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Archivi per la categoria ‘Attualità: commenti e visione personale’

L’avviso di chiamata: un classico della cafoneria

Avviso di chiamata e cafoneria“Ciao come stai? “

“Bene e tu? Com’è andato il colloquio”

“Ma guarda… sai che non lo so? A me sembra bene, spero che mi richiamino, ultimamente sto avendo dei casini…”

“Aspetta! Ho un’altra chiamata in linea, resta lì, arrivo subito…”

Bip, bip… Bip, bip…

“Dicevamo? Ah, si… i casini; ancora? Perchè, cosa ti è successo?”

“L’ultima sfiga? Allora, ieri vado in banca e…”

“Oh, cazzo… aspetta, un altro che mi chiama…”

Bip, bip… Bip, bip…

“Scusa… eccomi allora, dicevi che sei andato in banca?”

“Si, mi ha chiamato il direttore per il mutuo. Ho saltato una rata e non me ne sono accorto…”

“Scusa, ho tizio che mi cerca sull’altra linea, a questo devo proprio rispondere, ti richiamo dopo ciaociaociaociaociao”

BipBipBip. Linea Chiusa.

Dopo cinque ore ti richiama lui

“Scusa, sai, era il cugino del fratello dello zio di mia moglie che voleva vendermi un aspirapolvere usato, sai, ne ho bisogno come il pane”

Pausa. Conti fino a dieci. Dall’altra parte evidentemente sorge un dubbio:

“Ci sei ancora?”

Conteggio inutile: ti esplodono i coglioni.

“Si, sono ancora qui. Sai che c’è di nuovo?”

“No, cosa?”

“C’è che mi hai rotto i coglioni, tu e i tuoi avvisi di chiamata. Vaffanculo!”

Click. Linea Chiusa.

Un telefono nuovo, 180 euro… con Mastercard. Una cena con tua moglie, 100 Euro… con Mastercard.

Mandare affanculo certa gente… non ha prezzo

Perchè gli spot pubblicitari sono diventati così brevi?

Francesco Franz Amato Perchè gli spot pubblicitari sono diventati così brevi?In principio era Carosello. Circa venti minuti di veri e propri cortometraggi, più o meno tre o quattro minuti l’uno.

Quattro o cinque anni fa la durata media di uno spot pubblicitario era di 30 secondi.

Oggi è ancora così, ma alcuni spot arrivano a durare 10 – 15 secondi al massimo.

Perchè?

Perchè chi fa pubblicità non è un idiota, ecco perchè.

Perchè quella del marketing è una vera e propria scienza, checchè se ne dica, e dietro quella scienza esistono ricerche, sondaggi e studi.

Studi che, tra le altre cose, rivelano quale sia la durata media dell’attenzione di un essere umano.

Ecco perchè gli spot durano sempre di meno. Perchè la nostra capacità di mantenere la concentrazione su qualcosa è sempre più scarsa.

Inutile cercare di far passare un messaggio in 30 secondi quando l’attenzione di chi guarda ne dura 15.

Questo è un segno dei tempi che cambiano.

Un segno nefasto, ma purtroppo estremamente reale!

Il Violino e la Tartare.

Francesco Franz Amato Il Violino e la Tartare.Qualche tempo fa, anzi, qualche anno fa, mi trovai quasi per caso in una panetteria al momento della preparazione dell’impasto.

Ero giovane allora, ma ugualmente rimasi colpito dalla magia che scaturisce nella preparazione del pane. Un processo che non stento a definire alchemico, qualcosa che, pur essendo tranquillamente spiegabile dal punto di vista della chimica, nasconde, ma nemmeno troppo, qualcos’altro.

C’è un ristorante a Cremona, si chiama Il Violino. E’ in pieno centro, a fianco al Duomo.

Se vi capita di passare da quelle parti, andateci a mangiare.

E se vi piace la carne, fatevi servire la Tartare all’americana.

C’è un uomo che lavora in quel locale.

Quando fa la Tartare vi porta un piatto con due etti abbondanti di filetto battuto al coltello circondato da cucchiai in ceramica con piccole quantità di uovo, prezzemolo e altro.

Davanti a voi, prende gli ingredienti, li mescola alla carne cruda e inizia a lavorarla con forchetta e cucchiaio, rigirandola, mescolandola, rimestandola… e intanto vi parla.

Ogni tanto aggiunge un poco d’olio e va avanti. Parla e mescola, sorride e aggiunge l’uovo, mescola e mette un po’ d’olio… avanti così per cinque minuti buoni.

