per lui non sapeva di nulla.</p>
<p>In <a href="http://www.corriere.it/salute/10_giugno_14/cibi-arricchiti-creano-dipenenza_79841a12-77a0-11df-9d1c-00144f02aabe.shtml" target="_blank">questo articolo </a>del Corriere di oggi, si parla di come la struttura del gusto dei cibi odierni venga costruita a tavolino, per renderli sempre più graditi ad un palato che ormai, quantomeno nella media, non riesce più a distinguere tra ciò che, pur buono al sapore, fa un gran male al corpo e ciò che, avendo un sapore più delicato, risulta meno evidente al gusto ma produce invece un effetto sano sul corpo.</p>
<p>Credo che però l&#8217;articolo in questione abbia tralasciato un aspetto: quello emotivo; aspetto che, alla fine, è il solo responsabile della dipendenza in ogni campo.</p>
<p>Noi siamo continuamente super stimolati da fattori sensoriali sempre più forti. Lo si vede nel tipo di film che ha più successo, ad esempio, dove l&#8217;effetto speciale ha sempre più spesso il ruolo del leone nel successo di una pellicola.</p>
<p>Ma anche nella musica dove, soprattutto per quello che riguarda i giovani e giovanissimi, conta sempre di meno l&#8217;armonia e sempre di più il numero di watt sparati direttamente nel ventre.</p>
<p>E&#8217; una questione molto simile all&#8217;effetto delle droghe pesanti come l&#8217;eroina. Questa ad esempio, fomenta una iperproduzione di recettori in risposta all&#8217;invasione degli alcaloidi iperconcentrati della droga.</p>
<p>In assenza della sostanza che ne ha stimolato l&#8217;iperproduzione, i recettori &#8220;disoccupati&#8221; generano una richiesta proprio di quella sostanza che ne stimola l&#8217;ulteriore produzione, stabilendo così il circolo vizioso della dipendenza sempre crescente.</p>
<p>Nell&#8217;emotivo la cosa non cambia di molto. Anche le strutture emotive sono dotate dei loro &#8220;recettori&#8221; e anche questi possono assuefarsi a stimoli sempre meno raffinati ma più potenti, dimenticando così, ad esempio, la raffinatezza ed il piacere che possono provenire dall&#8217;ascolto di un brano di archi, preferendo il piacere più rozzo ma più &#8220;fisico&#8221; di una cassa a quattro sparata a 120.000 watt direttamente nello stomaco.</p>
<p>Lo stesso fenomeno vale quindi per lo stimolo prodotto dal cibo. Avete mai fatto caso che più si mangia salato, più sale si metterebbe? Questo non è dovuto solo ad un fattore fisico, che rappresenta solo una piccola parte del meccanismo di dipendenza, quanto dall&#8217;effetto &#8220;appagante&#8221; di un cibo più saporito sul nostro emotivo, alla ricerca di stimoli sempre più forti.</p>
<p>C&#8217;è chi sfoga questa ricerca andando verso imprese adrenaliniche come gare estreme e sport pericolosi ma anche quelli cui anche questo livello di adrenalina non basta. E spuntano, ad esempio, i serial killer.</p>
<p>Abbiamo due effetti concomitanti: da un lato la ricerca del piacere che, come ho detto in altri articoli, è la tendenza più profonda dell&#8217;essere umano. Dall&#8217;altra gli stimoli sempre più forti a cercare lo stesso piacere in attività o sostanze che però ne snaturano il senso e che non hanno più alcun collegamento con un principio reale, ma ne rappresentano la perversione a scopo di lucro.</p>
<p>In buona sostanza, tutta la società è ormai fortemente impregnata di questo continuo tentativo di aumentare il bisogno di piacere, al solo ed unico scopo di vendere di più.</p>
<p>Come ovviare? Può non essere semplicissimo, perchè il condizionamento alla rozzezza, alle emozioni sempre più violente e meno raffinate, è qualcosa che ci accompagna fin dalla culla. Ma, a parte la difficoltà iniziale, se si intraprende un percorso di progressiva, lenta ma continua &#8220;purificazione&#8221; emotiva, allora si vedrà che improvvisamente il piacere che prima traevamo da cibi di un certo tipo, piuttosto che non musica, immagini o anche sentimenti di un certo livello, lasceranno il posto alla ricerca di aspetti più raffinati della vita.</p>
