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Archivi per la categoria ‘Aborto ed Eutanasia’

La sanità italiana le nega la pillola del giorno dopo. Mette al mondo un figlio e chiede 500.000 euro di danni.

Francesco Franz Amato La sanità italiana le nega la pillola del giorno dopo. Mette al mondo un figlio e chiede 500.000 euro di danni.Grande! Anzi: Grandissima! Bravaaaa! Era ora!

La storia è la solita dell’Italia cattobacchettona e fedifraga: preservativo rotto durante il rapporto sessuale; lei va in quattro o cinque tra ospedali, guardie mediche e affini, ma ha la sfiga di incontrare sempre obiettori di coscienza che le negano la pillola del giorno dopo.

Riesce a farsela prescrivere solo dopo diversi giorni ma ormai è tardi: è incinta, dopo nove mesi partorisce e il padre non riconosce il pupo.

La donna parte all’attacco e denuncia la ASL, chiedendo 500.000 euro di danni.

A questo punto mi sovvengono tre considerazioni.

Prima: per legge un obiettore è tenuto ad indicare a chi ne faccia richiesta dove trovare assistenza. Ma questo ovviamente lo sanno in pochi.

Seconda: la pillola del giorno dopo non è un farmaco abortivo ma contraccettivo e, pertanto, nessun obiettore lo può negare. La differenza rende la cosa di rilevanza penale. E anche questo, evidentemente, lo sanno in pochi.

Terza: ecco a cosa porta una società in cui si consente alle convinzioni religiose di interferire con lo Stato: un figlio indesiderato, un uomo che se ne lava le mani, una donna con la vita rovinata perchè di abortire non  ne voleva nemmeno sapere.

In conclusione: mi piacerebbe davvero molto che la signora vincesse la causa.

Mi piacerebbe ancora di più che la ASL si rifacesse poi materialmente su quegli obiettori che hanno prodotto questo danno.

Auguri, signora.

Primario chiama “assassine” tre donne in attesa di abortire

Francesco Franz Amato Primario chiama assassine tre donne in attesa di abortireGrazie a chi di dovere per la segnalazione.

Su “Repubblica” in questo articolo, la vicenda di tre donne in attesa di IVG che si sono viste arrivare il primario di ginecologia che davanti a tutti ha urlato loro in faccia

“Assassine! State uccidendo vostro figlio!”.

Sinceramente mi chiedo come sia possibile che a un primario di ginecologia possa essere consentita l’obiezione di coscienza.

Ma soprattutto mi chiedo come sia possibile che qualcuno, per motivi religiosi, sia disposto a schiacciare sotto i piedi i diritti di tutti gli altri.

Sei cattolico? Non vuoi abortire? E non abortire!

Ma piantala di rompere i coglioni a chi non la pensa come te!!!

E ‘un problema dell’integralismo: ti porta a vedere solo la tua visione come esatta. E alla fine a volerla imporre agli altri a tutti i costi.

Gandhi, che credo nessuno possa considerare un cretino, diceva:

Dato che non penseremo mai nello stesso modo e vedremo la verità per frammenti e da diversi angoli di visuale, la regola della nostra condotta è la tolleranza reciproca. La coscienza non è la stessa per tutti. Quindi, mentre essa rappresenta una buona guida per la condotta individuale, l’imposizione di questa condotta a tutti sarebbe un’insopportabile interferenza nella libertà di coscienza di ognuno.




Ru486. Bagnasco, quando la pianterai di volerti fare i cazzi nostri?

Cintura di castità?E ti pareva che Bagnasco non ci mettesse il naso anche stavolta? Un articolo su Repubblica e il solito retrogrado, reazionario, medievale punto di vista della Chiesa cattolica spunta di nuovo.

Cito volentieri Fabio Pari che, con un ragionamento che non fa una piega, dice:

Nessuna istituzione ne religione obbliga una donna contraria all’aborto ad abortire, perché la Chiesa e i suoi militanti si sentono il diritto di sottrarre il libero arbitrio a chi non la pensa come loro?