Mentre fa quest’operazione, guardate la carne.

Cambia.

Non so come fa, ma è la stessa alchimia del pane che si forma dalla farina.

Il pane cambia come per magia, la carne, per quanto strano possa sembrare, anche.

Alla fine non è più carne. E’ qualcos’altro.

Ma qualunque cosa sia è di un buono… ma di un buono… da andare giù di testa!

Maya. Arrestato falso guru. Ma occhio al seguito

Francesco Franz Amato Maya. Arrestato falso guru. Ma occhio al seguitoCircola con alquanto scalpore mediatico la notizia dell’arresto con accuse molto pesanti e serie di un uomo, a quanto pare sedicente guru, che avrebbe messo in piedi una setta tramite la quale ne faceva di tutti i colori. Le  accuse vanno dalla riduzione in schiavitù allo sfruttamento, dalla violenza carnale alla truffa.

Non essendo queste accuse ancora provate, il condizionale è d’obbligo (o quantomeno dovrebbe esserlo, se non altro per dovere di cronaca).

Però è anche ovvio che un arresto di questo genere difficilmente viene messo in opera se non in presenza di elementi probanti di un certo rilievo.

Tuttavia, se la cosa, come mi pare probabile, verrà provata per vera, ci troviamo di fronte ad una persona che a me sta particolarmente sulle croste per due motivi.

Il primo è che personalmente ritengo la violenza carnale (quella vera, non le equiparazioni varie, tipo la pacca sul sedere) un crimine tra i più osceni. Quando poi è rivolto a dei minori allora diventa qualcosa per cui, pur non avendo figli, vado direttamente in bestia, come si suol dire.

Il secondo è che in caso di colpevolezza, questo signore si aggiungerebbe al nutrito gruppo di farabutti che, per il gusto di truffare il prossimo, oltre al danno diretto, ne producono un altro, indiretto, ma molto più grave.

Parlo del fatto che grazie a malefatte di questo tipo, i vari scettici a spron battuto e tutte quelle persone che non vedono l’ora di dimostrare che esiste solo la materia, avranno la scusa per poter dire la loro.

In più, sempre per lo stesso motivo, qualsiasi genere di pratica interiore, come lo Yoga appunto, o la meditazione, saranno sempre più in cattiva luce presso la gente.

D’altro canto non mi sento di dare torto a chi, sulla scorta di notizie come queste, si sentisse diffidente verso pratiche di questo genere.

Essendo infatti assai rari coloro che veramente possono insegnare qualcosa nel campo della ricerca interiore, i falsi guru, persone davvero esecrabili nella loro mancanza di scrupoli, saranno sempre i più, così come le persone che, in un certo senso altrettanto esecrabili, hanno come unico scopo la dimostrazione della non esistenza di tutto ciò che non sia materiale.

I farmaci equivalenti costano pochissimo. Perchè quelli originali costano il triplo?

Francesco Franz Amato I farmaci equivalenti costano pochissimo. Perchè quelli originali costano il triplo?Mai fatti questa domanda? Credo di si.

I farmaci equivalenti, ovvero quelli senza un nome famoso, arrivano a costare anche un terzo di quelli più blasonati.

Ergo, quelli “normali” non solo costano troppo, ma è evidente che le uniche responsabili di tale prezzo sono le case farmaceutiche produttrici. Il che, in teoria, è assurdo, perchè per una semplice ragione di economia di scala, il farmaco prodotto da una multinazionale in quantità massicce dovrebbe costare di meno di uno prodotto da un’azienda normale.

Invece no! Costano il doppio e anche il triplo.

Non tutti i farmaci hanno il loro equivalente a basso costo e questo sempre grazie alle case farmaceutiche che detengono saldamente i loro brevetti. Per questi ultimi, i prezzi arrivano ad essere folli. E più il farmaco è destinato alla cura di una patologia grave, più costa.

Qualche anno fa, vi fu una campagna contro l’Aulin, sostanzialmente il farmaco più venduto al mondo, forse secondo solo all’aspirina.

Dell’Aulin si disse di tutto, che era cancerogeno, dannoso per lo stomaco e tossico. Il che non credo fosse una falsità. Ma la cosa che fa più specie è che l’Aulin non è di certo ne il più dannoso ne il meno efficace tra tutti i farmaci di cui mediamente si ingozzano gli occidentali.

Eppure la campagna verso questo prodotto non ha avuto eguali per nessun altro. Ovviamente la suddetta campagna ha avuto basi quasi esclusivamente economiche.

