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Esperienze di viaggio – By Ilia

Francesco Franz Amato Esperienze di viaggio   By IliaOre 11:35. Stazione di Venezia Mestre in attesa del treno delle 12:23 per Trieste.

Sono in viaggio dalle 4 di mattina, quando da Oslo ho preso il bus per l’aeroporto, poi alle 6:40 l’aereo per Treviso e alle 9:40 il bus per la stazione di Mestre.

Arrivato alle 10:20, dopo una corsa con le valigie fino al binario numero 6, salgo al volo sull’intercity delle 10:22 in partenza per Trieste. Prima di sprofondarmi sul sedile della carrozza con l’aria condizionata e godermi il resto del…

Lezione di Norvegese con Mr. B. – By Ilia

Francesco Franz Amato Lezione di Norvegese con Mr. B.   By IliaDall’inizio dell’anno stiamo assistendo in Italia ad un’escalation di scandali, arresti, attriti istituzionali, limitazioni della libertà: dalle dichiarazioni di Ciancimino al processo di Palermo, dallo scandalo della protezione civile all’inchiesta di riciclaggio di denaro sporco che ha coinvolto tra i tanti nomi illustri il senatore Di Girolamo, fino agli ultimi eventi che riguardano l’esclusione delle liste del PDL nella provincia di Roma e in Lombardia, per probabile incompetenza dei rappresentanti di lista; senza dimenticare la censura della Rai che, tramite i rappresentati del governo che…

Pruriti Scientifici: considerazioni sul metodo scientifico – By Ilia

Francesco Franz Amato Pruriti Scientifici: considerazioni sul metodo scientifico   By Ilia

“La scienza naturale non descrive semplicemente e interpreta la natura,

è una parte dell’interfaccia fra la natura e noi stessi.”

Werner Heisenberg (1901 – 1976)

Nel precedente articolo mi sono occupato di linguaggio in relazione alla scienza. Desidero adesso fare alcune riflessioni sul metodo scientifico, argomento che è stato più volte oggetto di dibattito in questo blog.

Il metodo scientifico parte dall’osservazione dei fenomeni. Durante tale osservazione si accumulano dati da analizzare al fine di individuare caratteristiche ricorrenti che permettano di formulare ipotesi sulla possibile relazione tra le grandezze fisiche che descrivono un sistema.

Queste ipotesi vengono poi messe al vaglio di esperimenti che, se superati con successo, permettono di formulare delle leggi. Un insieme di leggi, di equazioni matematiche, danno poi origine ad una teoria, la quale cerca di spiegare i fenomeni in relazione a principi fondamentali.

Un esempio storicamente famoso è quello della scoperta, da parte di Galileo, dell’isocronia delle oscillazioni di un pendolo formato da un filo fissato per il suo estremo superiore mentre un corpo è  agganciato al suo estremo inferiore, libero di spostarsi nello spazio.

Spostando il corpo dalla posizione verticale di equilibrio si origina un movimento oscillatorio. Galileo ne misurò il periodo T (cioè il tempo di percorrenza di un’oscillazione completa) mettendolo in relazione con la lunghezza l del filo, e si accorse che il periodo non dipende dall’ampiezza dell’oscillazione, ma solo dalla lunghezza del filo del pendolo.

Pruriti Scientifici: linguaggio oggettivo e soggettivo – by Ilia

Francesco Franz Amato Pruriti Scientifici: linguaggio oggettivo e soggettivo   by Ilia

“Quella che sul piano soggettivo è la felicità, sul piano oggettivo

coincide con la realizzazione della propria essenza.”

Socrate (469 a.C. – 399 a.C.)


Ci siamo lasciati l’ultima volta parlando di dualismo, di microcosmo e macrocosmo, accennando a diversi temi da sviluppare in futuro. Proviamo adesso a riannodare le fila del discorso partendo da un argomento un po’ diverso.

Cercherò di indagare, in base alla mia esperienza personale, la natura del linguaggio matematico, che viene utilizzato per esprimere concetti di carattere tecnico-scientifico, confrontandolo col linguaggio comune che normalmente utilizziamo per comunicare.

