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I Sussurri del Lama: la benedizione di essere amati

Francesco Franz Amato I Sussurri del Lama: la benedizione di essere amatiIn  questa era di grandi estremismi e di estreme grandezze, in cui fratelli e sorelle non si riconoscono nemmeno più tra loro, quando accade che un cuore ci conceda la gioia del suo amore, occorre rendersi conto della grande fortuna che ci tocca in sorte.

Per quanto terreno, fisico e forsanche personale, quando un altro essere umano deposita su di noi le ali del suo amore, ci offre forse la più grande delle gioie e delle possibilità.

Amare a nostra volta non è difficile; può accadere oppure no. Ma questo non ha nulla a che vedere con la grandezza della benedizione poggiata su di noi dall’amore di un altro essere umano.

Occorre essere davvero grati di questo, quando accade, così come non si può pensare che tale gioia sia nostra spettanza.

L’amore sul nostro cuore è un miracolo di cui occorre saper apprezzare la luce, quando essa si accende sulla nostra anima, poiché essa costituisce il passaggio diretto per un’altra dimensione, per l’uscita dal nostro mondo egocentrico e l’entrata in un altro mondo, in cui l’io potrebbe in ultima analisi anche cessare di esistere.

Non è difficile amare chi ci ama quando il suo amore è sincero e per questo privarsi di tale luce può solo voler dire rinunciare a rilucere, quand’anche del riflesso di un raggio.

L’amore può essere ignorato; ma che vita resta quando su di noi non vi è la luce del Cuore?

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I Sussurri del Lama: Getsumei no Michi, il Sentiero Illuminato dalla Luna

Francesco Franz Amato I Sussurri del Lama: Getsumei no Michi, il Sentiero Illuminato dalla LunaTanto si dimentica molto spesso in questa epoca, eppure di grande aiuto sarebbe questa tecnica o meglio questo stato di coscienza da tempo caduto nell’oblio.

Quando la mente si scatena noi uomini siamo impotenti di fronte al pensiero che ci porta via. Ma raggiungere il Sentiero Iluminato dalla Luna significa usare proprio questo aspetto per scendere in profondità all’interno del mondo delle ombre.

Ombre intese non come parte negativa  ma, proprio come nel caso di un sentiero illuminato dalla luna in una tersa notte estiva, come parte occulta di una realtà che esiste fra i mondi della percezione, al limite tra conscio ed inconscio.

Quando camminiamo di notte, con la sola luce della Luna ad illuminare il nostro percorso, tutto le ombre proiettate, per quanto estremamente nitide, non sono mai nettamente separate dagli oggetti che le creano.

E’ proprio in quella qualità che si può percorrere Getsumei No Michi. Un luogo sospeso tra le dimensioni ma estremamente reale, in cui la percezione cambia e lascia spazio all’intuizione pura, proveniente da quel luogo al nostro interno che è molto simile alle ombre della notte.

In Getsumei No Michi vi è un sottile ma profondo cambiamento nella percezione della realtà e, quel che più conta, nella percezione dei legami che contraddistinguono l’illusoria esistenza della materia.

Nel mondo delle ombre, si percepisce e si intuisce l’affinità della vibrazione più che la solidità dell’oggetto, della materia o della relazione. In questa condizione è possibile vedere legami impercettibili all’ordinaria possibilità ma, ancora più importante, è possibile imparare molto.

Il terreno su cui si inerpica il Sentiero Illuminato dalla Luna è in una zona crepuscolare non solo tra le dimensioni percettive ma anche, parlando di livelli più sottili, tra il mondo degli opposti e delle complementari manifestazioni.

Tra il Sole e la Luna esso si intreccia con la sostanza e con la vibrazione. Nei sensi dimenticati esso si fa avvertire. Dono bellissimo per chi ricerca, Getsumei No Michi rappresenta anche il terreno d’incontro per cuori dalla differente polarità.

Percorrerlo ed apprendere in esso è un’arte non difficile e forse più semplice per la mente occidentale.

