Islamofilia a prescindere dal buon senso. - Franz's Blog

Islamofilia a prescindere dal buon senso.

WCENTER 0XKJBEUECM                epa02336115 (FILE) A file picture dated 07 March 2010 shows Burqa clad Pakistani women walk on a road in Peshawar, as some countries observe International Women's Day. According to media reports on 14 September, the French parliament passed a law prohibiting wearing a full-face veil in public, meaning a ban will come into force in six months' time if it is not overturned by constitutional judges.  EPA/ARSHAD ARBAB

WCENTER 0XKJBEUECM epa02336115 (FILE) A file picture dated 07 March 2010 shows Burqa clad Pakistani women walk on a road in Peshawar, as some countries observe International Women’s Day. According to media reports on 14 September, the French parliament passed a law prohibiting wearing a full-face veil in public, meaning a ban will come into force in six months’ time if it is not overturned by constitutional judges. EPA/ARSHAD ARBAB

Solita premessa: su questo blog il vaffanculo è gratis per chiunque commenti da idiota e questo post non ha nulla di politically correct!

Detto questo, passiamo al dunque: l’ispirazione a mettere insieme i puntini che poi hanno dato origine a questo articolo mi è venuta per un articolo del Giornale condiviso su Facebook da una mia amica, che a sua volta ne riporta uno di Scott Campbell sul Daily Express.

In buona sostanza in UK, un parco acquatico organizza un evento per sole donne, al di fuori dei normali orari di apertura. Fin qui nulla di male.

Il fatto che suscita un grosso clamore è che la direzione del parco impone a tutte le partecipanti di indossare il “burqini”, ovvero un costume intero dalle caviglie alla testa (oppure per chi non ne possieda uno, leggings, maglietta e cuffia) a tutte le partecipanti, non solo alle donne islamiche!

Questo atteggiamento di sottomissione alle regole islamiche denuncia tutta la marcescente idiozia della cosiddetta democrazia occidentale, disposta a passare sopra ai diritti di chi ne fa parte, sulla base di quella che, passatemi il termine, altro non è che una leccata di culo nei confronti di una clientela o di un elettorato piuttosto vasto.

Non c’è alcun rispetto dietro il buonismo occidentale, c’è solo una convenienza economica e politica. Il buonismo non esiste, se non nella mente di quel popolino ignorante ed idiota che non si rende conto che non c’è un’ideologia, non c’è alcun rispetto di un’altra religione: c’è solo il solito, disgustoso interesse economico propagandato sotto le mentite spoglie della tolleranza oltranzista radicata nel moralismo più stupido; i responsabili del parco acquatico citato nell’articolo non avevano alcun bisogno di imporre il dress code integralista islamico a tutte le donne indiscriminatamente. Se proprio volevano rispettare i dettami islamici, potevano semplicemente avvertire che quelle che volevano potevano indossare il burqini oppure no. Solo che, appunto, non c’era alcun rispetto verso alcunché se non la prospettiva di un maggior incasso.

In occidente le donne hanno ottenuto il diritto di vestirsi come pare loro da non molto, forse non più di una cinquantina d’anni. Ma non parliamo solo di libertà di vestiario. Parliamo anche di quella libertà di diritto in senso lato che solo da poco tempo in occidente sta cominciando lentamente ad erodere la mentalità becera e maschilista dei secoli passati. D’altronde noi abbiamo la religione Cattolica che, se fosse stata lasciata libera di fare quello che voleva (e in parte ancora vorrebbe, basta ascoltare le sparate di quel tomo di nome Bagnasco), quanto ad integralismo avrebbe tranquillamente rivaleggiato con l’Islam moderno. Dico moderno per il semplice motivo che, così come il cristianesimo originale non aveva nulla a che vedere con lo schifo in cui si è trasformato ad opera di preti, prelati e politici conniventi, l’Islam originale non aveva a sua volta nulla a che vedere con quello che legioni di Imam e governanti corrotti hanno prodotto nel tempo .

Quella che una volta era una religione, oggi è diventato uno strumento guerrafondaio nelle mani di criminali senza scrupoli per il controllo e la tirannia. Certo, la stessa cosa che sarebbe successa con il cattolicesimo se la storia non fosse andata com’è andata. Ma sta di fatto che è andata ed il risultato, per quanto pieno di ignoranza, stupidità, integralismo e desiderio di potere, è diverso.

In altre parole, la storia ha trasformato il cattolicesimo in modo completamente diverso dall’Islam, che oggi comprende l’omicidio dell’infedele ed è ancora fermo a livelli premedievali in tutti i campi.

Quindi, per rispondere a quella manica di idioti che giustificano gli errori (ma sarebbe meglio dire “orrori”) dell’Islam con il fatto che anche i Cattolici hanno fatto cose simili in passato, dico: non dite scemenze, perchè il fatto di aver commesso errori in passato non giustifica il fatto che qualcun altro li possa compiere oggi; soprattutto quando i suddetti errori non sono “semplici” questioni comportamentali ma implicano la totale perdita della libertà e dignità umane e non solo delle donne.