Mi sono trovato diverse volte ad interrogarmi sul perché non sia semplice comunicare e facilmente si incorra in incomprensioni e fraintendimenti, quando si  parla di qualcosa che riguarda la propria esperienza di vita, le proprie emozioni che, per loro natura, non sono codificabili in simboli matematici, in categorie precise.

Il linguaggio matematico è un linguaggio simbolico che ha lo scopo, a partire dall’osservazione della natura, di descriverne il comportamento secondo un processo logico di causa ed effetto, in cui gli elementi osservati vengono messi in relazione. Esso si basa su due concetti fondamentali: la teoria degli insiemi e la logica delle proposizioni.

La teoria degli insiemi ci assicura che gli oggetti di cui parliamo sono delle cose ben definite: gli insiemi sono caratterizzati dal fatto che possiamo stabilire con esattezza se un elemento sia o meno contenuto all’interno di un determinato insieme. Per esempio la mela appartiene all’insieme dei frutti, il cane all’insieme degli animali. Lo stesso principio vale per le proposizioni: le frasi che si usano in matematica non devono essere ambigue, ovvero bisogna saper dire esattamente se una frase è vera o falsa.

Pruriti scientifici: il dualismo (Micro e Macrocosmo) di Ilia Musco

Ciò che è in basso è come ciò che è in alto, e ciò che è in alto è come ciò che è in basso, per compiere i miracoli della Cosa-Una”.

Ermete Trismegisto (Secondo Principio della Tavola Smeraldina)

Francesco Franz Amato Pruriti scientifici: il dualismo (Micro e Macrocosmo) di Ilia MuscoCon questo articolo – il primo di una serie dedicata al dualismo – iniziamo una riflessione per delineare un punto d’incontro tra scienza e filosofia, consapevoli che né l’una né l’altra possano essere fine a sé stesse ma entrambe sono parte di un unico percorso evolutivo.

Un modo per ritornare alle origini della conoscenza quando, secondo il mito, scienza filosofia e religione formavano un “unicum” al quale avevano accesso solo pochi eletti (iniziati, sacerdoti, custodi del sapere) i quali avevano il compito di guidare un’umanità bambina nei sui primi timidi passi.

Le leggi del Microcosmo sono speculari a quelle del Macrocosmo, si legge nella Tavola Smeraldina di Ermete Trismegisto, e su questo postulato si sono successivamente sviluppate le religioni, i percorsi spirituali e le visioni filosofiche, da Oriente ad Occidente.

La vita appare caratterizzata dall’esistenza di una ricorrente dualità, che si manifesta attraverso infinite coppie di elementi: giorno-notte, maschio-femmina, piacere-dolore, vita-morte, finito-infinito… Il processo di evoluzione contiene al proprio interno un terzo elemento irrinunciabile che dalla contrapposizione di tesi e antitesi, per usare la terminologia di Hegel, porta  alla sintesi.

Si tratta dell’irresistibile spinta, insita nella Natura, al superamento della separazione, con la fusione tra gli opposti, che nella vita animale si manifesta attraverso l’istintiva spinta verso l’accoppiamento. L’essere umano, all’apice della piramide evolutiva, ha la possibilità di una maggiore consapevolezza di sé rispetto al mondo animale. Egli infatti, oltre che di un corpo governato dagli istinti, è dotato di una mente in grado di concepire l’Unità, filosoficamente definita come un assoluto immanifesto, e di un cuore in grado di provare una forte spinta verso la fusione nell’amore.

Quindi, sebbene la vita si manifesti attraverso una molteplicità di fenomeni, è importante capire se il mondo che ci circonda è costituito da entità ben distinte tra loro, oppure interdipendenti, in quanto manifestazioni di una causa prima non direttamente visibile. In altre parole, vogliamo comprendere se la natura intrinseca della dualità sia reale, cioè oggettiva, oppure, per usare un linguaggio tipico della tradizione orientale, sia il risultato di una percezione illusoria, legata al punto di vista soggettivo dell’osservatore.

