Franz, perchè fai quello che fai? - Franz's Blog

Franz, perchè fai quello che fai?

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Ringrazio Pietro per questa domanda che di fatto mi da la possibilità per parlare di una piccola parte della mia visione e di esporre le mie motivazioni. La domanda per esteso era: “Franz, quali sono le motivazioni che ti spingono a fare tutti questi video, a scrivere su un blog così tanti articoli?”

Il fatto è che ritengo che ci si trovi in un momento assai particolare della storia del genere umano. Non credo sia difficile da notare come la situazione a livello mondiale stia progressivamente degenerando e l’umanità stia allontanandosi sempre di più da ciò che di profondo, sacro e vero ci sia.

Finora la Conoscenza è stata tenuta nascosta, conservata gelosamente per motivi di sicurezza e altre varie ragioni che non sono in discussione in questo momento. Ma un ambito come quello attuale sicuramente non si era mai strutturato e dunque è mia convinzione che la Conoscenza oggi debba essere fornita in modo meno restrittivo di quanto non si sia fatto finora.

Ma soprattutto, ritengo che non sia più il momento di vendere la Conoscenza solo a chi se la può permettere economicamente. Non che se uno insegna non debba essere ricompensato per questo, ci mancherebbe altro. Quello che intendo dire è che l’avidità non dovrebbe essere più il motore di tutto e se uno ha qualcosa da dare, non dovrebbe riservare questo solo a chi ha abbastanza soldi (tanti) da poterselo permettere.

Vendere la Conoscenza a caro prezzo in questo periodo non ha nessun senso ed è mia profonda convinzione che questa cosa debba cessare. Non ho una Conoscenza di grande nota ma, nel corso della mia vita, ho avuto la fortuna di ricevere ed apprendere molto, da uomini e donne straordinari. Tenere tutto questo per me non ha senso. Non che io sia realizzato o illuminato, ma ho potuto realizzare qualcosa e raggiungere comunque un certo livello di apertura mentale.

Ad un certo punto mi sono quindi dato una missione: condividere gli strumenti in mio possesso, sia quelli ricevuti in passato che quelli che vado via via acquisendo, con chi desidera cambiare se stesso per raggiungere un punto di veglia più dilatato.

Non è mio obiettivo cambiare nessuno ne il modo di pensare di qualcuno. Semplicemente desidero mettere a disposizione gli stessi strumenti che ho avuto la fortuna di ricevere.

E questo è il motivo per cui metto in piedi tutto questo cinema.

Ci si vede in giro!

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2 risposte a Franz, perchè fai quello che fai?