Personalmente ritengo che i farmaci attuali siano per la maggior parte inutili, eccezion fatta per pochi, pochissimi casi. Così come trovo assurdo che l’efficacia di un farmaco venga misurata sul rapporto tra benefici ed effetti collaterali nefasti, quando esiste una farmacopea propria alle tradizioni di molti popoli, dagli effetti collaterali inesistenti ma al contempo estremamente efficace.

Ad esempio l’aspirina, il cui principio attivo è l’acido acetilsalicilico, prende origine dal decotto di corteccia di salice (ecco perchè si chiama così).

Lo stesso vicepresidente di una nota farmaceutica, Pfizer se non vado errato, arrivò ad ammettere che il 75% dei farmaci da essa prodotti erano efficaci su meno del 25% dei casi cui venivano applicati.

Il problema è che l’uomo moderno è molto malato. A causa della vita attuale occidentale, a causa del cibo avvelenato che siamo costretti ad ingerire, a causa delle abitudini assurde che seguiamo in tutti i campi e così via. Ma soprattutto a causa della stupidità e dell’ignoranza che la fanno da re.

C’è gente malata da 10 anni che pretende di guarire (quando ciò è possibile), in 10 minuti. Ecco perchè i farmaci si vendono così tanto. Di fatto rispondono proprio a questa domanda.

La pillola miracolosa, ecco cosa ti vendono.

Una pillola che di miracoloso ha solo il guadagno per chi la vende.

Gigi Cifarelli: un bluesman eccezionale di casa nostra

Francesco Franz Amato Gigi Cifarelli: un bluesman eccezionale di casa nostraTanto tempo fa, in una galassia lontana lontana, nacque un chitarrista; era Gigi Cifarelli, chitarrista e bluesman di talento che ha iniziato la sua carriera come tanti, nei locali del dopocena milanese.

La prima volta che lo sentii suonare eravamo alle Scimmie, un locale storico di Milano, una taverna in origine, evolutasi qualche decina di anni fa in uno dei maggiori punti di ritrovo per la musica e i musicisti.

Vidi salire questo ragazzo (allora eravamo ragazzi entrambi) sul palco, con una Gibson 335 in mano. Sbavai subito, non per lui quanto per la chitarra, una semiacustica entrata nella leggenda grazie a Larry Carlton, che addirittura le dedicò un disco, Mr. 335.

Ma Gigi non diede tempo a nessuno di stupirsi, attaccando a suonare proprio un cavallo di battaglia di Larry, di cui oggi, a distanza di tanti anni, non ricordo più il titolo.

Beh, gente… dopo pochi secondi la mia mascella e quella di molti altri cadde letteralmente sul pavimento per la sorpresa. Il tocco, lo stile, la tecnica: sembrava di avere davanti Larry e non Gigi.

Ma non era finita, perchè poco dopo, sfoderando una Ibanez GB-10 appena introdotta sul mercato (eravamo nei primissimi anni 80), attaccò una cover mix di George Benson intitolata “La Bensonata”.

Altra frattura mascellare perchè a quel punto Larry se n’era andato e sul palco era salito George. E non poteva mancare lo scat in unisono con la chitarra!

Da allora Gigi ha fatto molta strada, ha fatto i chilometri, come direbbe qualunque bluesman che si rispetti, suonando con i massimi calibri del Jazz mondiale: da Chick Corea a Jack De Johnette, da Tony Scott a Scott Henderson e un po’ di altri di cui non ricordo il nome, ma anche con personaggi italiani come Mina e Tullio De Piscopo.

Quello per cui lo ricordo soprattutto, oltre al talento “stellare” che faceva muovere quelle fottute dita con la precisione di un ragno sulla tela, è lo straordinario cuore che metteva nel suonare, per non parlare dei suoi arrangiamenti incredibili.

Quest’uomo è uno dei pochi che conosca nell’ambito della musica che abbia tenuto fede alla sua passione originale riuscendo a fare quello che aveva deciso, evidentemente, già da qualche incarnazione: il musicista.

Oggi si esibisce in giro per l’Italia, girando per locali e teatri, ed offrendo un repertorio Blues and Soul da paura, in collaborazione con musicisti di indiscusso spessore artistico.

Se vi va di andare a trovarlo in uno dei suoi concerti passerete sicuramente una serata leggera ed appassionante, come la musica di quest’uomo.

Trovate tutte le date dei suoi concerti sul suo sito, www.gigicifarelli.net.