Senza la dualità non esisterebbero vita e movimento e senza movimento non potremmo definire il concetto di tempo. Il tempo, infatti, non esiste in senso assoluto ma solo in relazione al movimento, ad  un processo di cambiamento osservabile e misurabile. A differenza di un ipotetico spazio vuoto, che idealmente possiamo immaginare esistente a priori, un tempo vuoto assoluto corrisponde matematicamente ad un singolo istante infinito, un non-tempo.

Pruriti Scientifici: i numeri poligonali. Di Ilia Musco

Francesco Franz Amato Pruriti Scientifici: i numeri poligonali. Di Ilia Musco

“Tutto è numero”

Pitagora (575 a.C. – 495 a.C.)

Dopo aver trattato negli ultimi tre articoli della forza di gravità, della teoria di Einstein e dei buchi neri, cambiamo decisamente argomento parlando di numeri e di geometria.

Il collegamento in matematica tra calcolo numerico e rappresentazione geometrica è fortissimo e di grande importanza.

Infatti, da un lato, grazie ai procedimenti analitici e computazionali, svolgiamo i calcoli necessari per trovare la soluzione di un determinato problema, dall’altro andiamo a studiare la soluzione ottenuta con una rappresentazione grafica che ci permette di averne una visione di insieme che spesso è essenziale per interpretarne il significato.

Utilizzando la geometria, il simbolismo matematico rivela ai nostri occhi i segreti che si nascondono dietro formule ed equazioni, guidando la mente del ricercatore verso la comprensione della natura.

Pruriti Scientifici: buchi neri e forza centrifuga . By Ilia Musco

Nell’appuntamento precedente abbiamo incontrato il concetto di buco nero e abbiamo visto che questo oggetto è il risultato più estremo che si può ottenere con un collasso gravitazionale. Se la massa è sufficientemente grande il collasso da’ origine ad una regione dello spazio-tempo da cui nulla può sfuggire, nemmeno la luce.

Francesco Franz Amato Pruriti Scientifici: buchi neri e forza centrifuga . By Ilia Musco

L’orizzonte degli eventi, come viene chiamato il confine di questa regione di non ritorno, determina la separazione tra due regioni dello spazio.tempo causalmente sconnesse tra di loro. Questo vuol dire che, siccome nulla dalla regione dentro l’orizzonte degli eventi può uscire fuori, nessun evento che accade all’esterno potrà essere causato da qualcosa che avviene all’interno.

Cosa avvenga veramente all’interno di un buco nero nessuno lo sa con certezza. La teoria ci dice che nulla può rimanere in equilibrio nella zona interna, e tutto è destinato a cadere all’interno della singolarità centrale. Non conosciamo però le trasformazioni cui la materia verrebbe sottoposta in tale situazione in quanto nessuno potrà mai tornare indietro per raccontarcelo.

La teoria contempla la possibilità che ciò che entra in buco nero vada ad aumentare semplicemente la sua massa e le sue dimensioni, oppure esca da un’altra parte, finendo in un’altra regione dell’universo o in un altro universo differente dal nostro (il famoso ponte di Einstein-Rosen che si può vedere in figura). Si ha il così detto wormhole, cioè un buco nero collegato ad un buco bianco che, contrariamente al suo compagno, emette invece di assorbire.

L’idea può sembrare allettante da un punto di vista fantascientifico per viaggiare in luoghi sconosciuti, ma è inutile farsi facili illusioni. La forza di gravità nelle vicinanze di un buco nero è così forte da sbriciolare ogni possibile corpo materiale che vi si avvicini, ben prima di attraversare l’orizzonte degli eventi.

