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Archivi per la categoria ‘Attualità: commenti e visione personale’

Mettere in ordine i propri pensieri

Francesco Franz Amato Mettere in ordine i propri pensieriL’esercizio della scrittura non è solamente espressione o racconto. E’ anche un modo per mettere ordine trai propri pensieri.
Non è infatti semplicissimo disciplinare la parte della mente deputata appunto al pensiero.

I concetti si arrotolano, si inframmezzano a considerazioni e verbalizzazioni trasversali si interrompono e riprendono, a volte perdendo a volte alterando il proprio corso e il proprio senso. Ma soprattutto il pensiero è volatile, e si disperde.

Scrivere è un ottimo esercizio. Permette di vedere il proprio pensiero nero su bianco, lì davanti. Allora non può più mentire, trasformarsi, farsi dimenticare. E’ costretto a fornire traccia di se’, allineamento logico e consecutio.

E a quel punto, rimane. E’ una cosa che hai pensato e che hai scritto, un argomento affrontato, una sequenza logica percorsa. Una traccia che ti verrà utile in una discussione, o in un momento di confronto.

Allora quelle parole scritte saranno già state poste nero su bianco e il ragionamento già eseguito. Nell’istante di crisi o difficoltà, più difficilmente si dimenticherà ciò che si voleva dire, o il passaggio chiave del ragionamento.

Saper mettere ordine nei propri pensieri è importante. Anche quando sono destinati a rimanere esclusivamente nostri.

Fare

Francesco Franz Amato FareDomanda: “Che lavoro fai?”

Risposta: “Sono un venditore”

Domanda fatta un milione di volte, risposta data altrettante (al di là del termine “venditore”, avrei potuto scrivere commercialista, alpinista o qualsiasi altra professione)

Eppure in questo classico scambio è contenuta una delle più grandi fregature dei nostri tempi.

La domanda infatti usa il verbo “fare”. La risposta, invece, il verbo “essere”.

Ma fare una cosa non significa essere quella cosa.

O meglio, non dovrebbe. Però, nella stragrande maggioranza dei casi, è proprio così. Si chiama “identificazione”, un fenomeno che accade quando si perde se’ stessi, seppur in misure diverse.

L’essere umano odierno è molto identificato con il proprio lavoro. Al punto che la risposta data sopra non è affatto rara, anzi.

E non è solo questione di uso improprio dell’italiano; è realmente un “lapsus linguae” che rivela una verità molto profonda ed altrettanto triste della nostra era: l’identificazione della propria vita con il lavoro che si svolge per guadagnare denaro.

Il che, la dice tutta.

La propria vita, essere, non ha nulla a che vedere con ciò che si fa. Noi non siamo le nostre azioni. Teoricamente potremmo essere vivi senza fare alcuna azione.

Anzi, guarda caso, è proprio una di quelle cose che tutte le discipline e le filosofie più antiche sostengono.

“Essere o avere” un titolo di Erich Fromm che, parafrasato nel nostro caso suonerebbe come “Essere non è fare”.

Ma l’essere umano oggi è così dimentico di ciò che potrebbe essere, se solo se ne accorgesse, che si perde nel fare.

Così facendo, perde il senso di se’ stesso al punto che, una volta cessato il fare e andato in pensione, rischia di morire.

E’ così abituato a essere ciò che fa che il non fare per lui significa “non essere”.

E quindi si ammala o addirittura muore.

Occorre essere per fare, in realtà. Altrimenti il nostro fare si riduce ad una vuota cessione del nostro tempo, il tempo della nostra vita, qualcosa che nessuno ci potrà mai dare o rendere, in cambio di denaro.

Il tempo, rendiamocene conto, è quello che è. Ogni volta che ne dedichiamo a qualcuno, quel tempo che era nostro è andato, finito. Nessuno ce lo potrà sostituire con altro tempo ancora da vivere. Anche se la stessa persona a cui l’abbiamo donato ce ne dedicherà a sua volta, questo non allungherà la nostra vita di un solo millisecondo.

