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Archivi per la categoria ‘Aborto ed Eutanasia’

Tranquilla cara… non ti vengo dentro.

Francesco Franz Amato Tranquilla cara... non ti vengo dentro.A quanto pare, dopo “Ti chiamo domani” e “Lunedi inizio la dieta” dev’essere la terza frase più inutile da dire, almeno stando a quanto suggeriscono le cifre di questo articolo del corriere, secondo il quale l’Italia è tra i primi posti al mondo per gravidanze impreviste.

Ora, prima di continuare, un altro appunto: non commentate questo post adducendo la motivazione che io, essendo un maschietto, non posso sapere com’è fatta e cosa prova una donna perchè, anche in questo caso, il primo che ci prova si becca un vaffanculo gratis!

Fatta la solita premessa, continuiamo.

In Italia ci sono parecchie gravidanze impreviste, dicevamo. Tante da farci meritare una medaglia al merito. L’articolo è interessante, perchè aggiunge anche che il nostro paese è agli ultimi posti nell’uso di pillola anticoncezionale e preservativo.

Potrei dilungarmi sulla singolare coincidenza tra sede del Vaticano e mancanza di precauzioni nel rapporto sessuale (mi pare evidente che la morale gioca una bella parte nella scelta del metodo anticoncezionale) e anche sulle implicazioni sanitarie di tale coincidenza ma non è questa la mira del presente post.

La realtà è ANCHE questa ma, questa volta, non solo.

C’è infatti un fattore determinante in una gravidanza imprevista: l’ovulazione. Niente ovulazione, niente gravidanza. Chiaro il concetto?

Ergo, se in una coppia i due decidono di usare il fallace metodo dellla “marcia indietro”, lasciando perdere i motivi per cui decidono di giocare alla roulette russa, quale sarebbe un comportamento logico?

Beh, mi pare abbastanza ovvio: evitare rapporti non protetti durante il periodo più rischioso, ovvero circa quattro giorni prima e altrettanti dopo l’ovulazione (quattro sono tanti, ma per stare sul sicuro vanno bene), specialmente se il vostro partner ha qualche guarnizione… che perde!

Stabilito che molte donne non hanno un ciclo regolarissimo, per cui la data di ovulazione non è certa (a quanto pare le ovaie non mandano raccomandate con ricevuta di ritorno), come si può ragionare? Beh innanzitutto considerando “a rischio fecondazione” i giorni tra la mestruazione e l’ovulazione. Dopo la data di ovulazione (questa si che diventa una data certa) altri quattro/cinque giorni et voilà… da lì in poi il rischio è minimo.

Ne rimangono pochini, direte voi. Certo! Negli altri, nel dubbio… usate un preservativo, porca puttana!

Ma andiamo oltre. La maggior parte delle donne (e tu che non fai parte della maggior parte e leggi questo articolo, non fare la scandalizzata…) non sanno quando ovulano. Ora, questo è un vero casino! Signore mie: possibile che siate incapaci di ascoltare il vostro corpo al punto di non sapere quando ovulate?

Cazzo! E’ tutta roba vostra, il vostro corpo cambia in maniera impressionante poco prima, durante e dopo l’ovulazione! Il muco cambia densità, l’odore diventa diverso, il seno sembra sollevarsi… ma soprattutto, al vostro interno gli ormoni si scatenano, perchè il vostro corpo si predispone alla possibile gravidanza (e certo che non vi telefona prima, è furbo lui!).

In sintesi, tutto il vostro essere cambia e diventate come la carta moschicida per qualunque maschio nel raggio di trecento metri!

Il problema è che oggi davvero voi donne, nella stragrande maggioranza dei casi, non sapete ascoltare quello che vi accade all’interno. E non lo sapete fare perchè mai nessuno vi ha spiegato come si fa, nessuno si è mai dedicato a voi per insegnarvi quell’ascolto che, anche senza diventare profondissimo, dovrebbe essere in grado di rivelarvi molto sulle fasi della vostra vita sessuale e dirvi quando un rapporto sessuale abbia possibilità di finire in gravidanza.

Ora, se qualcuna di voi pensa che questo sia un giudizio di merito nei vostri confronti… si sbaglia. Questo non è altro che un appello. Non sapete come si fa ad ascoltare il proprio corpo? Bene! Ammetterlo è già una buona cosa, un ottimo inizio! Il passo successivo sarà cercare qualcuno che sia in grado di spiegarvi come si fa.

Il che non deve necessariamente avvenire in risposta alla domanda: “Scusi, lei mi sa dire come si fa a capire quando ovulo?”