<p>La ricerca del bello passa proprio da questo fattore: dalla progressiva disintossicazione da quei fattori che invece ci portano ad apprezzare cose che di buono o bello hanno in realtà ben poco.</p>
<p>Per ora mi fermo qui, ma nei prossimi post mi piacerebbe parlare proprio di questo aspetto: la purificazione.</p>
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		<title>Franz su Sky per parlare di &#8220;Kesa&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 05:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ricerca della verità]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche tempo, chilo e centimetro di capelli fa abbiamo registrato un&#8217;intervista per &#8220;Parliamo di&#8230;&#8221;, un programma di Sky a cura di Giuliano Gallerini, condotto da una mia omonima, Conny Amato. L&#8217;argomento era il mio romanzo e in senso lato la Ricerca della Verità
Un&#8217;esperienza molto piacevole, per essere una &#8220;prima volta&#8221;. Eccola qui&#8230;

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche tempo, chilo e centimetro di capelli fa abbiamo registrato un&#8217;intervista per <a href="http://www.gicox.com/parliamo_di.html" target="_blank">&#8220;Parliamo di&#8230;&#8221;</a>, un programma di Sky a cura di <a href="http://www.gicox.com/giuliano_gallerini.html" target="_blank">Giuliano Gallerini</a>, condotto da una mia omonima, <a href="http://www.gicox.com/conny_amato.html" target="_blank">Conny Amato</a>. L&#8217;argomento era il mio romanzo e in senso lato la Ricerca della Verità</p>
<p>Un&#8217;esperienza molto piacevole, per essere una &#8220;prima volta&#8221;. Eccola qui&#8230;</p>
<p><object width="640" height="480"><param name="movie" value="http://www.dailymotion.com/swf/xdo9ix" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><embed src="http://www.dailymotion.com/swf/xdo9ix" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="640" height="480"></embed></object></p>
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		<title>Questa crisi non è solo economica!</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 10:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Attualità: commenti e visione personale]]></category>
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		<description><![CDATA[Dovrebbe essere quantomeno evidente: la crisi che sta colpendo l&#8217;Italia non è solo un effetto locale. Benchè ci sia una notevole omertà anche all&#8217;estero (presumo che per una volta i media pubblici abbiano deciso di non soffiare sul fuoco), le difficoltà economiche stanno travolgendo l&#8217;intera società umana.
A ben guardare però, il periodo è molto oscuro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francescoamato.com/blog-source/wp-content/080110-bushmangiailgatto.jpg" rel="lightbox[9914]"><img class="alignleft size-full wp-image-9915"  src="http://www.francescoamato.com/blog-source/wp-content/080110-bushmangiailgatto.jpg" alt="Francesco Franz Amato Questa crisi non è solo economica!" width="300" height="232" title="Franz Blog: 080110 bushmangiailgatto" /></a>Dovrebbe essere quantomeno evidente: la crisi che sta colpendo l&#8217;Italia non è solo un effetto locale. Benchè ci sia una notevole omertà anche all&#8217;estero (presumo che per una volta i media pubblici abbiano deciso di non soffiare sul fuoco), le difficoltà economiche stanno travolgendo l&#8217;intera società umana.</p>
<p>A ben guardare però, il periodo è molto oscuro da tutti i punti di vista. Fateci caso: disastri ambientali, terremoti, esplosioni di violenza e una dilagante, terribile mancanza di profondità in qualunque aspetto della vita.</p>
<p>Se la crisi economica sta colpendo l&#8217;occidente infatti, il resto del mondo non se la passa comunque bene. La povertà endemica di tre quarti della popolazione del pianeta, cosa di cui ci si guarda bene dal parlare, è in aumento. Le malattie croniche, i tumori, le infezioni, la fanno sempre più da padroni.</p>