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I Sussurri del Lama: allontanare il cuore nero

Francesco Franz Amato I Sussurri del Lama: allontanare il cuore neroNero è il cuore di colui che cede la propria anima alla materia. L’anima di un uomo appartiene al mondo dello spirito e quando lo rinnega perde la sua essenza. Si trasforma. Con essa, il cuore segue, perchè il nucleo di un essere umano, il suo cuore appunto, è la sua porta principale per i mondi ultraterreni. Se l’anima si perde al di qua dei veli, dove potrà portare il cuore se non ancora nella materia densa, ovvero nel suo lato più oscuro?

La materia in sé non ha nulla di malvagio: non esiste nulla di malvagio, proveniendo tutto dal cuore di Dio. Ma tutto dipende dal punto da cui si osserva: oltre una certa altezza il male perde la sua illusoria natura di contrarietà al piano divino ma al di sotto di esso acquista tutta la sua forza e la sua perniciosa efficacia.

Ecco il vero significato occulto del patto con il diavolo: cedere sé stessi all’illusione, rinnegare la propria divinità, chiudere le porte del cuore per ripercorrere la via dell’angelo che cadde.

Allora il cuore si chiude su sé stesso e diviene ricettacolo e dispensatore di efferatezze. E non si creda che un siffatto cuore sia vulnerabile in quanto contrario alla luce. Anche la luce più intensa non può penetrare all’infinito nella tenebra, a meno che non provenga da oltre essa, da un regno in cui vibra di un colore che non è di questi mondi.

Pertanto, se non si è consapevoli di poter disporre di una realizzazione sufficientemente elevata, di fronte ad un cuore nero occorre saper agire in modo consono: allontanarlo, isolarlo se necessario. Ma mai cedere al risentimento o alla paura, per non dargli la possibilità di parlare con noi.

Ricordiamo che, a volte, per salvare il malato, può essere necessario amputare l’arto in cancrena. Ma quale chirurgo se la prenderebbe a morte contro una gamba malata? Semplicemente la toglie dal corpo, per evitare il contagio e lo spargersi del tossico.

Allo stesso modo dobbiamo agire contro il cuore nero: nessun pregiudizio, nessun giudizio. Ma ferma e totale determinazione nell’allontanarlo da noi. Con ogni mezzo.

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I Sussurri del Lama: espansione della dimensione oscura

Francesco Franz Amato I Sussurri del Lama: espansione della dimensione oscuraNei testi sacri di quasi ogni filosofia è contenuta la descrizione di quei tempi che sarebbero venuti e a cui oggi siamo giunti. La dimensione dei fratelli neri si espande sempre di più, acquisendo al contempo potere ed efficacia sulle menti e sulle emozioni delle persone.

Non è raro, di questi tempi, dover prendere atto di tante sofferenze e di ancor più stati di squilibrio. Ciò è dovuto alla tensione insita nella crisi che già è giunta ma soprattutto all’instancabile opera della dimensione oscura.

Tantissimi sono gli esseri umani che vedono svanire il proprio già precario equilibrio mentale o emotivo e, al contempo, sempre meno sono coloro che riescono ad arginare, non solo per sé ma anche per chi li circonda, gli effetti nefasti dell’influenza negativa di questa parte del creato.

Occorre ricordare di ciò che siamo, della nostra natura divina, della nostra ineffabile buddhità e rifiutare, sulla base di questo sentire, le offerte del male, addestrandoci ad usare non solo il cuore, ma anche la mente in congiunzione ad esso, giacché non sempre è semplice riconoscere la luce dall’oscurità.

L’azione di esseri oscuri si può esplicare al massimo sul mondo delle emozioni ma, per molti, questo è già sufficiente per produrre danni e cambiamenti di orientamento interiore.

Sta a chi riesce ancora a discernere ed a rimanere nella luce, resistere sempre più saldamente in sé, per essere così un punto d’appiglio per chi gli sta attorno.

Ogni singola goccia di Luce è e sarà sempre più indispensabile, dato che in questa era è previsto che il male potrà cadere solo nel momento del suo massimo potere.

Gocce di luce fuse insieme generano prima pozze, poi laghi e quindi oceani di luce.

Oceani in cui si possano lavare sofferenze e negatività e in cui sia possibile rinnovare la propria vita.