Basterà trovare qualcuno che sia in grado di educarvi all’ascolto del vostro corpo in senso lato. Vedrete che una delle prime cose che vi scoprirete in grado di percepire sarà proprio il vostro ciclo ormonale.

Magari non con una percezione diretta (quello è il punto “B”) ma sicuramente con la capacità di cogliere gli avvisi periferici, gli allarmi che il corpo femminile accende tutte le volte che un ovulo sta per diventare il possibile bersaglio di qualche milione di allegri, scodinzolanti spermatozoi… il famoso “BABY ALARM”.

E se il vostro lui si azzarda a pretendere qualcosa di diverso in quei giorni… beh, datemi retta: tirate fuori un bel profilattico dalla tasca, fateglielo penzolare davanti e, fissandolo dritto negli occhi con un lieve sorriso, usate la seguente formula magica:

“No guanto… no party!”

P.S. nel caso vi fosse venuto un dubbio, ascoltare il proprio corpo potrebbe essere un’ottima porta per capire qualcosa di più di voi e di quello che contenete, anche solo a livello potenziale. Ora, magari, fatevi venire un altro dubbio, ovvero il seguente:

“Ma perchè cazzo in Italia nessuno spiega queste cose alle ragazze PRIMA che si caccino nei guai?”

E quando vi sarete date una risposta, proseguite col dubbio, magari chiedendovi CHI potrebbe avere interesse a fare di voi delle fattrici senza voce in capitolo, senza uno straccio di dignità e senza la benchè minima possibilità di sviluppare tutte quelle meravigliose cose che avete dentro.

Dopodiche, individuato il bersaglio, producetevi in un maestoso, altisonante….

VAFFANCULOOOOOOOOOO!

Vedrete che dopo vi sentirete molto, ma molto meglio!

Flash del giorno: In UK il primo spot pro aborto. Viva la par condicio.

Francesco Franz Amato Flash del giorno: In UK il primo spot pro aborto. Viva la par condicio.Già… l’italia è la patria della par condicio, ma con tutto il can can mediatico contro l’aborto, uno spot in difesa della libertà delle donne di decidere se e quando affrontare una gravidanza non lo vedremo mai.

Troppa paura della politica, infognata fino al collo con la chiesa e dipendente dai voti cattolici.

Troppo poca consapevolezza per insegnare ai propri figli e figlie quale sia il vero significato di un rapporto sessuale e di una gravidanza.

Troppo moralismo, troppo poca etica e troppe, assolutamente troppe stronzate che occupano il cervello dell’italiano medio!


Niente preservativi in una farmacia: “Siamo Cattolici”.

Francesco Franz Amato Niente preservativi in una farmacia: Siamo Cattolici. In una farmacia di Roma non vendono preservativi perchè sono cattolici. La notizia, per quanto incredibile, la trovate qui.

In Piemonte e Veneto, Cota e Zaia hanno fatto sapere che faranno di tutto perchè la pillola RU486 resti nei magazzini. Vale a dire boicottaggio puro.

Succede solo in Italia. In un qualsiasi stato estero, non potrebbe accadere, tranne forse in Portogallo, ancora più retrogrado, bigotto e bacchettone di noi.

La cosa più importante tuttavia, che nessuno ha sottolineato, è che l’obiezione di coscienza, per quanto odiosa, è prevista dalla legge nei casi di farmaci o pratiche abortive.

Il profilattico, evitando la gravidanza e non interrompendola, non può essere classificato come abortivo e pertanto non può nemmeno essere oggetto di obiezione di coscienza.

Pertanto questi illustri farmacisti, di fatto, stanno infrangendo la legge, rifiutandosi di vendere un articolo che è  previsto dal S.S.N. e per cui non è ammesso alcun tipo di obiezione di coscienza.

Poi ci incazziamo per le donne in Burqa. Per me fare violenza ad una donna costringendola ad avere una gravidanza indesiderata o a beccarsi l’AIDS è molto più grave che non costringerla ad andare in giro col velo.

Ma a persone come quelle che gestiscono questa farmacia, evidentemente, questo non passa nemmeno per il cervello.

E non venitemela a menare col fatto che i profilattici si possono acquistare ovunque: se tutti facessero come questi “signori”, diventerebbe impossibile!

Episodi come questo, vanno stroncati sul nascere. Peccato che non ne abbia il potere, perchè io a questi gli toglierei la licenza, la laurea e poi li sbatterei a fare i farmacisti in Iran.

La sanità italiana le nega la pillola del giorno dopo. Mette al mondo un figlio e chiede 500.000 euro di danni.