<p>Metà del mondo rischia di morire di fame, e della metà rimanente un quarto si ammala gravemente.</p>
<p>La tensione sociale nel bacino del mediterraneo è in costante aumento, la violenza e la criminalità sono sempre più organizzate mentre i governi marciano a passo sempre più serrato verso il soffocamento di ogni dignità e libertà personale.</p>
<p>Ovunque ci si giri la politica non mostra neppure uno di quei governanti illuminati che nella storia del mondo hanno di quando in quando segnato un&#8217;epoca.</p>
<p>Ma non è questo quello che dovrebbe preoccupare, nonostante sia un insieme di problemi autoalimentati di profonda gravità.</p>
<p>Quello che dovrebbe davvero far rizzare i capelli in testa è la sempre più grave mancanza di desiderio verso qualsivoglia forma di interiorità.</p>
<p>Se è vero infatti che una malattia, la povertà o grossi problemi economici portano ad una vita infame o ad una morte infausta, è anche vero che il progressivo quanto sempre più veloce allontanamento degli esseri umani da una visione di ricerca del vero, non può che trascinare sempre più l&#8217;umanità intera nel baratro dell&#8217;ignoranza, dell&#8217;impossibilità e di una vita completamente snaturata, priva di valori e, di conseguenza, vuota.</p>
<p>Basta guardarsi attorno, per rendersene conto: fonti di informazione completamente asservite al potere di pochi, multinazionali che arrivano ad influenzare governi al punto da fargli emettere leggi del tutto dannose nei confronti della popolazione, governanti che fanno di tutto per togliere alle persone il diritto di parola, religioni che hanno completamente perso la strada e il lume della ragione&#8230;</p>
<p>C&#8217;è una tensione sociale che si taglia col coltello, ma le persone sembrano non rendersene conto. Come in molti altri aspetti della vita quotidiana, l&#8217;inconsapevolezza sempre più pronunciata impedisce alla quasi totalità della popolazione di rendersi conto che la natura umana viene sempre più snaturata, pervertita, resa inutile e vuota di ogni significato.</p>
<p><span id="more-9914"></span></p>
<p>La continua corsa verso l&#8217;effimero fa sempre più dimenticare la mancanza dell&#8217;essenziale.</p>
<p>Non credo che questo andazzo potrà proseguire ancora molto. Qualche anno, forse. Perchè esiste un limite a quanto si può comprimere l&#8217;essenza di un essere umano. A quanto si può defraudarlo della sua dignità, della sua libertà e della sua natura più intima.</p>
<p>La vera crisi deve ancora arrivare. Solo che quando arriverà rischia di essere così violenta e così repentina, da sovvertire completamente tutto quanto.</p>
<p>Non occorrono i Maya, Nostradamus o qualunque altro profeta per comprendere che ci stiamo avvicinando a passi lunghi e ben distesi verso un punto di rottura.</p>
<p>Cosa ci sia dall&#8217;altra parte di detto punto, non mi riesce proprio di immaginarlo, se non che non sarà di certo qualcosa di piacevole.</p>
<p>Giunti a questo punto, il mio personale pensiero è che sia ormai inevitabile uno shock, un evento in qualche modo su scala planetaria, che porrà la parola fine all&#8217;attuale precipizio di tutti i valori &#8220;veri&#8221; nel dimenticatoio.</p>
<p>Altrettanto ritengo che sia compito di ognuno scegliere quale strada continuare a calcare: se quella autodistruttiva, fuorviante e negativa della rincorsa a tutto ciò che non ha alcun senso, oppure anche solo iniziare, o proseguire con maggior forza, in quella della ricerca di valori più veri, in barba a ciò che questo mondo ormai completamente impazzito vorrebbe farci credere.</p>
<p>A questo punto credo che la differenza davvero conti.</p>
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		<title>Del sesso giovanile&#8230; il seguito</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 13:05:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nello scorso post ho lasciato in sospeso un&#8217;analisi delle cause possibili per l&#8217;attuale, soverchiante superficializzazione che inficia il mondo del sesso.
