I Sussurri del Lama: raccogliersi in silenzio

La pratica, la meditazione, e tutte le altre attività pregnanti in un cammino spirituale, dovrebbero sempre essere considerate come mezzi, non come il fine. La meditazione non è il fine, ma il mezzo tramite cui ottenere la liberazione, l’illuminazione.

Ma l’illuminazione stessa, oltre che rara, per quanto sia un evento straordinario nell’esistenza di un essere e di tutti coloro che ne sono a contatto, non può essere il fine ultimo.

Illuminarsi, crescere in saggezza, realizzare se’ stessi dovrebbero essere valori universali, destinati al bene di tutti gli esseri senzienti.

In realtà è questo lo scopo: che tutti gli esseri possano liberarsi dalla sofferenza, non solo uno (cioè “io”).

A volte si perde di vista tutto questo, ed è allora che viene il momento di raccogliersi in silenzio.

Non il silenzio delle parole, e neppure quello della mente.  Soprattutto il silenzio dev’essere quello del cuore. Perchè solo il cuore può ascoltare davvero, e solo il cuore può davvero stare in silenzio per accogliere la parola di Dio.

Se siamo raccolti in silenzio nel cuore, ecco che sarà impossbile ignorare la chiamata alla compassione: è lì che nasce il vero cammino oppure, se già è iniziato, è in quello spazio sacro che può riprendere il proprio vigore.

Raccogliersi significa semplicemente stare lì, al centro del nostro essere; permanere in uno stato naturale di ascolto ed apertura, fino a quando il canto del cielo si unisce con quello della terra e al nostro interno si chiarisce l’intento compassionevole.

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2 Comments

  1. Wfal ha detto:

    Om shanti…Lama T.

  2. Donatilla ha detto:

    ….dolcissimo…OM SHANTI

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