E poi mi chiedo: come mai sull’influenza suina e su tutta ’sta puttanata del vaccino relativo non hanno fatto un fiato?

Cos’è: sull’aborto non è ingerenza in uno stato laico e sul possibile omicidio di massa no?

E la cintura di castità? A quando?

Quando una foto vale. Cristophe Gilbert

Questa tra le foto in un post di Julius Design mi ha particolarmente impressionato. La trovo bellissima. E’ di Cristophe Gilbert.

Cristophe Gilbert Serie 2

Procreazione e legge 40: Fini, le donne e lo stato laico.

Francesco Franz Amato Procreazione e legge 40: Fini, le donne e lo stato laico.Leggo questo articolo di Serenella Mattera, e stupisco. Fini ieri avrebbe posto l’accento sul fatto che 

quando una legge si basa su dogmi di tipo etico-religioso, è sempre suscettibile di censure di costituzionalità, in ragione della laicità delle nostre istituzioni

Suscitando clamori nelle fila del PDL e in quelle dei Cattolici.

Mi sembra però che siamo alle solite. La recente sentenza sulla legge 40, che toglie il limite dei tre embrioni per la fecondazione assistita, non è che sia qualcosa di stravolgente, ne tantomeno evidentemente laico. Leggi il resto di questo articolo »

Papa Ratzinger: preservativi inutili contro AIDS. Cosa sa che non sappiamo?

Francesco Franz Amato Papa Ratzinger: preservativi inutili contro AIDS. Cosa sa che non sappiamo?I casi sono due: o Ratzinger è andato completamente a massa oppure  sa qualcosa sull’AIDS che noi non sappiamo .

Dire in un posto come l’Africa che il preservativo non serve nella lotta all’AIDS, è come dire a uno studente delle elementari che non serve andare a scuola. E di questo Ratzinger non può non essere consapevole.

Inoltre, per quanto quest’uomo mi stia personalmente sulle croste alla grande, di certo non lo posso considerare uno stupido. Quindi l’ipotesi che sia andato a massa rimane, ma devo riconoscere che questa volta esistono anche altre possibili cause alla sua affermazione.

Perchè altrimenti significa che per la libidine di rompere i coglioni come al solito sulla menata della contraccezione equiparata quasi ad un aborto, quest’uomo ha deciso di fomentare comportamenti a rischio in un paese in cui mezzo mondo ha lavorato per anni per cercare (con poco successo, almeno stando alle statistiche) di convincere la massa ignorante ad usare i profilattici, e con una semplice frase di demolire tutto quanto in un solo colpo.

Una cosa che vado pensando da molto tempo, è che alle multinazionali farmaceutiche convenga sempre curare le persone e non guarirle, e questo vale per qualsiasi farmaco, non solo per gli antiretrovirali. Nel caso dell’AIDS, questa affermazione potrebbe valere ancora di più. 

In realtà se le case di cui sopra volessero veramente trovare una cura e/o un vaccino, dubito che mettendosi tutte assieme non la troverebbero nel giro di un paio di anni.  Solo che non gli conviene perchè se il tuo mestiere è vendere farmaci e guarisci una persona da qualcosa, hai di fatto perso il cliente. Quindi gli metti in mano una schifezza più tossica che altro, gli fai vedere che gli tieni sotto controllo i sintomi (cioè lo curi), ma non puoi guarirlo, et voilà, il cliente te lo sei assicurato per tutta la vita.  Il ragionamento è tremendo, ma per quello che ho potuto toccare con mano delle varie multinazionali del farmaco, sinceramente non sarebbe nemmeno dei più terribili.

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Obama apre alla ricerca sulle staminali. E la chiesa insorge. Ma che strano…

Obama rimuove i limiti che finora impedivano la sperimentazione sulle staminali negli Stati Uniti, e per una volta un Capo di Stato (che per ora sta andando alla grande) sancisce che la scienza deve essere libera di muoversi al di là delle ideologie.