Datemi retta… vale la pena!

Comunque qui sotto, apture permettendo, una piccola raccolta di video da YouTubeFrancesco Franz Amato Gigi Cifarelli: un bluesman eccezionale di casa nostra














Tutta Parigi in una foto interattiva da 26 Gigapixel

Francesco Franz Amato Tutta Parigi in una foto interattiva da 26 GigapixelHanno scattato una marea di foto e poi le hanno incollate assieme in un panorama interattivo in cui è possibile spostarsi lungo la foto e ingrandire a piaceimento un qualsiasi particolare.

Il risultato è veramente superlativo. Per esperienza diretta con questo tipo di progetti il problema non dev’essere stato tanto scattare le foto, quanto ovviare agli errori di sovrapposizione del software.

Non oso pensare a quante ore di lavorazione siano state necessarie.

Vale veramente la pena di farci un salto.

Lo trovate qui: Paris 26-gigapixels.com

Ragazzi, occhio all’N-Joy. Provoca danni cerebrali veri!

N-Joy provoca danni cerebrali irreversibiliSi tratta di una nuova droga, contenente un cannabinoide di sintesi. Trovate l’articolo qui.

Viene venduta via internet ed è “travestita” da profumatore ambientale.

Il fatto però è che il suddetto cannabinoide non è privo di effetti collaterali e se assunto può provocare danni cerebrali anche letali.

Cinque giovani sono già finiti in ospedale per intossicazioni di varia gravità.

Ragazzi, okkio… non è una cosa che vale la pena provare.

Finire con il cervello in pappa per cinque minuti di sballo non mi pare degno di esser fatto.

La Russa, la sinistra e le vecchie barzellette

Francesco Franz Amato La Russa, la sinistra e le vecchie barzelletteEro al liceo (quindi circa trent’anni fa…) quando circolava questa barzelletta.

Un bambino allo zoo sfugge dalla mano della mamma e, correndo, scivola nella vasca dei coccodrili. Terrorizzato si mette a urlare chiedendo aiuto.

Un guardiano dello zoo, un omone tutto vestito di nero con la scritta “guardia”, accorre e, senza por tempo in mezzo, si getta nella vasca dei coccodrilli per salvare il ragazzino.

Uno dei coccodrilli ha già azzannato il bimbo ma, fortunatamente, ha solo morso il lembo di un pantalone.

Il guardiano assesta un violento pugno sul muso del coccodrillo che, sorpreso, molla la presa. L’uomo allora strappa il bambino letteralmente e, tra gli applausi generali, lo porta in salvo.

Il giorno dopo la notizia viene riportata da quasi tutti i giornali con parole simili

“Eroico guardiano salva bambino dai coccodrilli…” etc. etc.

Unica eccezione, un noto quotidiano di sinistra, che invece titola l’articolo:

Una guardia, noto picchiatore fascista, strappa il cibo di bocca agli immigrati del terzo mondo“.

Fine della barzelletta?

A giudicare da certi commenti della sinistra italiota sul fatto dell’altro ieri tra La Russa e un giornalista, sedicente tale, ma sicuramente deliberato quanto indisponente provocatore, durante una conferenza stampa di Berlusconi a Roma, si direbbe proprio di no.

Nel video della conferenza stampa, che gira in rete ed è rinvenibile anche sul sito di Repubblica, si vede il personaggio che comincia a straparlare, interrompere gli altri giornalisti, senza rispettare l’ordine prefissato di intervento.

Berlusconi lo invita svariate volte a non disturbare, ad aspettare il suo turno, ma quello niente, continua con un tono  così evidentemente provocatorio, che l’unica cosa negativa che posso ascrivere a La Russa è di esserci cascato.

Il sedicente (ripeto) giornalista viene invitato a quel punto a lasciare la conferenza stampa, e quello niente, come se non avesse sentito continua con i suoi discorsi.

Insomma, il tizio fa di tutto, ma veramente di tutto, per far andare fuori dai gangheri chiunque.

Ad un certo punto un esasperato La Russa lo acchiappa per il bavero, mollandolo subito dopo.

Apriti cielo! Cinque minuti dopo in rete, su molti blog di sinistra e soprattutto sugli aggregatori come OkNotizie di Virgilio, gli articoli con i titoli più disparati e fantasiosi fanno a gara d’inventività: “Picchiato un giornalista”, “La Russa picchiatore fascista…” e così via delirando.