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I Sussurri del Lama: quando inizia la via del Cuore

Francesco Franz Amato I Sussurri del Lama: quando inizia la via del CuoreNel sentiero blu, come viene spesso indicato per il colore del cuore, la via è indicata da una serie di passaggi. Sono passaggi obbligati, sequenziali; si possono passare in rapidità al punto da pensare che alcuni di essi siano evitabili, ma la realtà non è così.

Il mio adorato Maestro me ne fece parte molto tempo fa, e quel singolo momento non mi si è mai cancellato dalla mente. Ora che l’età aumenta questo non cambia, anzi, aumenta. Come se la pregnanza delle Sue parole fosse sempre maggiore, al passare del tempo.

Era notte, stavo dormendo, quando lo spazio frontale acquistò vita, una terza dimensione fatta di grande profondità.

Tutto era nero ma, ugualmente, potevo percepire la profondità davanti ai miei occhi, per quanto chiusi.

Poi un lucore iniziò a prendere forma al centro di quello spazio, fino a rendersi luce e ad avvicinarsi a me. Il colore di quella luce era un blu elettrico cangiante, a tratti così forte da sembrare bianco, a tratti così viola da parere del nero più profondo.

Quindi comparve Lui, il Maestro che, con un sorriso, sembrò darmi il Suo benvenuto in quella dimensione sconosciuta.

“E’ così, T. Questa dimensione ti è profondamente sconosciuta, ma non tanto quanto tu credi. Questo è il motivo per cui hai preso un corpo umano, il vero senso di quello che dovrai fare.

Osserva attentamente questi colori, perchè attengono direttamente ad un cuore, il tuo! Ed altrettanto attengono ad una via, un percorso, un sentiero che porta attraverso un canale molto stretto. Guarda!”

Così dicendo il Maestro fece un gesto. Nel buio del mio schermo mentale vidi crearsi una grandissima sfera blu, al cui centro afferiva dal basso un sottile ramo di energia altrettanto blu, così sottile da parere un capello, in confronto all’enormità della sfera.

“Quello che stai vedendo, T, è il canale sottile che accede al cuore e che permette la trasformazione alchemica della sofferenza e di tutte le altre energie grossolane nell’energia del Cuore. Osserva cosa accade quando un carico di dolore lo attraversa!”

E io vidi. Vidi il dolore, sotto forma di una sfera color rosso sangue, andare a “chiudere” il canale sottilissimo dalla parte inferiore. Istantaneamente la grande sfera blu parve contrarsi, quasi collassare, mentre il sottile canale sembrava entrare in azione. Lentamente, con una pulsazione calma, ma inarrestabile, il canale iniziò ad assorbire il contenuto rosso della sofferenza, trasformandolo e vivificandolo tramite qualcosa che, dalla sfera più grande, interveniva perchè ciò avvenisse. E mentre questo processo proseguiva, una luce meravigliosa si spargeva all’intorno. Al termine del processo, la sfera rossa non esisteva più: era divenuta dello stesso colore blu del grande cuore sopra di essa.

“Quello che stai osservando è un cuore di Compassione, che tramite l’Amore trasforma la sofferenza in Luce. E’ l’alchimia del miracolo, la vera Via del Cuore. “

La visione svanì com’era venuta, e rimase solo l’immagine del mio Maestro a parlarmi.

“La Via del Cuore inizia dalla capacità di ascoltare. Dall’ascolto segue la Comprensione. Fino a qui vi è ritorno; puoi ancora tornare, la via non è così stretta. 

Ma se decidi di andare oltre, la strada diventa a senso unico, perchè poi segue la Compassione. Da lì non vi è ritorno, non si può rinunciare alla Compassione, capisci? Una volta imboccata quella Via, quella del Bodhisattva, solo avanti si può procedere. Da quel momento inizia la vera via Blu, la Via del Cuore. Non l’unica, sicuramente, e non la più semplice. Ma forse la più nobile.

A te la scelta, quando verrà il momento!”

