Pfizer non cerca più la cura per l’Alzheimer… non rende abbastanza

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In diverse occasioni ho parlato di quale sia la logica perversa ed oscena con cui si muovono le multinazionali in genere e quelle farmaceutiche in particolare.

E’ di pochi giorni fa l’annuncio di una di queste, la Pfizer, una delle maggiori (ma non l’unica, dato che anche Merck ha scelto la stessa strada), che comunica che abbandona la ricerca di una cura per l’Alzheimer, in quanto “non ha raggiunto i risultati sperati”. Affermazione che, letta senza particolari capacità divinatorie significa semplicemente: “Stiamo investendo del denaro per trovare una cura ma, dato che gli eventuali profitti, quand’anche ne trovassimo una, non darebbero il margine che ci interessa, allora molliamo il colpo“.

Il che, semplicemente non è altro che l’effetto di una società in cui l’unica cosa che conta è il denaro. Della vita e della salute delle persone non frega un cazzo a nessuno, in modo particolare a coloro che dicono di fare della salute umana la loro missione.

Ora, al di là del fatto che personalmente io fossi nei governi dei vari paesi, formerei un gruppo compatto legislativo e ritirerei alla Pfizer qualunque licenza fino a che non decidono di riprendere la ricerca sull’Alzheimer, e che a semplice titolo punitivo ne confischerei la metà dei fondi da distribuire ai paesi poveri, incluse tutte le proprietà personali dei soci, e prenderei il CEO e il CdA e li sbatterei in galera per il resto dei loro giorni usandoli come cavia per la sperimentazione di qualunque nuovo farmaco, al di là di ciò dicevo, invito a riflettere sulla natura estremamente negativa di un’azienda che, pur nella legalità, si comporta in questo modo osceno.

Se per la Pfizer e compagni, la sofferenza e la malattia degli esseri umani contano così poco, quanto influirà questo sulla produzione di farmaci? Intendo dire: se produci un farmaco con lo scopo unico di guadagnare il più possibile, come lo produrrai? Sicuramente non in modo che risolva il problema per sempre, altrimenti perderesti clienti. Quindi ne produrrai di abbastanza efficaci per tenere sotto controllo il problema e non per risolverlo.

E altrettanto sicuramente ti impegnerai solo su quelle patologie abbastanza diffuse da essere lucrative ma solo se trovi qualcosa di funzionante entro un periodo di tempo abbastanza limitato in modo che la cura poi sia completamente lucrativa.

E altrettanto sicuramente te ne fregherai degli effetti collaterali di quello che produci dato che questo ti darà l’interessante prospettiva di vendere altri farmaci per contrastarli, e quando non sarà così farai in modo che la tua attività di lobby, una delle più potenti ed efficaci al mondo, ne nasconda la presenza oppure ne minimizzi le conseguenze etc. etc.

Quello che intendo dire è che è completamente insensato ed assurdo mettere la salute del genere umano nelle mani di chi la cura per esclusivo lucro personale.

Se questo mondo non fosse il cesso insensato e oscuro che è, la ricerca farmaceutica e sanitaria e la produzione di farmaci per la cura umana ed animale sarebbero attività svolte a livello planetario, con fondi comuni planetari provenienti da una percentuale delle tasse riscosse dai governi e senza scopo di lucro aziendale. Il che non significa non pagare uno stipendio a chi ci lavora, anzi! Ma sicuramente non pagare dividendi a soci o accumulare utili.

I farmaci prodotti sarebbero così grauiti o quasi, perchè già pagati a monte dalle nostre tasse e potrebbero essere dati a chiunque ne abbia bisogno. Per non parlare del fatto che a quel punto l’interesse non sarebbe più quello di rendere le persone malati cronici ma guarirle il più presto possibile, perchè prima guariscono meno pagano tutti quanti di tasse.

E non si vedrebbero più le porcate immonde a cui Pfizer e compagni ci fanno assistere, nella più totale, vergognosa, oscurantista impunità.

Ci si vede in giro!

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