Non c’è nulla da fare. Sinistra e destra si muovono oggi esattamente come trent’anni fa; il che mi pare ovvio, considerata l’età media dei nostri uomini di governo.

E’ ora di cambiare aria, signori!

Acqua: Bene o Merce? – By Giuseppe

Francesco Franz Amato Acqua: Bene o Merce?   By GiuseppeUna domanda: “Ma l’acqua appartiene alla Terra o alle multinazionali?”

Se l’acqua viene dalla Terra allora dovrebbe essere un “patrimonio” di tutto il genere umano, nessuno escluso.

Se invece fosse “creata” da privati allora sarebbe anche giusto venderla e farla pagare.

Ma l’acqua, come il gas e il petrolio, nascono dalla Terra, generati in cicli lunghissimi di trasformazione degli elementi.

Allora perché farli pagare, e così cari poi?

Perché permettere che singoli gruppi affaristici si impossessino di qualcosa che la natura offre gratuitamente?

In più, le aziende private non solo ci fanno pagare l’acqua (e ce la faranno pagare sempre più cara) ma la alterano pure, rendendola meno pura e meno adatta a rifornire di sana energia le nostre cellule.

I nostri politici dovrebbero prendere in seria considerazione la difesa di questi due punti: mantenere l’acqua pura il più possibile e mantenerla pubblica e a basso costo.

Invece il 19 novembre dell’anno scorso cos’ha fatto il nostro Parlamento? Ha dato via libera alla conversione in legge dell’articolo 15 del decreto Ronchi, il quale stabilisce i criteri dell’affidamento del “bene” acqua ad aziende private.

Questo farà dell’acqua un grosso business e scatenerà enormi conflitti di interessi tra persone e gruppi economici facendo levitare il costo dell’acqua, tutto a danno del cittadino.

Ormai siamo alla frutta.

Qui si lavora ormai solo per pagarsi i “beni” di prima necessità: acqua, gas, energia elettrica e petrolio in testa…con quel che avanza ci si fa un panino.

Non so a voi, ma a me ’sto inverno ha rotto profondamente i maroni

Francesco Franz Amato Non so a voi, ma a me sto inverno ha rotto profondamente i maroniQuando non piove nevica, quando non nevica, piove.

Ma non acqua… merda!

Un governo ormai delegittimato, i cui atti scadrebbero nel ridicolo se non fosse che alla fine a prenderlo nel culo siamo noi.

Campagne mediatiche di un’iniquità e di una falsità totali.

Una crisi che tutti dicono essere passata e intanto il numero di disoccupati cresce esponenzialmente con le banche che soffiano sul fuoco.

Un ambiente sociale completamente avvelenato dalla totale cecità su tutto ciò che non sia quanto meno idiota.

Programmi televisivi che più che di stronzate non parlano.

Delitti in crescita, ma di cui si parla solo se fa comodo per qualche mira politica dei media.

E un freddo, ma un freddo bestiale che ti fa spendere un capitale di riscaldamento e guadagnare un cazzo perchè i clienti si defilano.

Che palle ’sto spettacolo!


Chiesa e profilattici: accoppiata comica

Francesco Franz Amato Chiesa e profilattici: accoppiata comicaA Roma, oltre che mangiare panini fuori orario e fregature varie, una giusta la stanno facendo: installare distributori di profilattici nelle scuole superiori.

Molti studi confermano che tra i più giovani il sesso si fa sempre più spesso e sempre più senza protezioni.

Mi pare una cosa normale mettere dei distributori di profilattici nei bagni delle scuole.

Ovviamente per la Chiesa di Ratzinger, sempre più insopportabilmente reazionaria ed irrimediabilmente ancorata ai tempi di Maometto (Commistione linguistica panreligiosa, chiedo venia!), la cosa non poteva passare sotto silenzio.

Ma siccome qualunque cosa avessero detto, sarebbe stata identificata come quello che è, pensano bene di dirsi

preoccupati per la superficializzazione della sessualità“.

Eh già, d’altronde dopo i recenti episodi di pedofilia nei cori sacri, si capisce perfettamente come per la Gran Pretagna il sesso sia una cosa profonda, molto profonda….


Automatismi e percezione: effetto rallenty

Francesco Franz Amato Automatismi e percezione: effetto rallentyCredo che almeno una volta sia capitato a chiunque: afferrare al volo un oggetto che sta cadendo, agendo di riflesso.

Il riflesso è una cosa interessantissima da osservare, anche se, in genere, si può farlo solo a posteriori, ovvero tramite la memoria.