Francesco Franz Amato La sanità italiana le nega la pillola del giorno dopo. Mette al mondo un figlio e chiede 500.000 euro di danni.Grande! Anzi: Grandissima! Bravaaaa! Era ora!

La storia è la solita dell’Italia cattobacchettona e fedifraga: preservativo rotto durante il rapporto sessuale; lei va in quattro o cinque tra ospedali, guardie mediche e affini, ma ha la sfiga di incontrare sempre obiettori di coscienza che le negano la pillola del giorno dopo.

Riesce a farsela prescrivere solo dopo diversi giorni ma ormai è tardi: è incinta, dopo nove mesi partorisce e il padre non riconosce il pupo.

La donna parte all’attacco e denuncia la ASL, chiedendo 500.000 euro di danni.

A questo punto mi sovvengono tre considerazioni.

Prima: per legge un obiettore è tenuto ad indicare a chi ne faccia richiesta dove trovare assistenza. Ma questo ovviamente lo sanno in pochi.

Seconda: la pillola del giorno dopo non è un farmaco abortivo ma contraccettivo e, pertanto, nessun obiettore lo può negare. La differenza rende la cosa di rilevanza penale. E anche questo, evidentemente, lo sanno in pochi.

Terza: ecco a cosa porta una società in cui si consente alle convinzioni religiose di interferire con lo Stato: un figlio indesiderato, un uomo che se ne lava le mani, una donna con la vita rovinata perchè di abortire non  ne voleva nemmeno sapere.

In conclusione: mi piacerebbe davvero molto che la signora vincesse la causa.

Mi piacerebbe ancora di più che la ASL si rifacesse poi materialmente su quegli obiettori che hanno prodotto questo danno.

Auguri, signora.

Primario chiama “assassine” tre donne in attesa di abortire

Francesco Franz Amato Primario chiama assassine tre donne in attesa di abortireGrazie a chi di dovere per la segnalazione.

Su “Repubblica” in questo articolo, la vicenda di tre donne in attesa di IVG che si sono viste arrivare il primario di ginecologia che davanti a tutti ha urlato loro in faccia

“Assassine! State uccidendo vostro figlio!”.

Sinceramente mi chiedo come sia possibile che a un primario di ginecologia possa essere consentita l’obiezione di coscienza.

Ma soprattutto mi chiedo come sia possibile che qualcuno, per motivi religiosi, sia disposto a schiacciare sotto i piedi i diritti di tutti gli altri.

Sei cattolico? Non vuoi abortire? E non abortire!

Ma piantala di rompere i coglioni a chi non la pensa come te!!!

E ‘un problema dell’integralismo: ti porta a vedere solo la tua visione come esatta. E alla fine a volerla imporre agli altri a tutti i costi.

Gandhi, che credo nessuno possa considerare un cretino, diceva:

Dato che non penseremo mai nello stesso modo e vedremo la verità per frammenti e da diversi angoli di visuale, la regola della nostra condotta è la tolleranza reciproca. La coscienza non è la stessa per tutti. Quindi, mentre essa rappresenta una buona guida per la condotta individuale, l’imposizione di questa condotta a tutti sarebbe un’insopportabile interferenza nella libertà di coscienza di ognuno.




Ru486. Bagnasco, quando la pianterai di volerti fare i cazzi nostri?

Cintura di castità?E ti pareva che Bagnasco non ci mettesse il naso anche stavolta? Un articolo su Repubblica e il solito retrogrado, reazionario, medievale punto di vista della Chiesa cattolica spunta di nuovo.

Cito volentieri Fabio Pari che, con un ragionamento che non fa una piega, dice:

Nessuna istituzione ne religione obbliga una donna contraria all’aborto ad abortire, perché la Chiesa e i suoi militanti si sentono il diritto di sottrarre il libero arbitrio a chi non la pensa come loro?

E poi mi chiedo: come mai sull’influenza suina e su tutta ’sta puttanata del vaccino relativo non hanno fatto un fiato?

Cos’è: sull’aborto non è ingerenza in uno stato laico e sul possibile omicidio di massa no?

E la cintura di castità? A quando?

Quando una foto vale. Cristophe Gilbert

Questa tra le foto in un post di Julius Design mi ha particolarmente impressionato. La trovo bellissima. E’ di Cristophe Gilbert.

Cristophe Gilbert Serie 2

Procreazione e legge 40: Fini, le donne e lo stato laico.