Ovviamente la chiesa cattolica insorge, ma stavolta potrà fare ben poco ritengo, almeno non contro un presidente degli Stati Uniti. 

Nel caso qualcuno non lo sapesse, le cellule staminali, hanno il vantaggio di essere cellule "totipotenti", ovvero indifferenziate, e possono essere indotte a trasformarsi alla bisogna in cellule epatice, cerebrali o altro. 

Ovvio che la faccenda necessita ancora di parecchi studi, ma le potenzialità per fare del gran bene all’umanità ci sono tutte.

Il problema delle staminali, quelle giuste, è che si trovano nell’embrioblasto, ovvero nell’embrione alle primissime fasi di duplicazione cellulare: diciamo entro l’ottavo giorno dal concepimento, dato che le cellule perdono la loro totipotenza dopo le primissime replicazioni cellulari. Il procedimento per produrle prevede la fecondazione in vitro e l’interruzione della replicazione allo stadio di embrioblasto. Volete vedere che faccia ha un embrioblasto? 

Eccolo qui:

Francesco Franz Amato Obama apre alla ricerca sulle staminali. E la chiesa insorge. Ma che strano...

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Partorirà bambino con due teste: ma è un dono di Dio e non abortisce

Francesco Franz Amato Partorirà bambino con due teste: ma è un dono di Dio e non abortisceSuccede a Londra, l’articolo lo trovate qui.

Una donna rimane incinta dopo sette anni di tentativi. All’ecografia il bimbo risulta avere due teste, ma siccome la signora è fortemente cattolica, oltre che idiota ed egoista come pochi, riesce a vivere il tutto come un dono di Dio, e decide di tenere il mostriciattolo.

Se qualcuno pensa che si tratti di coraggio, io gli dico che si tratta di idiozia. Se per sette anni non riesci a rimanere incinta, significa che forse qualche motivo c’è.

Se insisti, e consideri un feto dicefalo come un dono di Dio, allora i casi sono due: o pensi che Dio sia un gran figlio di puttana, o forse non hai ascoltato quello che Dio per sette anni ha continuato a urlarti in un orecchio.

Ma quale dono di Dio! La coppia ha forzato la mano alla natura (e quindi dal punto di vista cattollico a Dio) per riuscire ad avere un figlio quando la natura stessa cercava di evitarlo.

Adesso che il mostro è vivo, con tutto l’egoismo di questo mondo, decidono di tenerlo. Dico egoismo perchè solo un egoista può pensare di portare avanti una gravidanza del genere, condannando l’eventuale nascituro (ammesso che ce la faccia a nascere, ovvio) a una vita di merda come poche ce ne sono al mondo.

Ma non penseranno mica che quello che nascerà sarà sano per tutto il resto, vero? Oltre alle due teste, la condivisione di un sistema nervoso in due corpi pianterà un casino bestiale a tutti i livelli, percui lo sventurato nascituro andrà incontro a grosse sofferenze di ogni genere per tutta quella che bisogna essere veramente bastardi dentro a chiamare vita.

Senza contare il fatto che gli toccherà passare tutto il tempo a litigare con se stesso.

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RU486 pillola abortiva in arrivo: vaticano contro, il governo al seguito a lingua tratta.

Francesco Franz Amato RU486 pillola abortiva in arrivo: vaticano contro, il governo al seguito a lingua tratta.L’unione Europea ha dato da tempo il via, le varie nazioni si sono sparate un paio d’anni di sperimentazione, e adesso che la RU486 sta per arrivare in Italia, ricominciano i casini.

La chiesa reazionaria e bigotta, quella che brucerebbe tutti i libri tranne bibbia e vangelo, e che probabilmente metterebbe al rogo il sottoscritto, si scaglia nella solita crociata anti abortista. Il governo ovviamente si adegua, con la lingua pronta all’uso del caso, e alla fine nessuno vede più un cazzo.