Un gesto automatico, un riflesso appunto, è qualcuosa che si fa senza un pensiero cosciente. Si dice anche che l’atto “non passa in corteccia”. In realtà è proprio quello che accade. Un atto istintivo, non passando per la corteccia, ovvero per quell’area deputata al ragionamento, è quasi sempre fulmineo.

Un atto meccanico quindi, ma questa volta sano, utile.

Prendiamo ad esempio qualcosa che ci cade di mano. A volte capita che, con uno scatto fulmineo (e del tutto involontario) si riesca a riacchiapparlo prima che tocchi terra. Per inciso, la probabilità che questo accada è inversamente proporzionale al valore dell’oggetto.

Se si analizza la cosa con la memoria, si ha la sensazione che in quel momento il tempo si sia dilatato e la caduta dell’oggetto sia stata vista quasi al rallentatore.

Ma non è il tempo a dilatarsi, quanto la nostra percezione che accelera. Lo stesso principio del rallenty cinematografico. Dato che il proiettore farà passare la pellicola sempre alla stessa velocità (circa 25 fotogrammi al secondo), filmando una scena con scatti molto più frequenti, fornirà l’effetto rallenty.

Allo stesso modo la nostra percezione, accelerando, “fotografa” la realtà in modo molto più veloce, campionando quello che vediamo con maggior frequenza. Rivedendo poi la scena con l’ausilio della memoria, succede lo stesso che ad una pellicola, ed ecco che compare “l’effetto rallentatore” proprio come al cinema.

Ma durante l’atto? Cosa succede in realtà?

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Sembrava uno sguardo carico d’amore, invece… by Giuseppe

elezioni in belgioTempo di elezioni comunali e regionali.

Un tizio di cui non so nemmeno il nome (e col quale ci scambiamo solo saluti distratti quando ci incrociamo per strada) questa mattina, vedendomi arrivare da lontano, ha cominciato a fissarmi con uno sguardo diverso dal solito.

All’apparenza sembrava uno sguardo carico di simpatia, oserei dire d’amore.

Quando finalmente gli sono arrivato vicino l’innamorato mi ferma timidamente e mi sussurra: “Hai saputo che mi sono candidato alle elezioni?”

Io, esternando una finta sorpresa, gli rispondo: “No, non lo sapevo”.

Allora lui tira fuori dalla tasca dei volantini con la sua immagine e il suo simbolo politico stampati sopra e conclude dicendomi (sempre con lo sguardo di un innamorato che lascia una missiva per un appuntamento segreto): “Ti posso dare qualcuno di questi?”.

Certo!” gli rispondo io.

E guardando la sua faccia stampata sulla carta lo saluto dicendogli che ci farò un pensierino.

Allora ciao” mi dice teneramente.

Ciao”, gli rispondo prima di allontanarmi.

Girato l’angolo lascio cadere delicatamente quella “missiva amorosa” nel primo cestino dei rifiuti che trovo, ahime carico fino a scoppiare di tante altre lettere d’amore, consegnate in tante mani distratte, in questi giorni di furore e frenesia politica.

La fistola.

Francesco Franz Amato La fistola. Fistola: collegamento anomalo tra parti anatomiche.

Un dispetto della natura, forse. Ma anche un insperato ausilio all’insulto. Potete sempre dire a qualcuno:

“Hai una fistola cranio – penica”  ovvero “Sei una testa di cazzo” da non confondersi con la fistola cerebro penica, ovvero “Non capisci un cazzo”.

“Hai una fistola oro – rettale” ovvero “Hai detto una stronzata”

“Hai una fistola cardio-anale” ovvero “Hai il cuore troppo vicino al buoco del culo” (in sintesi: fijo de ‘na mignotta)

“Hai una fistola oculo-penica” ovvero “Non ci vedi un cazzo”

Un modo simpatico per dire qualcosa di importante a qualcuno, ma anche sufficientemente criptico per piazzargli tra le mani una bomba a orologeria.

Nella maggior parte dei casi il malcapitato non realizzerà l’insulto prima di aver consultato il vocabolario!

Alan Altieri. La Trilogia di Magdeburgo

Francesco Franz Amato Alan Altieri. La Trilogia di Magdeburgo

Emerse dalle tenebre.

Memento e incubo.

Un uomo in un mantello colore delle ombre, su un cavallo da guerra colore dell’acciaio. Un viandante, nient’altro che un viandante.