Non sto dicendo di non fare, perchè nella nostra era è molto difficile (oltre che assurdo).

Sto dicendo che il tempo a nostra disposizione per “essere” non è infinito.

Cerchiamo di rendercene conto e di renderci conto che può fare solo chi è.

Chi non è, non fa.

Oppure fa a tutto vantaggio di qualcun altro.

Ecco la fregatura.

Quando arte e bellezza si incontrano… allora nasce la foto

…come questa qua sotto, trovata per caso in rete.

Francesco Franz Amato Quando arte e bellezza si incontrano... allora nasce la foto






























La direttiva sulla vivisezione: una vergogna europea!

Francesco Franz Amato La direttiva sulla vivisezione: una vergogna europea!A quanto pare ai primi di settembre, nel silenzio più totale, potrebbe essere emanata una nuova direttiva A FAVORE DELLA VIVISEZIONE.

Un’oscenità legislativa che permetterebbe a chi pratica questa ignobile attività di continuare a torturare e uccidere inutilmente centinaia di migliaia di animali nel nome di non si sa quale ricerca scientifica.

Tale direttiva, infatti, non solo non rende illegale la vivisezione e gli esperimenti sugli animali, ma addirittura consentirebbe di evitare l’obbligo ad usare metodi alternativi attualmente previsti.

Andate sul sito della LEAL (lotta europea alla vivisezione) e firmate la petizione!

C’è poco tempo da qui alla fine di Agosto e non so quante firme servano!

Cerchiamo di fermare questa porcata cosmica, ammesso che ci si riesca!

Questo post apparirà spesso da qui al 31 di Agosto, per cercare di contattare più persone possibili, quindi scusate fin d’ora la ripetitività.

Lo status symbol, una perversione della vera simbologia.

Francesco Franz Amato Lo status symbol, una perversione della vera simbologia.E’ la trappola in cui molti cadono: il simbolo che sostituisce l’essenza.

La tecnologia dovrebbe essere uno strumento per raggiungere un fine, un ausilio anche importante, ma sempre un mezzo. Invece negli ultimi anni, specialmente a livello consumer, viene spesso considerata il fine.

Possedere l’ultimo modello di iPhone, o l’auto più avanzata, dovrebbero essere uno strumento per il piacere o il lavoro, ma limitarsi a questo.

Invece la gran parte di coloro che acquistano tecnologia non lo fanno per servirsene, quanto per possederla.

E’ la solita, vecchia storia: se ho bisogno di un mezzo di trasporto, mi basta un’auto qualunque, non mi serve una ferrari.

Se ho bisogno di essere raggiungibile mi basta un telefono qualsiasi, non devo per forza possedere un iPhone infarcito di Apps del tutto inutili. Se ho bisogno di rilassarmi e mangiare, mi basta un buon ristorante, non devo per forza andare al Ritz di Parigi.

E’ una cosa chiamata identificazione quella che porta a volere a tutti costi qualcosa che non ci serve ma che noi crediamo ci rappresenti.

E’ proprio questo il concetto di “apparire”, quello nascosto dietro il termine “status symbol”.

E’ normale che una persona indossi dei simboli che ne rappresentano l’autorità o lo status all’interno di un’organizzazione. Questo è un concetto sanissimo, che credo sia diffuso praticamente in tutto l’universo.

Quello che non è normale è che il simbolo serva da solo a sancire la posizione di un individuo, senza che questa sia reale.

Mi spiego meglio con un esempio riduttivo.

Primo caso, quello sano: sono lo sceriffo quindi indosso una stella che permette anche a chi non mi conosce di capire che sono il rappresentante della legge.

Secondo caso, quello patologico: non sono un cazzo di nessuno ma vado in giro con un Rolex al polso perchè così la gente crede che io sia una persona importante.