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I Sussurri del Lama: andare dove si deve e non dove si può

Francesco Franz Amato I Sussurri del Lama: andare dove si deve e non dove si puòL’uomo nel suo cammino segue le leggi di natura che di volta in volta incontra sulla sua strada. Molte sono leggi in cui egli passa immerso l’intera sua esistenza. Alcune sono più pregnanti di altre, alcune si incontrano più frequentemente.

Vi sono tuttavia alcune leggi che non sono ineluttabili; l’uomo non è obbligato a sottomettervisi, come nel caso della gravità o dell’ineluttabilità della morte. Una di queste è la tendenza a prendere sempre il percorso meno pesante, difficile o problematico.

Procedere nella vita secondo il minimo sforzo non sempre è la scelta migliore.

Nella pratica dell’Ottuplice Sentiero, si scopre subito quanto la minor resistenza sia in realtà una delle più grandi trappole per l’essere umano. Allo stesso modo, tuttavia, bisogna mantenere il pensiero ben retto, in modo da evitare di cadere nell’eccesso e finire per considerare lo sforzo come fine a sé stesso anzi che come un ciò che è: il prezzo da pagare mentre ci rechiamo alla meta.

Durante i miei  viaggi con il mio adorato Maestro, abbiamo incontrato uomini di ogni genere, levatura e intenzione, uomini retti e banditi, nobili e gretti.

In uno di questi viaggi, una mattina, il Maestro mi disse:

Dove vuoi andare oggi?”

Non capii subito la domanda. Di fatto avevamo una meta precisa, un monastero poco a Nord di Jodhpur.  Così risposi:

Mah… dove vuoi tu, Maestro

Lui sorrise con la solita espressione di quando mi coglieva in fallo e disse:

Vedi T, noi abbiamo una meta in comune per oggi. Eppure tu segui me. La differenza è sottile ma in realtà è davvero immensa. Il fatto che le nostre mete coincidano non ti deve trarre in inganno. Se tu segui me allora il tuo viaggio non avrà alcun valore. In realtà sarà come se non ti fossi mai mosso, perchè non starai facendo ciò che devi, ma ciò che puoi.

Se invece ti muoverai assieme a me per andare dove entrambi dobbiamo andare ecco che allora il tuo viaggio assumerà tutta un’altra luce. La differenza nella motivazione per cui agiamo è quella che determina il vero fluire dell’energia nell’azione.

In fin dei conti è questa una delle grandi trappole dell’umanità: seguire qualcuno solo perchè ci ha detto che dobbiamo andare verso la stessa meta. Così lui arriverà dove deve andare e noi, in realtà, non ci saremo mai mossi perchè la nostra energia non si è mai spostata da dov’era.

In realtà è così che nascono le dittature: dalla pigrizia figlia dell’inconsapevolezza.

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I Sussurri del Lama: raccogliersi in silenzio

Francesco Franz Amato I Sussurri del Lama: raccogliersi in silenzioLa pratica, la meditazione, e tutte le altre attività pregnanti in un cammino spirituale, dovrebbero sempre essere considerate come mezzi, non come il fine. La meditazione non è il fine, ma il mezzo tramite cui ottenere la liberazione, l’illuminazione.

Ma l’illuminazione stessa, oltre che rara, per quanto sia un evento straordinario nell’esistenza di un essere e di tutti coloro che ne sono a contatto, non può essere il fine ultimo.

Illuminarsi, crescere in saggezza, realizzare se’ stessi dovrebbero essere valori universali, destinati al bene di tutti gli esseri senzienti.

In realtà è questo lo scopo: che tutti gli esseri possano liberarsi dalla sofferenza, non solo uno (cioè “io”).

A volte si perde di vista tutto questo, ed è allora che viene il momento di raccogliersi in silenzio.

Non il silenzio delle parole, e neppure quello della mente.  Soprattutto il silenzio dev’essere quello del cuore. Perchè solo il cuore può ascoltare davvero, e solo il cuore può davvero stare in silenzio per accogliere la parola di Dio.

Se siamo raccolti in silenzio nel cuore, ecco che sarà impossbile ignorare la chiamata alla compassione: è lì che nasce il vero cammino oppure, se già è iniziato, è in quello spazio sacro che può riprendere il proprio vigore.