Avanzò lungo la strada flagellata dalla pioggia del Giorno dei Morti. Superò i relitti di case sventrate, invase da erbacce sibilanti nel vento. L’aria era opaca, miasmatica. Vapori lividi si levavano dal lastrico di petre, disperdendosi contro nubi simili ad antracite liquefatta. Nessuna luce arrivava sulla terra. Forse la luce aveva semplicemente cessato di esistere.

Questo, signori, è un incipit. Non uno qualunque, ma qualcosa di geniale, al limite del perfetto.

Dieci righe per far entrare chiunque nell’atmosfera della prima parte di una trilogia ambientata ai tempi della guerra dei cent’anni.

Dieci righe per presentare protagonista e ambiente, storia e atmosfera.

Una cosa del genere non si scrive per caso.

Altieri non scrive romanzi, ma racconti psicoolografici; ti “tira dentro” in un attimo, con uno stile assolutamente inconfondibile. E poi è troppo tardi. DEVI leggere fino in fondo.

Sono anni che leggo i suoi romanzi. Dai tempi di “Città Oscura” e ancora prima, in cui scriveva sotto pseudonimo, quest’uomo ne ha fatta di strada.

Con la “Trilogia di Magdeburgo” credo abbia superato se stesso, con una ricostruzione storica dalla precisione minuziosa, al limite del fanatismo, una trama dalla complessità superba e una tecnica di scrittura che non stento a definire unica.

Dark non basta a definire la qualità in cui Altieri immerge impietosamente il lettore fino ad annegarcelo dentro.

La citazione è tratta dall’apertura di  “L’eretico”, il primo volume della trilogia a cui seguono a ruota “La Furia” e “Il Demone”.

Per gli amanti del genere assolutamente irrinunciabile, per chiunque voglia imparare a scrivere… una bibbia.


Alice in 3D. Manca la tecnica di Cameron.

Francesco Franz Amato Alice in 3D. Manca la tecnica di Cameron.Adesso è il momento catartico del 3D e ci tocca pupparcelo così com’è.

Nel caso di Avatar effetticamente mi è toccato vederlo in un cinema con uno dei peggiori sistemi 3D, ma ieri per l’ultima fatica di Tim Burton il sistema era efficiente. In compenso mancava la tecnica.

La trama è quella di sempre da Lewis Carrol, appena un filo rivisitata. Decisamente visionario il film e ben interpretato , con un Jhonny Depp quasi irriconoscibile che riesce a dare mimica ad un volto truccatissimo ed estremamente ben progettato, il film si dipana in un ben bilanciato misto tra personaggi umani e computerizzati, tra sovrapposizioni e trasparenze fuori dall’ordinario.

Il problema nasce nel momento in cui il tridimensionale fallisce, fornendo profondità a tutto ciò che “cartoon” e perdendo completamente profondità nellescene a camp largo.

La tecnica di ripresa dei protagonisti umani infatti, per un qualche motivo, li fà apparire piatti, mentre tutto il resto intorno a loro  ha effettivamente una notevole profondità tridimensionale.

Il risultato è che spesso vi sono inquadrature in cui gli attori sembrano delle fotografie animate di se’ stessi.

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Nel 2007 sapeva già chi avrebbe vinto gli appalti del G8 nel 2009. Il Generale Lorenzetti e la busta della profezia

Francesco Franz Amato Nel 2007 sapeva già chi avrebbe vinto gli appalti del G8 nel 2009. Il Generale Lorenzetti e la busta della profeziaIl Generale Lorenzetti, nel 2007, aveva consegnato una busta sigillata in cui aveva scritto i nomi di chi avrebbe vinto gli appalti per l’organizzazione del G8 nel 2009.

Con quasi due anni di anticipo, quest’uomo aveva previsto chi sarebbe stato a vincere gli appalti in questione, ovvero la stessa ditta di sempre; il Gruppo Triumph di Maria Criscuolo che da Genova in poi ha sempre ricevuto questo appannaggio.

La busta è stata aperta il  16 Dicembre 2009 e il tutto filmato. Il video lo trovate qui, l’articolo originale su L’Espresso invece è qui.

Non so se mi spiego…

Lezione di Norvegese con Mr. B. – By Ilia

corso di norvegeseDall’inizio dell’anno stiamo assistendo in Italia ad un’escalation di scandali, arresti, attriti istituzionali, limitazioni della libertà: dalle dichiarazioni di Ciancimino al processo di Palermo, dallo scandalo della protezione civile all’inchiesta di riciclaggio di denaro sporco che ha coinvolto tra i tanti nomi illustri il senatore Di Girolamo, fino agli ultimi eventi che riguardano l’esclusione delle liste del PDL nella provincia di Roma e in Lombardia, per probabile incompetenza dei rappresentanti di lista; senza dimenticare la censura della Rai che, tramite i rappresentati del governo che siedono nel consiglio di amministrazione, ha sospeso alcune delle più seguite trasmissioni di approfondimento giornalistico (Porta a Porta, Annozero, Ballarò, Ultima Parola).