Già in passato scrissi qualcosa al riguardo, in un post intitolato &#8220;Superficializzare per sovvertire: il sesso&#8221; ma oggi desidero approfondire quanto già detto.
Il termine &#8220;sesso&#8221;, come molti altri vocaboli della nostra epoca, si porta dietro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francescoamato.com/blog-source/wp-content/Lava_4_exploding.jpg" rel="lightbox[9882]"><img class="alignleft size-full wp-image-9884"  src="http://www.francescoamato.com/blog-source/wp-content/Lava_4_exploding.jpg" alt="Francesco Franz Amato Del sesso giovanile... il seguito" width="300" height="297" title="Franz Blog: Lava 4 exploding" /></a>Nello <a href="http://www.francescoamato.com/blog/2010/06/09/del-sesso-giovanile-ma-anche-no/" target="_blank">scorso post </a>ho lasciato in sospeso un&#8217;analisi delle cause possibili per l&#8217;attuale, soverchiante superficializzazione che inficia il mondo del sesso.</p>
<p>Già in passato scrissi qualcosa al riguardo, in un post intitolato &#8220;<a href="http://www.francescoamato.com/blog/2009/03/30/superficializzare-per-sovvertire-il-sesso/" target="_blank">Superficializzare per sovvertire: il sesso</a>&#8221; ma oggi desidero approfondire quanto già detto.</p>
<p>Il termine &#8220;sesso&#8221;, come molti altri vocaboli della nostra epoca, si porta dietro una marea di significati emotivi, che nulla hanno a che vedere con il concetto in sé.</p>
<p>Già solo pensare la parola &#8220;sesso&#8221;, produce un certo processo all&#8217;interno della mente e, subito dopo, in misura direttamente dipendente dal livello di concentrazione su questo argomento, modifiche fisiche.</p>
<p>Per parafrasare Matrix &#8220;già vedo precursori chimici anticipare la reazione emotiva da cui seguirà l&#8217;ovvia conseguenza fisica&#8221;. In altre parole, questo è un mondo di arrapati/e, per cui basta nominare il sesso che subito, a livello conscio o inconscio, scattano immagini mentali, più o meno mainfeste, di scene erotiche.</p>
<p>Il sesso fisico non è solo &#8220;accoppiamento&#8221;, non è solo piacere. E&#8217; solo una delle tante possibili manifestazioni di una tendenza globale di questo universo: uni-versum; verso l&#8217;uno. La tendenza all&#8217;unità è qualcosa di geneticamente codificato nella struttura stessa della realtà in cui ci troviamo.</p>
<p>Ma senza andare a scomodare principi di cosmogonia, credo di poter affermare qualcosa che ognuno, intuitivamente, può riconoscere come vera; vale a dire, l&#8217;energia sessuale è una delle manifestazioni più forti dell&#8217;energia in senso lato. Forse la più forte in assoluto. L&#8217;energia sessuale è il motore dell&#8217;Universo, proprio perchè tende a far collabire gli opposti, a fondere ciò che è separato.</p>
<p>Il sesso inteso in senso fisico è una &#8220;riduzione&#8221; simbolica di ciò che è realmente un rapporto sessuale. E un rapporto sessuale, considerato da un punto di vista un po&#8217; meno superficiale, è l&#8217;incontro di due interiori.</p>
<p>Un&#8217;energia fortissima, per un motore che, da solo, può portare a incredibile vette realizzative, quando penetrato e praticato in Conoscenza e Potere.</p>
<p>Dato che quest&#8217;energia è così forte, è logico che il semplice tentativo di castrarla non può che portare a conseguenze imprevedibili e molto gravi su tutti i piani: sociale, spirituale, interiore e così via.</p>
<p>Il fatto che in quasi tutte le religioni monoteiste il sesso venga regolamentato, non parte da un principio negativo, al contrario. Questo perchè l&#8217;energia sessuale, così potente e così intensa, può essere comodamente utilizzata per fini che con l&#8217;evoluzione non hanno nulla a che vedere. In altre parole, l&#8217;utilizzo sbagliato di questa energia può portare a &#8220;involuzione&#8221; anzi che ad &#8220;evoluzione&#8221;.</p>
