Cosa si intende per risveglio?

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Per provare a comprendere (anche se farlo con la mente non significa, ovviamente, risvegliarsi davvero) cosa sia il risveglio, usiamo un sistema che ho trovato essere estremamente efficace: portiamo tutto in giù di un gradino.

Tutto quello che possiamo sperimentare nella materia è di fatto una sorta di “eco”, un riflesso di quello che possiamo sperimentare su altri piani. Quindi, usando la mente per quello che dovrebbe essere usata, possiamo farci un’idea (per quanto deleteria possa essere questa allocuzione) di quanto accade in mondi superiori, semplicemente osservando l’eco che abbiamo a disposizione. Da qui il sistema di portare giù di un gradino. Così, ad esempio, possiamo provare a comprendere cosa sia la quarta dimensione rispetto alla terza, osservando il rapporto tra il mondo tridimensionale e quello bidimensionale. Oppure pensare alla cosiddetta legge del sette (o dell’ottava), osservandone gli echi materiali, come le scale musicali.

Per quanto riguarda il risveglio, possiamo provare a ricordarci l’ultimo sogno che abbiamo fatto e che sia stato interrotto dal risveglio al mattino o durante la notte.

Quando sogniamo, l’ “io sognato” non ricorda l’esistenza dell'”io sognatore”, quindi nel sogno noi non siamo quello che siamo durante la veglia ma, di solito, un sottoinsieme di concetti, emozioni etc. etc. molto limitato rispetto a quello che conosciamo di noi durante lo stato di veglia.

Nello stato inferiore (quello di sogno), esiste una piccola parte di noi, limitata rispetto a quello superiore (quello di “veglia”).

Durante il sogno noi agiamo spesso in modi assurdi, facciamo cose che non faremmo mai o viceversa non facciamo cose che invece faremmo abitualmente. Magari in un sogno ci comportiamo da vigliacchi con una persona che nella vita reale non esiteremmo ad affrontare, oppure ci comportiamo da stronzi con qualcuno a cui ordinariamente non faremmo mai del male… e così via.

A volte, accade che, nello stato inferiore, in qualche modo arrivino barlumi di coscienza del nostro stato superiore. Senza che il sogno diventi lucido sperimentiamo in esso tuttavia un immediato cambiamento del sogno stesso e delle condizioni che si presentano a noi nello stato inferiore. Magari evitiamo un guaio, oppure ci “rendiamo conto” che qualcosa è assurdo etc. etc. e il sogno, a quel punto, cambia, oppure cessa con un risveglio.

Se da svegli proviamo a fare mente locale, dovremmo riuscire anche parzialmente a ricordare il nostro “io sognato” e a cosa gli accade quando ci svegliamo. In poche parole, con un brevissimo istante, l’io sognato cessa di esistere come tale e viene letteralmente sostituito dall’io sognatore. Il nostro alter ego onirico svanisce completamente ed ogni sensazione che provavamo nel sogno si trasferisce nello stato di veglia come un ricordo, a volte così lontano da sparire immediatamente, a volte così pregnante da rimanere.

In rarissime occasioni, quello che abbiamo sperimentato a livello onirico si “pianta” letteralmente nella nostra testa, magari permanendo per anni o per tutta la vita. Sono quelle rare volte in cui all’interno del sogno sperimentiamo qualcosa che potremmo definire “oggettivo”, ovvero che ha un suo valore anche per lo stato superiore, cioè di veglia.

L’io sognato non si ricorda mai dell’io sognatore, in quanto nell’istante stesso in cui questo avviene, succedono due cose: o il sogno cessa oppure diventa un sogno lucido. In entrambi i casi l’io sognato cessa di esistere esattamente come accade in un normale risveglio che interrompa un sogno.

Può accadere, se il sonno è molto profondo, che si facciano più sogni durante la stessa notte. In ogni sogno l’io sognato sarà diverso e non ricorderà i precedenti “io sognati” oltre che naturalmente l’io sognatore.