Il buonismo idiota con cui la popolazione ignorante segue i dettami governativi è generato appunto dall’ignoranza dei veri motivi che muovono la classe politica e dirigente attuale che ragiona solo in termini di incasso ed elettorato, termini che per quanto riguarda la religione islamica sono numericamente imponenti. Il politico o il dirigente che pensa solo al numero di voti in più che gli arriverà dai musulmani propala al popolino la scusa della tolleranza e dell’assistenza tenendolo all’oscuro delle sue reali motivazioni.

Ma non è tutto. Il problema più grave è che in questo modo si permette ad una religione, ferma ai valori che per noi occidentali erano già obsoleti in parte nel secolo scorso, di prendere piede politico nei nostri paesi e ritornare ad imporre quegli stessi valori che abbiamo impiegato un secolo (e due guerre mondiali) a combattere ed a porre sotto un minimo di controllo.

La società occidentale e le donne in particolare sono pronte a dare del sessista a uno che fa una battuta sulle debolezze femminili ma poi sono d’accordo sul fatto che una donna possa essere costretta ad indossare il Burqa. La contraddizione è evidente ma legioni di idioti ne negano l’evidenza perchè c’è sotto un dettame religioso e la libertà religiosa non si tocca.

Balle! La libertà di religione si ferma nello stesso istante in cui va in contrasto con i valori sociali, civili, legali e umani di una qualunque società. E per quanto mi riguarda non vale neppure il principio che a casa propria ognuno fa quello che vuole: se a casa tua vuoi torturare una donna, un bambino o un uomo, mi fai schifo ma non ci posso fare nulla perchè ancora non esiste per me la libertà di venire da te e combattere per i loro diritti, altrimenti lo farei. Ma se pretendi di venire da me a imporre le tue leggi del cazzo, allora si che combatto! (e questo articolo ne è un esempio).

E non vale solo per la questione islamica, ma per tutta la questione dei migranti, per i quali la logica è la medesima: l’Unione Europea sgancia milioni di euro per la gestione dell’immigrazione dai paesi orientali ed è per questo che i nostri politici si muovono come si muovono, ma l’opinione pubblica si scandalizza se i migranti vengono gestiti con la forza dimenticando che quegli stessi migranti sono sfuggiti senza motivo alcuno da quei centri di accoglienza nei quali sono stati rivestiti a nuovo, nutriti e curati in attesa del normale procedere delle operazioni di legge. Nessuno ha negato loro l’asilo ma molti se ne fottono, escono dai centri di accoglienza, salgono sul primo treno e poi si piantano in una piazza qualsiasi a bivaccare, lamentandosi del “trattamento razzista” cui vengono sottoposti. E i media ci vanno a nozze perchè devono far leva sul buonismo moralista idiota dell’italiano medio che se la beve tutta!

La Francia (paese che a me sta particolarmente sulle croste da sempre) questo lo sa benissimo ed è per questo motivo che ha chiuso le frontiere: non vuole che arrivino sul suo suolo persone non identificate, sprovviste di documenti, e su cui non c’è alcun controllo. E per una volta sono d’accordo con loro, perchè ricordiamoci che non tutti i migranti sono persone oneste, tranquille, tolleranti e acculturate. Tra essi ci sono centinaia di delinquenti, che tengono in ben poco conto la vita altrui, e che non hanno il minimo rispetto per il paese che li ospita che viene semplicemente visto, almeno nel caso dell’Italia, come un luogo in cui possono fare i loro porci comodi perchè la legge per loro vale meno che per i cittadini di quel paese.

Succede solo in Italia, solo da noi, perchè l’opinione pubblica non insorge. E non insorge perchè quelli che pensano che una donna non dovrebbe mai e poi mai essere trattata come accade nei paesi integralisti islamici stanno zitti per paura di essere tacciati di intolleranza razziale o religiosa. Una paura che nasce da una pressione mediatica che fa credere a tutti che la maggioranza sia a favore di un’opposta islamofilia patologica quando non è affatto vero. 

Questo accadde perchè l’italiano medio  è un pusillanime che non prende mai la parola per primo, a meno che non sia certo di esprimere l’opinione della maggioranza. Questo i governanti lo sanno perfettamente ed è per questo motivo che la stampa pennivendola italiana continua ad agire come agisce, perchè a sua volta sa perfettamente che in questo modo coloro che potrebbero avere il coraggio di opporsi saranno sempre di meno.

Abbiate il coraggio di esprimere le vostre opinioni, anche se pensate di essere in minoranza.