<p><span id="more-9882"></span></p>
<p>La regolamentazione del sesso da parte della religione e, di conseguenza, da parte degli organi societari responsabili per la civiltà nelle varie epoche, ritengo avesse quindi un fine di prevenzione da atti involutivi, perpetrati più o meno consapevolmente.</p>
<p>Ma l&#8217;uomo ama fare casino, per cui, con il passare dei secoli, le varie religioni e, con esse, la società, si sono persi per strada le motivazioni originali, rimanendo con in mano esclusivamente&#8230; la castrazione.</p>
<p>Questa castrazione, basata appunto su principi morali ormai del tutto iniqui, ha distratto completamente da un sentire più profondo, indispensabile per una corretta concezione di ciò che in realtà un rapporto sessuale rappresenta.</p>
<p>Ma la politica, parallelamente non strutturata in modo corretto, ha preso la palla al balzo e ha seguito la tendenza, per ben altro motivo.</p>
<p>Controllare il sesso, portare gli esseri umani a non vederne la vera potenzialità evolutiva, significa evitare l&#8217;accesso degli stessi esseri sia alla conoscenza vera dell&#8217;energia sessuale, che alle possibilità che l&#8217;uso corretto di questa energia può conferire.</p>
<p>Ma dato che la pulsione sessuale, proprio perchè inscritta nel DNA dell&#8217;universo, non può essere castrata senza conseguenze negative, ecco che il modo migliore per introdurne un certo controllo è&#8230; esattamente l&#8217;opposto: spingere l&#8217;umanità ad una concezione sempre più materialistica e del tutto spoglia di ogni conoscenza di ciò cui può portare un corretto utilizzo dell&#8217;energia sessuale.</p>
<p>Da qui viene, secondo me,  la tendenza odierna, molto aiutata dal naturale evolversi della storia, a rendere tutto ciò che riguarda il sesso sempre più superficiale da un lato, oppure sempre più &#8220;proibito&#8221; dall&#8217;altro.</p>
<p>Due modi di rendere indisponibile alle masse tutto ciò cui potrebbe portare una corretta visione sessuale e una vera, profonda conoscenza dei principi ad essa connessi.</p>
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		<title>Del sesso giovanile&#8230; ma anche no.</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 11:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa strana epoca fa vedere veramente di tutto e il contrario di tutto.
Tra adolescenti e giovani adulti i rapporti sessuali sono spinti oppure non ci sono proprio. Ci sono quelli che praticano solo sesso orale, quelli che trombano alla grande, quelli che così così&#8230;
Ma ad ascoltarli, pare che raramente si trovi qualcuno disposto a parlare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francescoamato.com/blog-source/wp-content/am.jpg" rel="lightbox[8933]"><img class="alignleft size-full wp-image-9837"  src="http://www.francescoamato.com/blog-source/wp-content/am.jpg" alt="Francesco Franz Amato Del sesso giovanile... ma anche no." width="300" height="225" title="Franz Blog: am" /></a>Questa strana epoca fa vedere veramente di tutto e il contrario di tutto.</p>
<p>Tra adolescenti e giovani adulti i rapporti sessuali sono spinti oppure non ci sono proprio. Ci sono quelli che praticano solo sesso orale, quelli che trombano alla grande, quelli che così così&#8230;</p>
<p>Ma ad ascoltarli, pare che raramente si trovi qualcuno disposto a parlare con loro di questi argomenti. E il risultato, purtroppo, si vede.</p>