E’ il concetto di “immagine” che sovvertte quello di simbolo.

Un simbolo serve appunto a “simboleggiare” qualcosa che esiste. Invece noi esseri umani facciamo in modo che un simbolo costruisca esso stesso ciò che non esiste.

Un simbolo può anche avere una sua essenza, essere una porta verso concetti, insegnamenti o stati di percezione. Può essere qualcosa che possiede un suo “potere” intrinseco cui può avere accesso chi ne entra in possesso.

Ma è sempre basato su qualcosa di reale, di esistente.

Noi invece siamo riusciti a fare in modo che qualcosa che non esiste acquisti una sua consistenza grazie ad un simbolo.

Da urlo, direi…

La direttiva sulla vivisezione: una vergogna europea

Francesco Franz Amato La direttiva sulla vivisezione: una vergogna europeaA quanto pare ai primi di settembre, nel silenzio più totale, potrebbe essere emanata una nuova direttiva A FAVORE DELLA VIVISEZIONE.

Un’oscenità legislativa che permetterebbe a chi pratica questa ignobile attività di continuare a torturare e uccidere inutilmente centinaia di migliaia di animali nel nome di non si sa quale ricerca scientifica.

Tale direttiva, infatti, non solo non rende illegale la vivisezione e gli esperimenti sugli animali, ma addirittura consentirebbe di evitare l’obbligo ad usare metodi alternativi attualmente previsti.

Andate sul sito della LEAL (lotta europea alla vivisezione) e firmate la petizione!

C’è poco tempo da qui alla fine di Agosto e non so quante firme servano!

Cerchiamo di fermare questa porcata cosmica, ammesso che ci si riesca!

Questo post apparirà spesso da qui al 31 di Agosto, per cercare di contattare più persone possibili, quindi scusate fin d’ora la ripetitività.

La gente non sa guidare… porca troia!

Francesco Franz Amato La gente non sa guidare... porca troia!…ed è per questo che mettono i limiti di velocità così bassi.

Me ne rendo conto, ma non posso fare a meno di pensare che se le persone avessero un’idea della guida un po’ diversa da “tenere in mano il volante mentre vai da qui a lì“, forse ci sarebbero meno incidenti e limiti più alti.

Ho sempre pensato che un limite di 130 all’ora in autostrada sia a dir poco ridicolo. E ne sono tutt’ora convinto.

Però poi mi sono reso conto che la maggior parte delle persone non ha assolutamente idea di cosa significhi guidare.

Me ne sono reso conto a furia di andare in giro in moto, cosa che consente di cogliere molti particolari in più rispetto a un’auto.

Nella fattispecie, parliamo di tutte quelle cose assurde che gli automobilisti riescono a fare invece che guidare.

A partire dall’uso del teleofono senza auricolare (cosa per cui andrebbero appesi per i coglioni), per continuare con la più grande collezione di atti inconsulti: leggere il giornale, truccarsi, consultare il computer sul sedile a fianco (giuro, ho visto fare anche questo…), farsi la barba, cambiarsi la camicia…

Ma tutto questo è nulla, se paragonato alla tecnica con cui le persone affrontano la guida.

Marce inserite praticamente a caso, freni inchiodati senza misura, inserimenti in curva a dir poco casuali, nessuna attenzione negli specchietti, per non parlare dell’uso delle frecce.

Cambi di corsia del tutto inutili e senza preavviso…

In compenso, il piede sull’acceleratore è sempre schiacciato a fondo corsa…

Per non parlare dell’assurdità di leggi come quelle che regolano il tipo di macchina che un giovane può guidare, in base al rapporto peso/potenza. Leggi che permettono ad un neopatentato di guidare un suv ma non una macchina normale, tipo una Golf.

Il problema delle auto non è la velocità. E’ l’idiozia di chi le guida. Idiozia mediamente ipersviluppata in Italia, purtroppo non di pari passo con la capacità tecnica di mantenere un’auto in strada.

