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Pensavo, qualche giorno fa, che la gente forse crede di vivere alla televisione, “dentro” la televisione.

Credo che ogni cosa, dalla lotta all’abuso di alcool, alla violenza gratuita, all’ignoranza, all’indifferenza dilagante, inizi dentro la nostra testa, nel nostro cuore.

Forse si pensa di poter delegare ad “altri” la  responsabilità delle nostre azioni, in ossequio ad una mentalità radicata da pubblico dipendente, e alla fine non è colpa di nessuno se le cose non vanno come dovrebbero, o meglio, la stessa viene suddivisa tra tutti, in briciole infinitesimali.

Il colpevole è “il sistema”, “la società”, “chi comanda”; è sempre un “altro”.

Questo si vede praticamente a tutti i livelli, dall’impiegato, all’imprenditore, al governante.
Non si vuole prendere coscenza, se non a parole, che le azioni che compiamo (o che non compiamo) portano a delle conseguenze.

Vorrei vivere in un mondo dove chi ha più potere senta maggior responsabilità verso gli altri, dove chi sbaglia non si agiti come un’ossesso cercando inutili alibi o giustificazioni e possa ammettere serenamente i propri errori.

Errare è umano, come è umano essere preda delle tentazioni, ed è umano anche il saper perdonare.. potrebbe essere un segno di altissima civiltà potersi permettere di perdonare davvero.

Possiamo scegliere, discriminare, non siamo animali preda degli istinti e degli impulsi… O lo siamo?
Quasi quasi mi piacerebbe ripristinare la legge “occhio per occhio dente per dente”, così chi picchia, stupra, ruba, se ne fotte del prossimo potrà, forse, sentire sulla propria pelle che vuol dire sentire le ossa rotte, il culo pure rotto, trovarsi senza un quattrino, con gli altri che ti travolgono come se non esistessi.

Oddio, poi chi gestirebbe questa responsabilità? Chi comanda? I giudici? Il clero? Nessuno che porti un’ idea di giustizia.

Credo nel Karma, quindi credo che ci sia una profonda giustizia nel far assaggiare (senza spirito di rivalsa o risentimento) il frutto delle proprie azioni negative a chi le ha compiute, soprattutto se  compiute consapevolmente.

Mi rendo conto, però, che la prima cosa da fare è costruire dentro di noi un’etica ed una rettitudine che in quest’ epoca si stanno perdendo, o si sono già perse, e sbatterle in faccia con i fatti, con l’esempio, a tutti quelli che delegano le proprie responsabilità al “destino”.

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L’atmosfera rarefatta e ovattata dell’agosto metropolitano, mi ha lasciato tempo per leggere alcune notizie sulle quali riflettere un po’..

1) Dall’agenzia Reuters:

http://it.reuters.com/article/entertainmentNews/idITDIA05668220080730

Nano-cibo: il prossimo terrore dei consumatori?

Ovvero, non basta spargere per il mondo DNA modificato da apprendisti stregoni incoscenti delle conseguenze sul medio/lungo periodo, adesso ci vogliono far ingoiare molecole “dopate” che agiscono nell’organismo secondo modalità diverse da quelle che test di milioni di anni di evoluzione, hanno messo in atto, così diventeremo tutti come Veronesi, l’uomo sintetico!

Di bene in meglio.

2) Su tutti i TG ed i giornali:

Da mesi i petrolieri continuano a stroncarcelo nel didietro; è scoppiata una guerra che può avere sviluppi devastanti per tutti i pellegrini che abitano questo fosco pianeta, e gli italiani, forse perchè sono al penultimo posto in europa per la “corruzione percepita”

(vedi allegato e http://www.transparency.org/policy_research/surveys_indices/cpi/2007) si sentono ripetere notizie di indubbio valore e utilità quali:

“In estate fa caldo”; “c’è stato un forte temporale, ma forte forte!”; “non si arriva più alla fine del mese…”; “i fine settimana d’agosto la gente va al mare e sulle strade c’è la fila”.

Dal portiere del palazzo di fronte sento notizie più gustose e non devo pagare il canone… di servizio pubblico!

3) Capitato ad una mia amica, 3 giorni fa a Milano, Parco Solari.

Ore 20 si porta il cane a “fare i bisogni”, si nota una zingara che estrae e sposta con fare circospetto da un cestino dei rifiuti all’altro, una borsa molto pesante dal contenuto ignoto.

Altri zingari, una decina, da lontano, tengono d’occhio il cestino con la borsa e confabulano al cellulare. Una signora del gruppo decide di fare una telefonata al 113 (tanto è aggratis) per segnalare i movimenti sospetti.