Pruriti scientifici: la formazione dei Buchi Neri. Del Dott. Ilia Musco

“Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa”
Albert Einstein (1879 – 1955)

Francesco Franz Amato Pruriti scientifici: la formazione dei Buchi Neri. Del Dott. Ilia Musco

Nell’ultimo articolo abbiamo parlato della forza di gravità e di come essa sia la responsabile dell’attrazione tra corpi. Abbiamo anche visto come i suoi effetti divengano importanti quando si considerano masse molto grandi, come pianeti, stelle, galassie etc. etc.

Newton ha compreso l’origine di questa forza e ha dato all’umanità una formula matematica con cui calcolarne l’intensità, mentre Einstein ci ha spiegato che la gravità produce una “curvatura dello spazio tempo”  e anche come, nell’universo fisico, nulla possa muoversi nello spazio ad una velocità maggiore di quella della luce.

A questo punto proviamo a chiederci cosa succede quando la forza di gravità di un corpo è tale che la velocità di fuga dalla sua superficie raggiunge o addirittura supera i 300.000 km/s?

Pruriti Scientifici: La Forza di Gravità. A cura del Dott. Ilia Musco

Prima di iniziare il secondo articolo di Pruriti Scientifici, desidero ringraziare i numerosi lettori (più di 300 durante la sola giornata di lunedì!) che hanno dato la loro attenzione al pezzo di apertura di questa rubrica. Questo spinge sia me che Franz, al quale va il mio sentito ringraziamento per il caloroso sostegno, ad andare avanti sperando di continuare a lungo sulla strada intrapresa.

Una piccola precisazione: nelle nostre intenzioni questa rubrica dovrebbe avere una cadenza bisettimanale, uscendo con un nuovo articolo ogni lunedì e giovedì. Siccome non è sempre facile trovare argomenti interessanti da trattare, invitiamo voi lettori a fare domande, a lasciare opinioni, che possano dare origine a discussioni di approfondimento, e a suggerire nuovi argomenti di loro interesse che vorrebbero veder trattati in questa rubrica.

Oggi parleremo di uno degli argomenti pilastro della fisica la cui comprensione ci permetterà di affrontare nel prossimo futuro alcuni temi molto affascinanti.

LA FORZA DI GRAVITA’ (DA NEWTON AD EINSTEIN)

Francesco Franz Amato Pruriti Scientifici: La Forza di Gravità. A cura del Dott. Ilia Musco Francesco Franz Amato Pruriti Scientifici: La Forza di Gravità. A cura del Dott. Ilia Musco

“Non so come il mondo potrà giudicarmi ma a me sembra soltanto di essere un bambino che gioca sulla spiaggia, e di essermi divertito a trovare ogni tanto un sasso o una conchiglia più bella del solito, mentre l’oceano della verità giaceva insondato davanti a me. “


Isaac Newton (1643 – 1727)

“Io vedo nella Natura una magnifica struttura che deve far percepire ad una persona pensante un senso di umiltà.”

Albert Einstein (1879 – 1955)

In tutto l’universo fisico esiste una forza secondo la quale due corpi si attraggono tra di loro solo per il fatto di esistere ed avere una massa. È la forza di gravità, la cui intensità, come scoprì Newton, è direttamente proporzionale alla massa dei due corpi (M1 e M2) e inversamente proporzionale al quadrato della distanza D che li separa.

Qualcosa di nuovo è finalmente arrivato! Nasce “Pruriti Scientifici”, a cura del Dott. Ilia Musco.

Francesco Franz Amato Qualcosa di nuovo è finalmente arrivato! Nasce Pruriti Scientifici, a cura del Dott. Ilia Musco.Dopo avergli fatto la corte per un po’ (nemmeno poi tanto a dire il vero) il Dott. Ilia Musco ha deciso di collaborare con questo blog in modo continuativo.

Da oggi parte quindi una “rubrica” che, ovviamente dipendentemente dal tempo che Ilia vi potrà dedicare, spero potrà andare avanti a lungo: si intitola “Pruriti Scientifici” ed ha una sua pagina dedicata, che trovate nel menù del blog, terzultima voce a destra. Lì verranno raccolti, anche se, ovviamente, transiteranno sempre per l’home page.

Ilia…

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