Libri da evitare: la Preghiera del Cuore di Jean Lafrance

jean-lafrance-la-preghiera-del-cuoreLa Preghiera del Cuore è una pratica meravigliosa, che non ha proprio nulla di razionale. Ne ho parlato in questo post, qualche tempo fa, per cui passo direttamente al commento di questo libro.

Jean Lafrance è un teologo, ovvero uno che ha studiato speculativamente… Dio. Ovvio che la teologia è una contraddizione in termini, dato che a chiunque sano di mente dovrebbe apparire evidente che se c’è una cosa che non puoi “studiare” è proprio Dio.

Genericamente i teologi (con le dovute eccezioni) sono persone che credono di poter risolvere le questioni spirituali usando l’unico strumento del tutto inadatto a fare ciò… vale a dire la mente speculativa.

In questo libro un teologo affronta una Pratica che non può essere studiata ma solamente esperita, messa in atto. Il risultato è una quantità infinita di speculazioni, pagine e pagine di ragionamenti dotti che, oltre che di una noia mortale, non aggiungono un solo atomo all’esperienza di questa pratica.

Lafrance… parla… parla… parla… spaccando il pelo nell’uovo ma al contempo frantumando i didimi nella loro sede naturale.

Un libro assolutamente inutile ma, come se non bastasse, perfettamente fuorviante se visto nel contesto di una società come quella odierna in cui l’essenza della ricerca spirituale viene sempre più confusa con l’attività di chiacchericcio mentale più inutile ed illusoria.

Purtroppo di libri come questo ne sono stati scritti molti. Fortunatamente, molti meno vengono letti.

Da evitare come la peste, a meno che non vogliate capire quanto la teologia sia lontana da ciò che pretende di studiare.

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5 Comments

  1. Giuseppe ha detto:

    Nei “Racconti di un pellegrino russo” l’argomento della preghiera continua è fulcro del messaggio didattico/ religioso dell’anonimo autore e certamente il significato e lo scopo dell’autore mi pare che siano raggiunti, non fassaltro per l’incitamento a “provare” l’esperienza. Il paragone è spontaneo; Come ritengo che la buona fede sia a base dell’autore dei “RACCONTI” così ritengo che sia tale la motivazione dell’autore Lafrance…. Certamente,dato l’argomento trattato e la varietà dei lettori a cui è diretto e, sopratutto, il retroterra culturale, hanno giocato un ruolo importante circa il contenuto espositivo, ma ritengo che al di là della farraginosità del linguaggio espositivo, bisognerebbe guardare alla complessiva impressione che la lettura desta. Non so se ho reso l’idea!!!!
    Certamente un teologo deve fare i conti anche con l’intelletto, nella speranza che quanto intende “dire” su tali argomenti particolari, siano in sintonia con le conoscenze, coi sentimenti ecc…ecc. di chi legge o ascolta.
    Comunque, mentre posso affermare che i racconti mi hanno positivamente impressionato, per averli letti e riletti, non posso dire nulla sul ns. Lafrance, che non conosco affatto ….
    G.R.

    • Francesco Franz Amato ha detto:

      Innanzitutto grazie per il commento e per il garbo espressivo.
      Per quanto riguarda il libro di Lafrance, è proprio guardando alla complessiva impressione del testo che ho maturato la mia tesi. Il problema fondamentale secondo me, è che data l’esposizione, appunto, farraginosa, il lettore difficilmente può cogliere il sostrato spirituale ed interiore di quella pratica.

      Tutto il commento di Lafrance difatti verte sul volgere il senso della “tecnica” (di fatto di questo trattasi) in senso speculativo scolastico ed intellettuale, obliterando così tutti gli aspetti completamente irrazionali, ma non per questo di minor importanza, della preghiera esicasta.

      Credo che solo chi avesse prima letto il celeberrimo “Racconti di un Pellegrino Russo”, come probabilmente ha fatto lei e d’altro canto pure il sottoscritto, potrebbe avere la possibilità di cogliere l’essenza di quella preghiera se dovesse limitarsi a questo testo.

  2. Caterina ha detto:

    È un libro che ho letto e continuo a leggere da anni…per nulla pretenzioso…non è affatto vero che l’autore parla, parla e parla…. è un testo che arriva dritto al cuore…penso che bisogna leggerlo con tanta semplicità ed umiltà di cuore…se dovessi dare un voto a questo testo gli darei un bel 10.

    • Francesco Franz Amato ha detto:

      Nulla da dire… ma onestamente mi pare strano che ne abbiamo avuto un’impressione così diversa… posso chiedere in che lingua lo ha letto?

  3. chiara bazzan ha detto:

    Nessun libro è da evitare, a me questo è piaciuto moltissimo e lo consiglio come lettura durante questo tempo estivo.

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