Sentire il sentire

Come si fa a sentire? E che cos’è quella cosa chiamata “sentire”? Per quanto mi attiene la risposta è al tempo stesso semplice e complessa. Semplice perchè il sentire è… ciò che si sente.

Complessa perchè il sentire difficilmente è univoco, difficilmente è “monolivello”. E allora il sentire lo devi… sentire.

La stessa cosa, sentita in giovinezza o qualche anno più tardi, cambia. Perchè sono cambiati gli strumenti con cui ne divieni cosciente. Quando sei giovane l’emotivo gioca un ruolo dominante, dal quale devi obbligatoriamente esulare, se vuoi comprendere quello che senti ma che, al tempo stesso, in quel momento, rappresenta il tuo strumento principale per percepire quello che senti, per renderti cosciente di esso.

Poi passano gli anni e ti rendi conto che la percezione del sentire non può basarsi esclusivamente sull’emotivo. Il sentire esiste a prescindere dalle reazioni emotive che ti produce.

Questo significa, in soldoni, che se prima il sentire lo percepivi in modo indiretto, a mezzo delle emozioni che ti generava (il che non lo rendeva propriamente un sentire con la S maiuscola, detto tra di noi), oggi usi qualcos’altro per percepirlo, qualcosa di più vicino al gran finale, ovvero…. sentire.

Sei andato sostanzialmente un po’ più in là, hai approfondito l’ascolto. Grazie al silenzio che sei riuscito, in qualche modo, a rendere più profondo, e che ti permette di essere direttamente consapevole di una porzione un po’ più grande di quel sentire che prima potevi percepire solo tramite le perturbazioni che generava nel campo emotivo.

Un po’ come un sasso in uno stagno. Prima ti accorgi che qualcuno l’ha buttato perchè vedi dei cerchi sulla superficie dell’acqua, poi perchè cominci a vedere il sasso un attimo prima che entri nell’acqua.

Si tratta ancora di una macchia confusa ma, almeno, è al netto dell’acqua che dopo un istante lo ricoprirà.

Il che, nell’attesa di arrivare a vedere colui che il sasso lancia, come disse il bardo… è pur sempre qualcosa!

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3 Comments

  1. Fede ha detto:

    Franz hai un’enciclopedia al posto del cervello… il ‘bardo’ è Shakespeare?!

  2. emanuela ha detto:

    😀

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