Alla fin fine comunque, salvo rare eccezioni, siamo noi (l’io sognatore) a produrre sia il sogno che i vari “io sognati” che si manifestano in essi e la nostra presenza a livello onirico, quando avviene in modo completo, determina il cosiddetto “sogno lucido”, ovvero quella condizione piuttosto rara in cui rendendoci conto di essere in un sogno, acquisiamo proprio per questo un completo controllo su quello che il sogno stesso ci presenta come ambiente, determinando gli eventi che in esso accadono, pur essendo completamente o quasi consapevoli del nostro “io superiore”.

Fin qui, credo che non ci sia nulla che non sia sperimentabile da ognuno di noi, senza particolari problemi, vero?

Ora facciamo un piccolo salto in alto: l’essere umano non è solo personalità, dove con tale termine si intende l’insieme di corpo, mente ed emozioni, ma ha anche (direi soprattutto) una sua componente superiore. Possiamo definirla Essere (nell’accezione della filosofia perenne, in quella teosofica e altre) possiamo definirla Anima (nell’accezione di varie religioni) ma questo poco importa. Quello che importa è che si tratta della nostra componente che non muore, quindi di qualcosa di permanente (e oggettivo) in rapporto alla personalità. In questo post userò il termine Essere per riferimento a questa parte

Quando si parla di Risveglio, spesso si fa un po’ di casino, perchè in realtà esistono diversi gradi di esso. Possiamo risvegliarci rispetto ad un certo insieme o sottoinsieme del nostro Essere, oppure possiamo risvegliarci ad esso completamente (quello che viene definito normalmente come, appunto, “Risveglio”) oppure andare oltre ed arrivare a stabilire la nostra consapevolezza su un piano superiore a quello causale, comprendendolo quindi completamente nella nostra Coscienza e divenendone completamente consapevoli (quella che viene definita “Illuminazione”, ovvero lo stato ultimo dell’evoluzione umana, dopo il quale si esce dal regno umano per accedere a piani ancora superiori)

Durante la nostra vita, l’Essere determina quelle esperienze che dobbiamo fare e quindi determina in senso generale il nostro comportamento. Lo fa in parte, una parte sempre più preponderante man mano che ci rendiamo conto della sua esistenza e gli “diamo retta” in qualche modo.

Alla nostra morte, questo Essere ovviamente non sperimenta alcuna fine. Per chi fosse cattolico o religioso, la cosa finisce qui. Per chiunque altro quello che accade è che l’Essere, dopo una pausa più o meno lunga, riacquisisce una personalità e prosegue con la sua sperimentazione.

Se durante la nostra vita diveniamo completamente consapevoli dell’Essere in questione, allora si entra in quella condizione che viene definita “Risveglio”, ovvero la più o meno istantanea trasformazione della nostra consapevolezza ordinaria in quella dell’Essere, ovviamente infinitamente più espansa.

Sono sicuro che molti a questo punto avranno mangiato la foglia: ebbene si, quello che accade nel Risveglio reale è esattamente o quasi quello che accade con il risveglio da un sogno; prendiamo tutto quello che abbiamo detto nella parte riguardante il sogno ordinario, sostituiamo al termine “io sognato” il concetto di “ciò di cui siamo consapevoli di noi abitualmente” (vale a dire la personalità) e a “Io sognatore” il termine “Essere” e il gioco è fatto.

Il vero Risveglio in vita porta l’Essere ad essere completamente manifesto e immanente la realtà ordinaria. A quel punto la personalità svanisce come neve al sole esattamente come l'”io sognato” e quello che c’è da quel momento in poi ha un discreto potere sul mondo in cui si manifesta, esattamente come in un sogno lucido possiamo quasi completamente decidere quello che accade.

Ma quello che più conta è che, quando il corpo fisico andrà incontro alla sua fine fisiologica, quello che lo abbandonerà non sarà qualcosa destinato a svanire, ma l’unica cosa che non morirà davvero mai: il nostro vero io.

Ecco perchè il Risveglio è così importante, ed ecco perchè non abbiamo tempo da perdere: per quanto riguarda noi come siamo oggi, abbiamo solo questa vita per risvegliarci. Ovvio che potremo farlo anche nelle prossime (e potremmo averlo già fatto in quelle precedenti) ma… sarà cambiato il sogno, sarà cambiata la personalità… sarà un altro io sognato che potrà risvegliarsi.

Prossima puntata: cosa si intende per “il vero maestro è dentro di noi”.

Ci si vede in giro!

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