In italia esiste una legge, la 194. La legge è dello Stato, che per costituzione è uno stato laico. Quindi sua santità è pregato di piantarla di rompere i coglioni a questa umanità (quanto mento la piccola fetta che vive in Italia), e farsene una ragione.

I cattolici integralisti e fondamentalisti che sono contro l’aborto sono liberi di non praticarlo, e altrettanto vivamente sono pregati di non rompere i coglioni a coloro che vogliono vivere in modo diverso, dal mio punto di vista un minimo più libero, e che non hanno voglia di fottersi la vita con una gravidanza indesiderata.

Ma soprattutto, questo governo è pregato di piantarla di andare a caccia di voti religiosi, tentando in tutti i modi di trasformare questa repubblica democratica in monarchia religiosa.
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L’osservatore romano anche sui prematuri: come gli adulti colpiti da ictus

Ecco l’uscita ormai settimanale dell’osservatore romano. Stavolta se la piglia con i medici che decidono di non rianimare i prematuri sotto le 25 settimane (6 mesi).

Secondo questi illuminati patriarchi della difesa della vita umana, cercare a tutti i costi di salvare i neonati prematuri di questo livelo (6 mesi, ripeto) non è accanimento terapeutico. E sempre secondo loro, portano “dati scientifici” a sostegno.

samuel.jpgI dati che pongono sono tali da mettere i prematuri in questione allo stesso livello degli infartuati e dei colpiti da ictus, argomentando che nessuno si sogna di non curare questi ultimi.

Infatti! Della sofferenza di chi è costretto a passare dieci o venti anni paralizzato o in un polmone d’acciaio si può anche discutere. Ma voglio vedere cosa mettono in campo quando si parla di un’intera vita passata in queste condizioni.

”E’ un fenomeno allarmante – denuncia l’Osservatore Romano – perche’ non solo finisce col privare di una chance chi potrebbe averla”, ”ma soprattutto perche’ rischia di porre la futura disabilita’ o ‘l’interesse di terzi’ come criterio per rianimare”.

Allora, facciamo una cosa: d’ora in poi tutti i prematuri tra i cinque e i sei mesi che crescono con disabilità parziali o totali perchè si è voluto salvarli a tutti i costi, glieli facciamo curare a quelli dell’Osservatore Romano.

Glieli portiamo lì, in redazione e glieli molliamo così come sono.

Poi voglio vedere se fanno ancora tanto i paladini della vita!

Women on Waves (WOW) – Una nave per abortire in acque internazionali. Alla faccia dei moralisti.

La notizia sull’ANSA di ieri.

Women on Waves è una società senza fini di lucro, con sede ad Amsterdam. Si occupano principalmente di difendere attivamente i diritti di quelle donne che credono nella libertà di avere un figlio quando, come e se gli pare.

Io non sono uno a favore delle Onlus normalmente. Ma in questo caso faccio un’eccezione.

In un’europa in cui il moralismo cattolico sta arrivando a livelli a volte insopportabili e in cui abortire, a causa delle leggi avverse e di quella categoria di persone cui non assegno un epiteto, tanto non serve… questi signori hanno una nave, una clinica galleggiante su cui una donna che non può abortire nel proprio paese per problemi legali si può imbarcare, ed effettuare l’intervento in acque internazionali, dove nessun governo è sovrano.

E dove può decidere in tutta libertà e sicurezza di interrompere una gravidanza indesiderata.

In Italia la legge viene continuamente attaccata dal vaticano e dai cattolici, oltre che da quei politici che dei voti cattolici vanno a caccia come setter irlandesi all’usta della fagiana.
L’intervento di IVG viene ostacolato in tutti i modi da medici obiettori, e dalla più completa disinformazione, tanto che gli interventi clandestini stanno sempre più aumentando, con le ovvie ricadute sanitarie sulle poveracce che per un motivo  o un altro sono costrette a ricorrere all’illegalità.

