Come si fa ad ascoltare "davvero"? - Franz's Blog

Come si fa ad ascoltare “davvero”?

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Una bella domanda! La prima volta che la posi ricevetti in risposta una bella risata. Ma poi… a furia di insistere… ma questa è una storia vecchia.

Comunque una rigorosa premessa: questo post non potrà che essere superficiale. L’argomento è veramente troppo complesso per volerlo risolvere in uno spazio così ristretto… vorrà dire che ritornerò sull’argomento!

Innanzitutto chiariamo il significato di ascolto. Ci sono tantissimi livelli a cui si può ascoltare qualcun altro. Si può ascoltare nel senso classico, ovvero nel senso di usare l’udito e prestare attenzione a quello che ci sta dicendo.

E’, a tutti gli effetti, già qualcosa che non capita spesso, dato che tra le parole che dice uno e quello che capisce l’altro, può davvero passare un intero mare di significati diversi. Quindi stiamo già parlando di un livello di ascolto in cui chi si interessa all’altro lo fa con una buona dose di consapevoleza, in grado di distinguere, discernere, comprendere ed infine non giudicare. Già perchè per ascoltare davvero, la prima cosa da fare è non giudicare, ovvero non pensare di aver capito tutto quello che c’era da capire: “Eh beh… certo!”

Da qui in su, per livelli crescenti di difficoltà, abbiamo livelli crescenti di capacità di ascolto. Da quello appena visto, già importante, in cui dedichiamo la nostra attenzione davvero a quello che ci sta dicendo il nostro interlocutore, su su fino a… mah… devo dire che non c’è limite in realtà alla capacità di ascoltare un altro essere umano. Gli unici veri limiti che ho potuto incontrare finora sono la propria consapevolezza (e non è un limite da poco, lo riconosco) ma soprattutto il desiderio che abbiamo di comprendere davvero l’altro.

Questo desiderio può avere diverse origini: passione, amore, ma anche, “semplicemente” compassione. Sia quel che sia, alla fine più desideri entrare in unità con ciò che stai ascoltando e più probabilmente riuscirai a farlo.

Ma come si fa?

E’ un atto del cuore (tanto per cambiare, direte voi): è un atto che parte proprio dal nostro cuore. Il desiderio di unità parte da lì ed è lui a determinare quell’espansione che poi porta ad espandere quel desiderio in campi sempre più grandi, fino ad includere tutto il possibile.

Quindi la prima cosa da fare, per ascoltare in quel senso… è porre attenzione al proprio cuore. Quello fisico, naturalmente, ma in realtà ascoltando le sensazioni che si producono in noi partendo dal nostro “sole blu” interno.

All’inizio si percepiranno solo le nostre paure, dubbi, fatiche, gioie, dolori… insomma: il nostro emotivo (e nemmeno quello vero, tra l’altro). Ma poi si potrà scoprire che, sotto di esso, vi è un mare di sensazioni che non riusciremo a riconoscere come pienamente “nostre”.

Ecco: in quel momento stiamo ascoltando. Il problema è che, sempre all’inizio, non riusciremo a comprendere da chi o da cosa ci giungono quelle sensazioni estranee. Il passo successivo consiste quindi nel “dirigere” l’ascolto (non è obbligatorio, ovviamente…).

Questo è un atto che implica la volontà: voglio ascoltare “quello”. Molto più facile da farsi, specialmente all’inizio, se vi è una spinta emotiva verso ciò che vogliamo ascoltare.

L’ascolto è una funzione del cuore che, come per qualsiasi muscolo, necessita allenamento. Ecco allora che il modo migliore per allenare il nostro nuovo senso sarà quello di chiedere conferma di ciò che abbiamo percepito; attenzione però: non è detto che chi vi sta di fronte gradisca che lo “leggiate”. Perciò, chiedete conferma solo su cose che non offendano la sensibilità di chi avete di fronte (anche perchè, diversamente, oltre a fargli girare i cosiddetti, otterrete quasi sicuramente una menzogna).

Ecco: questi sono i primi passi per imparare ad ascoltare. Diciamo l’ “ABC” di questo meraviglioso atto d’amore.

Ce ne sono molti altri, ma alla base, c’è sempre solo una cosa: l’amore. Senza amore nulla di tutto questo può avere senso.

In realtà, senza amore nulla può davvero avere un senso.

Per parafrasare Yoda:

L’amore ci avvolge, ci penetra, mantiene unita tutta la galassia.

E oltre…

Ci si vede in giro!

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5 risposte a Come si fa ad ascoltare “davvero”?

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Catherine Bellwald

Fisiatra, Agopuntrice, Esperta in Medicina Tradizionale Cinese

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