Raccogliersi significa semplicemente stare lì, al centro del nostro essere; permanere in uno stato naturale di ascolto ed apertura, fino a quando il canto del cielo si unisce con quello della terra e al nostro interno si chiarisce l’intento compassionevole.

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I Sussurri del Lama: costruire la determinazione

Francesco Franz Amato I Sussurri del Lama: costruire la determinazione“La determinazione si costruisce nell’azione. Prima dell’atto si parla solo di sentire.”

Con questa frase un giorno il mio Maestro mi apostrofò, di fronte al mio ennesimo insuccesso in una certa pratica meditativa. Qualunque fosse il mio sforzo, la mia concentrazione, non arrivavo mai a stabilizzarmi nello stato che sapevo essere la corretta conseguenza di quella pratica.

Lui disse questa frase e poi se ne andò, come se nulla fosse accaduto. Impiegai molto tempo a comprendere quale fosse stato il significato delle sue parole ma poi, un giorno, di colpo realizzai cosa avesse inteso dire.

Successe quando, abbandonata ogni speranza, affrontai ogni minuto della pratica con la sola volontà di portarlo a termine nel miglior modo possibile. Allora mi accorsi che, con il passare del tempo, la mia volontà si rafforzava, diventando più efficace ad ogni respiro.

Quando la mia mente si trovò di colpo immersa nel silenzio, finalmente compresi quanto le parole del mio Maestro fossero state vere.

La determinazione l’avevo raggiunta mediante lo sforzo. Non il contrario. Il risultato non era giunto grazie alla volontà ma grazie allo sforzo. E anche la determinazione, che potremmo definire a tutti gli effetti uno stato di coscienza, era giunta al termine dello sforzo. Anzi, potrei dire che il risultato di quella pratica fu proprio la costruzione della determinazione, anzi che lo stato di coscienza in cui finalmente venni a trovarmi.

In realtà, realizzai, prima di compiere lo sforzo corretto si ha solo una traenza, un sentire che ci porta a produrre uno sforzo. Quando lo sforzo viene prodotto in modo corretto, allora la determinazione lo segue, esattamente come il risultato.

Non è determinato colui che intraprende l’azione, ma colui che non la interrompe. E questa qualità si crea solo dopo il compimento completo dell’azione.

La determinazione non è il mezzo, ma il risultato.

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I Sussurri del Lama: la natura della vera passione

Francesco Franz Amato I Sussurri del Lama: la natura della vera passioneVi sono molte possibili qualità sperimentabili da noi esseri umani per quella che viene definita “passione”. Benché questo termine venga abitualmente confuso con uno dei tre Gunas, la vera passione è qualcosa che non ha nulla a che vedere con la fiamma emotiva di peritura durata.

La natura della vera passione risiede all’interno della sfera spirituale ed attiene al sacro quanto la preghiera, espressione del cuore e della vera fede.

Quando si parla di Passione in questo senso, si fa riferimento a quella particolare forma di  desiderio che porta l’essere umano alle più alte vette di amore e volontà di fusione.

La vera Passione, quando nasce, offre a chi la sperimenta la possibilità di un tale anelito verso l’oggetto del desiderio da essere vera possibilità di trascendenza.

L’oggetto del desiderio non può essere evidentemente qualcosa di materiale, in quanto in questo caso la passione non sarebbe altro che un forte empito emotivo.

Quando l’oggetto del desiderio è rappresentato da un alto ideale, dall’amore nella sua accezione più elevata ad esempio, quando il desiderio raggiunge la caratteristica di una totale richiesta e volontà di unità, allora si manifesta la natura della vera passione, che conduce l’uomo a superare ogni proprio limite per annullare la distanza che sente frapposta , anche se in modo del tutto illusorio, tra se’ e l’amato.

E’ questa passione che porta l’uomo ad ardere in se’ e, tramite la fiamma interiore, a trascendere ogni separazione, in un percorso senza fine, perchè la vera passione non ha limite; quando nasce la vera passione è “vero miracolo”.