Almeno sulla nave di Women on Waves l’assistenza e tutte le corrette prassi mediche e chirurgiche sono assicurate.

Eluana Englaro: persecuzione anche dall’Ordine dei medici: non curarla è omissione di soccorso

Il caso di Eluana ritorna a riempire le pagine dei giornali, che hanno bisogno di distogliere la nostra attenzione dal disastro cui stiamo andando inesorabilmente incontro.

E cosa c’è di meglio di questa storia morbosamente gustosa? La notizia la trovate qui. Sta di fatto che anche l’Ordine dei Medici, questa istituzione di moralismo puro (ed altrettanta ipocrisia) deve dire la sua.

E naturalmente lo fa secondo la propria natura, che stavolta è ancora più estremista di quella della Chiesa Cattolica. Secondo costoro non è ammissibile non curare questa povera crista in occasioni come quella dell’emorragia interna che a momenti pone fine alla sua permanenza in questa valle di lacrime.

Per una volta che la Chiesa non rompeva i coglioni ci si dovevano mettere loro.

Un altro divieto si aggiunge alle migliaia di cose che in Italia non si possono fare. Adesso è anche obbligatorio subire le cure dei medici.

Io spero di vivere senza problemi di questo tipo, ma nel caso prego solo di avere il tempo e la lucidità di provvedere personalmente all’ultimo viaggio.

Sulla legge 194, aborto e dintorni

In Italia esiste una legge, la numero 194/78, del 22 Maggio del 1978, che si occupa di regolamentare l’interruzione di gravidanza volontaria (IVG per gli amici).

In tutta Europa leggi simili sono arrivate in Inghilterra nel 1967, in Danimarca nel 1973, in Germania nel 1976, e in Francia nel 1974 (in versione definitiva, dopo essere stata “provata” sul campo per cinque anni). Il Portogallo arriva l’anno scorso, in Irlanda l’aborto è tutt’oggi illegale (ma è comunque legale andare in Inghilterra per l’intervento) mentre in Spagna è consentito solo in tre casi: malformazione del feto, rischio per la salute fisica o mentale della donna, violenza.

In Italia la legge prevede che:
la donna che accusi circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica, in relazione o al suo stato di salute, o alle sue condizioni economiche, o sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito,”

può procedere all’interruzione volontaria della gravidanza entro i primi 90 giorni dall’ultima mestruazione.

Nel resto d’Europa più o meno vale lo stesso, con poche eccezioni e variazioni sul tema. Quasi tutte le legislazioni di fatto non fanno menzione del caso in cui la donna semplicemente decida di non voler proseguire una gravidanza.

Una mia amica di Milano, qualche mese fa ha scoperto di essere incinta. Non avendo alcuna intenzione di tenere il bambino, e non essendo benestante, si è rivolta ad una struttura pubblica. Qualche giorno fa mi ha voluto raccontare l’epopea di quei momenti, quando a furia di ritardi, rimandi, varie ed eventuali, è riuscita ad effettuare l’intervento per il rotto della cuffia, pochi giorni prima della scadenza dei termini. Sono rimasto molto colpito dalla sua descrizione degli eventi, ma soprattutto dalla lucidità della sua analisi dell’accaduto.

“Sai Franz, quando siamo in stato di gravidanza, andiamo incontro a un sacco di cambiamenti, soprattutto interni. ” mi ha detto di fronte a un caffè, in un bar di corso Bueno Aires “Non hai idea della tempesta ormonale che si scatena. E più passa il tempo, più sei come ‘drogata’ dagli ormoni, che aumentano, aumentano, aumentano, e ti fanno vivere un periodo veramente meraviglioso. Poi appena hai partorito…Zac! Fine della libidine! Niente più ormoni. Io lo so perchè ci sono passata. Mio figlio ha dieci anni ormai, ma quei momenti li ricordo perfettamente. Se non ci fosse stato il mio compagno… beh, non so come avrei fatto. La depressione post-partum non è cosa rara. Io me l’aspettavo, sono un medico, ma santo Dio! Non hai idea di come ti manca tutta quella droga naturale che hai avuto in circolo per nove mesi!”.
Sorrideva mentre mi raccontava queste cose, ma nei suoi occhi potevo leggere parecchia sofferenza. Sapevo che non aveva passato dei bei momenti all’epoca, ma quella era la prima volta che ne parlava.