Io lo dico: vedere una donna coperta con il burqa mi fa incazzare, perchè il Burqa è il simbolo dell’opera al nero per antonomasia, quell’opera al nero che castra la donna in ogni modo possibile ed immaginabile; non solo perchè contrario ad una legge italiana che prevede che chiunque debba essere identificabile ma quanto in opposizione a qualunque legge evolutiva.

E dico anche che non sopporto l’idea che qualcuno possa venire in Italia a imporre la legge islamica, né che qualcuno che viene accolto in asilo, poi si macchi di crimini di qualunque tipo senza che sia condannato ed immediatamente rimpatriato.

Non sopporto neppure che dei governanti tentino di imporre a forza una tolleranza che di tale non ha nulla ma significa semplicemente rinunciare ai propri valori ed ideali in favore di qualcuno che arriva nel nostro Paese pensando che le donne siano tutte puttane perchè non vestono come secondo lui dovrebbero fare, e quindi possono essere molestate, aggredite, violentate.

Non sopporto che una minoranza, qualunque essa sia, risulti immune alla legge in nome di un maggior diritto che non si sa esattamente da dove arrivi. E per finire non sopporto quelle persone che pensano esattamente la stessa cosa ma hanno paura di sostenere il proprio pensiero per paura che nuoccia ai loro affari o addirittura anche solo alla loro falsa immagine di perbenisti.

L’Italia è l’Italia, perdio!

E’ il Paese dell’inventiva, della fantasia e della capacità di cavarsela.

E’ il paese della bellezza, dell’amore, dei figli che so’ piezz’e’ccore, ma anche dei Nero a metà, della farfallina di Belen, della Figa (si, con la “F” maiuscola) e di chi la “spisiga”.

E’ il paese in cui la gente si ingozza di Aulin e corre a comprare l’iPhone 8932 anche se non gli serve e costa il triplo, il paese che si ferma davanti a una partita e passa tranquillamente sopra ai poveracci che non hanno neppure un posto dove stare.

E’ il paese delle contraddizioni e dei casini… ma, perdio, è il posto in cui sono nato e in cui, per quanto mi stia profondamente sulle croste, mai e poi mai vorrei vedere una chiesa sostituita da una moschea!

E vaffanculo a chi non ci crede!

 

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8 risposte a Islamofilia a prescindere dal buon senso.

  • Complimenti per l’articolo….
    Concordo pienamente in tutto…

  • Condivido solo in parte l’articolo. La frecciata critica alle religioni sottintende una presunta superiorità del pensiero laico quasi fosse oggi l’unica risposta all'”assolutismo” religioso. Sono orgogliosamente Cattolico e Italiano aperto al confronto con tutti. Alcuni valori occidentali si sono evoluti anche grazie al cristianesimo, uno dei motori fondamentali per lo sviluppo del pensiero moderno. Questo non vuol dire che condivido sempre tutto quello che dicono i vescovi ed il papa stesso. Se non altro le questioni che pongono ci costringono a discutere su alcuni temi principali, anche se non è detto che si devono sempre trovare punti di incontro. Il problema si pone quando si deve ragionare con persone che provengono da altri paesi, con culture e religioni diverse, che dicono di condividere gli stessi valori, ma che, in alcuni casi, sembrano vivere in mondi paralleli che non si incontreranno mai.

    • In realtà per me il pensiero laico è superiore a quello religioso, nell’istante stesso in cui accede alla spiritualità che ritengo essere l’evoluzione del pensiero religioso nell’istante in cui si fonde efficacemente appunto con quello laico. Ma comunque operiamo una distinzione tra Cattolico come mi pare molti siano diventati e Cattolico come invece è lampante che vorrebbe la Chiesa. Tra le due cose c’è una bella differenza, no?
      Poi è ovvio, nonché lapalissiano che ognuno è libero di credere a quello che vuole, almeno in teoria. Ma solo in teoria, perchè poi da quello in cui credi dipendono le tue azioni e da qui la responsabilità anche pratica nei confronti degli altri…

      • Non so se esiste un pensiero superiore ad un altro. Una volta mi è venuta la curiosità di capire l’orgine del termine “laico”. Con stupore ho scoperto che i laici erano semplicemente coloro che non facevano parte del clero cattolico. Oggi la stessa parola è diventata sinonimo di “ateo” o addirittura “anticlericale” con chiaro disprezzo verso la religione cattolica alla quale molta stampa dà grande risalto. Trovare “atei” all’interno del variegato mondo musulmano è estremamente difficile o forse sarebe meglio dire che nessuno dà mai loro la parola, proprio in ossequio a quella “islamofilia a prescindere” cui ti riferisci nell’articolo.

  • Un post forte diretto e soprattutto obiettivo,un post che condivido.
    Un saluto

  • Credo che non ci siano parole per commentarlo: hai già scritto tutto quello che c’era da dire e rappresenta (quasi) perfettamente il mio pensiero.

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