<p>E&#8217; vero; questa era favorisce la superficialità, la materialità in modo spietato. I giovani adulti che si cimentano nelle prime esperienze sessuali a volte fanno le cose sul serio. Molte altre, molte di più, a dar retta ai vari servizi e statistiche, le cose le fanno per gioco. O per commercio.</p>
<p>Ma non starei a fare una grande distinzione tra giovani e meno giovani in questo; credo che la differenza, in termini percentuali, sia minima.</p>
<p>Per quel poco che ho potuto ascoltare, infatti, neppure il mondo degli adulti si dedica con più di tanta cognizione di fatto a quell&#8217;attività che, in fondo ma neppure tanto, rappresenta una delle più potenti porte per l&#8217;essere umano, che sia alla ricerca del piacere o di se stesso, poco importa, data la concomitanza delle due cose.</p>
<p>&#8220;Fare sesso&#8221;. Che strano modo di dire per parlare della fusione di due esseri. Certo, non per chi pensa il sesso in modo poco più che animalesco. Per molti &#8220;fare sesso&#8221; ha un significato un po&#8217; più elevato, coincidente con &#8220;fare all&#8217;amore&#8221;.</p>
<p>Però pochi pensano in termini di &#8220;essere sesso&#8221;, &#8220;essere amore&#8221;. Forse per questo, solo pochissimi riescono a trasmettere ai propri figli una visione diversa.</p>
<p>Oggi credo che sia per lo più perduta la concezione dell&#8217;atto sessuale come un modo per toccare e farsi toccare profondamente, all&#8217;interno, da un altro essere umano.</p>
<p>Il rapporto occasionale, la &#8220;botta&#8221; in ascensore, che pur potrebbero avere un significato profondo, nonostante la brevità dell&#8217;incontro, assurgono alla stessa dignità di un hamburger consumato in fretta da Mc Donald&#8217;s.</p>
<p>Ma quando un po&#8217; di consapevolezza riesce a far capolino tra le nere nubi del materialismo più sfrenato, ecco che scatta la paura. Paura di quell&#8217;unione profonda che, anche in un solo istante, può mettere letteralmente in comunione due universi.</p>
<p>Un&#8217;intera branca del sapere tra i più antichi al mondo riconosce insegnamenti e contenuti di una profondità veramente incommensurabile all&#8217;unione sessuale.</p>
<p>Ma anche senza andare più in là di due dita dal proprio naso, non sarebbe così difficile trovare quanta energia, profondità e magia possono scaturire da un rapporto sessuale.</p>
<p>Quanto sia possibile aprirsi e lasciar entrare e per contro entrare e tuffarsi nel mondo altrui, così alieno e meraviglioso.</p>
<p>Basterebbe semplicemente amare.</p>
<p>Ma poi ci sono i sensi di colpa, la morale, la religione, il lavoro, il blackberry e l&#8217;iPhone, qualunque cosa in questa società sembra sempre intromettersi tra due esseri che vogliono davvero toccarsi.</p>
<p>E&#8217; così che accade.</p>
<p>Ma non per caso.</p>
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		<title>Uno stato di coscienza: QUELLO stato di coscienza &#8211; By Andrea</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 05:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Grosso</dc:creator>
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		<category><![CDATA[La Ricerca della Verità]]></category>
		<category><![CDATA[armonia]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
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		<description><![CDATA[Esiste uno stato di coscienza  caratterizzato da armonia, senso di unità in se stessi e con l&#8217;ambiente, gioia e calma lucidità.
I mistici lo chiamano “stato di grazia”, gli sportivi “la zona”, gli psicologi “stato di flow”.
Lo si può anche definire “meditazione”, o “stato naturale”.
Almeno una volta nella vita ogni essere umano lo ha vissuto.