 

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I Sussurri del Lama: il cerchio di influenza

Francesco Franz Amato I Sussurri del Lama: il cerchio di influenzaTutta la nostra vita è costellata di relazioni con altri uomini. I nostri genitori, i fratelli e le sorelle, gli amici, le persone con cui lavoriamo, e tante altre che anche solo ci sfiorano nell’arco di una giornata e che magari non rivedremo mai più, sono tutti esseri con cui veniamo in contatto.

Si tratta di relazioni che variano in durata e intensità, dalle più insignificanti alle più importanti, ma che lasciano sempre un segno dentro di noi e in coloro che incontriamo.

Una volta, in un monastero in cui mi trovavo per uno dei tanti viaggi al seguito del mio Maestro, ci fu un gran vociare improvviso, sul fare della sera. Mi affacciai da una delle finestre e vidi che i monaci stavano festeggiando il ritorno di un fratello che, si capiva da come si comportavano, dovevano aver dato per morto.

Poi uno dei monaci si avvicinò al nuovo arrivato e gli disse qualcosa che non potei sentire, e l’altro, chinato il capo, cadde in ginocchio davani a lui.

Incuriosito chiesi all’abate, in piedi accanto a noi, cosa stesse accadendo e lui mi spiegò che il nuovo arrivato, molto tempo prima, aveva avuto una brutta lite proprio con quel monaco. Cosa strana, quello era arrivato in quel luogo poche settimane prima, dopo aver passato molti anni in tutt’altra regione.

Era una coincidenza? O si trattava di un qualche scherzo del karma?

Lo chiesi al Maestro a fianco a me, e lui, fatto un sorriso furbo, rispose:

“Quello che hai appena visto, è il risultato di un cerchio di influenza. Quando noi anche solo sfioriamo un altro essere umano, stabiliamo comunque un contatto. A volte senza conseguenze, altre invece con l’instaurarsi di debiti o crediti karmici.

Il cerchio di influenza è una conseguenza del nostro sviluppo interiore; maggiore il secondo, maggiore la portata del nostro cerchio di influenza. Al di là del modo in cui il Karma opera, il nostro cerchio di influenza farà avvicinare a noi, prima o poi, tutti coloro con cui siamo in debito o che lo sono nei nostri confronti.

Quando qualcuno che abbiamo incontrato entra nel nostro cerchio di influenza, allora inevitabilmente avverrà qualcosa per cui il karma verrà riequilibrato.”

Alla mia sinistra vidi l’Abate sgranare gli occhi, e compresi che era stupito dal fatto che un simile concetto venisse condiviso tranquillamente con un ragazzino quale ero a quei tempi. E potevo comprendere quello stupore, perchè non potrei dire che allora avessi capito davvero qualcosa. Tanto che chiesi:

“E come si misura la portata del cerchio? E’ lo spazio che si misura?”

L’Abate guardò il Maestro con un’espressione come per dire “Visto? Che ti aspettavi?” ma Lui si limitò a sorridere ancora e disse:

“No T, la misura del cerchio di influenza è basata sull’azione. La portata del cerchio di ognuno di noi si esplica nello spazio come nel tempo, ma sempre in merito all’azione che svolgiamo. Ad esempio: il venerando Abate giudica sconveniente che io condivida questi concetti con te, in quanto, secondo lui, tu non sei pronto per recepirli.

Ma questo ha appena generato un’azione potenziale: prima o poi, qualcosa che farai tu o che farà lui, lo riporterà a contatto con te, perchè tu possa spiegargli qualcosa o lui donare qualcosa a te. E’ una questione di azione potenziale, lungo la quale si esplica l’effetto del cerchio di influenza. “

Ancora oggi non sono sicuro di aver compreso quell’insegnamento ma qualche anno dopo in una città dell’India, aiutai un monaco che era caduto a terra. Ricordo che lo aiutai a rialzarsi e, quando lo vidi in volto, riconobbi in quel viso anziano proprio l’Abate di tanti anni prima. In quell’attimo compresi qualcosa di quel grande insegnamento del mio adorato Maestro.

Il cerchio di influenza si era chiuso intorno a noi nell’azione.

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Catherine Bellwald

Fisiatra, Agopuntrice, Esperta in Medicina Tradizionale Cinese

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