Si ha la sensazione di un Paese che sta implodendo, un Paese dove tutti urlano, si accusano a vicenda, anche tra ipotetici amici ed alleati, pronti sempre a scaricare le responsabilità sugli altri (in particolare i magistrati, in questo  ultimo periodo capro espiatorio tirato in ballo ad ogni occasione per recitare il ruolo di vittime perseguitate).

Purtroppo non si sente mai un’assunzione di responsabilità: “Scusate, abbiamo sbagliato, cercheremo di rimediare e di fare meglio la prossima volta”.

Figurarsi!

Non voglio commentare ulteriormente questi episodi: sarebbe rumore in aggiunta a rumore. Desidero invece raccontare un episodio che mi è capitato lunedì scorso durante la lezione di norvegese che seguo qui all’università di Oslo, nel tentativo di imparare un po’ la lingua del Paese i cui mi trovo.

Conversando, in modo informale e leggero, a un certo punto l’insegnate, scherzando, non ricordo nemmeno su cosa, ha nominato Berlusconi, prendendolo come uno stereotipo di egocentrismo un po’ claunesco, con una modalità esibizionista e un po’ furba. Poi, evidentemente ricordandosi che sono italiano, l’unico della classe di circa 15 persone, mi ha guardato tra il divertito e l’imbarazzato e mi ha chiesto scusa, dicendo che non c’era niente di personale.

Ognuno tragga le sue conclusioni.

Un piccolo programma per distruggere gli sms compromettenti. O per raccoglierli?

Il terzo uomo - Tiger TextE’ raro che mi metta a parlare di software, ma ’stavolta mi aggrada. E’ uscita una app per iPhone, a breve disponibile anche per altri sistemi, che permette, dietro pagamento di una piccola cifra mensile (circa 3 dollari), di scrivere messaggi che si auto cancellano dopo un tot di tempo, oppure di farlo a comando sugli SMS ricevuti.

E tutto questo su ENTRAMBI i telefoni, sia quello del mittente che quello del ricevente, oltre che dal server.

Ora, non credo che tutti sappiano come funziona un SMS.

Sostanzialmente si tratta di un piccolo file di testo, che viene caricato dal telefono ad un server apposito presso il gestore telefonico e da questo “girato” al telefono destinatario.

Per stessa ammissione dell’azienda autrice del software, la temporizzazione dei messaggi avviene grazie al fatto che gli SMS trasmessi e ricevuti transitano per il server PRIVATO di questa compagnia.

Magari sarò paranoico, ma facciamo due conti.

Chiunque usi questo servizio significa che ha qualcosa da nascondere. Chiunque paghi per averlo ha qualcosa da nascondere abbastanza pesante da giustificare una spesa, per quanto irrisoria.

Ergo, quale miglior sistema di carpire i cazzi privati delle persone se non quello di far transitare i loro messaggi “sensibili” su un server di cui si ha il completo controllo? Tra l’altro non c’è nemmeno bisogno di cercare eventuali contenuti compromettenti: il fatto stesso che qualcuno li voglia cancellare implica che lo sono.

E’ il vecchio sistema detto “del terzo uomo”: io mando una mail a tizio. Un server si infrappone tra me e tizio, “pesca” il mio messaggio  e poi lo reinvia a tizio. Ne io ne il destinatario abbiamo (in teoria) modo di accorgerci dell’avvenuto, se il giochetto è stato messo in piedi correttamente, e intanto la mail se n’è partita per chissà quali lidi.

Geniale, no? Qui il terzo uomo è alla luce del sole e si fa pure pagare!

Sarò anche paranoico, ma credo che il modo migliore per rendere privato un messaggio sia sempre quello di non mandarlo per telefono.

Se ancora volete installare l’applicazione la trovate qui. Si chiama Tiger Text.

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Questo l’ho scritto io:
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Kesa - alla fine della solitudine E' una storia d'amore, un po' strana, lo ammetto, ma tutti quelli che hanno letto il libro lo hanno trovato bello.

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Se volete potete leggere qui i primi due capitoli.

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