Davanti ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.francescoamato.com/blog-source/wp-content/felicità.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9833" title="felicità" src="http://www.francescoamato.com/blog-source/wp-content/felicità.jpg" alt="Francesco Franz Amato Uno stato di coscienza: QUELLO stato di coscienza   By Andrea" width="300" height="416" /></a>Esiste uno stato di coscienza  caratterizzato da armonia, senso di unità in se stessi e con l&#8217;ambiente, gioia e calma lucidità.</strong></p>
<p>I mistici lo chiamano “stato di grazia”, gli sportivi “la zona”, gli psicologi “stato di flow”.</p>
<p>Lo si può anche definire “meditazione”, o “stato naturale”.</p>
<p>Almeno una volta nella vita ogni essere umano lo ha vissuto.</p>
<p>Davanti ad un tramonto, guardando un cielo stellato, oppure in un gesto consapevole, in uno sguardo, in una parola detta o sentita o in un abbraccio.</p>
<p><strong>Un momento magico, in cui il tempo si dilata, ed è un momento perfetto.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Dietro la ricerca di un successo professionale, o di più soldi, o di più amici.</p>
<p>Dietro le sudate fatte per stare in forma, o per piacere agli altri.</p>
<p>Dietro ogni sforzo, si cela la ricerca di questo stato.</p>
<p>E&#8217; un istante in cui, finalmente e realmente, si è felici.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Dietro ogni ricerca si cela la ricerca della felicità.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Questo stato può essere cercato, coltivato, mantenuto, e reso stabilmente presente.</p>
<p>Lungo e complesso è il percorso per capire cosa significhi essere felici,  trovare strumenti efficaci per ottenere questo stato di coscienza e il coraggio e la determinazione per utilizzarli davvero.</p>
<p><strong>Ma, essenzialmente, essere felici è semplice: basta non aver paura ed aprirsi alla vita.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Qualcuno pensa che i soldi facciano la felicità, oppure che per essere felici occorre avere successo in campo professionale, o avere vicino persone speciali, o essere in salute oppure che saremo felici quando ci sarà un mondo migliore.</p>
<p>Ma si potrebbe capovolgere queste credenze per arrivare ad un principio quantomeno rivoluzionario:</p>
<p><strong>è dalla felicità che scaturisce il successo, la ricchezza, ottime relazioni, salute e la possibilità di contribuire ad un mondo migliore.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Non sono il primo né l&#8217;unico a pensarlo.</p>
<p><strong>Il primo scopo della vita è  vivere davvero.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Essere vivi è uno stato di grazia, uno stato di coscienza che possiamo arrivare a sperimentare.</strong></p>
<p><strong>Ogni altra conquista deriva spontaneamente da questa.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L&#8217;eccellenza e il successo sono, innanzitutto, questo stato di coscienza.</p>
<p>Vitalità, carisma, presenza, empatia. Qualità contenute, in potenza, all&#8217;interno di ognuno.</p>
<p>Ed ogni persona ha la possibilità di raggiungere il successo, qualunque cosa rappresenti per ognuno questa parola.</p>
<p><strong>Conosci te stesso, trova la felicità che scaturisce naturalmente dal tuo essere.</strong></p>
<p><strong>Il resto verrà di conseguenza.</strong></p>
<p><strong>Questa è l&#8217;essenza, il cuore, il segreto, il mezzo e il fine di ogni via per lo sviluppo del potenziale umano.</strong></p>
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		<title>Vivere a 22 gradi costanti</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 09:50:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sembra che sia il mantra dell&#8217;essere umano occidentale, come se il DNA si fosse modificato nel corso del tempo in modo che si sia sempre più predisposti alla totale meccanicità.