Francesco Franz Amato Procreazione e legge 40: Fini, le donne e lo stato laico.Leggo questo articolo di Serenella Mattera, e stupisco. Fini ieri avrebbe posto l’accento sul fatto che 

quando una legge si basa su dogmi di tipo etico-religioso, è sempre suscettibile di censure di costituzionalità, in ragione della laicità delle nostre istituzioni

Suscitando clamori nelle fila del PDL e in quelle dei Cattolici.

Mi sembra però che siamo alle solite. La recente sentenza sulla legge 40, che toglie il limite dei tre embrioni per la fecondazione assistita, non è che sia qualcosa di stravolgente, ne tantomeno evidentemente laico. Leggi il resto di questo articolo »

Papa Ratzinger: preservativi inutili contro AIDS. Cosa sa che non sappiamo?

Francesco Franz Amato Papa Ratzinger: preservativi inutili contro AIDS. Cosa sa che non sappiamo?I casi sono due: o Ratzinger è andato completamente a massa oppure  sa qualcosa sull’AIDS che noi non sappiamo .

Dire in un posto come l’Africa che il preservativo non serve nella lotta all’AIDS, è come dire a uno studente delle elementari che non serve andare a scuola. E di questo Ratzinger non può non essere consapevole.

Inoltre, per quanto quest’uomo mi stia personalmente sulle croste alla grande, di certo non lo posso considerare uno stupido. Quindi l’ipotesi che sia andato a massa rimane, ma devo riconoscere che questa volta esistono anche altre possibili cause alla sua affermazione.

Perchè altrimenti significa che per la libidine di rompere i coglioni come al solito sulla menata della contraccezione equiparata quasi ad un aborto, quest’uomo ha deciso di fomentare comportamenti a rischio in un paese in cui mezzo mondo ha lavorato per anni per cercare (con poco successo, almeno stando alle statistiche) di convincere la massa ignorante ad usare i profilattici, e con una semplice frase di demolire tutto quanto in un solo colpo.

Una cosa che vado pensando da molto tempo, è che alle multinazionali farmaceutiche convenga sempre curare le persone e non guarirle, e questo vale per qualsiasi farmaco, non solo per gli antiretrovirali. Nel caso dell’AIDS, questa affermazione potrebbe valere ancora di più. 

In realtà se le case di cui sopra volessero veramente trovare una cura e/o un vaccino, dubito che mettendosi tutte assieme non la troverebbero nel giro di un paio di anni.  Solo che non gli conviene perchè se il tuo mestiere è vendere farmaci e guarisci una persona da qualcosa, hai di fatto perso il cliente. Quindi gli metti in mano una schifezza più tossica che altro, gli fai vedere che gli tieni sotto controllo i sintomi (cioè lo curi), ma non puoi guarirlo, et voilà, il cliente te lo sei assicurato per tutta la vita.  Il ragionamento è tremendo, ma per quello che ho potuto toccare con mano delle varie multinazionali del farmaco, sinceramente non sarebbe nemmeno dei più terribili.

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Obama apre alla ricerca sulle staminali. E la chiesa insorge. Ma che strano…

Obama rimuove i limiti che finora impedivano la sperimentazione sulle staminali negli Stati Uniti, e per una volta un Capo di Stato (che per ora sta andando alla grande) sancisce che la scienza deve essere libera di muoversi al di là delle ideologie.

Ovviamente la chiesa cattolica insorge, ma stavolta potrà fare ben poco ritengo, almeno non contro un presidente degli Stati Uniti. 

Nel caso qualcuno non lo sapesse, le cellule staminali, hanno il vantaggio di essere cellule "totipotenti", ovvero indifferenziate, e possono essere indotte a trasformarsi alla bisogna in cellule epatice, cerebrali o altro. 

Ovvio che la faccenda necessita ancora di parecchi studi, ma le potenzialità per fare del gran bene all’umanità ci sono tutte.

Il problema delle staminali, quelle giuste, è che si trovano nell’embrioblasto, ovvero nell’embrione alle primissime fasi di duplicazione cellulare: diciamo entro l’ottavo giorno dal concepimento, dato che le cellule perdono la loro totipotenza dopo le primissime replicazioni cellulari. Il procedimento per produrle prevede la fecondazione in vitro e l’interruzione della replicazione allo stadio di embrioblasto. Volete vedere che faccia ha un embrioblasto? 

Eccolo qui:

Francesco Franz Amato Obama apre alla ricerca sulle staminali. E la chiesa insorge. Ma che strano...

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Kesa - alla fine della solitudine E' una storia d'amore, un po' strana, lo ammetto, ma tutti quelli che hanno letto il libro lo hanno trovato bello.

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