Dopo 20!! minuti di ripetizioni e l’invito da parte dell’centralinista del 113 ad andare a controllare il contenuto della borsa (in mezzo al parco con i compari che ti lumano.. ma vacci tu!) l’operatore comunica che la questione non è di loro competenza ma della polizia municipale e conclude con un cortese: “gliela passo”.

Dopo 10 minuti di non comprese spiegazioni la polizia municipale conclude con un divertente “non è di nostra competenza, ma della Polizia di Stato” (ma vaa??)

La signora viene richiamata sul cellulare dalla Polizia di Stato che ammette la competenza (va be’, si erano sbagliati, può capitare) e avvisa che manderanno una pattuglia, che arriva dopo altri 30 minuti, giusto per lasciare il tempo al gruppetto di zingari di recuperare la borsa, spartirsi il contenuto ed andarsene tranquillamente.

Morale: Rubate, spacciate, ricattate, magari se ne avete voglia violentate, tanto è un miracolo se vi prendono, e comunque poi l’avvocato ed il giudice vi rimettono in strada a farvi i cazzi vostri!!

4) Per finire..

Lo sapete che tra gli aggeggi che la polizia piazza sulle strade per tutelare la nostra sicurezza (ma vaffan..!!) c’è il sorpassometro?

Allegato l‘elenco dei sorpassometri..
Buon rientro dalle vacanze ;-))

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•Tua moglie decide di uscire con le amiche per una serata in discoteca…

•Sei completamente d’accordo, l’occasione è splendida per vedere in pace la tua squadra in diretta tv…

•Verso le 4 di mattina senti che inciampa piuttosto sbronza per trovare il letto….Speri che la macchina sia ancora intatta…

•La mattina, appena alzato, corri a ispezionare la Volvo di famiglia che lei ha usato per andare alla festa….

•Ti concedi un sospiro di sollievo quando vedi che è ancora in un solo pezzo…

•Comunque ti metti a controllare da vicino che non ci siano ammaccature o graffi: tutto a posto, meno male….

Ma … ASPETTA UN MOMENTO!!!

Qualcosa che non va c’è…

Clicca QUI per scoprire cosa…

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Mi sono imbattuto in una notiziona.., quelle che dovrebbero fare il giro del mondo in quattro minuti e che, ovviamente, sono snobbate, o forse filtrate, dai media.

Eccola qui, poi facciamo qualche considerazione:

Studio condotto da:

Hilke Plassmann, John O’Doherty, Baba Shiv, and Antonio Rangel ricercatori della PNAS Division of the Humanities and Social Sciences, California Institute of Technology ,

Il gruppo di neurologi che ha affiancato Rangel ha testato 20 volontari che assaggiavano vini (e visualizzavano il relativo costo) mentre si trovavano sotto la risonanza magnetica funzionale. Due dei vini, però, sono stati presentati due volte, con prezzi molto differenti, e i volontari hanno apprezzato decisamente di più il vino più caro. La fRM, nello stesso momento, registrava un aumento dell’attività nell’area della corteccia orbitofrontale che codifica le esperienze piacevoli nell’ambito degli odori, dei sapori e dell’ascolto musicale. Le aree cerebrali deputate invece alla codifica di altre sensazioni, come la dolcezza, non appaiono diversamente attive quando assaggiano lo stesso vino con relativi prezzi: in sostanza il vino “appare” migliore alla coscienza, ma le aree gustative non si fanno ingannare.“Il risultato dimostra che l’aumento di piacere che sperimenta il soggetto quando ha a che fare con prodotti costosi è un effetto reale della mente ed è più complesso di quanto ipotizzato dalle teorie economiche” ha dichiarato Ranger.

Per chi vuole approfondire (fatelo, sempre!) e mastica un poco di inglese può leggere direttamente sul sito della PNAS.

In pratica; lidea che ci facciamo di qualcosa, del tutto automatica e inconsapevole, magari figlia di condizionamenti culturali che manco sappiamo di portarci appresso, fa si che snobbiamo allegramente i segnali corretti che una parte del nostro complicatissimo cervello ci invia, e ci inventiamo che le cose stanno in un altro modo.

Succede anche con le “illusioni ottiche”, robetta che archiviamo quasi come un gioco, soprattutto perchè sappiamo a priori che c’è il trucco, e perchè svelarlo è relativamente facile anche se non ne conosciamo le meccaniche, dato che siamo in un ambito di concretezza e verificabilità; nero su bianco.

Ma se qualcuno ci ponesse una questione in apparenza oggettiva, in un contesto in cui mai ci potesse sorgere alcun dubbio (il diverso prezzo dei vini), e sopratutto non verificabile strumentalmente, potremmo dire davvero che percepiamo esattamente ciò che è?

Siamo ancora sicuri di sapere come stanno le cose?

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