In autunno basta che ci siano pochi gradi in meno e scatta l&#8217;accensione del riscaldamento. In estate, idem dall&#8217;altra parte. Al primo caldo minimamente significativo&#8230; ZAC! [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francescoamato.com/blog-source/wp-content/18388509.jpg" rel="lightbox[9820]"><img class="alignleft size-full wp-image-9821"  src="http://www.francescoamato.com/blog-source/wp-content/18388509.jpg" alt="Non siamo pinguini!" width="300" height="200" title="Franz Blog: 18388509" /></a>Sembra che sia il mantra dell&#8217;essere umano occidentale, come se il DNA si fosse modificato nel corso del tempo in modo che si sia sempre più predisposti alla totale meccanicità.</p>
<p>In autunno basta che ci siano pochi gradi in meno e scatta l&#8217;accensione del riscaldamento. In estate, idem dall&#8217;altra parte. Al primo caldo minimamente significativo&#8230; ZAC! Via di aria condizionata!</p>
<p>L&#8217;uomo non è nato per vivere solo a 22 gradi! C&#8217;è una cosa che si chiama sudore e un&#8217;altra chiamata calore interno, entrambe messe lì apposta per permettere al corpo di adattarsi a intervalli di temperature esterne anche molto dilatati.</p>
<p>Ieri ero in palestra. C&#8217;era caldo, è vero, ma nulla di particolare. Forse ci saranno stati 26 gradi&#8230; un po&#8217; di umidità, ma con le finestre aperte era del tutto sostenibile. Eppure ho sentito un sacco di gente sbuffare e lamentarsi &#8220;per il caldo insopportabile&#8221;.</p>
<p>E che sarà a Luglio o Agosto, quando veramente il calore e l&#8217;umidità si faranno poco gradevoli?</p>
<p>Più passa il tempo e più la gente tende a discostarsi dalla capacità di adattarsi alle situazioni, non solo quelle meteo. Eppure l&#8217;aria condizionata è quanto di più nocivo ci sia tra i cosiddetti comfort moderni.</p>
<p>Senza andare agli estremi limiti, possiamo vivere tranquillamente con qualche grado in più o in meno all&#8217;esterno, e così si è sempre fatto, fino a pochi anni fa. Ma l&#8217;uomo moderno non accetta più neppure una piccola variazione di temperatura.</p>
<p>Il freddo non è qualcosa da assaporare, ovviamente entro certi limiti, ma uno spauracchio per la salute. Il sudore non è una cosa naturale, ma un effetto collaterale  da evitare a tutti i costi.</p>
<p>Eppure io diffido istintivamente di chi non suda. Chi non suda non comunica. Il sudore, così come le lacrime, sono qualcosa che proviene dall&#8217;interno, un indice di apertura verso il mondo, di disponibilità alla comunicazione e, last but not least, di spontaneità.</p>
<p>E poi basta con &#8217;sta storia che se uno suda, poi puzza: gente&#8230; lavatevi! E usate il deodorante per le ascelle. Ce ne sono di ottima qualità che non fanno male alla pelle e non macchiano i vestiti!</p>
<p>Certo che nelle nostre città, se uno suda e poi entra in qualunque locale pubblico d&#8217;estate&#8230; rischia la broncopolmonite!</p>
<p>Vallo a far capire ai negozianti, che se fuori ci sono 35 gradi e loro ne tengono anche solo 25 in negozio, quando uno entra si becca uno sbalzo mostruoso tra esterno e interno, per giunta in un momento in cui il corpo sta proprio emettendo sudore, e quindi si trova in una condizione di minor difesa nei confronti dei vari agenti patogeni.</p>
<p>Ci sono tanti condizionamenti cui siamo sottoposti. Quello della temperatura e del volerla sempre mantenere costante non è di certo il peggiore, ma è ugualmente un indice.</p>
<p>Un segno inequivocabile di quella tendenza all&#8217;immobilità a cui tutto sembra farci convergere negli ultimi tempi.</p>
<p>La sicurezza; è sempre quello lo spauracchio. Cerchiamo la sicurezza, vogliamo essere certi di non soffrire, di non ammalarci, di non sbagliare, di non morire.</p>
<p>L&#8217;ho detto tante e tante volte: instillare il bisogno di sicurezza è la principale strategia per controllare le masse. Più avranno paura di ciò che può accadere e più delegheranno volentieri la propria libertà in cambio di, appunto, sicurezza.</p>
<p>Ma in questo modo, l&#8217;unica certezza che si riuscità a raggiungere sarà quella di essere morti ancor prima di nascere.</p>
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