Luci ed ombre dei siti antibufala

DSC_3411Fioriscono i siti e i servizi antibufala. Un bene, non c’è che dire: su internet ormai si legge di tutto ed il contrario di tutto, quindi qualcuno che si dia da fare per controllare alcune notizie non fa di certo male, anzi!

Ma, come per tutto quanto, c’è anche il rovescio della medaglia. Un conto è dimostrare, prove (o logica) alla mano, che una notizia è falsa. Un altro, completamente diverso, è usare questa scusa per tentare di distruggere ciò che è contro la “scienza ufficiale” in qualsiasi campo.

La differenza è sottile ma sostanziale.

Se io sostengo che una notizia è falsa e lo dimostro con la logica, o con prove reali… beh, nulla da dire, ovviamente

Ma se io sostengo la stessa falsità dicendo che “non esistono prove che dicano che la notizia è vera”, allora sto facendo una porcata.

Se lo stesso metodo fosse usato in tribunale, per provare l’innocenza o meno di una persona, assisteremmo ad una quantità di condanne spaventosa: nell’ordinamento di (quasi) tutti i paesi civili, una persona è innocente fino a prova contraria. Questo significa che per condannarla, dobbiamo provarne la colpevolezza.

Il sistema usato da alcuni nel sostenere la falsità di una notizia o di una qualsiasi tesi è l’equivalente di sostenere in tribunale la COLPEVOLEZZA fino a prova contraria.

Pensateci: se l’onere della prova viene trasferito dall’accusa alla difesa, diventa quasi impossibile sostenere qualunque posizione.

La prova al negativo è quasi sempre impossibile. Posso provare di aver fatto qualcosa, ma il contrario diventa quasi insostenibile. Come posso provare di NON aver fatto qualcosa? L’unico modo è provare irrefutabilmente la mia impossibilità di fare quella cosa, ma anche questo può diventare quasi impossibile. Pensateci.

Lo stesso vale per alcuni “sbufalatori”, che invece di dimostrare l’infondatezza di una notizia con prove certe, fingono di dimostrarla adducendo la mancanza di prove a sostegno.

E’ lo stesso sistema con cui oggi vengono avversate tutte le metodiche di cura che non piacciono a Big Pharma; è anche lo stesso sistema con cui si nega l’esistenza di dimensioni spirituali o semplicemente non materiali.

E come se non bastasse, specialmente nel caso delle notizie riguardanti la medicina, si citano spesso come prove contrarie studi scientifici finanziati esclusivamente da chi ha un interesse economico estremamente di parte.

Per fare un esempio, provate a vedere quanti “studi scientifici” che dimostrano l’efficacia dei chemioterapici sono finanziati da enti indipendenti. Sostanzialmente: nessuno.

Quindi, anche quando andate a verificare una notizia di cui volete capire la veridicità, attenzione a chi ne sostiene la falsità. Controllate sempre che sia quest’ultimo a portare prove irrefutabili.

E poi vi lascio con un dubbio: come mai tutti i siti antibufala sostengono unicamente la falsità di notizie che vanno contro i vari sistemi ufficiali e mai di altre?

Provate a cercare un sito antibufala che definisca una bufala l’efficacia della chemioterapia. O la religione cattolica o musulmana. O qualunque altra teoria accettata dal sistema societario odierno.  Scoprirete che non ne esistono.

Domanda assolutamente non pleonastica: come mai?

Condividi

Commenta con il tuo nome Facebook

Lascia un commento

Inserendo un commento acconsenti al trattamento dei tuoi dati. Per maggiori informazioni consulta la nostra Informativa. I campi seguiti da "*" sono obbligatori. La tua email comunque NON viene pubblicata.