“Comunque non è per per questo che ho deciso di interrompere la seconda gravidanza. Semplicemente non me la sentivo.”

“E hai avuto problemi?” Le ho chiesto. Lei è scoppiata in una risata. Un po’ amara, a dire il vero.

“Problemi è dire poco. Prima di tutto il ginecologo dell’ospedale mi ha dato appuntamento dopo parecchio tempo. Poi mi ha passata allo psicologo, ovviamente uomo, poi hanno aspettato una vita per darmi l’appuntamento per gli esami di routine… insomma, hanno fatto di tutto per arrivare all’ultimo momento.”

Mentre parlava io non potevo credere a quello che diceva.
“Ma scusa, perchè avrebbero dovuto fare così?”

“Ma è ovvio… il corpo di una donna è strutturato per la maternità. Più passa il tempo, meglio stai, a meno che non ci siano problemi. A parte la nausea, voglio dire, e i piccoli disturbi, ti senti invadere da una grande dolcezza. E più passano i giorni, più ti sembra che scodellare quella creatura che ti sta crescendo dentro sia l’unica cosa che conta. Al di là di tutto quello che potevi pensare fino a qualche giorno prima. Ma non sei tu a volerlo. Sono gli ormoni che lo vogliono per te. Ecco perchè te la tirano in lunga, perchè sanno che il tempo lavorerà contro la tua volontà, se hai deciso di abortire. “

“Beh, ma allora perchè non dichiarano obiezione di coscienza?” le ho chiesto

“Molti medici dichiarano obiezione di coscienza perchè sanno che così faranno più velocemente carriera. Altri non lo fanno per lo stesso motivo. Dipende da chi comanda. Sono pochi quelli che veramente obiettano per questioni ideologiche. E quelli li riconosci subito. Appena ti vedono cominciano a guardarti male, a cercare di farti sentire in colpa… Non dico che siano tutti così, ma quellli che ho conosciuto io si.”

Quel colloquio mi ha veramente dato da pensare. Io da buon maschietto non ho mai dovuto affrontare il problema, ma oggi mi rendo conto che non è affatto una cosa di poco conto.
Oggi una donna non ha la libertà di decidere veramente se portare a termine una gravidanza. Per farlo, in realtà, deve inventarsi delle balle, perchè la legge non contempla il fatto che una povera crista rimasta incinta a causa di una “scivolata” al momento sbagliato, o di un profilattico difettoso, o di ogino che aveva sbagliato i conti, possa semplicemente esprimere la sua non volontà di avere un figlio.

E’ questo che ritengo sia veramente da condannare. Oggi la dignità di una donna esiste quasi solo sulla carta. Non siamo più ai tempi oscuri del medioevo, si dice, ma ne siamo proprio sicuri?Nel 1981 i cattolici antiabortisti presero un sonoro schiaffone quando, tentando di provocare l’abrogazione della legge 194 con un referendum, si trovarono contro circa i due terzi degli italiani.

Oggi Santa Romana Chiesa ci riprova. E lancia la grande offensiva contro la libertà di aborto, riprovando a precipitare l’Italia nell’oscurantismo, appoggiata da quei politici che ritengono così di poter raccogliere facili voti popolari. Come già scritto in altro articolo (Stanno ammazzando…) questa è la politica succube della demagogia. Se i politici italiani non si prostituissero sempre per un voto in più (ma quale politico ormai non è così…) o almeno si prostituissero in modo intelligente, dichiarazioni da parte della Chiesa, o di Giuliano Ferrara, non troverebbero semplicemente eco. E se l’informazione non fosse a sua volta succube del potere politico, le cose avrebbero ben diversa risonanza.