  • Caro Franz,
    credo che anche se non ti conoscessi, questo video sarebbe sufficiente, già da solo, a convincermi della tua pulizia interiore e della tua onestà intellettuale. E in effetti anch’io sono convinto che se ognuno di quei “nomadi” (per dirla con Battiato) che hanno realizzato qualcosa, magari a prezzo di 20, 30 o 40 anni di sbattimento full-time, mettesse a disposizione con semplicità e onestà il frutto della sua ricerca – poco o tanto che sia – anziché ammantarsi di verità che ha soltanto letto o ascoltato, e nelle quali crede di credere, allora forse il mondo dei ricercatori avrebbe a disposizione meno rivelazioni ma qualche valido strumento concreto in più.
    D’altra parte questo solleva un problema non da poco, ed è lo stesso problema che ha generato, a mio avviso, la possibilità del self publishing, grazie alla quale chiunque può scrivere libri e metterli in circolazione, col risultato che per ogni libro realmente valido, auto-pubblicato perché rifiutato dai canali ufficiali per mere questioni commerciali, ce ne sono 99 che avrebbero giovato al panorama letterario se non fossero mai venuti alla luce.
    E lo stesso rischia di essere (anzi: già è) nel campo della ricerca interiore, ormai ingombrato da personaggi che in buona o cattiva fede si pongono e si propongono come guru, coach, guide, trainer, master, mentor ed esperti a ogni livello, magari semplicemente perché si sono fatti una canna dopo una seduta di yoga in un club vacanze e si sono convinti di avere succhiato il latte della Verità direttamente dalle tette della Conoscenza.
    E per questo possono sentirsi in missione per conto di Dio, e in dovere di ammaestrare le folle.
    È pur vero che prima o poi la differenza salta fuori, ma appunto, ahimè, “prima o poi”. Ci vuole almeno qualche pagina per rendersi conto che un libro è una chiavica, e ci vuole qualche tempo – soprattutto per chi non ha ancora sufficiente esperienza e sufficienti strumenti di giudizio – per rendersi conto che un guru-coach non ha la minima idea di quello che dice (oppure che, semplicemente, ci sta marciando).
    E questo rischia di essere, nella migliore delle ipotesi, tutto tempo perso.
    Siamo nell’Era dell’Acquario, e la tendenza non è più quella di “sciogliere la goccia dell’io nell’oceano di un Idea o di un Maestro”, come nella precedente Era dei Pesci, ma ciascuno rivendica il diritto all’autonomia e all’autodeterminazione, ciascuno connesso a tutti gli altri ma diverso da ogni altro, ciascuno in diritto di parlare e di esprimersi.
    Sacrosanto, probabilmente, ma anche inevitabilmente dispersivo e potenzialmente fonte di problemi.
    Voglio citare al proposito un luminoso esempio di squisita idiozia, comparso qualche anno fa su LinkedIn, che si compendiava nella proposta (peraltro raccolta e seguita da non pochi follower) di un progetto di “meditazione aperta”, sul modello del software opensource. In pratica ognuno dei partecipanti avrebbe dovuto introdurre, secondo il suo gusto e le sue opinioni (cioè “a cap’e cazz”), un numero imprecisato di variazioni alla pratica, e poi condividere risultati e impressioni, con l’obiettivo di ottenere così una meditazione costantemente “migliorata”.
    Credo che ogni commento sia superfluo.
    E allora? Come conciliare il dovere di mettere a disposizione il frutto di una vita di ricerca con il rischio di autorizzare ogni ingenuo, illuso, presuntuoso, sciocco, mitomane, paranoico o bandito ad autoproclamarsi spacciatore di verità?
    Io una risposta non ce l’ho. So solo quello che penso di dover fare, e lo faccio.
    In fondo – come diceva John Wayne – “un uomo fa quello che deve fare”!
    ciao

    • Ciao Vic! Scusa… ho trovato solo ora il tuo commento finito nello spam per errore (non mio)! Chiedo venia!
      E’ vero quello che dici ma il fatto è che non credo che sia responsabilità di chi condivide genuinamente ciò che ha imparato il fatto che qualcun altro invece condivide delle sonore minchiate. Infatti se chi ha davvero qualcosa da dire smette di farlo, credo che il parco imbecilli non verrebbe a ridursi nemmeno di una singola unità. Anzi, per quel poco che ho potuto esperire, quei pochi che avrebbero una possibilità… perderebbero pure quella!
      E’ effettivamente un grandissimo casino e potremmo anche parlarne parecchio, giusto per il gusto di esaurire l’argomento. Si potrebbe ad esempio tirare in ballo quel buonismo che impedisce di dire a qualcuno “stai dicendo una cazzata” oppure quell’atteggiamento molto comune percui chi ha letto un paio di libri su un determinato argomento ritiene di esserne esperto, con le tragiche conseguenze che conosci meglio di me.
      Oppure anche in riferimento alla tua citazione dell’avvenimento su Linkedin, cose assurde per cui, concordo, ogni commento è effettivamente superfluo.
      Come te neppure io ho una risposta se non quella stessa che dai tu. So quello che penso di dover fare, e lo faccio. E W john wayne!

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