Shadowhunters: una saga a dir poco becera

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Quest’estate, volendo proprio rilassare la mente, sono andato a caccia di romanzi “facili”. Entrato in una libreria, mi cade l’occhio su un volume della serie “Shadowhunters, di Cassandra Clare. Mi informo dalla libraia la quale mi dice che sono talmente venduti che praticamente continua a ricomprarli e vanno esauriti il giorno dopo.

Incuriosito ho letto il primo, scoprendo una cosa interessante, che mi ha portato a comprare tutta la saga e leggere tutti e sei i volumi (sono fortunato: leggo piuttosto rapidamente e li ho fatti fuori in poco più di una settimana).

La cosa interessante che volevo verificare, nel leggere tutti i volumi era per quale motivo un libro dalla trama così di bassa lega, così “ignorante”, potesse diventare un best seller.

In sintesi qui parliamo di uno stile cosiddetto “urban fantasy” ovvero di fantasy ambientato in città moderne al tempo attuale. In questo caso abbiamo la storia di un gruppo di ragazzi appartenenti a diverse razze magiche (c’è di tutto, vampiri, licantropi, angeli, nephilim, demoni etc. etc.) che si trovano a lottare uniti contro il male. In particolare i due protagonisti principali appartengono alla razza dei nephilim (una leggenda proveniente da diversi testi biblici e religiosi di varie culture, che descrive i nephilim come i discendenti di esseri generati dall’unione tra angeli ed esseri umani).

Sei volumi letteralmente costruiti a tavolino, in cui il fantasy occupa di fatto un posto secondario, mentre da padrone la fanno le vicende morali ed emotive, ma del rango più basso che vi possa venire in mente, degli adolescenti protagonisti.

Un moralismo becero, una falsa profondità che porta alla superficialità più esacerbata, alla stessa stregua di quello che si vede avvenire in una puntata di “Amici” o simili trasmissioni odierne.

Il danno di questo genere di libri è proprio questo: legittimare un mondo assolutamente irreale ma non in quanto basato su esseri mitologici o razze magiche, quanto perchè racconta un mondo emotivo e moralistico completamente idiota in cui i ragazzi e gli adolescenti di oggi sono già completamente, tristemente immersi.

Poteva essere un modo per mostrare un mondo più dilatato, una dimensione di maggiore profondità e possibilità ma niente, alla fine è un’operazione commerciale che ha come unica conseguenza quella di rovesciare addosso al lettore il moralismo e la limitatezza di quella visione estremamente superficiale che viene sempre più imposta da media mainstream e organi di diffusione di massa ai futuri uomini i quali, crescendo sotto l’egida di tanta miseria emotiva, non saranno sicuramente in grado, una volta adulti, di prendere delle decisioni profonde.

Da non leggere, se possibile!

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