La posizione della chiesa sull’aborto è arcinota, ormai: è un omicidio punto e basta. Ma se questa posizione venisse lasciata a quello che è, una posizione appunto, non farebbe del male a nessuno. Quello che crea danno invece è l’accoglimento, la presa in carico di quella che non dovrebber essere nulla più che l’espressione di una fede religiosa, di un concetto ecumenico, volgendola a base di diritto, prendendone i presupposti come validi, e lasciando che il concetto fideistico prenda il posto di quello razionale in uno stato che per definizione dovrebbe essere laico.

Il fatto che la chiesa consideri vita anche l’ovulo appena fecondato, non ancora diviso, è mera questione d’opinione. Ma in uno stato laico questa definizione, quando accolta, semplicemente sancisce che un ovulo fecondato ha più diritto alla vita, alla felicità e alla dignità, di una donna più o meno adulta e più o meno consapevole.

Io personalmente trovo questo concetto ripugnante e animalesco, degno dogma di quanto di più oscuro ed oscurantista da sempre affligga l’umanità, e non solo nella religione cattolica. Rendere una donna oggetto senza dignità, senza nemmeno la libertà di scegliere se fare un figlio o no, è cosa contraria alla natura e all’intelligenza, oltre che a quanto di sacro io possa personalmente cogliere.
Sono secoli che Santa Madre Chiesa ci devasta i didimi con i suoi dogmi e le sue idiozie, tendenti a mettere il naso in ogni recondito andito della libertà umana, con intento soffocatorio e padronale. Torquemada ha istituito quasi 100.000 processi, a seguito dei quali ha ammazzato circa 2.000 persone, e praticamente nessuno gli ha ancora detto niente, però una donna che vuole abortire commette “un crimine orribile”.
Nel 2005 Ratzinger vuole mettere al bando “Harry Potter”, ma nel 2008 glielo devono dire sui giornali che forse è il caso che si occupi di quanto accade in Tibet.

Ma tutto questo più che fastidioso non sarebbe, se non fosse che i cattolici si attribuiscono il diritto di decidere anche per gli altri, sulla base della solita insopportabile arroganza della religione che, guarda caso, per tutti coloro che la praticano, è sempre quella perfetta.

Oggi nelle scuole superiori italiane, esiste la cosiddetta “ora di religione”. Religione come materia di studio. Bellissimo, perfetto. Peccato che l’unica religione insegnata sia quella cattolica. E perchè non insegnare anche quella islamica, o induista, o sciamanica o.. o… o…

Un ragazzo oggi più che mai dovrebbe poter crescere conoscendo profondamente le religioni in genere. Non solo quella che per casuale competenza orogeografica ci troviamo da anni in mezzo ai piedi. Chissà, magari domani non andrà in giro pensando di essere l’unico depositario di quella verità che anche se solo cercata metterebbe automaticamente al bando il concetto stesso di religione.

Ma forse, nel momento in cui il popolo italiano si meriterà un governo diverso dall’attuale morchia derachidizzata, riuscirà ad eleggere qualcuno che se ne fregherà dei voti dei cattolici, dei gay, dei pensionati, degli operai, dei manager, delle donne, degli uomini, dei piccoli imprenditori, dei grandi imprenditori, dei sindacati, dei dipendenti pubblici, statali e non, degli immigrati e del welfare, della sinistra e della destra, e alla fine si limiterà a fare quello per cui è pagato: governare.

La gnocca del momento
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Un post scelto a caso...
Questo l’ho scritto io:
"Kesa - Alla fine della solitudine"

Kesa - alla fine della solitudine E' una storia d'amore, un po' strana, lo ammetto, ma tutti quelli che hanno letto il libro lo hanno trovato bello.

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Se volete potete leggere qui i primi due capitoli.

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