Personalmente ritengo che la responsabilità sia da attribuire a leggi del tutto inique, volte, più che a garantire una certa perizia nella guida, a fornire un’autorizzazione formale senza nessuna garanzia ma in compenso molto lucrosa per lo stato.

Se i corsi di guida fossero veramente dedicati a formare i futuri autisti, comprenderebbero corsi di guida sicura, sul bagnato, sulla neve, ad alta velocità… comprenderebbero esercitazioni pratiche su tutto questo e altro.

Ad esempio su come frenare in emergenza, come evitare un ostacolo improvviso, come affrontare una curva in controsterzo e tante altre cosucce simpatiche.

Invece cosa ti insegnano a scuola guida? Come rispettare la segnaletica o come parcheggiare. Finita lì.

Col risultato che quando ti trovi in autostrada a 130 all’ora sul bagnato e la macchina ti parte di culo, non sai nemmeno da che parte cominciare a reagire e ti schianti.

Ma vaffanculo, va’!

La direttiva europea sulla vivisezione: una vergogna europea!

Francesco Franz Amato La direttiva europea sulla vivisezione: una vergogna europea!A quanto pare ai primi di settembre, nel silenzio più totale, potrebbe essere emanata una nuova direttiva A FAVORE DELLA VIVISEZIONE.

Un’oscenità legislativa che permetterebbe a chi pratica questa ignobile attività di continuare a torturare e uccidere inutilmente centinaia di migliaia di animali nel nome di non si sa quale ricerca scientifica.

Tale direttiva, infatti, non solo non rende illegale la vivisezione e gli esperimenti sugli animali, ma addirittura consentirebbe di evitare l’obbligo ad usare metodi alternativi attualmente previsti.

Andate sul sito della LEAL (lotta europea alla vivisezione) e firmate la petizione!

C’è poco tempo da qui alla fine di Agosto e non so quante firme servano!

Cerchiamo di fermare questa porcata cosmica, ammesso che ci si riesca!

Questo post apparirà spesso da qui al 31 di Agosto, per cercare di contattare più persone possibili, quindi scusate fin d’ora la ripetitività.

Una ricetta contro il caldo: verdure alla “brutto dio”

Francesco Franz Amato Una ricetta contro il caldo: verdure alla brutto dioIn questi periodi di caldo, spesso la gente si dimentica che esiste una cosa chiamata verdura.

Invece di ammazzarsi con pizze, bistecche, prosciutti e meloni vari, provate con quanto segue: il corpo vi rignrazierà sentitamente! (le dosi sono indicative per due persone, più o meno…)

Prendete due melanzane belle cicciotte e quattro succhine, lavatele e tagliate a fette.

Sbattete il tutto in vaporiera per circa mezz’ora, quindi trasferite in padella, aggiungendo un cucchiaio d’olio, concentrato di pomodoro (meglio se doppio),  abbondante basilico fresco, peperoncino e olive (poche).

Fate saltare la faccenda sul fuoco bello allegro, mescolando bene, fino ad ottenere una sorta di purea grossolana.

A fine cottura grattuggiate abbondante zenzero crudo (lo trovate tranquillamente al supermercato).

Lasciate raffreddare fino a temperatura tiepida e poi… sbafatevi il tutto.

E’ un piatto che sazia alla grande senza appesantire, ideale per la cena.

Inoltre non costa un cazzo e da’ un apporto calorico talmente ridotto che vi ritroverete anche a dimagrire, se lo consumerete spesso.

Buon appetito!

Buon Ferragosto a tutti

Eddai… riposiamoci almeno oggi!

Francesco Franz Amato Buon Ferragosto a tutti

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Kesa - alla fine della solitudine E' una storia d'amore, un po' strana, lo ammetto, ma tutti quelli che hanno letto il libro lo hanno trovato bello.

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